Recanati, la direzione Ircer:
«Doveroso trasferire i malati
nelle strutture sanitarie»

CORONAVIRUS - La direzione sollecita Asur e Area Vasta a portare gli ospiti contagiati dove possano ricevere le cure adeguate

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«Doveroso trasferire i malati nelle strutture sanitarie». A dirlo è la Fondazione Ircer di Recanati, in una nota a firma del presidente, Giacomo Camilletti, e del direttore generale, Mara Pierini. Nella struttura ci sono 17 ospiti positivi, ai quali si aggiungono due operatori. «La situazione è in continua evoluzione dopo la prima mappatura sanitaria, sia dal lato ospiti sia dal lato operatori – scrive la direzione –. L’Ircer è entrata in una nuova fase della gestione, vista la presenza degli ospiti positivi al Covid 19 e ospiti non Covid 19. Una fase critica e complessa della situazione sotto tutti gli aspetti e della gestione ad essi conseguente. Prontamente, ha chiesto ai medici di Medicina Generale che hanno in carico gli ospiti per il lato sanitario, la massima collaborazione, ancor più, finalizzata a garantire le migliori cure al proprio assistito in Ircer. Questa nuova fase pone l’Ircer di fronte all’evidenza che la stessa è una struttura socio sanitaria, con requisiti organizzativi e strutturali previsti per tale tipologia di struttura in conformità alla legge, destinata ad accogliere anziani non autosufficienti, con esiti di patologie fisiche, psichiche, sensoriali o miste stabilizzate, non curabili a domicilio e che non necessitano di prestazioni sanitarie complesse. Motivo per cui, la Fondazione ritiene che per la tutela della salute e sicurezza delle cure, l’ospite non autosufficiente, fragile con pluripatologie e ora positivizzato da virus Covid 19, vada trasferito in strutture sanitarie, di tipo extraospedaliero o ospedaliero, pubbliche o private convenzionate, ma di tipo sanitario. Si ritiene che il trasferimento sia doveroso e il più sicuro per questa tipologia di ospite già fragile con pluri patologie e ora positivo al virus Covid 19, e sia doveroso perché aumentata la sua fragilità e complessità e quindi assistito in una struttura di tipo sanitario che sia idonea sotto tutti i profili organizzativi e strutturali per questa nuova tipologia di ospite che non corrisponde più alla tipologia di ospite entrato in Ircer e accompagnato dall’unità valutativa distrettuale iniziale». La Fondazione Ircer ha inviato all’Area vasta 3, il 9 parile, una formale richiesta di trasferimento degli ospiti Covid 19 in strutture sanitarie. Medesima richiesta è stata inviata all’Asur. La Fondazione Ircer si è attivata anche per richiedere ad Asur Marche di poter attingere alla sua graduatoria di personale infermieristico. «Ad onor del vero la Fondazione lo ha richiesto anche agli ordini professionali, associazioni di categoria e pubblicato sul proprio sito la manifestazione di interesse per l’assunzione di infermieri; su tutti questi fronti, ad oggi, gli sforzi non hanno prodotto effetti, rimanendo in forte sofferenza per la parte infermieristica. Dovendo gestire nel frattempo la nuova fase di emergenza, ha ritenuto rafforzare l’organico, con l’assunzione di una ulteriore figura professionale per gestire l’emergenza sanitaria, quale quella di un medico che si è aggiunto a quello già presente in organico. A lui, a nome della direzione e del consiglio di amministrazione Ircer va tutto il nostro ringraziamento, apprezzamento e senso di gratitudine perché, ha accettato la richiesta, senza indugio, e si è rimesso anche lui in prima linea nonostante fosse in pensione da alcuni anni, volendo al contempo apportare la sua specializzazione e lunga esperienza ospedaliera a supporto della gestione dell’emergenza sanitaria in Ircer». La Fondazione Ircer «con l’intento di far avere al proprio ospite un percorso di cura sempre adeguato, rinnova l’appello alle autorità sanitarie competenti, per un gesto di grande responsabilità che fino ad oggi hanno sempre dimostrato di avere nella gestione collaborativa e costruttiva con l’Ircer a salvaguardia della salute dell’ospite ivi presente, e rinnova la richiesta di accoglienza senza indugio e prontamente in strutture di tipo sanitario, quali extra ospedaliere o ospedaliere, gli ospiti Ircer quali anziani a rischio, non autosufficienti con pluripatologie, positivi al virus Covid 19. Le scelte vanno fatte specie in questa emergenza sanitaria, farle anche concertandole e condividendole con i nostri “partners professionali” di sempre, Asur Area Vasta 3 e tutte le altre autorità sanitarie coinvolte, è il miglior percorso lungo la filiera della salute che possa essere garantito ad ogni individuo».

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