La maggioranza firma in bianco
il tuffo last minute di Carancini

MACERATA - Bocciata la mozione del centrodestra che chiedeva di fermare le piscine alle ex Casermette, anche per il caos viabilità di via Roma. Il sindaco tira dritto e rivela: «Saranno delle stesse dimensioni di quelle che dovevano sorgere a Fontescodella». Micozzi (Pd) si astiene: «Non conosciamo il progetto». L'opposizione compatta: «Non mettere le mani anche sul futuro, dopo 10 anni di fallimenti doveva essere il nuovo sindaco a scegliere». Mosca: «Le fai solo per evitare la Corte dei Conti». Ritirata la delibera sulla Nuova via Trento, Marchiori: «Vittoria dei maceratesi che vogliono un'amministrazione trasparente contro il duo Carancini-Ricotta»
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L’intervento di Maurizio Mosca dai banchi del centrodestra: oggi i consiglieri hanno chiesto di fermare l’iter per la realizzazione delle piscine alle ex Casermette

 

di Alessandra Pierini (foto Fabio Falcioni)

Piscine alle ex Casermette, amministrazione avanti tutta. «Saranno delle stesse dimensioni di quelle che dovevano sorgere a Fontescodella» ha svelato il sindaco Romano Carancini, facendo storcere il naso anche ad alcuni dei consiglieri della sua maggioranza, tra cui Paolo Micozzi del Pd («Mi asterrò perché non conosco il progetto») e Ivano Tacconi dell’Udc («I metri sono pochi, non possono venire a fare una nuotatina»). Respinta comunque con l’appoggio della maggioranza la mozione presentata dal centrodestra che chiedeva di interrompere l’iter per la realizzazione dell’impianto nel nuovo polo scolastico. «Far fare le piscine a Carancini è come far guidare la nave a Schettino» ha detto Riccardo Sacchi che si è fatto portavoce dell’opposizione.

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Il sindaco Carancini

«Lo scorso marzo il Comune di Macerata e la Fontescodella S.p.A. –  ha spiegato Sacchi – hanno siglato una transazione che, dopo problematiche di vario genere, ritardi, annunci, impegni disattesi, ha messo la parola fine all’ultradecennale vicenda relativa agli impianti natatori da realizzare a Fontescodella. Persino il sindaco ha dovuto ammettere che si è trattato di un grave fallimento politico. Dopo il rifiuto da parte della maggioranza di centrosinistra di dar vita a una commissione di indagine sulla vicenda, il sindaco, la scorsa estate, ha annunciato un progetto per la realizzazione degli impianti all’interno dell’area delle ex Casermette di via Roma».

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Gli assessori Iesari, Monteverde e Ricotta

Sacchi ha anche sottolineato i problemi relativi alla viabilità della zona che sarà già appesantita dalla prossima apertura di due scuole e ha quindi chiesto all’amministrazione di astenersi da ulteriori iniziative negli ultimi sei mesi della consiliatura. Categorico il sindaco Carancini: «Il problema viabilità non giustifica l’attacco al progetto: la piscina all’interno di un campus scolastico è un’ottima operazione. Dovete guardare all’interesse della città e non delegittimare. Potete tranquillamente dire che ho fallito sulle piscine a Fontescodella, ma ora dovreste anche proporre: se non alle Casermette, dove? La piscina è un’opera pubblica importante che dovrebbe essere sostenuta anche dall’opposizione. Ci saranno disagi alla viabilità che speriamo di ridurre al massimo e saranno risolti successivamente dalla bretella via Mattei Pieve. E aggiungo che Macerata oggi ha comunque una piscina più che dignitosa, quella in viale don Bosco, dove vanno molto persone. La piscina alle Casermette non verrà realizzata nei prossimi sei mesi, noi contiamo di chiudere il progetto. Oggi si fa ironia sulle “forbici roventi” e le inaugurazioni degli ultimi mesi ma c’è bisogno di tempo per portare a termine le opere».

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Ivano Tacconi ed Enrico Marcolini

Dura la risposta di Maurizio Mosca: «L’opposizione le piscine le ha sempre volute ma dopo il fallimento a Fontescodella dovevi farle fare ad altri. Il prossimo sindaco, chiunque sarà, doveva avere il diritto di fare altre scelte anziché ritrovarsi questa operazione fatta all’ultimo minuto. E non lo stai facendo per il bene della città, è l’occasione per salvarti dalla Corte dei conti perché hai acceso un mutuo per le piscine che non hai fatto. Dovevi concludere questo iter per non rischiare».
Parla di «fallimento completo» Anna Menghi: «I 705mila euro pagati dalla Fontescodella Spa non possono essere considerati un’ammissione di colpa da parte dell’azienda. La transazione è un punto d’incontro per tacitare la vicenda. Siete stati capaci di far rimettere al comune l’osso del collo e di litigare anche con i privati. A parlare di visione ci vuole coraggio. Avete ridotto questa città a coprire il ruolo di capoluogo non guardando lontano, ma sotto la suola delle scarpe. Con il campus all’ex Saram, avete sprecato l’ultima area importante della città».

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Paolo Micozzi, consigliere del Pd

Della stessa idea Paolo Renna (Fratelli d’Italia): «Questo progetto non riduce il gap e non pensa in grande». Paolo Micozzi (Pd) annuncia l’astensione: «Non ho mai visto un atto né un’idea di massa, ho solo sentito oggi il sindaco che le dimensioni sono le stesse previste dal vecchio impianto. Chi potrebbe dire no alle piscine comunali?». Poi sulle ex Casermette: «Se non ci fosse stato il terremoto, noi le nuove scuole non le avremmo mai avute». Li ha ripresi Paola Ottaviani (Pd):  «Due scuole e due palestre e forse anche le piscine è la cosa migliore che potevamo fare in quell’area». Altri consiglieri di maggioranza hanno difeso l’operazione.

ConsiglioComunale_25novembre19_FF-3-325x216Ritirata invece la delibera sulla variante al Piano Regolatore per regolarizzare una palazzina di proprietà della Nuova Via Trento. Gioisce Andrea Marchiori (Lega) che ieri aveva attaccato l’amministrazione proprio su questa delibera:  «La Lega li coglie sul fatto  – sottolinea – ed il sindaco in scadenza Carancini ed il suo aspirante successore Ricotta, assessore ai lavori pubblici, ritirano. È la vittoria dei maceratesi che vogliono la buona amministrazione al posto dei colpi di mano e di carte bollate con cui troppo a lungo sono stati governati». La variante richiesta dall’amministrazione in commissione urbanistica puntava a sanare l’irregolarità di una proprietà della Nuova Via Trento, società che avrebbe dovuto costruire l’omonima bretella.

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Andrea Marchiori

«Sarebbe stato funzionale ad allungare i termini del risarcimento a Ntv di milioni di euro a cui il Comune di Macerata è stato condannato in sede di arbitrato. Ricordiamo che la Commissione Urbanistica chiamata a deliberare, inoltre, è presieduta da Paola Ottaviani, la stessa persona che è presidente del Consiglio di Amministrazione della Nuova Via Trento». Il ritiro della delibera è secondo Marchiori l’ennesima prova del declino dell’egemonia Carancini – Ricotta: «Avevano pure tentato di mascherare la sanatoria da errore dell’ufficio tecnico comunale».

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