Campus scolastico, ecco il progetto:
“E’ l’opera più importante
della storia del Comune di Macerata”

RIVOLUZIONE CASERMETTE - Il sindaco Carancini ha illustrato l'intervento che costerà 12 milioni di euro: "Obiettivo primavera 2018. Saranno realizzati due plessi da 2.500 metri quadrati, una piazza e impianti sportivi. Una strada dividerà le scuole da un centro direzionale che potrebbe ospitare uffici, attività commerciali e una Rsa. Ci sarà spazio anche per la cittadella giudiziaria"
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Il sindaco Romano Carancini illustra il progetto del nuovo campus alle Casermette

 

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Una veduta aerea del campus con i due istituti e la grande palestra

 

di Claudio Ricci

(Foto di Lucrezia Benfatto)

Un campus scolastico comprensivo di due istituti, una palestra da 2.200 metri quadrati, una piazza e un centro direzionale dove potranno sorgere uffici, attività commerciali, una rsa, e forse anche la tanto discussa cittadella giudiziaria. Il tutto circondato dal verde. L’amministrazione presenta il progetto del nuovo campus scolastico “Dante Alighieri- Enrico Mestica” che sorgerà nell’area ex Saram. I muri delle Casermette verranno abbattuti e verrà realizzata una strada che collegherà via Roma al quartiere San Francesco tramite una nuova rotonda (forse due). Un lotto da 24mila metri quadrati che sarà occupato in un primo momento dai due nuovi istituti comprensivi che sostituiranno gli edifici di via dei Sibillini e di via Giuliozzi resi totalmente inagibili dal sisma ed entrati nell’ordinanza delle prime 21 scuole da ricostruire nell’area del cratere.

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GLI ASSESSORI – In primo piano Stefania Monteverde (Scuola) e Narciso Ricotta (Lavori pubblici)

L’OPERAZIONE Costo del progetto, che lunedì finirà sui banchi del Consiglio comunale: 12 milioni di euro. Di questi, 3 milioni verranno sborsati dal Comune tramite la permuta a Cassa depositi e prestiti (proprietaria delle Casermette) dei complessi Alighieri (valutato 500mila euro) e Mestica (1,5 milioni) con annessa la chiesa di San Barnaba (450mila euro). Questi ultimi saranno ceduti al Comune dall’Ircr. Vanno sommati 350mila euro di atti burocratici. “Si tratta del più importante intervento della storia del Comune – le parole del sindaco Romano Carancini – e tra i più importanti nel settore dell’edilizia scolastica. Un’operazione complessa che pensa pubblico e costruita con soggetti pubblici come Cassa depositi e prestiti e Ircr che hanno dimostrato senso di squadra e collaborazione. Si tratta di una scelta politica di cui Macerata ha beneficiato come altri comuni. Non si può criticare lo Stato in maniera pregiudiziale. La priorità data alle scuole è stata davvero concreta”. A Cdp spetterà l’onere della demolizione dei 3 edifici che un tempo ospitavano l’aeronautica e gli oneri di urbanizzazione. “Non c’è alcuna variante urbanistica, né speculazioni edilizie, né favori a nessuno” gioca d’anticipo il sindaco sull’opposizione. Sull’ipotesi Rsa l’amministrazione ha avviato contatti con la fondazione Carima che – dice Carancini si è dimostrata interessata e potrebbe finanziare. Comunque sarà cdp a decidere a cosa destinare la parte direzionale. Se volesse metterci un supermercato potrebbe farlo. L’amministrazione può solo orientare le scelte. La Rsa costituirebbe un elemento portante di uno spazio che avrà quanto più possibile una destinazione pubblica”.

I TEMPI  I due appalti per i 2 istituti che che ospiteranno in totale 823 studenti partiranno non appena i tecnici diretti da Tristano Luchetti consegneranno il progetto all’ufficio ricostruzione. “Non prima di fine marzo, inizio aprile” chiarisce Carancini che sulla tempistica ammette “La comunicazione è arrivata in comune il 17 gennaio. Se riuscissimo a chiudere in 15 mesi saremmo stracontenti. L’ufficio ricostruzione ha dato un 100 giorni (prorogabili) per la realizzazione una volta affidata la gara il che potrebbe non avvenire prima di fine luglio. Non possiamo illuderci di avere le scuole prima della primavera 2018”.

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Il capo dell’Ufficio Tecnico Tristano Luchetti responsabile del progetto con l’architetto Giulia Paoloni

IL PROGETTODue edifici speculari con telaio in legno costruiti con la tecnica dell’ edilizia a secco che non prevede l’uso di calcestruzzi. L’istituto Alighieri di 2.543 metri quadrati (per una volumetria di poco superiore a 20mila metri cubi) comprenderà 21 aule, 5 laboratori, una mensa da 80 posti, 1 aula magna e 1 palestra da 370 metri. Si svilupperà su due piani e comunicherà tramite uno spazio esterno con il Mestica. Che a sua volta si estenderà su 2.543 metri e ospiterà una scuola dell’infanzia costituita da 3 aule (al piano terra), una scuola primaria di 5 aule e 2 laboratori, e una scuola media con 12 aule e 5 laboratori. Anche qui ci saranno una mensa da 120 posti, 1 aula magna e una palestra da 370 metri. Si aggiungono gli impianti sportivi outdoor che saranno utilizzabili dalla cittadinanza. Solo in un secondo momento partirà il lotto della palestra da 2.216 metri che potrà ospitare anche grandi eventi. “Parliamo di 60mila metri cubi e 10mila metri calpestabili totali – spiega Luchetti – ma l’edilizia a secco ha tempi di realizzazione molto rapidi. Si punterà al massimo confort ed efficienza energetica con un impianto fotovoltaico da 160 kilowatt. L’ambizione è di fare un polo a consumo zero in classe A3/4. Le forme saranno semplici e squadrate con molta attenzione alla fluidità degli spazi e colori tono su tono molto naturali. Oltre al verde esterno per cui Cdp ha chiesto la massima attenzione le scuole saranno dotate di un giardino interno.

Carancini_Foto-LB-1-400x298VERGINI, SALESIANI E CONVITTO – “Riconfermato tutto l’impegno sulla nuova scuola delle Vergini e l’acquisizione dei Salesiani – chiarisce Carancini – Ci sarà un effetto domino sul dimensionamento scolastico di cui occorrerà tener conto”. Sul convitto inagibile: “Siamo in attesa di risposte – dice il sindaco – anche lì non sappiamo se potrà essere adeguato sismicamente o bisognerà delocalizzare. Attendiamo indicazioni ma la speranza è che possa rimanere dove si trova”.

 

 

 

 



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