Pioggia di progetti per Le Casermette
Scintille in commissione Ambiente

MACERATA - I consiglieri del Pd Staffolani e Orazi non hanno partecipato alla riunione per presentare la proposta del Glomere. Munafò: "Hanno avuto l'ordine dall'amministrazione e dal capogruppo"
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Le Casermette ospitano attualmente la Guardia di Finanza

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La nuova caserma in viale Indipendenza accoglierà Fiamme Gialle e Corpo Forestale dello Stato

di Alessandra Pierini

L’ex Saram, area meglio conosciuta tra i maceratesi come “le Casermette” rappresenta al momento, così com’è, un’area di pregio, appena  fuori dal centro storico. In particolare i maceratesi la ricordano per la presenza dell’Aeronautica militare, poi trasferita, che tanto movimento portava in città grazie alla presenza dei militari e delle loro famiglie che, venendo a visitarli, non si lasciavano sfuggire un giro in città e un buon pasto in ristoranti e trattorie. Oggi le Casermette sono la sede della Guardia di Finanza i cui militari amano particolarmente quel luogo nel quale, in passato, si è trovato il giusto compromesso tra edificazione e verde tanto che il parco dà un ‘armonia al tutto, difficile da imitare.
Presto la Guardia di Finanza abbandonerà la sua attuale sede per trasferirsi in viale Indipendenza dove sono già da tempo in corso i lavori per la realizzazione della nuova costruzione che ospiterà le Fiamme Gialle ma anche il Corpo Forestale dello Stato, lasciando le ex Casermette tristemente vuote.

L’area però, vuoi per essere piuttosto ampia, vuoi per essere lungo una delle vie di accesso alla città (via Roma), fa gola a molti.

E’ emerso infatti ieri pomeriggio, nel corso di una riunione della Commissione Ambiente come siano molti i progetti presentati da più parti per l’area. L’ultimo, presentato proprio ieri è quello dell’associazione il Glomere, illustrato dall’ingegnere Placido Munafò, ma prima ancora l’associazione Maceratiamo aveva proposto l’acquisto dell’area attraverso una sottoscrizione pubblica per realizzare un grande parco e ancora il sindaco Romano Carancini è in stretto contatto con l’impresa edile maceratese Francucci srl.
I progetti fin qui descritti sono tra di loro completamente diversi, tanto che la commissione Ambiente ha fatto presente ieri pomeriggio di volersi affidare ad un percorso di urbanistica partecipata.

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La planimetria dell’area ex Saram di proprietà della Fintecna

La riflessione sulla destinazione dell’area nasce almeno due anni fa quando nel 2011, Fintecna immobiliare, società del Ministero dell’Economia, pubblicò un bando per vendere al miglior offerente una serie di aree, dislocate un po’ in tutta Italia, tra cui l’ex SARAM, complesso immobiliare costituito – secondo la descrizione dell’agenzia –  da un lotto edificabile di circa 73.106 metri quadri previa demolizione di 6 “casermette” che hanno una superficie sviluppata complessiva di 16.700 metri quadri. Fu allora che Maceratiamo propose l’acquisto attraverso sottoscrizione per realizzare in quello spazio un parco pubblico mantenendo e ampliando il verde già presente, mettere i fabbricati presenti a disposizione dei cittadini come spazi di aggregazione sociale e culturale e offrire alle associazioni gli spazi necessari alle loro attività.

Da qualche mese a questa parte, invece  si è fatto strada il progetto che la Francucci srl ha affidato allo studio tecnico associato Palmucci- Lisi: questo propone, come suggerito qualche tempo fa dall’allora procuratore della Repubblica di Macerata Mario Paciaroni, la realizzazione di una cittadella giudiziaria nella quale, secondo i proponenti, dovrebbero trovar casa Guardia di Finanza e Corpo Forestale dello Stato, per la caserma dei carabinieri, l’Agenzia delle Entrate e l’Agenzia del territorio per un totale di 8mila metri quadri di commerciale. Il sindaco Romano Carancini  ha incontrato nei giorni scorsi l’ingegnere Marcello Pasini di Fintecna  che avrebbe per ora degli accordi, solo verbali, con la Francucci srl per la vendita dell’area.

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All’interno delle Casermette molte sono le aree verdi

Resta però il fatto che Guardia di Finanaza e Corpo Forestale dello Stato, come già detto, hanno già trovato un’altra sistemazione e lo stesso si può dire per l’Agenzia delle Entrate che dallo scorso primo dicembre ha incorporato. L’Agenzia del territorio (ex catasto). La Sardellini costruzioni srl, anche questa impresa edile maceratese, si è aggiudicata nei mesi scorsi un bando per la realizzazione degli uffici della nuova sede sempre in via Roma, ma in prossimità del passaggio a livello. Per l’area il contratto con la Sardellini srl è già stato fatto ed è stata chiesta una variante urbanistica, per la quale il progetto esecutivo dovrebbe arrivare in commissione Ambiente entro una decina di giorni. A questo punto resterebbero esclusi solo gli uffici giudiziari.

Sempre in questi giorni  il presidente della commissione Ambiente Luigi Carelli ha convocato una riunione per parlare della proposta per l’ex Saram di Placidò Munafò, presidente dell’associazione “Il Glomere”.
Questa mossa, però, ha dato il via ad un inedito strappo nella maggioranza.

Ieri pomeriggio, infatti,  consiglieri del PD componenti della Commissione Urbanistica, Ulderico Orazi e Daniele Staffolani hanno comunicato che «in accordo col proprio capogruppo e con la stessa Amministrazione, hanno deciso di non partecipare alla seduta della Commissione.  Tale progetto è già stato presentato pubblicamente nella Biblioteca di Macerata  il 17 dicembre. Pur concordando sulla necessità di interventi nel quartiere di Collevario, il PD ritiene del tutto inutile la convocazione di una Commissione su un progetto che, almeno per il momento, stante l’esiguità delle risorse a disposizione, non rientra tra le priorità dell’Amministrazione e per il quale non esistono finanziamenti di sorta. La seduta si risolve pertanto in una semplice discussione accademica, con uno sperpero di denaro pubblico, incompatibile con la situazione di grave crisi economica in atto. Peraltro, se tale prassi si affermasse, qualsiasi libero professionista potrebbe sentirsi autorizzato a predisporre un progetto di riqualificazione di un’area o di un immobile e sottoporlo alla Commissione Urbanistica; ma non è questo il compito istituzionale della Commissione, che è solo quello di esprimere pareri, in sede referente o redigente, su proposte di provvedimenti amministrativi».

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Placido Munafò, presidente de “Il Glomere”

L’atteggiamento dei consiglieri del Pd però non è piaciuto a Placido Munafò: 

«Sono stato invitato – scrive –  dal Presidente della III Commissione per esporre ai Consiglieri comunali un’idea di “rigenerazione urbana del quartiere di Collevario e delle Casermette” come esempio pratico per spiegare un nuovo modello di politica urbanistica del territorio completamente differente a quello oggi in essere. Premetto che già da tempo Il Glomere ha affrontato pubblicamente questo tema su esempi differenti (Sforzacosta e Piediripa) al solo scopo di dare un libero contributo (assolutamente gratuito) di idee a tali problematiche attualmente oggetto di dibattito a Macerata. Bene, gran parte dei consiglieri del PD e più in generale dei consiglieri comunali della maggioranza di centro sinistra erano volutamente assenti, così come era totalmente assente l’Amministrazione (fanno eccezione i consiglieri di maggioranza Carelli e Garufi che erano presenti, unitamente ai consiglieri di minoranza Menghi, Pantana e Carbonari). La gravità del fatto risiede nel supposto motivo di questa assenza. Mi hanno riferito alcuni consiglieri presenti, che i consiglieri di maggioranza hanno avuto – diciamo per semplificare – “l’ordine” di disertare il dibattito, presumo perché temevano che quanto da noi illustrato si ponesse in alternativa ad un progetto elaborato da privati per le Casermette che l’Amministrazione ha intenzione di portare all’approvazione del Consiglio comunale e che quindi poteva creare scompiglio, utilizzando volutamente un termine forse eccessivamente benevolo. Questi fatti, di una certa gravità di comportamento, dimostrano ulteriormente che a Macerata vi è un modo di intendere l’urbanistica tutto particolare, fatto di colloqui nei salotti privilegiati della città e che si estrinseca in interventi occasionali sul territorio senza minimamente porsi il problema di una visione generale delle problematiche urbanistiche della Città nel suo complesso e non ci si rende conto nemmeno che questo approccio, oramai datato, non è più in grado di produrre benefici alla stessa ristretta cerchia dei registi dell’urbanistica maceratese».
Munafò critica anche l’idea di urbanistica partecipata: «La spacciano come novità assoluta nonché panacea a tutti i mali, ma è solo un’illusione vecchia di quasi quaranta anni e messa da tempo da parte perché un’utopia impraticabile che non porta da nessuna parte. Preso atto di tutto ciò, l’associazione Il Glomere si ripromette a breve di organizzare un dibattito pubblico per illustrare un nuovo modello di gestione del territorio con il contributo anche di docenti universitari e spero anche di professionisti e amministratori».

 

 

 



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