Variante fantasma, scontro sulle Casermette
Il “no” di sindaco e Pd
all’urbanistica partecipata

MACERATA - La mozione presentata da Deborah Pantana, bocciata per pochi voti, ha portato alla luce scenari pre elettorali, retroscena e battaglie in corso sulla destinazione dell'area di 7 ettari attualmente occupata dalla Guardia di Finanza. Carancini: "Amministreremo fino all'ultimo minuto ed eviteremo il rischio di proposte speculative". Garufi: "Da questa vicenda si capisce che la commissione Ambiente non era un potere occulto ma dava fastidio a qualcuno". Del Gobbo interviene senza concordare con il gruppo del Pd e fa andare su tutte le furie l'ex assessore Compagnucci
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Il Consiglio comunale di questo pomeriggio

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L’ex assessore Mauro Compagnucci ha attaccato il consigliere Maurizio Del Gobbo suo collega di partito per il suo intervento contro la cementificazione non concordato secondo lui con il gruppo

di Alessandra Pierini

(foto di Lucrezia Benfatto)

Le Casermette, area della città in cerca di una destinazione, 7 ettari per metà destinati ad essenze arboree e pavimentazioni, insomma una vera rarità a Macerata, saranno uno degli argomenti caldi che terranno banco alle prossime elezioni comunali. A dimostrarlo quanto accaduto nel Consiglio comunale di questo pomeriggio. Una mozione dall’apparenza innocua, presentata da Deborah Pantana di Forza Italia, per chiedere l’avvio di un percorso di urbanistica partecipata sull’area, non solo ha rischiato di essere approvata nonostante la dichiarata contrarietà del Pd, non solo ha dato modo a Guido Garufi (Centro Democratico) di ripercorrere la vicenda e di rivelare come una presunta variante avrebbe rischiato di passare in Giunta senza coinvolgere il Consiglio, ma ha anche dato origine a screzi pesanti all’interno del primo partito cittadino. L’ex assessore Mauro Compagnucci non ha gradito l’intervento di Maurizio Del Gobbo che indicava la non cementificazione come strada maestra da percorrere perchè non concordato con il gruppo e, con una reazione alquanto scomposta ha apostrofato il collega di partito con un «Non farai sul serio?» e rivolgendosi al presidente del Consiglio Mari che lo riprendeva gli ha detto «Mi scusi presidente ma stasera qui abbiamo un caso clinico». Lo stesso Compagnucci si è confidato fuori dall’aula al termine della seduta con il sindaco Romano Carancini mentre Del Gobbo non ha dato troppa importanza all’episodio.
La seduta si è aperta con una asciutta presentazione della mozione da parte di Deborah Pantana che si è limitata a leggerne il contenuto. Dopo l’accorato intervento di Ivano Tacconi (Udc) che ha invitato ad una politica seria e ha dichiarato che lui vede bene nell’area ancora una zona militare, la parola è passata a Guido Garufi che ha ripercorso diversi passaggi della vicenda dandole la sua versione romanzata: «Ci sono stati due passaggi delle Casermette in commissione Ambiente. Il primo quando il presidente Luigi Carelli ha individuato un piano che mostrava come uno studio di Macerata avesse presentato un progetto per realizzare qualcosa. Le Casermette appartenevano allo Stato che aveva dato alla Fintecna il compito di vendere. Andando a vedere i disegni proposti si nota che è fastoso con strutture pirandelliane con box per i carabinieri, l’ufficio delle entrate, mancava giusto una struttura olimpionica, e c’era anche l’immancabile centro commerciale. Allora Carelli disse “Posso fare un muretto lì a fianco?” Abbiamo quindi chiesto all’allora segretario Antonio Ledonne se la Fintecna avesse venduto e ci rispose che un’azienda di Treia aveva preso contatti».

Guido Garufi

Guido Garufi ha ricostruito i passaggi della vicenda in Commissione Ambiente

A questo punto entra in gioco la questione della variante: «Carelli fece presente che serviva una variante rispetto al Piano regolatore e Le Donne rispose senza dire e arrossì. A quel punto io, Carelli e Pantana abbiamo scritto alla Fintecna per sapere se davvero ci fosse una ditta interessata all’acquisto ma nessuno rispose». Poi Anna Menghi dell’omonimo comitato e Placido Munafò docente e presidente dell’associazione Il Glomere che prendendo spunto dalla tesi di una studentessa voleva riflettere sul tema convocarono una conferenza sul tema in commissione Ambiente: «Del Pd non venne nessuno, neanche uno. A quel punto la pratica si è inceppata. esisteva senz’altro un piano ben diverso. Quello che ormai mi sembra certo è che la terza commissione non era un potere occulto ma evidentemente dava fastidio a qualcuno».
Maurizio Del Gobbo ha ripercorso le tante proposte, risalenti a un anno e mezzo fa (leggi l’articolo) sulla zona per poi concludere «Lo scenario in questi due anni è cambiato e non si può più cementificare». Questa affermazione ha fatto esplodere Compagnucci. Se Fabio Pistarelli (Forza Italia) ha approfittato per chiedere all’amministrazione di chiarire quali passaggi ci sono stati nel frattempo, Anna Menghi ha definito le Casermette «ultima chance per la città».
Tranchant l’intervento del capogruppo del Pd Andrea Netti: «Questa mozione è un’occasione persa perchè la presentatrice avrebbe dovuto motivarla e perchè l’urbanistica partecipata è una materia complessa che enunciata in due righe ha il sapore di uno slogan pre elettorale. Il Consiglio non si deve prestare a questi discorsi senza sostanza politica».

Carancini (2)

Il sindaco Carancini durante il Consiglio

Ha fatto eco al suo capo gruppo il sindaco Romano Carancini: «Impegnare l’amministrazione ad un percorso di urbanistica partecipata a 5 mesi dalle elezioni è assurdo – ha detto per poi replicare a Garufi – la tua è una ricostruzione parziale, la Giunta non ha mai pensato di fare varianti, anche perchè seguiamo la direzione di non cementificare neanche un centimetro cubo in più. Le Casermette sono un’area di proprietà privata di un soggetto a partecipazione pubblica. Quella che è arrivata è la proposta di un privato e un buon sindaco che può fare se non ascoltare tutte le proposte. E’ quella una zona talmente impattante che sono sicuro troveremo la strada per una decisione condivisa. Il rischio è che lì si possa coagulare una proposta speculativa ma questa amministrazione governerà fino all’ultimo minuto possibile».
A questo punto Pierfrancesco Castiglioni di Forza Italia ha criticato il tono astioso del sindaco e del capogruppo Netti: «Si spiega solo se abbiamo toccato un nervo scoperto». Scettico Daniele Staffolani del Pd: «Abbiamo difficoltà con le piscine, figuriamoci se troveremo qualcuno che potrà realizzare un’opera alle Casermette. Non vedo soluzioni nel breve periodo».

Pantana-Pistarelli

Deborah Pantana e Fabio Pistarelli di Forza Italia

Dura la replica della Pantana: «Ho proposto un percorso di urbanistica partecipata perchè è tanto cara alla sinistra che la propone ovunque. Stasera nessuno ha avanzato un programma serio ma a prescindere da chi vincerà le elezioni , dovrà cambiare il sistema di governo. E’ ora che cominciamo a valorizzare quello che abbiamo. Chiedo al presidente Carelli di organizzare una visita alle Casermette per capire quale percorso ci può portare ad una scelta condivisa – per concludere ironica – faccia qualcosa Carelli, non solo i muretti».
La mozione è stata respinta con 13 voti favorevoli (tutta l’opposizione tranne Fabrizio Nascimbeni di Macerata è nel cuore entrato in ritardo e Fabio Massimo Conti della lista Macerata Vince che da anni si astiene su votazioni relative all’urbanistica, Michele Lattanzi e Stefano Blanchi dei Comunisti Italiani e Luigi Carelli del Pd), 15 voti contrari (oltre al Pd, Luciano Borgiani della Federazione della Sinistra e Giuliano Meschini dell’Idv) e 2 astenuti (oltre a Conti, Marco Gasparrini del gruppo del Pd).

Intanto novità per le Casermette arrivano, ma non dal Consiglio comunale. In questi giorni infatti la Prefettura ha chiesto al Comune nuovi spazi per il progetto Macerata Accoglie (leggi l’articolo) che attualmente utilizza proprio spazi delle Casermette. Secondo i bene informati, l’amministrazione starebbe pensando di trasferirli verso Valleverde.

(foto di Lucrezia Benfatto)

Compagnucci (1)

Mauro Compagnucci, ex assessore all’urbanistica

Pantanetti

L’assessore Luciano Pantanetti

 

Pantana-Pistarelli (2)

Menghi-Nascimbeni

Fabrizio Nascimbeni (Mènc) con Anna Menghi e Giorgio Ballesi

 

Consiglio comunale (5)

Il consigliere Marco Menchi

Consiglio comunale (4)

Il capogruppo del Pd Andrea Netti

 

Consiglio comunale (2)

Consiglio comunale (1)

Carancini

 

 

Pistarelli



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