Quadrilatero, poco cemento nella galleria:
chiesti 10 rinvii a giudizio

LA VICENDA riguardava l'indagine sul tunnel La Franca della superstrada. Ieri si è svolta l'udienza preliminare al tribunale di Spoleto. La società Quadrilatero si è costituta parte civile. L'onorevole Terzoni: «Storia vergognosa, finalmente si arriva al vaglio di un giudice»
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La galleria La Franca all’epoca del servizio di Report

 

Poco cemento nella galleria La Franca della Quadrilatero, l’accusa chiede il rinvio a giudizio per dieci persone. Tutti sono imputati davanti al gup del tribunale di Spolento dove ieri in udienza (poi rinviata a maggio) si è costiuta parte civile la Quadrilatero spa, committente dei lavori. Per l’accusa avrebbero «compromesso la stabilità e la sicurezza» della galleria che si trova sulla superstrada che collega Civitanova a Foligno. Sempre secondo l’accusa sarebbe stato realizzato un rivestimento definitivo «con un sottospessore pari o superiore a 5 cm rispetto a quello previsto dal contratto (50 cm) sul 23 per cento della lunghezza della canna nord e su 32,25 per cento della canna sud».

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L’onorevole Patrizia Terzoni

Il sostituto procuratore Michela Petrini ha chiesto il rinvio a giudizio di dieci persone, imputate a vario titolo. L’indagine era nata nel 2015 da un servizio della trasmissione Report. Un operaio che lavorò alla realizzazione del tunne disse che le opere non erano conformi. Dopo l’udienza di ieri, interviene Patrizia Terzoni, vicepresidente della Commissione Ambiente alla Camera. «La vergognosa storia della scarsità di cemento utilizzato per la galleria La Franca finalmente arriva davanti ad un giudice. Avevo sollevato la questione in una dettagliata interrogazione. Il precedente Governo aveva atteso mesi e mesi per dare una risposta nonostante la gravità dell’allarme lanciato dalla trasmissione Report. Alla fine, il Governo non solo ammise l’esistenza del problema su tratti significativi della galleria ma che erano necessari ulteriori lavori di consolidamento per porre rimedio a questi lavori svolti in difformità rispetto a quanto previsto. In alcuni punti mancava cemento per ben 20 centimetri rispetto ai 50 previsti originariamente. Poi nel 2017 dopo un’ulteriore mia interrogazione il Governo rispose sugli eventuali rischi, chiarendo che con gli ulteriori lavori con il posizionamento di placche la galleria sarebbe stata sicura».

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