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Accoglienza migranti
«In un anno versati più di 1,3 milioni
nelle casse del Gus»

MACERATA - Si tratta della somma elargita dal Comune alla onlus nel 2017. Il dato è emerso durante il Consiglio comunale, è stato fornito dall'assessore Mario Iesari in risposta a un'interpellanza del consigliere di Forza Italia Andrea Marchiori ed è riferito al 2017
martedì 20 marzo 2018 - Ore 18:42 - caricamento letture
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L’assessore Mario Iesari

 

di Giovanni De Franceschi

Oltre 1,3 milioni di euro in un solo anno. E’ quanto ha versato il comune di Macerata nelle casse del Gus, l’associazione che si occupa di accoglienza migranti, nel 2017. Il dato è stato fornito oggi in aula dall’amministrazione, che ha risposto a un’interpellanza del consigliere di Forza Italia Andrea Marchiori. Visto che la legge prevede che le onlus pubblichino entro il 28 febbraio di ogni  anno il resoconto dei contributi incassati dalle amministrazioni pubbliche, nel documento –  firmato anche da Riccardo Sacchi (Forza Italia), Francesco Luciani (Idea Macerata), Maurizio Mosca e Gabriele Mincio (Città Viva), Paolo Renna (Fratelli d’Italia) –  si chiedeva il totale di quanto versato al Gus. Non solo, la legge infatti contempla anche una specie di penale: nel caso in cui le associazioni non dovessero pubblicare il rendiconto entro la data stabilita, potrebbero dover restituire l’intera somma incassata dall’amministrazione. Da qui la domanda se fossero previste azioni di rivalsa verso il Gus, vista la mancata pubblicazione sul sito del rendiconto. L’assessore competente Marika Marcolini era assente, la risposta quindi è stata fornita da Mario Iesari. L’assessore si è basato innanzitutto su una interpretazione della legge rilasciata dal ministero del Lavoro, secondo cui l’obbligo per l’associazioni e le onlus di pubblicare i contributi incassati decorre dal 1 gennaio 2018 e quindi dovrà essere assicurata entro febbraio 2019.

Andrea Marchiori

Inoltre, secondo quanto spiegato da Iesari che ha citato una sentenza della Corte dei Conti del Veneto «tutte le somme corrisposte al Gus non possono essere considerate vantaggi economici ma corrispettivi contrattuali», quindi anche la mancata pubblicazione da parte dell’associazione non comporterebbe quella sorta di penale prevista dalla legge, cioè la restituzione delle somme incassate. Insomma, per farla breve, il Gus ha l’obbligo di pubblicare il rendiconto dei contributi incassati dal Comune entro febbraio 2019, rendiconto quindi relativo solo al 2018, e qualora non dovesse farlo non scatterebbe neanche la penale.  «Si fa presente – ha aggiunto poi Iesari – che tutte le provvidenze economiche impegnate nel 2017 dal comune di Macerata nell’ambito del rapporto contrattuale instaurato col Gus ammontano a 1.381.518 euro».  «Prendiamo atto di questa nuova interpretazione della legge per cui gli obblighi per le associazioni sono stati dilatati a febbraio 2019 – ha ribattuto Marchiori – ma crediamo, che in virtù del principio di trasparenza, vadano pubblicati lo stesso i resoconti. Questo creerebbe una sorta di armonia nel rapporto tra amministrazione e privato tale da fugare qualsiasi sospetto, che al contrario si insinua quando si oppone questa sorta di segreto istituzionale. Sarebbe anche un segnale di coerenza con il vostro programma, con quel “palazzo di vetro” tanto sbandierato».

Il Consiglio comunale di oggi pomeriggio

Deborah Pantana

 

L’altra interpellanza è stata presentata da Deborah Pantana e Riccardo Sacchi (Forza Italia). «Visto che a febbraio avevo presentato una richiesta al Comune in cui si chiedeva una verifica circa gli appartamenti affittati dalle associazioni per l’accoglienza degli immigrati – ha esordito la Pantana – è stata fatta una verifica su chi li abita effettivamente? Che tipo di contratto è stato stipulato dalle associazioni? A chi è intestato il contratto di locazione dell’appartamento dove sono avvenuti i fatti che hanno riguardato la povera Pamela Mastropietro?». Inoltre l’esponente di Forza Italia ha chiesto di conoscere:  che tipo di protocollo c’è tra Comune, Prefettura e associazioni e il numero degli immigrati che si trovano a Macerata senza permesso di soggiorno e quindi fuori dai progetti di accoglienza.  Per quanto riguarda il primo punto «il Comune – ha risposto Iesari – provvede in modo puntuale e costante ad effettuare verifiche sugli appartamenti dove vengono inseriti i beneficiari Sprar. Vengono stipulati regolari contratti di locazione registrati all’Agenzia delle Entrate. L’ufficio però non può rispondere sull’appartamento di via Spalato dove viveva Innocent Oseghale, perché si tratta di un contratto tra privati». Sul protocollo, invece, Iesari ha specificato che si tratta di una convenzione «che regola i rapporti tra i soggetti firmatari per l’inserimento di cittadini stranieri che hanno presentato istanza di protezione internazionale. Il patto – ha aggiunto Iesari – prevede attività di volontariato, svolta in ambito sociale o di interesse pubblico, in grado di arricchire la conoscenza del territorio e l’integrazione». Sul censimento degli immigrati senza permesso di soggiorno presenti in città, l’assessore ha tagliato corto dicendo che il Comune non possiede un dato certo perché si occupa solo di richiedenti asilo o rifugiati. «Insomma è una risposta con molte lacune e continuate con questa politica di scarsa trasparenza – ha replicato la Pantana – Una verifica sugli appartamenti non è stata fatta, il numero di irregolari non lo conoscete e non vi chiedete neanche cosa facciano gli immigrati che escono dai progetti di accoglienza. Mi dispiace non poter dire queste cose all’assessore del Gus (la Marcolini, ndr). E’ ovvio però che gli irregolari vadano poi a ingrossare le fila della criminalità, e se l’amministrazione non presta attenzione a questo significa che non ha controllo del territorio e che mette la testa sotto la sabbia sperando che non succeda nulla».

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