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Migranti, il comitato di Corneto:
«L’Acsim non si è aggiudicata il bando
Pretese ingiustificate»

MACERATA - L'associazione presieduta da Daniel Amanze ritiene di avere il diritto di affittare il palazzo dell'Inail, che attualmente ospita gli studenti sfollati del Convitto. I residenti non ci stanno: «Non c'è stata alcuna aggiudicazione definitiva, né tantomeno un contratto firmato, quindi non hanno nessun titolo spendibile per le loro rivendicazioni»
lunedì 19 febbraio 2018 - Ore 19:40 - caricamento letture
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A destra Daniel Amanze

 

«Sono animato solo dallo spirito di verità. Le persone non si valutano sulla base del colore della pelle, ma dai comportamenti che vengono messi in atto». Acsim, ex studentato dell’Inail a Corneto e residenti: un’altra puntata della querelle. Questa volta a prendere la parola è Alessandro Gentilucci, presidente del comitato del quartiere di Macerata, che parla a nome dei 400 firmatari. La questione riguarda il palazzo che si trova tra via Pini e via Bizzarri, che attualmente ospita gli studenti sfollati del Convitto. Sullo stabile è in corso una battaglia giudiziaria tra l’Acsim da un parte, l’associazione che si occupa di accoglienza dei migranti presieduta da Daniel Amanze, e l’Inail e i residenti dall’altra. La onlus ritiene un suo diritto poterlo affittare per trasferire lì i migranti, l’Inail al contrario è convinta che l’associazione non abbia i requisiti soprattutto per via degli accertamenti della Guardia di finanza e dell’Agenzia delle entrate che contestano circa 500mila euro di Iva non versata in cinque anni e oltre 3 milioni di ricavi non dichiarati. Il Tar in primo grado ha dato ragione all’Inail e ai residenti, ora è pendente l’appello al Consiglio di Stato. Ieri durante la manifestazione organizzata dal Comune, Amanze ha detto: «Non abbiamo mai detto che vogliamo cacciare gli studenti, ma abbiamo vinto il bando».

Alessandro Gentilucci

Il comitato di Corneto però non ci sta. «Non hanno vinto il bando per l’affitto – replica Gentilucci – l’Acsim aveva partecipato a una manifestazione d’interesse insieme ad altre associazioni, tra le quali ricordo Meridiana, poi alla fine Amanze rimase l’unico partecipante al bando. E forse per questo dice di averlo vinto. Ma bisogna che qualcuno gli ricordi, che non c’è stata alcuna aggiudicazione definitiva né tantomeno un contratto firmato. Invece Inail il contratto l’ha sottoscritto con il Convitto e quindi il cittadino comune pensa, a rigor di logica, che Amanze, Acsim e l’avvocato Mandrelli (che assiste l’associazione, ndr) si pongano l’obiettivo conseguente di sfrattare gli studenti». Il punto è che per l’Acsim c’era stata un’aggiudicazione provvisoria, decaduta poi, secondo l’Inail, in sede di verifica dei requisiti necessari previsti dal bando stesso prima dell’aggiudicazione definitiva.  «Quindi ci poniamo un altro interrogativo – aggiunge il presidente del comitato di Corneto –  se non ha né un contratto, né un affitto in essere, né un’aggiudicazione definitiva, forse Amanze ha avuto rassicurazioni di altro tipo o livello? Ribadiamo che i nostri pensieri concernono l’esperienza che ormai c’è delle cose: per cui una concentrazione di minimo 60 persone in unico stabile in quartiere privo di servizi può generare quelle problematiche che già sono in evidenza in situazioni analoghe. Tra cui quello della sicurezza. Altro aspetto da evidenziare è che l’Acsim ha giù una sessantina di ospiti all’Hotel Recina e non si capisce cosa possa fare di ulteriori 60 posti circa. Né tiene il fatto che vorrebbe mettere nello stabile solo una decina di immigrati e gli uffici.  Questi sono tutti argomenti logici e di opportunità sull’argomento specifico, resta il fatto che Amanze e l’Acsim non hanno un titolo spendibile per dire che hanno vinto il bando e che quindi hanno diritto all’immobile».

Sempre alla manifestazione era intervenuta anche Norma Santori, moglie di Amanze, nonché dirigente dell’Acsim, dicendo di voler rispondere alle accuse con la cultura. «Il comitato da me rappresentato – continua Gentilucci – tiene ad evidenziare che quelle dell’Inail  non sembrano essere accuse, ma segnalazioni circostanziate e accertamenti verificati dalla Guardia di finanza. Vengono citati, sempre dall’Inail, oltre che rimborsi spese non documentati, compensi stabiliti con scrittura privata riguardo ad Amanze, e la retribuzione della Santori, sei volte superiore al contratto nazionale. Retribuzioni così elevate, sembrano sperequate per quanto avviene nella vita normale, perché manca di fatto un rischio di impresa, se è vero che Acsim sia ancora una onlus» conclude Gentilucci.

 

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