Il 10 gennaio il candidato Pd
Scintille con Marche 2020

Il presidente dell'assemblea legislativa Vittoriano Solazzi: "Comi bugiardo", la replica: "Tradimento" Si accende lo scontro tra il partito di maggioranza e la formazione del governatore Spacca. Il segretario provinciale Teresa Lambertucci: "Confermato percorso unitario, bene primarie per i consiglieri"
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marche 2020 pddi Gabriele Censi

Oggi è stato fissato il nuovo calendario in vista della scelta del candidato Pd alle regionali, dopo che la data stabilita per l’Assemblea del Pd al 28 dicembre si è sovrapposta con i lavori del Consiglio regionale. L’assemblea ieri ha fissato al 27, 28 e 29 la sessione di bilancio, con all’ordine del giorno anche la seconda lettura delle modifiche statutarie (con i sei assessori esterni). Decisione, questa, che ha creato contrasti durante i lavori del Consiglio regionale. La scelta definitiva è il 10 gennaio e l’assemblea del partito, concordata con il vicesegretario nazionale Guerrini che dovrebbe essere presente, sarà preceduta da una direzione convocata la settimana precedente (3 gennaio).

Vittoriano  Solazzi

Vittoriano Solazzi

Intanto la politica regionale ormai da settimane verte intorno allo scontro Pd-Marche 2020. Le dichiarazioni dei protagonisti si susseguono in un crescendo che non pare scemare. Sabato scorso l’iniziativa pubblica di Marche 2020 con la presenza accanto a Spacca e Solazzi del Leader Ncd Quagliarello (leggi l’articolo) ha creato tensioni all’interno del partito di centro destra, che in regione è in atteggiamento dialogante con la maggioranza. Pausa di riflessione per il coordinatore Francesco Massi in attesa di un chiarimento a Roma.  ”So che tutti i giorni c’è chi bussa alle porte delle segreterie nazionali nel tentativo di entrare nelle stanze del Pd, dell’Udc e di Ncd.  Sono tentativi disperati, destinati a rimanere tali” ha detto  il segretario del Pd Francesco Comi. ”La scelta del candidato presidente della Regione non è mai stata una scelta nazionale: noi siamo autonomi e le scelte le faremo sul piano regionale”. Anche le politiche energetiche accendono lo scontro politico, “E’ nato il partito del biogas” aveva detto Comi commentano l’iniziativa di Gian Mario Spacca e Vittoriano Solazzi.

Francesco Comi

Francesco Comi

Quest’ultimo ribatte rispolverando una dichiarazione pro biogas dell’allora assessore Pd Paolo Petrini: “Comi è un bugiardo matricolato e un denigratore rispetto alle ‘cattive compagnie’. Basta vedere chi, all’interno della giunta, ha puntato sugli impianti biogas”. Il botta e risposta continua con l’intervento del consigliere Pd Paolo Perazzoli: “Vorrei ricordare al presidente del Consiglio, Vittoriano Solazzi, che è vero che c’è stata quella dichiarazione di Paolo Petrini nel 2012, ma è anche vero che successivamente, il Consiglio regionale ha approvato la risoluzione , in merito alla relazione della Commissione d’inchiesta che mette in rilievo le nostre critiche alla gestione della vicenda biogas da parte della Giunta regionale, sia in riferimento all’apparato tecnico, sia in relazione all’impostazione politica e amministrativa, oltre ad avanzare proposte miglioratrici. Ad oggi, queste indicazioni sono lettera morta ed il relativo ufficio, ridotto ai minimi termini, non è in grado di affrontare la problematica, a fronte anche delle sentenze che continuano a condannare la Regione Marche”. Il presidente del gruppo Mirco Ricci accusa Solazzi di preoccupazioni personali che lo portano fuori dal suo ruolo super partes: “Va bene che siamo già in clima di campagna elettorale e le dinamiche sono un po’ agitate, ma questo nervosismo sopra le righe e questa insistenza ad attaccare il segretario Comi, divenuta ormai esercizio quotidiano, è davvero irritante”.

Anche i segretari provinciali del Pd in una nota congiunta biasimano le parole di Solazzi: “Dare del bugiardo e del denigratore al vertice del Partito Democratico delle Marche è un’accusa infondata e stupisce che ad avanzarla sia una figura che, nonostante le sue attuali scelte e posizioni politiche, ricopre ancora il ruolo di massimo rappresentante istituzionale delle Marche. Attaccare il partito grazie al quale gli attuali presidenti di Giunta e Consiglio (fondatori di Marche 2020) ricoprono le loro attuali cariche e costituire un soggetto politico altro e alternativo sono esattamente gli ingredienti per rompere definitivamente ogni rapporto. Dicesi tradimento”.

Luca Ceriscioli

Luca Ceriscioli

Per quanto riguarda la scelta del candidato, nel Pd si è rafforzato il fronte per le primarie. La consultazione popolare non dispiacerebbe al gruppo di Ceriscioli che aveva chiesto una Direzione urgente. Gli ex dissidenti non hanno rappresentanti nell’organo plenario e sarebbero quindi fuori dalla scelta del candidato Governatore in assemblea e l’accordo sul candidato unitario non c’è ancora. Vuole le primarie anche il sindaco di Ancona Mancinelli che ha presentato 100 firme a sostegno della consultazione (tra questi il segretario cittadino Benadduci, la presidente della Provincia Serrani  e Tamara Ferretti della Sinistra Dem).  I segretari provinciali confermano l’adesione al  percorso verso le elezioni definito dalla segreteria regionale che mette in primo piano la ricerca del candidato unitario e solo in seconda battuta il ricorso alle primarie.

Teresa Lambertucci, segretario provinciale Pd

Teresa Lambertucci, segretario provinciale Pd

Il segretario provinciale Teresa Tambertucci vorrebbe scongiurare il riproporsi di fratture nel partito a poche settimane dalla ricomposizione: “Il tempo c’è anche in vista del probabile slittamento a maggio delle elezioni, ormai la data di marzo mi sembra anche tecnicamente superata. Non faccio nomi ma auspico che il lavoro che il segretario Comi sta svolgendo vada a buon fine, altra cosa è la scelta dei consiglieri che dovranno essere rappresentativi dei territori e delle competenze. Decideremo successivamente le regole ma in questo caso la consultazione popolare può dare vigore al partito”

 

 

 

 

 

 

 

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