Il Centro Democratico caccia Paola Giorgi
“Abbarbicata all’assessorato
tradendo gli elettori”

ELEZIONI 2015 - Il direttivo del partito dopo la spaccatura della maggioranza con Marche 2020 si schiera con il Pd e licenzia la propria rappresentante in Giunta. Dure accuse alla matelicese a fianco di Spacca: "Sua scelta risulta un tradimento cinico e ingrato del partito, degli amici e degli elettori"
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favia tabacci

BrunoTabacci e David Favia

 

di Gabriele Censi

I primi effetti dell’ufficializzazione della presenza di Marche 2020 alle prossime elezioni regionali (leggi l’articolo) sono all’interno del Centro Democratico. Il direttivo regionale , dopo il voto in consiglio sulla modifica statutaria sulla nomina degli assessori (leggi l’articolo), che ha sancito la spaccatura tra la fondazione che sostiene la ricandidatura di Spacca e la sua maggioranza, si è riunito e ha deciso l’espulsione dell’assessore Paola Giorgi  per aver votato contro le direttive del partito. Lo si legge in una nota del Cd che precisa: “Premesso che avremmo preferito una mediazione ragionevole (tre o quattro assessori esterni) che il Pd aveva accettato e parte dell’intergruppo di  Marche 2020 no, e che tale norma è vigente in quasi tutte le regioni e che è attualmente in vigore anche nelle Marche e che non è mai stata integralmente utilizzata (il presidente Spacca l’ha utilizzata a inizio  legislatura per tre esterni), resta il fatto che il voto aveva solo valenza politica e che ha sancito una frattura fra Marche 2020 e il resto della maggioranza, spaccatura improvvidamente voluta da Marche 2020.  In tale contesto, deve purtroppo constatarsi che la consigliera e assessore Paola Giorgi si è posta al di fuori di  Centro Democratico non avendo ottemperato alle indicazioni fornitele di non votare contro la proposta del  Pd”.

L'assesore Paola Giorgi

L’assesore Paola Giorgi

“Il direttivo regionale di Centro Democratico – continua il duro comunicato stampa – stigmatizza tale comportamento della Giorgi: la quale, in  disaccordo da tempo con la linea del partito di non sciogliere in nessun caso l’alleanza col Pd, e temendo  (avvisata) la non ricandidatura se non fosse rientrata in linea, anziché rimettersi alle decisioni del partito o rimettere il mandato assessorile, si è impossessata scorrettamente e totalmente, per egoistici motivi personalistici ed elettorali, di un ruolo al quale è assurta grazie al partito e al gruppo di amici che l’avevano  sostenuta nel momento elettorale all’interno dell’Idv e poi si erano trasferiti con lei in Centro Democratico. Un momento elettorale che la vedeva completamente digiuna di esperienza e quindi trasportata nel ruolo a viva forza, sicché tale sua scelta risulta un tradimento cinico e ingrato del partito, degli amici e degli elettori.  Ne consegue che Paola Giorgi è fuori dal partito e non rappresenta più Centro Democratico all’interno della  giunta e che sarebbe opportuno che se ne traessero le dovute conseguenze. Contestualmente il direttivo regionale di Centro Democratico dichiara cessata l’esperienza in Marche 2020 in  quanto il progetto politico, iniziato come contenitore alleato del partito democratico che proponeva il terzo mandato del presidente Spacca, si è via via trasformato, attraverso un imprevisto percorso debole, incerto, indeciso e fragile nella tomba del terzo mandato e in un avversario del centrosinistra con robuste prospettive di presentarsi alle elezioni contro il centrosinistra e fors’anche appoggiato dal centrodestra. E ciò dopo aver avuto l’opportunità, rifiutata, di raggiungere col Pd accordi più che significativi.  Il direttivo regionale di Centro Democratico ha deciso di condividere, alle prossime elezioni regionali, il  progetto del Partito Democratico e di avviare da subito un serrato dialogo politico programmatico con le  forze della coalizione anche in prospettiva elettorale”.



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