Regionali, Morgoni:
“No allo Spacca Ter,
si scolli dalla poltrona”

ELEZIONI 2015 - Sulla ruota dell'election day sempre più probabile che esca il 17 maggio. Il Pd intanto cerca un candidato unico, e il senatore si scaglia nuovamente contro il governatore: "La sua voracità e la sua insaziabilità lo portano ad un’uscita di scena ingloriosa". Approvate in Assemblea le riduzioni dei compensi ai consiglieri
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Morgoni

Mario Morgoni, senatore maceratese del Pd

di Gabriele Censi

E’ sempre più probabile che la data delle elezioni  slitti a maggio. Il Governo potrebbe, a breve, fissare l’election day per il giorno 17. Nel mese di gennaio si attendono le dimissioni del presidente della Repubblica e si apre una fase impegnativa per le istituzioni con la nomina del successore e l’approvazione delle riforme. Se queste si bloccheranno non è escluso che i cittadini marchigiani (e non) si troveranno oltre che la scheda per scegliere il successore di Gian Mario Spacca anche quella per il rinnovo del Parlamento. In questo quadro nazionale ancora incerto continua il lavoro di tessitura del segretario regionale del Pd Francesco Comi per trovare un candidato che accontenti tutte le anime del partito, uscito da una grave lacerazione congressuale e ora di nuovo compatto. Una compattezza più volte rivendicata dai maggiori esponenti Democrat ma che solo ora si potrà verificare alla prova dei fatti.  Per Comi elezioni a maggio significa più tempo, ma non molto, per scegliere il candidato presidente o  meglio la rosa da sottoporre alla direzione. Prima di Natale, lo sollecitano gli ex dissidenti legati a Luca Ceriscioli. Per loro dicono i maligni sarebbe proprio Comi il candidato difficile da digerire.

Gian Mario Spacca, presidente della regione Marche

Gian Mario Spacca, presidente della regione Marche

Sempre più lontane comunque le primarie che vengono richieste da Gian Mario Spacca ma che per il Pd,  in questo momento, evocano lo spettro di una nuova guerra interna da evitare. Lo dice chiaramente il senatore Mario Morgoni che si scaglia con durezza contro Spacca: “Il suo è un patetico e ingeneroso tentativo di restare incollato ad una poltrona – dice il senatore –. Un atteggiamento che non fa bene alla politica nel suo complesso. Le regole del partito escludono un terzo mandato, la sua voracità e la sua insaziabilità lo portano ad un’uscita di scena ingloriosa. Non è un buon esempio in un periodo in cui dobbiamo risarcire i cittadini di troppi errori e malefatte del ceto politico”. Dopo il via libera di Forza Italia e di Fratelli d’Italia (leggi l’articolo) l’ipotesi di Spacca candidato di Marche 2020 contro i suoi attuali alleati si fa concreta e avrà ripercussioni sugli ultimi impegni di giunta e consiglio. Il momento cruciale sarà  tra circa un mese con la seconda lettura delle modifiche statutarie (leggi l’articolo). Qui potrebbero essere decisivi anche i consiglieri del Nuovo Centro Destra in posizione delicata tra gli equilibri nazionali e quelli locali.

consiglio marcheIl Consiglio regionale, intanto, ha approvato a maggioranza oggi (due voti contrari e varie astensioni) il testo unificato che modifica alcune leggi sul trattamento economico dei consiglieri che, secondo la Commissione Affari, dovrebbero percepire 6400 euro mensili lordi (leggi l’articolo), la riorganizzazione della struttura amministrativa e sul personale regionale. “L’obiettivo è il contenimento dei costi della pubblica amministrazione – ha spiegato il relatore di maggioranza Paolo Perazzoli (Pd) – all’insegna del rigore e dei sacrifici, ma anche adottata in una fase piena di demagogia”. La proposta di Binci (Verdi) è di far slittare a 65 anni l’età per l’ottenimento del vitalizio. “Amarezza e disgusto” sono, invece, i due termini usati da Natali (Fdi – An) per parlare di alcune scelte compiute nell’elaborazione della proposta (contestata soprattutto quella relativa alla decurtazione del compenso mensile di carica per chi ha un certo reddito di lavoro). Annunciato il voto contrario. Anche per Marinelli (“Per le Marche”) – che ha, comunque, dichiarato il proprio voto favorevole – è da contestare il taglio del compenso in base al reddito: “Chi può fare politica, solo un operaio? I liberi professionisti, i medici, devono rinunciare a questo diritto? Sono sbalordito da una norma di questo tipo. Mi attiverò nelle sedi opportune per verificare l’effettiva legittimità di questa norma”. Sulla stessa posizione Brini (Forza Italia), che non ha mancato di evidenziare che “i troppi tagli” potrebbero essere negativi. “Queste leggi sono il sintomo di un ente che sta chiudendo”, è il commento perentorio di Zinni (Fdi – An). Intervenendo in sede di votazione, il consigliere Marangoni (Forza Italia) ha posto l’accento soprattutto sulla riduzione del personale delle segreterie: “Addossiamo il costo della politica a madri e padri di famiglia”. Concorde, in questo senso, anche Eusebi Idv): “Intacchiamo l’operatività degli assessori”.

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