Forza Italia: “Tre nomi per la presidenza”
Il Pd boccia Marche 2020
e lancia #Marche 2025

ELEZIONI REGIONALI 2015 - Il gruppo di FI ha individuato una rosa di tre nomi da candidare a Palazzo Raffaello. Tra questi il capogruppo Umberto Trenta. Ceroni: "Ormai la maggioranza non ha più lucidità". Accolta positivamente dalla maggioranza la scelta di Spacca sull'indennità. Scongiurata la rottura si prosegue da separati in casa. Il Partito Democratico propone il nuovo progetto che mette al centro l'ambiente
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Gian Mario Spacca

 

di Gabriele Censi

Tutto come prima, e tutto in poche ore. Tra sabato e lunedì il braccio di ferro tra Spacca e maggioranza sembrava essere giunto ad un punto di rottura, con il rigetto della proposta fatta dal Governatore di riduzione degli assessori a 6 da parte dei segretari dei partiti. Poi l’annuncio: “Il presidente della Regione Marche e gli assessori regionali rinunciano all’indennità di funzione”. La decisione (leggi l’articolo) è stata formalizzata nel corso della seduta di Giunta. “Un segnale simbolico e significativo per la comunità alle prese con le difficoltà di ogni giorno”, ha detto il presidente. Si chiude dunque così, almeno per ora, la contrapposizione. La possibile rottura aveva provocato la reazione immediata del gruppo di Forza Italia che avevano convocato per il pomeriggio di ieri una riunione del gruppo consiliare con il coordinatore Remigio Ceroni. Incontro dedicato proprio alla discussione della costruzione di un fronte anti Pd che coinvolgesse anche Marche 2020, la formazione del presidente in carica.

 

Umberto Trenta, capogruppo Forza Italia

Umberto Trenta, capogruppo Forza Italia

Il gruppo regionale di Fi Marche ha individuato “una rosa di tre candidati per il futuro presidente della Regione Marche” da sottoporre all’ufficio di presidenza nazionale e continua a seguire “con vivo interesse le evoluzioni di Marche 2020”, ritenendo “imminente l’implosione di questa maggioranza che ormai di fatto non esiste più”. Queste le dichiarazioni del capogruppo Umberto Trenta, che fa parte della stessa rosa. “La vittoria è possibile, puntiamo ad attrarre tutte le forze alternative al Pd”.

‘Come se avessimo  scherzato – dice il senatore Remigio Ceroni commentando le ultime vicende regionali- Le Marche  vivono una crisi economica senza  precedenti con calo del Pil, fallimento di alcune aziende, la  chiusura di altre, la riduzione degli occupati, l’aumento dei  disoccupati, le difficoltà di migliaia di famiglie. Rispetto a  questa situazione molto grave la maggioranza (ormai ex) invece  di affrontare le problematiche e adottare misure e provvedimenti  atti a mitigare i disagi dei marchigiani, si accapiglia e va in crisi.

Il senatore Remigio Ceroni

Il senatore Remigio Ceroni

 La riduzione da otto a sei del numero degli assessori, già prevista per la prossima legislatura, non risolve nessuno dei  problemi sul tappeto, ma avrebbe rappresentato un segnale di  attenzione e sensibilità verso coloro che vivono tra mille  difficoltà. Il compromesso  trovato dimostra ancora una volta che per loro le poltrone  valgono più dei bisogni della comunità. Ormai la maggioranza non ha più lucidità. Senza progetti,  senza idee, senza sostegno alle attività economiche non si crearipresa e non si rilancia l’occupazione. Peccato che il  presidente Spacca, pur in possesso dei poteri statutari e politici abbia ceduto al diktat del Pd e sodali accettando anche  la modifica statutaria relativa a sei assessori esterni che  potranno costare oltre 4 milioni in più nella prossima legislatura. Avevamo dato la nostra disponibilità a sostenere la scelta  ma evidentemente sono prevalse le  solite logiche spartitorie. Invitiamo il presidente Spacca ad  avere maggiore coraggio ad effettuare quelle scelte necessarie  per evitare il default della Regione. La spending review è stata scaricata sulle amministrazioni locali per l’incapacità del Governo di fare tagli a livello centrale”. 

Intanto Ceroni proprio in questi giorni ha incassato un importante riconoscimento.  Il dossier Openpolis che  valuta l’azione di deputati e senatori per rilevarne l’efficacia lo pone primo nella classifica dei senatori marchigiani con un indice di produttività di 270,53, e 14° nella classifica nazionale. “Non è una novità per me – dice il senatore – lo ero anche la scorsa legislatura da deputato, faccio il mio dovere e probabilmente dedicandomi molto al fare trascuro la comunicazione”.

Direzione PD_10112014_Comi

Comi in direzione

Il gruppo  consiliare del Pd esprime soddisfazione per la scelta della Giunta: “Coerentemente, il gruppo ravvisa l’opportunità di indicare la scelta anche ai propri membri che assolvono a funzioni specifiche nell’ambito del Consiglio regionale, auspicando che, come avvenuto in Giunta, la decisione sia generalizzata tra tutti i consiglieri interessati”

Sempre in queste ore concitate si è riunita anche la direzione del partito democratico: “Spacca ha mostrato responsabilità, ora voltiamo pagina e torniamo a dedicarci ai problemi veri. Il Partito Democratico – ha detto il segretario regionale, Francesco Comi – esprime apprezzamento per il senso di responsabilità manifestato dal presidente Spacca. Accogliendo le proposte della sua maggioranza, con la rinuncia alle indennità di funzione ha salvaguardato contemporaneamente l’obiettivo della riduzione dei costi ed il mantenimento dell’unità della squadra. Questa discussione poteva essere evitata – ha proseguito Comi –. Ora bisogna voltare pagina in fretta e dedicarsi senza tregua ai problemi veri e indifferibili dei marchigiani”.

L’intero gruppo dirigente ha riconosciuto l’importanza di un Partito Democratico unito e deciso. Ma soprattutto la necessità di salvare un rapporto più forte con tutti i partiti del centrosinistra, confermando che Marche 2020 non è né sarà mai un interlocutore politico di riferimento del Pd.

 

Direzione PD_10112014_ComponentiCon Luca Fioretti il Pd rilancia anche simbolicamente opponendo a Marche 2020 il progetto illustrato dal  vicesegretario con delega all’ambiente: “La prossima Regione Marche, con un obiettivo di lungo periodo, di doppia legislatura (dunque, #Marche2025, almeno) può e deve incidere sulla revisione di un “modello marchigiano” non più sostenibile. Dalla logica dei distretti e dei Comuni, piccoli e grandi, auto alimentati attraverso la micro rete che teneva insieme il “borgo” con Istituzioni, servizi, uffici, zona industriale artigianale e, ultimamente, centro commerciale, occorre sviluppare, da parte della Politica, una inversione di tendenza, e di paradigma”.

Direzione PD_10112014_prospettivaIl ruolo del Paesaggio, inteso come patrimonio unico, indivisibile e strategico, dunque politico viene messo al centro del progetto. “Al suo interno – continua Fioretti – vi è tutto il “necessario”: Ambiente; governo del Territorio; adattamento ai cambiamenti climatici; politiche energetiche, efficienti e sostenibili; Agricoltura; Turismo; gestione completa del ciclo dei Rifiuti; Infrastrutture, pesanti ma soprattutto leggere (ogni Territorio europeo in crescita ha un suo Piano efficiente e concreto di Mobilità Sostenibile); sistema dei Parchi e di natura attiva.

Una premessa che richiede un “necessario e improrogabile un cambio di visione, e dunque un nuovo gruppo dirigente e una nuova Giunta regionali, lasciandosi alle spalle una gestione dimostratasi non in grado di cogliere queste nuove opportunità”.



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