Biogas, Terzoni: “Regione e Stato
a braccetto sulla via postuma”

Il deputato del Movimento 5 Stelle critica l'articolo inserito dal governo Renzi nel decreto agricoltura a favore degli impianti. Il Comitato Salute e Conservazione del Territorio per Corridonia: "Siamodi fronte ad una proposta di sanatoria, che riguarderebbe tutti gli impianti illegittimi d'Italia"
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L'impianto a biogas di Loro Piceno

L’impianto a biogas di Loro Piceno

Fa discutere il codice inserito nel decreto agricoltura dal governo Renzi col quale si riapre la possibilità della Via postuma per le centrali a biogas, come anticipato domenica da Cronache Maceratesi (leggi l’articolo). Una norma che sembra tarata ad hoc per le Marche e che sarebbe stato inserito su pressione di alcuni politici marchigiani in una delle tante versioni dei ddl in discussione.

Interviene sulla questione il deputato del Movimento 5 Stelle Patrizia Terzoni, M5S, riceviamo:

Negli ultimi giorni due notizie che riguardano la nostra regione  hanno avuto come conseguenza quella di approfondire il solco già evidente che separa l’amministrazione dai cittadini.
La prima riguarda la sentenza con la quale il Consiglio di Stato ha deciso di ribaltare la decisione del TAR Marche che aveva bloccato la realizzazione di un mega impianto eolico a Camerino (leggi l’articolo). In questa sentenza si legge che il Consiglio dei Ministri ha fatto valere il suo ruolo di “organo di ultima istanza in chiave semplificatoria” mettendo davanti a tutto l’interesse per l’economia del territorio. Questo nonostante sia ormai chiaro a tutti coloro i quali conoscono bene questo tipo di impianto che di ricadute economiche positive sul territorio non ce ne saranno affatto. Ricordiamo che nella nostra regione è in corso anche una inchiesta che riguarda proprio l’iter autorizzativo di questo impianto specifico.

L'onorevole Patrizia Terzoni

L’onorevole Patrizia Terzoni

La seconda è la notizia  legata al testo di uno dei decreti annunciati nel corso del Consiglio dei Ministri di venerdì 13 Giugno. Secondo le indiscrezioni apparse su alcuni giornali web ci sarebbe il tentativo di normare e consentire il procedimento di VIA postuma ossia di permettere agli impianti autorizzati senza essere stati sottoposti alla valutazione di impatto ambientale sulla base di leggi regionali compiacenti e in contrasto con le direttive europee di mettersi in regola con un procedimento, appunto, postumo. Questa possibilità varrebbe anche per quelle centrali alle quali l’autorizzazione è stata revocata come conseguenza di sentenze del TAR. Questo tentativo era già stato fatto dalla Giunta Regionale della Regione Marche che aveva deliberato a dicembre 2013 in questa direzione. A Febbraio 2014 però il Consiglio di Stato si era espresso chiaramente in proposito riconoscendo” l’illegittimità della prosecuzione delle attività di realizzazione e di esercizio di un impianto in assenza di previo esperimento della VIA in considerazione della nota e consolidata giurisprudenza, anche comunitaria, che esclude una VIA ex post.” Su questo stiamo cercando di intervenire e abbiamo già inviato un appello al Presidente del Consiglio Matteo Renzi ed al Ministro dell’Ambiente Galletti, a nome di tutti i componenti del MoVimento 5 Stelle di Commissione Ambiente e Commissione Agricoltura, per chiedere di rivedere l’inserimento di questo articolato.
Due interventi quindi da parte del Governo che in qualche modo cercano di sanare situazioni poco edificanti che hanno coinvolto negli ultimi anni l’apparato politico marchigiano. Solo se volessimo passare per ingenui potremmo non considerare il fatto che possa esserci stata una forte pressione da parte della Regione su questi due temi. Per questo motivo l’amarezza nell’apprendere queste due notizie si fa ancora più forte.
C’è da chiedersi come mai queste azioni di pressione vengano fatte solo nell’interesse dei pochi e contro la chiara volontà espressa dai cittadini. Il comunicato di Italia Nostra, che si è espressa a proposito della sentenza del Consiglio di Stato nei confronti del mega parco eolico di Camerino, ha un finale che mi sento di sposare in pieno senza volermene appropriare: “Questa sentenza fornisce però anche buone motivazioni affinché i cittadini con il loro voto sostituiscano i politici e gli amministratori nelle prossime elezioni del 2015, con altri rappresentanti che credano, come la Corte Costituzionale, negli artt. 9 e 32 della Costituzione.”.

biogas mascheraInterviene sulla questione anche il Comitato Salute e Conservazione del Territorio per Corridonia
«Leggiamo dell’ennesimo tentativo, ad opera di politici nostrani, di sanare le centrali biogas marchigiane, le cui autorizzazioni sono state annullate dal Tar Marche. Sembra infatti che, nel decreto agricoltura in esame presso il Consiglio dei Ministri, alcuni fedeli di Spacca, tra cui l’ex consigliere regionale Petrini, ora onorevole ed altri, abbiano introdotto, all’ interno dell’art. 24 un comma che tenta ancora una volta di sanare la spinosa questione del biogas Marche, legittimando una via ex-post (cioè ad impianto fatto), che non trova riscontro alcuno, neppure nella legislazione comunitaria.
Di conseguenza, gli pseudo-imprenditori, che ad oggi non dovrebbero, con i loro impianti privi di autorizzazione, produrre energia, potrebbero vedersi spianata la strada e tranquillamente continuare a produrre energia elettrica, attingendo di nuovo, spudoratamente, ai lauti incentivi statali erogati dal GSE, ed ai quali i bio-speculatori, ad oggi, non hanno più accesso, (non dimentichiamoci che l’affaire biogas Marche è ancora oggetto di indagine da parte della procura).
Siamo, questa volta, di fronte ad una ben più vasta proposta di sanatoria, che riguarderebbe tutti gli impianti illegittimi d’Italia ed i cospicui incentivi pubblici, erogati ad aziende che, alla luce dei fatti, non sono legittimate a goderne!
Già il governatore Spacca e gli assessori Giannini e Malaspina, a seguito delle pesanti sconfitte ottenute a livello di Tribunali Amministravi, dalla regione Marche nella questione biogas, hanno tentato di far passare anche loro una sanatoria, definita all’italiana”, sulle centrali biogas marchigiane, che però è morta sul nascere, poiché come si disse, “la pezza era peggio del buco”.
Questa volta, a scendere in campo per togliere le castagne dal fuoco al governo della nostra regione è stato chiamato proprio il neo governo Renzi con le belle parole di cambiamento e speranza, che hanno riempito il dibattito pubblico nell’ultima tornata elettorale.

Ci aspettiamo, da quegli esponenti marchigiani del partito di governo, che si sono in più occasioni espressi contro la politica regionale di Spacca e contro i bio-speculatori, dai Sindaci tenaci e da tutti i partiti locali che si facciano ancora una volta portavoce dei diritti sacrosanti dei cittadini della vallata del Chienti alla salute ed alla proprietà, perché siamo cittadini e non sudditi».

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