Parco eolico, sì del Consiglio di Stato
Italia Nostra accusa:
“La politica conta più dell’ambiente”

Superata la sentenza del Tar regionale che l'anno scorso aveva accolto il ricorso di Italia Nostra Onlus bloccando l'installazione delle 17 torri sopra la piana di Colfiorito. Critica l'associazione: "I cattivi amministratori sapranno di poterla avere sempre vinta"
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parco eolicoCon una sentenza il Consiglio di Stato ha ribaltato il parere del Tar regionale, che aveva annullato il progetto per la realizzazione di un mega impianto eolico nel territorio di Camerino, al confine tra Marche ed Umbria. La struttura però dovrebbe sorgere sopra la piana di Colfiorito, in un’ area sottoposta a vincolo paesaggistico, motivo per cui la sua realizzazione aveva visto una strenua opposizione da parte della soprintendenza marchigiana e della regione Umbria. Il Consiglio di Stato, con una sentenza del 12 giugno afferma che: «Il dissenso della Soprintendenza, benché legittimamente espresso, viene superato dal riesame degli interessi in gioco svolto dall’organo di ultima istanza (Consiglio dei Ministri ndr), il quale ha ritenuto di preminente interesse la realizzazione dell’impianto eolico per l’economia del territorio interessato, fornendo idonea motivazione sul punto. In definitiva il Consiglio dei Ministri si è avvalso del potere conferitogli dalla legge, quale organo di ultima istanza in chiave semplificatoria svolgendo un apprezzamento che è di alta amministrazione». Di fatto la sentenza vanifica il ricorso che l’associazione “Italia Nostra Onlus” si era vista accogliere dal Tar regionale il 25 luglio dello scorso anno, che aveva letteralmente bloccato la costruzione del parco comprendente 17 torri eoliche dell’altezza di 105 metri per una potenza complessiva di 34 MW (leggi l’articolo).
assoluto”.

«Si giunge quindi all’assurda conclusione  – commenta il consiglio regionale di  Italia Nostra –  che, quand’anche le motivazioni contrarie siano le più giuste del mondo, il Consiglio dei Ministri può dare ragione alla controparte sposandone le valutazioni e senza compiere alcun approfondimento in proprio. Di fatto la volontà politica espressa a livello locale e regionale contro i contenuti dell’articolo 9 della Costituzione, se fatti propri con un atto di alta amministrazione dal Consiglio dei Ministri, nel caso quello Monti, può battere qualsiasi buona motivazione a difesa degli interessi a cui più tengono i cittadini, la salute e quindi l’ambiente che, come affermato dalla Corte Costituzionale (sentenza n. 641/1987) “assurge valore primario ed assoluto”.Questa sentenza  in attesa degli sviluppi dell’inchiesta in corso che ha messo sotto la lente anche l’iter autorizzatorio del parco eolico in questione, è un brutto esempio per tutti i cattivi politici che potranno sapere di poterla sempre avere vinta.Questa sentenza fornisce però anche buone motivazioni affinché i cittadini con il loro voto sostituiscano i politici e gli amministratori nelle prossime elezioni del 2015, con altri rappresentanti che credano nella Costituzione».

(Cla. Ri.)



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