Insulti su Facebook a Kyenge e Boldrini:
“Marangoni incapace di affrontare i problemi”

IL CASO - Il senatore del Pd Mario Morgoni stigmatizza il comportamento del consigliere regionale. Come accaduto con i militanti di Forza Nuova, propone di togliere la cittadinanza all'esponente di Forza Italia: "E' una sofferenza tenere una figura come la sua nelle istituzioni"
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Il senatore Pd, Mario Morgoni

Il senatore Pd, Mario Morgoni

di Filippo Ciccarelli

«Quando ci fu il caso di Forza Nuova contro il ministro Kyenge, dissi che era il caso di togliere la cittadinanza italiana a quelle persone (leggi l’articolo). Evidentemente non era sufficiente, bisogna toglierla a Marangoni». Parole del senatore del Partito Democratico Mario Morgoni, che commenta l’invito ad andare “a quel paese” rivolto al ministro Kyenge e alla presidente della Camera Boldrini, esternato dal consigliere regionale di Forza Italia attraverso la propria pagina Facebook (leggi l’articolo). 

«Come aggravante rispetto ai militanti di Forza Nuova, Marangoni ricopre un incarico istituzionale piuttosto rilevante. Bisognerebbe evitare ulteriori danni a una comunità già segnata da tanti problemi, conflitti e sofferenze. E’ una sofferenza in più tenere nelle nostre istituzioni una figura come Enzo Marangoni, che propone simili provocazioni. Non mi scandalizza tanto  l’aspetto formale dell’attacco alla figura del ministro e a quella del presidente della Camera: mi spaventa la mancata capacità da parte delle istituzioni di educare e far ragionare sui problemi e su temi del nostro tempo, come quello dell’immigrazione» prosegue Morgoni.
«Il tema dell’immigrazione è un tema di portata planetaria, e andrebbe affrontata con serietà. Marangoni fa parte di una classe politica che evidentemente non ha gli strumenti per farlo. Si colloca su un livello inadeguato a trattare un problema come questo. Cerca di sfruttare il disagio che un problema come questo indubbiamente produce. E cerca di trasformare tutto ciò in un consenso elettorale. Non mi meraviglia che dica che i commenti sono prevalentemente positivi: in

Enzo Marangoni

Enzo Marangoni

Italia secondo un’indagine del professor De Mauro, il 70% delle persone è incapace di comprendere un testo scritto di media lunghezza. Una larga parte della società italiana ha un problema di analfabetismo, e viste queste basi capisco come tante persone possano fare un plauso alle sue posizioni. Un’altra indagine, condotta da Demos, dice che gli italiani che hanno fiducia nella politica non superano il 5%. Al partito di Marangoni e ai cittadini chiedo: veramente si può pensare che perseguendo queste strade di pura propaganda, si possano risollevare le sorti della politica e si possa recuperare credibilità? O al contrario dovremmo pensare a una politica capace di affrontare problemi di grande portata e che costruisca consensi sulla fiducia e non sulla paura?».

Morgoni critica anche l’utilizzo della figura di Mussolini per veicolare il messaggio proposto da Marangoni: «In Italia esiste un reato, che è l’apologia di fascismo. Non so se sia questo il caso, ma credo che la magistratura debba perseguire chi lo commette. L’apologia di fascismo non è un mero fatto formale, ma richiama 20 anni di lutti, di rovine, di dittatura, di purghe; un periodo della storia d’Italia che ha segnato enormi sofferenze. Gli immigrati oggi stanno portando anche tanti elementi di contraddizione. Ma tanti lavorano, pagano contributi per pensioni che non riceveranno. La realtà è contraddittoria, ma non penso che ci sia qualcuno di buon senso che possa sostenere che il fascismo abbia fatto bene all’Italia. L’immigrazione è un fenomeno che esiste e va gestito, non si può cancellarlo. Penso che sia una sfida, per l’Italia, pensare un nuovo modello di convivenza rispettoso delle regole. Non vogliamo criminali, ma costruire una forma di relazione umana di convivenza civile e sociale che guardi al mondo del futuro, che va in questa direzione. L’Italia ha cultura intelligenza e storia per affrontare questo passaggio. Altrimenti se ci mettiamo a fare politica come le chiacchiere nelle bettole, avrebbero ragione gli italiani che dicono che della politica si potrebbe fare volentieri a meno. E, allora, si farebbe volentieri a meno anche di Marangoni». Il senatore del Pd conclude con una citazione dalla lettera scritta ai cappellani militari di Toscana, che condannavano l’obiezione di coscienza, da don Milani: “Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri, allora vi dirò che io non ho patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni sono la mia patria, gli altri i miei stranieri”.

Il post condiviso dal consigliere Marangoni su Facebook

Il post condiviso dal consigliere Marangoni su Facebook

 



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