«Banca Marche? Non si può archiviare
come una bolla di sapone.
Chi ha sbagliato deve pagare»

TUTTI ASSOLTI - L'europarlamentare Carlo Ciccioli (Fdi) dopo la sentenza di ieri va all'attacco. «Altro che assoluzioni liberatorie: l’istituto è fallito per l’insipienza criminale della politica, tutta in capo al Pd che ha preferito salvare il Monte dei Paschi di Siena lasciando al suo destino Banca Marche»

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Carlo Ciccioli

«La sentenza di Banca Marche un colpo durissimo per tutti i risparmiatori truffati e per chi ancora oggi cerca giustizia. Una sentenza che grida vendetta. Non si può archiviare come una bolla di sapone, chi ha sbagliato deve pagare». E’ l’europarlamentare Carlo Ciccioli (Fdi) a rompere il silenzio della politica sulla sentenza di Banca Marche della Corte d’appello di Ancona che ieri ha assolto tutti gli imputati con formula piena.

La vicenda del crac dell’istituto è stata un danno per migliaia di risparmiatori e ha generato una crisi nelle Marche.

«La sentenza d’appello di ieri della Corte di Ancona, che ha assolto con formula piena tutti gli ex vertici di Banca Marche e di Medioleasing, è un colpo durissimo per tutti i risparmiatori truffati e per chi ancora oggi cerca giustizia. È una sentenza che grida vendetta. Altro che assoluzioni liberatorie: l’istituto è fallito per l’insipienza criminale della politica, tutta in capo al Pd che ha preferito salvare il Monte dei Paschi di Siena lasciando al suo destino Banca Marche. Che ne dice Ricci e tutti gli esponenti del Pd che occupavano posti di rilievo all’interno del Pd? Non si può solo ricondurre la responsabilità all’avidità di amministratori che hanno agito con leggerezza, spregiudicatezza e disonestà, pur in mezzo a figure che hanno cercato di operare in modo corretto. È ingiusto, moralmente e storicamente, che chi ha contribuito al disastro venga oggi dichiarato innocente. Il danno economico e sociale per le Marche è incalcolabile, e il sistema ha scelto di salvare le poltrone invece di ristabilire la verità. Ho più volte denunciato le manovre scellerate e le complicità istituzionali che hanno accompagnato il disastro di Banca Marche. Ora una parte della magistratura ci dice che ‘il fatto non sussiste’: ma i fatti sono lì, pesanti come macigni. Oltre 40mila famiglie colpite, miliardi evaporati, e nessun responsabile». Ciccioli chiede maggiore trasparenza nelle istituzioni e conclude: «La politica non può più restare complice o in silenzio. Non possiamo permettere che i cittadini paghino con i loro risparmi l’arroganza e l’impunità di chi ha avuto ruoli dirigenziali. La vicenda Banca Marche non può essere archiviata come una bolla di sapone: chi ha sbagliato, deve pagare».

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