Ubi diventa Intesa Sanpaolo,
nelle Marche oltre 40% di sportelli a Bper
«Formalizziamo gli impegni»

CREDITO - L'intervento di Uil e Uilca Marche: «Apprendiamo la volontà di traslocare sul territorio marchigiano nuove e vecchie attività svolte dal gruppo, servono appositi accordi sindacali»
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Il centro di Fontedamo

L’opas di Intesa Sanpaolo ha raggiunto oltre il 91% del capitale dei Ubi. L’ex popolare diventa così Intesa San Paolo. Nei giorni scorsi le dimissioni dell’amministratore delegato Victor Massiah  e la nomina di Gaetano Miccichè, nuovo consigliere delegato e direttore generale di Ubi Banca. 

Oltre il 40% degli sportelli marchigiani ex-Ubi, secondo il piano proposto da Intesa, sarà ceduto a Bper. L’istituto ha anche assicurato mobilità a zero impatto sociale per le attività di direzione. «Apprendiamo con fiducia la volontà di Intesa San Paolo di traslocare sul territorio marchigiano nuove e vecchie attività svolte dal gruppo, ma ne richiediamo la formalizzazione dell’impegno in appositi accordi sindacali, in modo da monitorarne costantemente l’attuazione» Così, Sergio Crucianelli, segretario generale Uilca Marche. Uil Marche e Uilca Marche tornano ad analizzare gli effetti nella regione della più grande operazione finanziaria condotta nel mondo del credito italiano, che vede coinvolte oltre la promovente anche il gruppo Bper (con l’acquisizione di 532 sportelli bancari) e Unipol Assicurazioni (che acquisisce il ramo assicurativo).

Victor Massiah ha dato le dimissioni dopo la cessione

«Dall’analisi dei documenti ufficiali finora presentati da Intesa e Bper – prosegue Crucianelli – apprendiamo che oltre il 40% degli sportelli marchigiani ex-UBI verranno ceduti a Bper, mentre vengono affermati gli impegni sulla mobilità a zero impatto sociale per quanto riguarda le attività di direzione nella regione, che ricordiamo insistono in maniera significativa sulla piazza di Jesi con le attività dislocate nei poli Esagono e Fontedamo, e in piccola parte a Ascoli Piceno – Pesaro e Macerata». Per Uil Marche e Uilca Marche, il territorio marchigiano ha bisogno dell’impegno e della sensibilità del mondo creditizio – Banca Intesa in particolare – che sia contemporaneamente sostegno e stimolo alla ripresa economica della regione, tutelando anche i soggetti più deboli colpiti, loro malgrado, dal contesto di crisi economica. «Aspettiamo che i Gruppi coinvolti mantengano fede all’impegno economico a sostegno delle attività imprenditoriali del territorio, già duramente colpito dagli eventi sismici del 2016 e dal recente lockdown – conclude Crucianelli – anche per questo saremo sempre attenti a tutelare gli interessi dei Lavoratori e dei clienti delle banche (privati e imprese) con iniziative incisive condivise unitariamente con altre organizzazioni sindacali e del mondo economico».

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