Crac Banca Marche, la beffa:
«C’è il rischio prescrizione»
Sabotaggi misteriosi in uno studio legale

IL PROCESSO - Il procuratore di Ancona Elisabetta Melotti ha lanciato l'allarme durante l'audizione alla Commissione parlamentare d'inchiesta. Intanto Corraddo Canafoglia, legale di circa 3mila risparmiatori che si sono costituiti parte civile, denuncia: «Pc inutilizzabile e telefono bloccato»
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Il procuratore capo Elisabetta Melotti

 

«Questo sarà processo se arriva a dibattimento, come noi ci auguriamo, rischia di durare tanto, soprattutto per il reato di appropriazione indebita». Sul crac Banche Marche dunque incombe la spada di Damocle della prescrizione. Lo ha detto il procuratore di Ancona Elisabetta Melotti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche precisando che vista la prescrizione i processi sull’appropriazione indebita «sono processi che finiscono prima di nascere». Melotti ha sottolineato inoltre che per «una procura di medie dimensioni come quella di Ancona un’indagine come questa è devastante». C’è un problema, a suo parere, non solo della procura ma anche delle forze ordine, «occorre fornire altre risorse».

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L’avvocato Corrado Canafoglia

Intanto l’avvocato Corrado Canafoglia, che  sta seguendo per l’Unione nazionale Consumatori la costituzione di parte civile di diversi risparmiatori, denuncia episodi misteriosi: un tentativo di intrusione nello studio legale impedito da un sistema di allarme, un pc con documenti importanti ora inutilizzabile e il telefono temporaneamente bloccato. Tre quelli segnalati dal legale. Il primo risale all’8 novembre, la sera dopo un’udienza del processo su Banca Marche. «Attorno alle 22.30 – racconta Canafoglia – è scattato l’allarme. Guardando le immagini delle telecamere, abbiamo visto una persona mettere le mani sul vetro di una delle finestre dello studio. Non c’è però stato un tentativo di scasso». L’altro episodio singolare è accaduto il 21 novembre. «Il giorno prima – continua il legale – avevo ricevuto da un collega una mail importante ai fini del procedimento che si terrà in Veneto per il crac della Banca Popolare di Vicenza, dove sosterrò alcuni risparmiatori. In pratica, il pc dove mi era stato inoltrato il documento è andato completamente fuori uso. La scheda madre è saltata. Non siamo in grado di capire cosa possa essere successo. So solo che abbiamo dei sistemi di sicurezza fortissimi e che quella mail non è andata persa». In più, ci sarebbe stato anche il blocco temporaneo del telefono dello studio. Tutte coincidenze?  «Voglio credere che lo siano – conclude l’avvocato -. Non metto in collegamento i processi contro le banche e quello che è accaduto in studio. Se qualcuno, però, avesse voluto farci paura, non ci è riuscito. Noi andiamo avanti più forti di prima. In 28 anni di carriera non mi erano mai successe cose simili».



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