La nuova sanità, i sindaci:
«Il direttore sociosanitario
venga scelto dal territorio»

MACERATA - Stamattina si è svolta in Provincia la riunione decisiva dopo il rinvio della scorsa settimana. Soddisfatto il presidente Sandro Parcaroli: «Un documento unitario che premia il lavoro svolto in sinergia»
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Il presidente della Provincia Sandro Parcaroli

Buona la seconda. Dopo il rinvio forzato dell’assemblea dei sindaci della scorsa settimana – nel mirino le poche ore di preavviso date ai primi cittadini- questa mattina la riunione  si è svolta regolarmente e con larga partecipazione di fasce tricolori. I sindaci hanno elaborato un documento con le proposte di correzioni da portare alla legge di riforma del sistema sanitario regionale. La principale proposta dei sindaci è quella di dare maggiore autonomia ai territori riservando ai sindaci la scelta del direttore dell’area sociosanitaria territoriale.

«La nuova legge – si legge nel documento sottoscritto dai sindaci maceratesi ed inviato alla Regione – di organizzazione del servizio sanitario regionale è un’opportunità per migliorare il sistema socio-sanitario della nostra regione e dei nostri territori, riorganizzando gli stessi sulla base dei mutamenti socio-demografici e delle conseguenze dovute all’elevata spinta alla mobilità insita nella globalizzazione. Per tali ragioni la proposta ha bisogno di passaggi istituzionali intensi e del necessario approfondimento con la messa a disposizione di dati aggregati e dati territoriali».

Tra le proposte avanzate dai sindaci c’è la necessità di «stabilire un modello chiaro di relazione e di operatività, che sia il più possibilmente sovrapponibile alle esigenze degli attuali Ambiti che, ad oggi, hanno dato prova di buona funzionalità, visto che attualmente si relazionano molto di più con i dipartimenti che con i distretti».

Nel testo si chiede anche di «prevedere l’introduzione obbligatoria del fascicolo sanitario e favorire la banda ultra larga, specialmente per collegare tutte le strutture del Servizio socio-sanitario regionale». I sindaci, inoltre, hanno chiesto di inserire nella legge la previsione «della nomina di un direttore dell’integrazione socio-sanitaria che dovrà competere agli ambiti sociali nei quali i sindaci potranno indirizzare tutti gli aspetti organizzativi dei servizi di supporto sociosanitari con l’integrazione sociale dei territori.  Il direttore socio-sanitario sarà indicato con procedure ad evidenza pubblica dal coordinamento delle Ats delle Aree vaste di competenza. Questo per favorire al meglio l’integrazione dei servizi sociali». Nel documento si propone anche la realizzazione di un sistema informativo avanzato e unico per tutta la regione in modo che, soprattutto per le prestazioni diagnostiche, le varie Ast possano interagire per il superamento di determinate criticità dovute a carenze o emergenze epidemiologiche. «Il sistema informativo delle varie Ast, inoltre, dovrà essere supportato e integrato con un sistema informativo regionale in modo che il controllo di gestione – chiedono i sindaci -, la valutazione comparativa dei costi, dei rendimenti, dei risultati e dell’indice di mobilità passiva, il grado di efficacia e di efficienza raggiunto da queste, siano misurabili e comparabili».

Tra le richieste è stata anche esplicitata quella del Comune di Montefano di essere inserito nel Distretto socio-sanitario di Macerata e non più in quello di Civitanova. «Sono molto soddisfatto perché i sindaci hanno lavorato insieme per definire un documento che potesse andare a delineare ancora meglio alcuni aspetti della legge di riforma del servizio sanitario predisposto dalla Regione – osserva il presidente della Provincia, Sandro Parcaroli -. Lavorare insieme, in sinergia, è l’unico modo per far crescere il nostro territorio, soprattutto in ambito sanitario dopo quanto abbiamo visto negli ultimi due anni di pandemia».

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