Nel dna i rischi del tumore,
arriva l’ambulatorio di Oncologia genetica:
gratis un test che costa 3mila euro

SANITA' - Sarà attivato all'ospedale di San Severino che collaborarerà con Torrette. E' indirizzato a specifici pazienti che sono malati e hanno avuto casi in famiglia. Saltamartini«Stiamo lavorando per potenziare la sanità di prossimità. Passo avanti importante per questa struttura. Daniela Corsi, direttrice dell'Area Vasta 3, sull'assistenza domiciliare oncologica sta cercando personale per far partire il progetto
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di Monia Orazi

Sarà attivato nel reparto di Oncologia di San Severino, guidato da Luca Faloppi, l’ambulatorio di Oncologia genetica, in collaborazione con la clinica di Oncologia medica dell’ospedale Torrette di Ancona, intitolata al fondatore Riccardo Cellerino. In pratica un paziente che scopre di avere un cancro, e che ha determinate caratteristiche, come ad esempio familiari già colpiti da tumori, può effettuare gratis un test che altrimenti costerebbe tremila euro, per capire se i suoi geni hanno una mutazione che predispone ad un certo tipo di tumore. Funziona così, il paziente indicato dall’oncologo o dal medico di famiglia (deve trattarsi di un malato di tumore con determinati indicatori che lasciano presupporre ereditarietà nella malattia), potrà andare a San Severino a farsi prelevare il sangue.

Oncologia-genetica-San-Severino-Battelli-Faloppi-Il campione sarà spedito a Torrette, dove sarà sottoposto ad un processo di sequenziamento del Dna, tramite un macchinario ad alta precisione di ultima generazione, e qualche settimana dopo saprà se ha un gene che ha causato quel determinato tipo di cancro. Un fattore che permette di capire se in quella determinata famiglia ci sono più probabilità di sviluppare un tipo di tumore e di tagliare su misura del paziente, le cure chemioterapiche che comportano altissimi costi per la sanità, aumentandone maggiormente l’efficacia. Il test non sarà aperto indiscriminatamente alla totalità dei cittadini, ma solo a coloro che hanno avuto un cancro, con specifici e stringenti requisiti, indicati dal medico di famiglia o dall’oncologo di riferimento.

L’ambulatorio è nato dall’idea di Luca Faloppi, arrivato da pochi mesi al timone del reparto oncologico dell’ospedale di San Severino, ed ha l’obiettivo di ampliare le possibilità di cura dei tumori e rendere più efficaci le terapie contro le diverse tipologie di cancro.

Ad accoglierla favorevolmente il primario di oncologia di Macerata, Nicola Battelli, che ha contattato Rossana Berardi, direttrice della clinica di Oncologia medica di Torrette e docente ordinaria di Oncologia, alla facoltà di Medicina della Politecnica delle Marche. Presente oggi anche l’assessore regionale alla sanità Filippo Saltamartini, che ha voluto fortemente con i vertici Asur e di Area Vasta 3 l’ambulatorio di Oncologia genetica proprio a San Severino.

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Al centro l’assessore Filippo Saltamartini

«Stiamo lavorando per potenziare la sanità di prossimità, in questo senso l’impegno per l’ospedale di San Severino vicino al cittadino – ha detto Saltamartini – per noi la strada è quella degli ospedali a servizio delle comunità. L’ambulatorio di oncologia genetica è il primo nell’Area vasta 3, è molto importante in oncologia il contributo della scienza medica, abbiamo il massimo interesse ad attuare la prevenzione delle patologie oncologiche, per garantire la qualità della vita dei pazienti ed il risparmio degli alti costi sociali che queste patologie gravemente invalidanti comportano.

Questo è un passo avanti importante per la struttura di San Severino, ospedale per il quale abbiamo previsto importanti investimenti con i fondi del Pnrr. La popolazione della zona vive in un’area disagiata, ci sono tanti anziani che potranno usufruire di una struttura di prossimità. Importante la collaborazione con l’università politecnica delle Marche, che si cala nel territorio».

Faloppi ha sottolineato l’importanza dell’ambulatorio: «Permetterà di valorizzare il reparto ed il personale che vi lavora, migliorando le condizioni di cura dei pazienti, grazie ad una connessione stabile ed importante con la clinica oncologica di Torrette, oltre ad essere un servizio di prossimità per la popolazione della zona». Ad illustrare le specificità del servizio di oncologia genetica è stata la Rossana Berardi: «Il nostro è un centro di riferimento a livello nazionale grazie al dottor Cellerino che lo ha fondato 18 anni fa, molti hanno paura di avere familiarità nelle patologie oncologiche, basti pensare al caso dell’attrice Angelina Jolie, affetta da mutazione genetica per il tumore al seno, per un gene rinominato “gene Angelina Jolie”. Nelle persone a rischio di sviluppare il tumore si potrà procedere ad uno screening mirato, con risposte tramite la piattaforma telematica che abbiamo messo in piedi. Si tratta di un test ad alta complessità, per la risposta servono diverse settimane. L’obiettivo è di garantire un servizio di prossimità, con personale già formato che ha lavorato con noi. L’esame è importante non solo per stabilire la familiarità di una patologia oncologica, ma per stabilire, nell’ambito dell’oncologia mutazionale, la terapia più adatta a quel singolo malato». Il primario Nicola Battelli ha spiegato come l’anno scorso la struttura ha preso in carico 450 donne malate di tumore al seno, e come tra loro circa il 10 per cento presenta una mutazione genetica: «L’obiettivo è quello di non far spostare i pazienti, per avere l’eccellenza in oncologia al centro del nostro lavoro ci deve essere il paziente. L’ambulatorio di oncologia genetica è nato da un’idea di Faloppi, che ho sposato appieno. Sarebbe utile creare diversi centri di oncologia genetica in Regione». «La genetica consentirà di tagliare su misura della singola persona le terapie oncologiche», ha aggiunto il Carlo Di Falco, direttore sanitario del presidio unico di Macerata. Daniela Corsi, direttrice generale dell’Area vasta 3 ha parlato di «un progetto molto importante che ci vede collaborare con gli Ospedali riuniti di Ancona e rappresenta un punto di forza per il futuro e per lo sviluppo dell’oncologia di San Severino, tutto quello che avevamo promesso sta diventando realtà, compatibilmente con i meccanismi del riacutizzarsi della pandemia». A margine della conferenza stampa Corsi ha detto che sta cercando di reperire il personale necessario, in particolare gli infermieri, per far partire il progetto di assistenza domiciliare oncologica dello Iom Marche, che era stato annunciato sarebbe stato coordinato da Benedetta Ferretti.



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