Resi fragili dal sisma,
500 in cura ai servizi psichiatrici
«Bisogna pensare alla ricostruzione sociale»

IL CONVEGNO "Fiastra tra buio e luce" ha visto la partecipazione, tra gli altri, del governatore Francesco Acquaroli e dell'assessore Guido Castelli. L'arcivescovo Massara ha rilanciato il bisogno di garantire condizioni economiche e di socialità tali da assicurare la ripresa della vita in chi abita nelle zone del cratere. Il commissario Giovanni Legnini ha annunciato novità sui costi dei materiali per la ricostruzione, che saranno contenuti
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Il convegno a Fiastra, presenti anche il governatore Francesco Acquaroli (secondo a sinistra) e l’assessore Guido Castelli (secondo da destra)

 

di Monia Orazi

La luce di una ricostruzione che a Fiastra avanza a passi veloci nel comune che ha il numero più alto di domande presentate, il buio di un malessere sociale che spesso resta nascosto all’interno delle Sae, negli occhi dei più fragili, incapaci di lanciare un grido di aiuto. Sono dati allarmanti quelli emersi oggi durante il convegno “Fiastra tra buio e luce”, una giornata intera di riflessione organizzata dal Comune e dall’ambito territoriale sociale, guidato da Valerio Valeriani che da cinque anni non si stanca di denunciare le fragilità di chi ha subito il sisma, continuando a chiedere, inascoltato servizi di ascolto psicologico, concetto rilanciato dallo psichiatra Massimo Mari, tra i primi a denunciare nel cratere del sisma l’aumento del 70 per cento nel consumo di psicofarmaci e a tenere il conto di 25 suicidi.

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Il vescovo Francesco Massara al convegno

MALESSERE PSICOLOGICO, ALLARME DI MASSARA – Drammatici i dati del malessere sociale negli ambiti territoriali di Camerino e San Severino: i pazienti in cura ai servizi psichiatrici Asur sono circa 500, si stima che ne siano presenti altri 200, che restano nascosti ai servizi di assistenza. Ha detto l’arcivescovo Francesco Massara, di Camerino-San Severino: «Non basta fare un programma straordinario di ricostruzione che garantisce case antisismiche – dice Massara -, accanto alla ricostruzione delle case e delle chiese, va previsto il sostegno alle attività produttive, altrimenti le famiglie non rientrano. Va tenuto conto dell’emergenza sociale che questo territorio dopo il sisma continua a vivere, mancano ancora i luoghi di socializzazione. Alla ricostruzione materiale, va accompagnata quella sociale, altrimenti per chi si ricostruisce? Ho proposto all’assessore regionale alla ricostruzione Guido Castelli di dare vita ad una cabina di regia regionale, che coinvolga tutti gli attori della ricostruzione, perché i problemi da risolvere sono ancora tanti». E ha fatto un elenco: «dove collocare le macerie, anche dopo che sono state lavorate, l’aumento del 40 per cento dei prezzi delle materie prime, per cui le imprese non riescono a sostenere i costi, non si trovano gli operai e non si sa dove farli dormire. Mancano i depositi per mobili e materiali, si potrebbe fare un accordo tra Ance ed industriali, tra il fabrianese e Matelica ci sono tanti capannoni vuoti. Siamo noi a fare la storia di questo territorio».

PSICOLOGI PER I TERREMOTATI – Intensi gli interventi di Valerio Valeriani direttore ambito sociale e dello psichiatra Asur Massimo Mari, che hanno chiesto un servizio di ascolto professionale per i terremotati. Ha detto Mari: «Il denaro c’è, le modalità per erogarlo si stanno declinando, la dimensione della ricostruzione leggera sta andando avanti. Adesso che queste dimensioni di ripartenza simbolica di alcune comunità spopolate, si stanno evidenziando, è molto importante che si coniughino le progettualità con una dimensione professionale altamente qualificata di ascolto della popolazione, che non può essere aliena a questa dimensione di trasparenza rispetto a un processo di ricostruzione. Una dimensione della ricostruzione è che tende a disinvestire un aspetto per noi molto prezioso della marchigianità, che sono le aree montane. La vera marchigianità non è nel consumismo e nella dimensione edonistica del vivere della costa, ma in una popolazione che ha tempo, i suoi tempi, ha una cultura, le sue passeggiate. Questa dimensione dell’esistenza è necessaria, per non andare a finire in gravi depressioni». Ha aggiunto Silvia Sorana dell’ambito sociale di Camerino: «E’ importante usare parole che non stigmatizzano le comunità. Si rappresentano le comunità solo durante le emergenze da calamità, poi mancano le parole. Abbiamo costruito un indice di vulnerabilità che non riguarda gli edifici, ma le persone. Lo spopolamento non è una profezia che si auto realizza, se manteniamo i servizi, la gente resta ad abitare nelle aree interne»
convegno-fiastra-3-650x488LA SFIDA POST SISMA DELL’ECONOMIA E DEI SERVIZI – Fabio Renzi, segretario generale di Symbola ha sottolineato l’importanza di unire le forze tra i comuni del cratere: «Grandi opportunità si stanno aprendo con il Pnnr, un miliardo e 800 milioni di fondi che riguarda il territorio dei due crateri, un’area vasta dall’Aquila a Fabriano che è l’Appennino centrale, in cui possiamo sperimentare un progetto per l’Appennino, che si misura con la crisi climatica ed il problema di rendere questi territori più abitati con un rinnovato sistema di servizi territoriali, che da un lato sono più diffusivi, dall’altro sono più concentrati spazialmente, non nelle città intermedie come qualcuno pensa che i servizi stanno solo nelle città intermedie. Noi pensiamo che anche nei piccoli comuni ci debbono essere questi servizi, per reggerli e qualificarli debbono essere più concentrati. Questo significa che questi territori debbono fare squadra, unirsi, non fondere i piccoli comuni, ma dare vita a coalizioni progettuali, dalle quali nascono alleanze istituzionali e nuove geografie amministrative che renderanno la montagna più forte e capace di relazione dialettica con i centri urbani ed intermedi». A raccontare la difficile realtà economica degli imprenditori locali è stata l’imprenditrice turistica Emanuela Leli: «Si parla di questa come di una vallata magica e di quanto sono fortunata a viverci, ma gli imprenditori dell’Appennino non hanno più ossigeno. Uno dei miei colleghi a Sassotetto non ce la fa più ad andare avanti e lascia, mi piange il cuore. La seconda tranche di aiuti per il mancato guadagno l’ho ricevuta solamente ad aprile di quest’anno e se non avessi avuto un padre che mi ha dato una mano con i suoi risparmi, avrei fatto una brutta fine».
IL PROGRAMMA STRAORDINARIO DI RICOSTRUZIONE DI FIASTRA – Numerosi gli interventi durante la lunga giornata di riflessione nell’auditorium San Paolo di Fiastra, moderata da Mario Sensini capo ufficio stampa del commissario straordinario Giovanni Legnini. «I cittadini hanno messo gli striscioni “è ora di ricostruire” – ha detto il sindaco di Fiastra Sauro Scaficchiavogliamo accelerare con il programma straordinario di ricostruzione che presentiamo oggi, che contiene le linee guida per ricostruire le frazioni più distrutte, anche noi attendiamo un’ordinanza speciale ed un’accelerazione sulla ricostruzione pubblica. Un altro problema è che per noi sindaci è difficile dare l’agibilità, perché non sappiamo in che condizioni sono i sottoservizi, va previsto il loro finanziamento. Un altro problema è che mancano le imprese per ricostruire, vogliamo essere trattati come tutti gli altri comuni del cratere». Gli ha fatto eco il sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci: «Oltre al diritto alla ricostruzione, c’è il diritto di restare a vivere in questi territori, vanno riportati i servizi, che sono fondamentali, in funzione della domanda: perché restare?». Il programma straordinario di ricostruzione di Fiastra, è destinato ad accelerare e semplificare il processo di ricostruzione del comune, che è quello con il maggior numero di domande presentate, con 251 pratiche presentate sui 656 edifici danneggiati, di cui il 71 per cento riguarda i danni lievi, il 17 per cento i danni gravi.

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Andrea Crocioni e Silvia Moroni

REVISIONE DEL PREZZIARIO, NOVITA’ DA LEGNINI – La revisione del prezziario dei materiali impiegati nella ricostruzione sarà contenuta nell’ordinanza a firma del commissario straordinario alla ricostruzione Giovanni Legnini, prevista per il prossimo due agosto, che conterrà anche la revisione dei costi parametrici. Avviato un censimento sulle chiese da finanziare, se ne stimano 4 mila e sulle opere pubbliche, per varare un nuovo programma, come annunciato da Legnini, in collegamento via web. «Appena avremo il quadro completo si potrà decidere un nuovo programma di interventi sulle chiese non finanziate – ha detto Legnini – per questo ho chiesto ai vescovi un censimento puntuale, lo stesso vale per le opere pubbliche, con un nuovo programma, sul psr Fiastra ha fatto un ottimo lavoro». Denunciata una forte sottostima dei costi della ricostruzione, sono state finanziate solo 1.300 opere pubbliche, ne resterebbero altre quattromila. «Dobbiamo utilizzare al meglio le risorse – ha detto il governatore regionale Francesco Acquaroli – il Psr imprime accelerazione al percorso di ricostruzione, così come i contratti istituzionali di sviluppo, per cui ci sono state richieste per 886 milioni di euro». Ha aggiunto l’assessore regionale Guido Castelli: «La ricostruzione è una questione di rilevanza nazionale, che pone una sfida demografica ed occupazionale, come si sta lavorando in questi territori può diventare un modello di rigenerazione delle aree interne». Sono intervenuti anche il sub commissario Gianluca Loffredo, Silvia Moroni della Protezione civile regionale, Andrea Crocioni dell’Usr.

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