Contigiani sulla consegna dei pannolini:
«Padre in cerca di notorietà,
bastava spiegare al figlio che esiste la legge»

ABORTO - La consigliera comunale a Macerata esprime la sua solidarietà a Manuela Bora: «Altro che "bonaria provocazione", il gesto di Roberto Festa finalizzato a sostenere la solita volontà di imposizione delle proprie convinzioni sulle vite altrui»
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Ninfa Contigiani

 

«Esprimo tutta la mia solidarietà all’ex assessora, e attuale consigliera regionale, Manuela Bora per il gesto del tutto fuori luogo della consegna dei pannolini in Regione di stamattina. Non c’è proprio nulla di “bonaria provocazione” nel gesto di un padre che si scherma con la scusa dell’idea del figlio di 8 anni per darsi un momento di notorietà finalizzato a sostenere la solita volontà di imposizione delle proprie convinzioni sulle vite altrui». Ninfa Contigiani, consigliera comunale del Pd a Macerata, interviene dopo il gesto di Roberto Festa, medico di base di Loreto, che ha lasciato davanti all’ingresso del Consiglio regionale ad Ancona 1.450 pannolini, tanti quanti i bambini non nati per aborto nel 2019. «Se non avesse voluto essere strumentale, avrebbe dovuto portare i pannolini a chi voleva e rispondere alle domande del figlio spiegando, con trasparenza, che grazie ad una legge equilibrata e a difesa della responsabilità di ognuno, quelle madri che non vogliono abortire semplicemente non lo fanno, mentre coloro che sentono di non poter evitarlo, non dovrebbero subire imposizioni da nessuno. Avrebbe potuto, insieme al figlio e alla famiglia, leggere la legge 194 per esempio così da farsi un’idea più corretta di come stanno le cose».

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La consegna dei pannolini in regione

Proprio sulla legge e sul suo titolo Ninfa Contigiani insiste: «Si occupa di “Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza”. La legge regolamenta (ovvero, mette condizioni precise) la possibilità di interrompere la gravidanza perché la libertà assoluta confliggerebbe con il valore sociale della maternità e la tutela della vita dai suoi inizi, ma altrettanto garantisce il diritto ad una procreazione cosciente e responsabile perché altrimenti non è rispettato il diritto alla salute della persona previsto in Costituzione, in questo caso della madre – precisa – . Per fare questo le istituzioni pubbliche debbono predisporre i servizi del caso: i consultori come momento informativo di consapevolezza in tutte le direzioni, la disponibilità all’intervento nelle strutture pubbliche o in quelle private sotto convenzione con il riconoscimento anche dell’obiezione di coscienza per il personale sanitario coinvolto (dall’intervento, ma non dall’assistenza ex art. 9). Ciò da cui dovremmo far partire il ragionamento pubblico, invece delle ‘provocazioni’, è piuttosto lo stato attuativo di questa legge che pondera con molto equilibrio tutti gli interessi in causa, perché il problema vero è che l’obiezione strumentalizzata dai detrattori l’ha sostanzialmente vanificata rendendo ingiustizia alle donne italiane residenti in regioni e province diverse, come succede purtroppo anche nella nostra di regione, dove nella maggioranza delle aree territoriali sanitarie non è attuata per via dell’eccesso di obiettori. Allora di questo parliamo, di riequilibrare nel servizio pubblico la presenza degli obiettori – conclude -, di garantire i diritti previsti dalla legge – compreso quello a dei consultori veri e non in dismissione – di offrire a chi vorrebbe evitare l’ivg finalmente un supporto costante anche dopo la nascita e non solo per la pura nascita. Così parleremmo di fatti concreti e non di opinioni di qualcuno».

 

Papà acquista 1.450 pannolini e li consegna a Manuela Bora in Regione «Uno per ogni bambino abortito nel 2019»

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