Striscioni in Regione e a Torrette:
«L’aborto deve essere libero
Basta fondi alla sanità privata»

ANCONA - Protesta dei centri sociali marchigiani. Sulle scale di palazzo Raffaello lasciati cuscini e lenzuoli da ospedale, un camice e banconote false. Il governatore Francesco Acquaroli risponde a una delle scritte: «Ci vuole davvero molta fantasia a dire che mancano i tamponi mentre stiamo facendo lo screening di massa»
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Doppio blitz dei centri sociali delle Marche stamattina ad Ancona. Uno davanti al palazzo della Regione e uno davanti all’ospedale di Torrette, dove sono stati appesi degli striscioni.

WhatsApp-Image-2020-12-19-at-10.19.48-650x488A palazzo Raffaello sono stati portati in segno di protesta quattro cuscini e lenzuoli da ospedale, un camice e banconote false, oggetti appoggiati sulle scalinate d’ingresso assieme ad un cartello con la scritta “Regione solo soldi ai privati, niente posti letto e personale”. Sui cuscini, tratteggiati con un pennarello, altri messaggi su temi della Sanità: “La salute è un diritto, Acquaroli vattene” e “L’aborto deve essere libero, sicuro e garantito. La Ru486 è un diritto”.

Il riferimento è alle parole dell’assessora alle Pari opportunità Giorgia Latini che durante l’ultimo Consiglio regionale ha annunciato l’intenzione della Giunta di verificare la possibilità di ottenere la pillola abortiva Ru486 nei consultori, come invece prevedono le linee guida del ministero della Salute. Latini aveva anche dichiarato durante un’intervista al Tg regionale di essere contro l’aborto e che avrebbe portato il tema in Giunta.

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Lo striscione a Torrette

A Torrette affisso uno striscione di un tenore simile, con scritto “La salute è un diritto, basta fondi alla sanità privata”. Un altro striscione ancora recita “Mancano medici, tamponi, infermieri, posti letto. Questa sanità fa Acquaroli da tutte le parti”. A quest’ultimo ha risposto su Facebook il governatore Francesco Acquaroli, che replica alla parte relativa alla mancanza di tamponi: «Certo che ci vuole davvero molta fantasia a dire che mancano i tamponi mentre stiamo facendo lo screening di massa», ha scritto Acquaroli. Proprio ieri infatti nelle città capoluogo e Urbino sono partiti i tamponi rapidi gratuiti e su base volontaria alla popolazione, nell’ambito della prima fase del cosiddetto screening di massa.

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Il post di Francesco Acquaroli

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