L’Immacolata dopo la tempesta:
«Don Leonesi ha sbagliato
ma ha chiesto scusa»

MACERATA - Le interviste ai fedeli all'uscita delle messe domenicali sull'omelia del parroco diventata un caso nazionale per il paragone tra aborto e pedofilia. Nessuna traccia del vicario della Diocesi. Sospese le dirette streaming delle celebrazioni
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L'omelia di don Andrea Leonesi del 27 ottobre che ha scatenato le polemiche per il paragone tra aborto e pedofilia

 

di Federica Nardi

Stamattina nelle parole dei frequentatori della parrocchia dell’Immacolata a Macerata c’è ancora qualche traccia della tempesta scatenata dall’omelia del parrocco e vicario della Diocesi don Andrea Leonesi con il suo paragone retorico tra aborto e pedofilia. Di Leonesi invece, nessuna traccia. Per alcuni fedeli che frequentano la chiesa di corso Cavour le scuse del parroco sono più che sufficienti, per altri «non è successo niente», altri ancora fanno trasparire il dissenso per quanto detto dal pulpito. La parrocchia nel frattempo ha cancellato i video delle celebrazioni (fino a stamattina era possibile guardarle in diretta su Youtube).

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Alcuni fedeli all’ingresso della chiesa dell’Immacolata stamattina

La prima a uscire è Aurelie Mbinke, 56 anni: «Il parrocco ha sbagliato – dice -, penso che volesse dare un messaggio ma non si può confrontare la pedofilia con l’aborto. E’ molto sbagliato. La pedofilia è un reato, un crimine. L’aborto la legge lo permette. È vero che la Chiesa lo vieta ma una donna quando abortisce non è che lo vuole, forse si trova in una condizione che non le permette di portare avanti la gravidanza. Ed è un suo diritto». Sulla reazione della comunità di fedeli Mbinke spiega: «Qui ci sono anche anziani che magari preferiscono non parlare ci queste cose. Ma io essendo più aperta, più moderna, capisco che bisogna confrontarsi con questo. Anche io ho subito un aborto terapeutico, un feto che era malato. E ti trovi di fronte al fatto che se porti avanti una gravidanza ti troverai in difficoltà. Allora devi scegliere: non è che c’è la voglia di abortire ma ti trovi nelle condizioni di farlo. Secondo me. Don Andrea l’altro giorno ha chiesto pure scusa, si è pentito».

Mario Ulissi invece tira dritto e ripete: «Per me non è successo niente». Anche per due anziane sorelle, di 70 e 82 anni (che hanno preferito l’anonimato), «non è cambiato niente né diamo giudizi. C’è già qualcuno lassù che li dà (Dio, ndr). Tra di noi ne abbiamo parlato qualche volta in famiglia, però non giudichiamo. Come comunità ci siamo sentiti un po’ nell’occhio del ciclone perché ha fatto scalpore in tutta Italia. Ha chiesto scusa pubblicamente comunque». E che cosa ne pensano dell’omelia in sé? «Non doveva toccare per niente quel tasto. Cioè parlare dell’aborto sì perché è di sua competenza, la pedofilia no. Non doveva dire nemmeno che la donna deve essere sottomessa all’uomo. Una mancanza che può fare qualsiasi uomo, perché è un uomo oltre a essere sacerdote e vicario. Ha chiesto scusa. Se perdona il Signore dobbiamo perdonare noi».

Giulio Serafini è un parrocchiano doc: «Sono nato in questa via e vengo qui ogni domenica. Cosa ne penso? Ci sono problemi più seri come il Covid, le difficoltà delle famiglie. Un’uscita inopportuna in un contesto che poi è stato estrapolato. Ha chiesto scusa, basta. Noi distinguiamo le opinioni e ne abbiamo rispetto. Poi in un’omelia…Se uno è intelligente capisce quello che voleva dire. Noi veniamo qui per pregare, per la nostra comunità, per stare insieme. Chi parla deve essere attento a quello che dice. Siamo cittadini responsabili, intelligenti, sappiamo il senso e il significato delle parole. Un conto sono gli aspetti giuridici, un conto sono gli aspetti di fede. Don Leonesi ha associato due elementi che potevano essere trattati non in quel contesto e in maniera più precisa e corretta».

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Don Andrea Leonesi

Che Leonesi abbia sbagliato lo pensa anche Argia Rosati, 88 anni: «Io qui mi ci trovo bene – dice all’ingresso della Chiesa -, solo che c’è questo parrocco che dice delle cose non proprio giuste». Cos’ha pensato di quell’omelia? «Io non ho pensato niente di quelle parole. Vengo alla messa, lo scordo e basta. Non mi interessa molto. ha detto cose che non vanno dette ma a me non interessa, ho una certa età. Non dice delle cose giuste, quello lo sappiamo. Però non ci possiamo fare niente».

Tra i non abituali dell’Immacolata Stefano Panaro, che all’uscita dalla messa dice la sua: «Credo che la Chiesa dovrebbe continuare a fare la Chiesa e basta senza entrare in altri ambiti. Penso che paragonare la pedofilia all’aborto sia qualcosa di veramente strano. Due ambiti completamente differenti. Se la Chiesa sta nel suo probabilmente è preferibile. Se ognuno fa la sua parte, onestamente, in base al proprio credo, sta nel giusto. La Chiesa deve fare il bene della Chiesa e stare nel suo alveo».

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