«Alunni a contatto con dei positivi,
ma senza sintomi niente tamponi:
pronti a garantire i servizi che mancano»

MONTELUPONE - Alla scuola elementare bambini e docenti torneranno in classe il 22 ottobre, il sindaco Rolando Pecora: «E' opportuno fare i test. Ho contattato l'assessore regionale»
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Il sindaco Rolando Pecora

 

«L’Asur, a meno che non lo indichi un pediatra su richiesta delle famiglie, non farà i tamponi ad alunni e personale scolastico che, pur entrati in contatto con positivi, non hanno presentato sintomi durante la quarantena. Se dovesse essere così considererò la possibilità di garantire ai miei concittadini quei servizi che dovessero mancare». Questo in sintesi il messaggio di Rolando Pecora, sindaco di Montelupone, dopo aver saputo che alunni e personale delal scuola elementare rientreranno il 22 ottobre in aula senza tamponi anche se sono stati in contatto con casi positivi. 

«Ad oggi 22 sono le persone in quarantena. Di queste 6 con tampone positivo. Tra queste ultime 1 sola persona con sintomi lievi in terapia domiciliare. Non risultano inseriti nell’elenco le persone in quarantena per contatti all’interno della scuola – specifica Pecora -. A tale proposito il 21 ottobre sarà l’ultimo giorno di quarantena per gli alunni, alunne e il personale scolastico della nostra scuola elementare.
Solo ieri pomeriggio ho appreso che il Dipartimento di prevenzione della nostra Asur ha comunicato che non verranno effettuati tamponi a questi soggetti in quanto rimasti asintomatici nel periodo di quarantena. Pertanto rientreranno a scuola il 22 ottobre. Viene aggiunto che se “gli stessi soggetti vivono o entrano in contatto con soggetti fragili, affetti da malattie croniche o da malattie a rischio di complicanze”, potranno rivolgersi al pediatra curante che valuterà la necessità di effettuare il test diagnostico ed eventualmente ne farà la richiesta (tampone molecolare). A tale proposito ho contattato stamattina l’assessore regionale che si è reso disponibile, e diversi altri sindaci del nostro territorio per rappresentare alcune perplessità».

Perplessità che Pecora spiega: «Se si fanno tamponi per sintomi a volte banali è sicuramente opportuno (al di là di linee guida assai variabili e dalla moderata evidenza scientifica) testare i contatti di casi sicuramente positivi: la carenza di personale e di materiale diagnostico possono spiegare ma non giustificare comportamenti diversi. Se si propone, seppure velatamente, l’opportunità di richiedere l’esecuzione del tampone per quei bambini e bambine che “vivono o entrano in contatto con soggetti fragili…”, questo implica che la quarantena con assenza di sintomi non esclude da sola la possibilità dell’infezione e il rischio di contagio. Nelle nostre comunità la quasi totalità di bambini e bambine vive o entra in contatto con i nonni o con soggetti altrettanto fragili. Non si possono costringere i genitori dei nostri alunni ad un complesso percorso volto solo a limitare l’accesso ai tamponi per Covid. Da ultimo, ma non per importanza, va considerato che la criticità del periodo che stiamo di nuovo vivendo giustifica atteggiamenti che possono eccedere per prudenza perché è necessario che le istituzioni trasmettano fiducia alla cittadinanza. Per tutto quanto sopra ho chiesto all’assessore regionale di farsi carico del problema. Da parte mia, in assenza di misure positive da parte degli enti preposti, considererò la possibilità di garantire ai miei concittadini quei servizi che dovessero mancare».

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