Chiuso il plesso di via Piave a Morrovalle
«La scuola è sicura, contagio dall’esterno»

COVID - La dirigente dell'istituto comprensivo comunica il provvedimento dell'autorità sanitaria: «Sono giorni che lo stillicidio di casi ci ha tenuto con il fiato sospeso. Le regole sono state seguite alla lettera, ma le classi diventano un’enorme cassa di risonanza. Salvo complicazioni il 26 ottobre potremo rientrare tutti»
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«E’ con enorme dispiacere che sto scrivendo, nel freddo linguaggio burocratico, la presa d’atto del provvedimento di chiusura del plesso di Via Piave da parte dell’Autorità Sanitaria». La dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Via Piave di Morrovalle Arianna Simonetti comunica sulla pagina ufficiale della scuola che la primaria sarà chiusa dal 19 ottobre al 24 ottobre compreso. Le lezioni negli altri plessi si svolgeranno regolarmente. «Salvo complicazioni il 26 ottobre potremo rientrare tutti – prosegue – . Sono giorni che lo stillicidio di casi ci ha tenuto con il fiato sospeso (cinque tra alunni e docenti i contagiati, ndr), ci ha fatto fare acrobazie per coperture di classi, ricerche di supplenti, attivazione della Didattica a Distanza per le classi in quarantena e per gli alunni in attesa di tampone o in quarantena e/o isolamento fiduciario per garantire il diritto allo studio costituzionalmente garantito e per concretamente realizzare quella promessa di “Da adesso in poi nessuno escluso!” con il quale abbiamo iniziato l’anno – sottolinea la preside -. Ogni classe che andava in quarantena, ogni docente che mi comunicava la malattia e poi la positività al tampone era un pezzo di cuore che si staccava, ma non ci siamo mai arresi. Sono giorni che parlo con il responsabile della sicurezza, con il medico competente, con le autorità competenti, che mi metto in discussione in prima persona per vedere se c’è stato qualche errore nei protocolli ma tutti mi confermano che, no, non c’è stato alcun errore. E’ stato tutto seguito alla lettera, la scuola è sicura, rispettiamo le regole imposte, il contagio purtroppo avviene dall’esterno e le classi diventano un’enorme cassa di risonanza. La chiusura della scuola, come ben sapete, non spetta al dirigente ma alla pubblica autorità che ha ritenuto opportuno farlo per tutelare la salute di tutti – spiega Arianna Simonetti-. Non nascondo il mio dispiacere ma credo che sia la scelta giusta, seppure dolorosa, per sanificare, mettere un reset e poi ripartire. In questo periodo ho avuto la collaborazione, l’impegno strettissimo dei docenti, dei collaboratori scolastici, delle famiglie, dei genitori del consiglio d’istituto che hanno lavorato giorno e notte e che ringrazio di cuore. Ci sono state anche critiche e lamentele o chi si è trincerato nel “non mi compete” o “si poteva fare così” ma fa parte del gioco – evidenzia -. Personalmente credo che questo sia il tempo del fare, del rimboccarsi le maniche ed affrontare questa emergenza che purtroppo ci sta coinvolgendo in prima persona, ma credo anche che la comunità ne uscirà rinnovata e più salda possibile». Dopo la citazione “E quando l’ombra dilegua e se ne va, la luce che si accende diventa ombra per altra luce” di K.Gibran, la dirigente scolastica conclude rivolgendosi agli studenti: «Sarò al rientro davanti al portone della scuola ad aspettarvi».

(Redazione Cm)

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