Parcaroli al fianco di Pillon:
«Senza figli non c’è amore di coppia»
Carancini: «Parole che fanno ribrezzo»

MACERATA 2020 - Querelle con il sindaco uscente per la frase pronunciata all'incontro di ieri sera dal candidato di centrodestra. Marchiori (Lega) torna sulle nomine nel cda Ircr: «Ecco cosa aspettarsi dal sistema di potere instaurato dal Pd». L'appello al voto della lista di centrosinistra La città di tutti.
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Da sinistra Sandro Parcaroli, Andrea Blarasin e Simone Pillon

 

di Federica Nardi

«Senza figli l’amore tra una coppia non c’è». Parola di Sandro Parcaroli, candidato sindaco del centrodestra a Macerata che ieri sera  ha infilato la sua considerazione sui legami familiari durante l’incontro con il senatore Pillon, noto per le sue posizioni antiabortiste e pro famiglia “tradizionale”. Una frase che ha lasciato di stucco il sindaco uscente Romano Carancini (candidato alle regionali con il Pd), con il quale Parcaroli non era mai entrato in diretto conflitto in queste settimane (e viceversa) e che per il sindaco uscente ha anche speso parole di elogio e amicizia. «Avevo deciso di non intervenire più nel dibattito cittadino tra i candidati a diventare sindaco di Macerata, salvo sostenere Narciso – scrive Carancini su facebook -. Ma le parole virgolettate e il pensiero del signor Parcaroli Sandro, il quale entra nel valore amore nell’accezione intima del rapporto tra persone, che non può far parte della campagna elettorale, fanno ribrezzo e scuotono la coscienza. Offendono il senso del rispetto delle persone, violentano tutte le donne e gli uomini che per scelta o altre ragioni non hanno figli».

pillon-parcaroliParcaroli ha chiuso l’incontro al Giardinetto, in una Macerata particolarmente presidiata dai carabinieri per l’arrivo di Pillon. La maggior parte dell’intervento del candidato sindaco si è concentrato contro le droghe. «Servono corsi nella scuola per far capire che le droge sono una cosa brutta e cattiva e far allontanare i ragazzi da questi pensieri con lo sport. Così pensano a quello e non a queste cose brutte. Se sarò sindaco – ha aggiunto Parcaroli -, ho voglia di stare in mezzo alle persone. Non parlo politichese ma apprendo subito. Due mesi fa nemmeno sapevo parlare in pubblico, adesso dovete togliermi il microfono». Le statistiche sulla città, dice in riferimento al programma dell’avversario di centrosinistra Narciso Ricotta, «mi interessano poco. Una città è vivibile quando i giovani trovano lavoro, vengono qui e fanno la famiglia. Portiamo questa città a fare figli ma portiamo anche questi figli a trovare lavoro». Un passaggio anche sui fondi europei in arrivo: «L’equipe che c’è in Comune adesso sull’Europa vola basso. Aspetta i soldi che arrivano. No: prima i progetti, poi i soldi». Scivolone sulle famiglie senza figli apparte, Parcaroli ha incassato diversi applausi dal pubblico, animato da preoccupazioni come la famigerata teoria gender nelle scuole, i vaccini e l’amore omosessuale. Pillon ha detto anche che «l’indottrinamento gender nelle Marche è passato in modo pesante» per poi specificare che «sono contro l’aborto» e che sui vaccini «sono una cosa buona se usati bene ma ci deve essere comunque libertà della famiglia».

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Andrea Blarasin ieri sera insieme a Simone Pillon

La serata è stata aperta dagli interventi dello psicoterapeuta Paolo Scapellato e dell’avvocato Massimo Cesca del Forum delle Famiglie, mentre il candidato leghista Andrea Blarasin, dopo aver sottolineato la necessità che il Comune si faccia parte attiva nel sostegno alle famiglie, specialmente se numerose e in stato di necessità, ha voluto ricordare ai presenti «l’importanza di andare a votare per sostenere il cambiamento proposto dalla Lega e dal centrodestra, dopo anni di disastri del centrosinistra. Abbiamo un’occasione unica – ha detto il candidato della Lega – e ogni voto può essere determinante per fare la differenza e per rilanciare Macerata. Insieme ce la possiamo fare».

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Da sinistra Luciano Pantanetti, Francesco Baldantoni e Narciso Ricotta

A poche ore dal silenzio elettorale arriva l’appello al voto de La città di tutti, che sostiene il candidato sindaco Narciso Ricotta. «Ora tocca a voi esprimere una preferenza, e scegliere chi guiderà Macerata per i prossimi anni. Noi della lista civica La città di tutti, ci siamo, e siamo pronti ad impegnarci per i maceratesi, con un progetto civico rinnovato, sia come candidati che come proposte. Una lista formata da persone concrete ed allo stesso tempo profonde nelle modalità di porsi di fronte alle problematiche cercandone soluzioni adeguate.

“Tutti”: questo il nostro motto e la nostra mission: tutti i cittadini maceratesi e con loro una “democrazia partecipativa” che diviene il nostro più profondo impegno.
La nostra è una visione umana dell’individuo: prima di essere elettore è un cittadino maceratese. La lista civica, all’interno della coalizione di centro sinistra, lavorerà mantenendo un’autonomia di pensiero e un’apertura totale al dialogo e al confronto, non allo scontro. Siamo un “gruppo” non solo una lista: abbiamo differenti esperienze lavorative e non, come il volontariato, ciascuno con le proprie risorse personali, puntiamo sulle “diversità” e la “molteplicità”, così da avere differenti punti di vista, valore aggiunto, per affrontare problematiche, ma anche per saper cogliere le opportunità, per migliorare la quotidianità con servizi affidabili e di qualità.
Abbiamo proposte e progetti nuovi, senza dimenticare di perseverare sulla strada iniziata anni fa della sicurezza sismica dell’edilizia scolastica comunale.

Non siamo “quelli dei selfie” o dell’apparire sempre e comunque, chi ci conosce lo sa bene.
Ci impegneremo con energia positiva a stretto contatto con i cittadini, certi che il “lavoro di gruppo” sia la ricetta per migliorare noi stessi e la nostra Macerata, con la sua bellezza, la sua cultura, i suoi bisogni, la sua dignità. Il nostro impegno sarà massimo, le nostre coscienze saranno al servizio della città di tutti».

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Andrea Marchiori

Andrea Marchiori, portavoce cittadino della Lega, insiste contro la nomina all’Ircr di Sonia De Gaetano: «Ecco cosa ci aspetta dal sistema di potere instaurato dal Pd a Macerata: pervasività della politica e delibere farlocche. Il CdA dell’Ircr, che amministra centinaia di migliaia di euro su delega del Comune, si rivela una mostruosità amministrativa ed esemplare. La Lega chiede al sindaco Carancini e al presidente Centioni di fornire spiegazioni immediate e le immediate dimissioni della consigliera Ircr De Gaetano – dice Marchiori -.  I fatti: la Lega ha stigmatizzato come inopportuna la nomina di un nuovo membro del cda Ircer, avvenuta in sostituzione dell’avv. Borroni ad una settimana dalle elezioni e ben due anni dopo le sue dimissioni. Il segretario Di Pietro e la nominata Sonia De Gaetano si sono affrettati ad accusare la Lega di sciacallaggio politico giustificandosi con la gratuità dell’incarico. Oggi la stessa De Gaetano conferma che la Lega aveva più che ragione perché molti sono i punti oscuri in questa vicenda, emblematici del modus operandi del Pd. In base a quanto scrive la De Gaetano: il decreto del sindaco n. 8 del 7 settembre certifica il falso: c’è scritto che la nomina viene effettuata in sostituzione della dimissionaria Borroni mentre la De Gaetano puntualizza di non sostituire “una dimissione di due anni fa”, ma di essere stata chiamata “da Centioni (il presidente dell’Ircr), non dal sindaco e non Ricotta perché si stavano dimettendo dei consiglieri che si dovevano candidare”; la nuova nominata De Gaetano puntualizza di non essere il responsabile comunicazione di Ricotta, ma una dirigente del Pd; i consiglieri le cui dimissioni avrebbero reso urgentissima la nomina della De Gaetano, pena la decadenza del cda, si sono tutti candidati con Ricotta, ma nella sezione amministrazione trasparente dell’Ircr risultano ancora in carica; stante quanto dichiarato dalla De Gaetano, il sindaco Carancini delegando Centioni è contro le regole: avrebbe dovuto nominare direttamente la De Gaetano e anche i sostituti degli altri consiglieri dimissionari; il presidente Centioni nominando la nuova consigliera si è prestato ad una scorrettezza amministrativa? Si perché non ha facoltà di nomina», conclude Marchiori.

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