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Andrea Perticarari, Macerata al futuro:
«I sogni non bastano,
servono le competenze»

COMUNALI 2020 - Avvocato, 34 anni, è candidato al Consiglio comunale con il Pd. La vera sfida? «Far rimanere i giovani che si laureano in città». Ecco le sue proposte
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L’avvocato Andrea Perticarari

«Mi sono iscritto al Pd per cambiarlo e renderlo meno autoreferenziale. Penso la Macerata del futuro come ad una città dinamica, aperta al mondo, capace di creare eccellenze professionali, ma si deve essere fin da subito onesti nel dire che tutto ciò non può accadere nei famosi primi 100 giorni, ma che è un percorso di anni». Per un soffio cinque anni fa non era entrato in Consiglio comunale e ora ci ritenta, con più esperienza e le idee chiare. Andrea Perticarari, candidato consigliere in quota Pd (era inizialmente anche tra i papabili per partecipare alle primarie), ha 34 anni: avvocato, laureato a Siena, Erasmus a Londra, a Bologna ha conseguito un master in Diritto sanitario.  Sulla competizione elettorale sottolinea: «Per amministrare un Comune di 40mila persone i sogni non bastano, servono le competenze». La vera sfida? «Far rimanere i giovani che si laureano in città».

Da quanto tempo si dedica alla politica, da cosa nasce questa passione?

«Mi dedico attivamente alla politica da ormai 4-5 anni, dopo che alle ultime elezioni non riuscii ad entrare in Consiglio comunale per una manciata di voti. Essendo una passione che coltivo da sempre e che vorrei anche trasmettere ad altri, invece di disinteressarmi completamente alla cosa ho deciso di impegnarmi attivamente e mi sono iscritto al Partito democratico, anche con l’intento – non lo nascondo – di cercare di cambiarlo un po’, di renderlo meno autoreferenziale, più umile. Credo infatti che gli errori si possano commettere, nella vita privata o professionale come in politica, ma che ammettere i propri errori, spiegare i motivi per cui si è sbagliato o non si sia riusciti a conseguire un determinato risultato sia il primo passo che un partito debba compiere per aumentare il proprio consenso».

Perché ha scelto di candidarsi con il Pd?

«Faccio parte del direttivo cittadino da 2 anni, era la scelta più naturale da compiere».

Macerata è una città per i giovani (che lavorano)? Qual è la sua visione di città?

«Macerata è bellissima, lo dico sempre ed è sicuramente una città tra le più giovani delle Marche. Non so quante altre città marchigiane possano contare su 10mila studenti universitari e se ci sono vuol dire che sotto quel punto di vista, Macerata è una realtà attrattiva. La vera sfida è quella di far rimanere qui quei giovani una volta laureati, è lì che si gioca la vera partita e per vincerla Macerata deve assolutamente massimizzare, ancora di più le sue due migliori eccellenze, Università ed Accademia. Considero loro il vero volano dell’economia locale, le principali realtà in grado di creare posti di lavoro. È per questo che penso la Macerata del futuro come ad una città dinamica, aperta al mondo, capace di creare eccellenza professionali, ma si deve essere fin da subito onesti nel dire che tutto ciò non può accadere nei famosi primi 100 giorni, ma che è un percorso di anni».

Il Cinema Italia

E i temi a te più cari?

«Vivendo in centro storico e conoscendo anche da vicino le necessità dei commercianti della città, sicuramente ho ed ho avuto molto a cuore il tema. Credo che sia essenziale creare un tavolo permanente tra amministrazione, rappresentanti dei commercianti, residenti, proprietari degli immobili commerciali e studenti in modo tale da avere costantemente una visione a 360 gradi delle necessità di ognuno e trovare di volta in volta un punto di incontro. Non si può semplificare il tutto a ztl sì o ztl no, è necessario analizzare definitivamente le necessità di ognuna di queste categorie. Ad esempio, al fine di favorire un ritorno della residenzialità in centro, oltre a ripensare ad incentivi per la ristrutturazione degli immobili, ritengo sia indispensabile aprire un asilo nido o una scuola materna. O per quanto riguarda le politiche giovanili, sarebbe bellissimo far diventare il cinema Italia una struttura polivalente per i ragazzi maceratesi e no. Uno spazio messo a disposizione la mattina ed il pomeriggio alle scuole, all’associazionismo, all’Università o all’Accademia e la sera un luogo di aggregazione giovanile con musica dal vivo, teatro contemporaneo, spettacoli dal vivo. Ritengo poi sia necessario iniziare a un discorso serio ed affrontare il problema, o meglio la grande opportunità, di cosa fare dell’area dove oggi sorge l’ospedale comunale in vista della costruzione del nuovo ospedale provinciale. Credo che il tema debba essere centrale nel dibattito politico dei prossimi mesi/anni».

Cosa pensa di questa competizione elettorale?

«La competizione elettorale è, per definizione appunto, una competizione e quindi mi stupisco certe volte di alcune uscite avvenute ultimamente: la critica e lo scontro ci stanno, l’importante è non scendere nell’offesa gratuita. Poi, personalmente, ritengo sterili le polemiche sui manifesti, sulle sponsorizzazioni, sull’operato della passata amministrazione. Abbiamo 5-10 anni davanti a noi, il continuare a parlare di ciò lo trovo alquanto riduttivo, anche perché non vedo tutto questo cambiamento nei nomi a sostegno della candidatura del centro destra. Sarei più felice di vedere un sano confronto sulle idee che i candidati sindaci hanno della città, a patto che siano idee concrete e realizzabili. Bisogna essere onesti, sin da subito, nessuno ha la bacchetta magica ed il sognare va bene, ma fino a un certo punto, dopo ci si scontra con la realtà e con le difficoltà di dover amministrare un capoluogo di provincia di oltre 40mila abitanti ed i sogni non bastano, servono le competenze».

(spazio elettorale a pagamento)



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