Bianchini e l’ex 5 stelle a Cherubini:
«Attacca gli altri per sentirsi attivo»

MACERATA 2020 - Il coordinatore di RinasciMarche interviene dopo essere stato chiamato in causa dal candidato sindaco pentastellato. L'ex consigliere M5s Marco Alfei (ora con Macerata Insieme) difende il suo capolista David Miliozzi: «Ha lavorato in assoluta coerenza con l'esperienza di questi ultimi 5 anni. Io non mi sono trovato bene tra i grillini, autoreferenzialità e leader autoritario»
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La sintesi del confronto tra i cinque candidati a sindaco di Macerata

 

L’avvicinarsi delle elezioni alza il livello dello scontro e si acuisce in particolare quello che finora ha visto protagonisti esponenti del centrosinistra e i pentastellati. Prima il candidato sindaco Narciso Ricotta contro Roberto Cherubini, e viceversa, ora è il coordinatore della lista regionale, e fondatore della civica Pensare Macerata, Massimiliano Sport Bianchini a replicare a Cherubini che ieri lo aveva tirato in ballo (leggi l’articolo).

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Massimiliano Bianchini

«Ci sono due valutazioni da fare. La prima è che io non ho la minima intenzione di considerare Cherubini un personaggio politico meritevole di appelli, nessuna voglia di coinvolgere Cherubini nonostante i suoi attacchi tanto personali quanto immotivati. La mia idea di politica è distante dalla sua, lui ha bisogno di attaccare le persone per sentirsi attivo, io non lo ho mai fatto, nemmeno con Parcaroli. Non troverete mai una mia dichiarazione politica contro qualcuno, non è nel mio stile e non lo farò mai. Penso che la politica sia proporre e fare le proprie azioni, io ne ho fatte tantissime come assessore per tanti anni, come amministratore di vari Enti e come coordinatore ora della lista di RinasciMarche. Io non faccio nessun appello a Cherubini, spiegherà lui le sue posizioni agli elettori. Secondo: io non faccio la politica di attaccare gli altri. Una cosa è certa, Macerata Insieme sta per avere un grandissimo successo grazie a una lista forte. Faremo i conti domenica e lunedì, come farà i conti Cherubini con le sue liste. Cherubini continua ad attaccare gli altri, lo fa metodicamente da anni: lo sta facendo ora con me e con Ricotta dimostrando che il suo bersaglio principale è il centrosinistra».

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Marco Alfei

Difende Miliozzi il collega di lista Marco Alfei, ex consigliere comunale dei 5 Stelle e ora anche lui candidato con ‘Macerata Insieme’: «Ho letto l’apertura politica di Miliozzi ai cinque stelle (che condivido per la vicinanza di alcuni temi) e sono deluso dall’attacco personale che Cherubini ha mosso al capolista di Macerata Insieme. A differenza di Cherubini il percorso politico di Miliozzi è chiaro e trasparente: si è candidato per la prima volta in consiglio comunale 5 anni fa venendo eletto con una lista civica e ha lavorato con grande impegno e con una libertà politica che ha creato un grande consenso intorno alla sua figura, culminato con le primarie del centrosinistra.
Preoccupa l’attenzione che Cherubini dà all’eventuale assessorato che eventualmente il sindaco potrà dare a Miliozzi, viene il sospetto che lo stesso Cherubini con la sua ambiguità abbia interessi di cui non sta rendendo conto al suo elettorato. David ha lavorato in assoluta coerenza con l’esperienza di questi ultimi 5 anni, raggiungendo obiettivi importanti nonostante fosse l’unico consigliere comunale del suo gruppo e oggi è il leader di Macerata Insieme, un progetto civico capace di unire tanti cittadini che per la prima volta mettono a disposizione le proprie competenze per la città. Il leader grillino parla di condivisione con la consueta autoreferenzialità, dicendo che solo le sue liste ne sono portatrici. Io ho invece un brutto ricordo dei 2 anni vissuti in quel gruppo: ho vissuto Cherubini e i suoi fedelissimi come degli accentratori, concentrati ad uniformare le idee a quella di un unico leader autoritario il cui unico scopo era quello di criticare ogni passo dell’amministrazione, anche quando era palesemente ben fatto. A proposito di attaccamento alle poltrone, già 5 anni fa mi sono accorto che nel gruppo grillino era stato stabilito idealmente chi sarebbe dovuto essere eletto. Quando invece sono entrato io in Consiglio, non facendo parte di quel gruppo di “graditi”, ho dovuto subire i rancori ed i malumori, fino a quando, colpito anche dal sisma, ho dovuto lasciare. Aggiungo anche che, mentre vivevo in un garage per aver perso la casa, anche allora ho subito le pressioni di chi mirava ad una poltrona. Suppongo che Miliozzi abbia capito prima di me che il movimento a Macerata era stato “occupato” da gente come Cherubini, un gruppo di persone che, mentre parlano di condivisione, utilizzano quel simbolo per raggiungere quei posti in consiglio che per tanti anni hanno desiderato senza riuscire a raggiungere con una elezione. Macerata Insieme e Miliozzi, al contrario, avranno un risultato elettorale davvero sorprendente e, pur appoggiando Ricotta, realizzeranno quelle idee che, intorno alla figura di David, saranno la vera novità di questa amministrazione».

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