Il nuovo tuffo di Carancini:
«Piscine alle ex Casermette»
Sindaco facciamo un confronto?

MACERATA - Dal fallimento Fontescodella all'annuncio del mini polo in via Roma. Progetto presentato ieri sera in riunione di maggioranza dove si è discusso anche del parere negativo dei revisori dei conti sul bilancio. Proponiamo un dibattito pubblico per chiarire la vicenda del vero polo natatorio mai nato e spiegare la querela all'avvocato Bommarito
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Il sindaco Romano Carancini nel corso del Consiglio comunale di lunedì sulle piscine di Fontescodella

 

di redazione Cronache Maceratesi

Dopo dieci anni di promesse non mantenute il sindaco Romano Carancini rilancia sulle piscine. Ieri sera in riunione di maggioranza il primo cittadino ha presentato la bozza di progetto dell’ufficio tecnico del Comune per la realizzazione di due vasche alle ex Casermette dove stanno procedendo i lavori per le nuove scuole medie: la Dante Alighieri e la Mestica. Un progetto – più che dimezzato rispetto a quello tanto agognato di Fontescodella – che prevede una vasca da 25 metri e una più piccola per i bambini.

CONFRONTO PUBBLICO – Ma viste le tante opacità – sottolineate anche da esponenti di maggioranza – per il modo in cui è stata chiusa la transazione con la Fontescodella spa nel contesto di un percorso decennale che ha portato il sindaco lunedì sera (meglio tardi che mai!) ad ammettere in assise il fallimento politico, crediamo sarebbe opportuna un’operazione trasparenza nei confronti della cittadinanza. E visto che il sindaco ha scelto la strada della querela nei confronti dell’avvocato Giuseppe Bommarito per un suo articolo sulle piscine pubblicato su Cronache Maceratesi, invitiamo Carancini a un confronto pubblico per illustrare – documenti alla mano – i rapporti intercorsi tra il Comune e la Fontescodella spa. L’invito è esteso anche al Pd cittadino che meno di un mese fa aveva commentato così la vicenda attraverso una nota stampa: «Sulla questione della mancata realizzazione di un polo natatorio al servizio della città, che al momento risulta un vulnus nell’azione amministrativa, è opportuno fare il massimo della chiarezza e della trasparenza, non solo e non tanto a livello istituzionale e di consiglio comunale, ma per l’insieme della cittadinanza, che va informata con rapidità e precisione. E in primo luogo vanno chiariti il perché dei ritardi e il ruolo avuto nell’intera vicenda dall’amministrazione comunale, dall’università e dalla società Fontescodella spa». Lunedì sera il gruppo consiliare del Pd ha bocciato la mozione sulla commissione d’indagine e la mancata volontà di approfondire la vicenda ha portato alle dimissioni di Bruno Mandrelli.

TRASPARENZA – Cronache Maceratesi raccoglie la proposta arrivata da alcuni cittadini che hanno commentato la querela attraverso le piscine. Tra questi Paolo Meschini che ha scritto: «Macerata “granne”, in realtà, è una “mujica” dove tutti (o quasi), in un modo o nell’altro, si conoscono. Come io conosco loro, anche Carancini e Bommarito si conoscono da una vita, se non altro per avere in comune la passione politica e l’attività forense. E’ vero che Bommarito ha criticato, anche in maniera aspra, alcune scelte ed alcune operazioni dell’amministrazione a guida Carancini ma, nel farlo, ha sempre citato fatti e documenti, dando voce ad una larga parte della popolazione che, per inconsapevolezza o per timore reverenziale, preferisce esprimersi protetto dalla tenda della cabina elettorale. Ma, a fronte di queste critiche, chi, come si legge nell’articolo, ha tanto rispetto del ruolo che riveste, proprio per il ruolo rivestito, ha il dovere di replicare, anche duramente, ma in maniera pubblica, alle critiche che gli vengono rivolte, dimostrando, con dati, date e documenti, la loro irragionevolezza o la loro faziosità. Un Sindaco che querela un concittadino per le critiche rivoltegli in relazione alla propria attività amministrativa pubblica, a parte la caduta di stile, ottiene solo il risultato di apparire come un soggetto che preferisce rinviare a tempi futuri il giudizio sul proprio operato in quanto, allo stato, non è capace di difendersi pubblicamente con argomentazioni logiche e probanti. Per questo motivo, mi permetto di dare un consiglio (non richiesto) a Carancini: torna sui tuoi passi, rinuncia alla querela ed organizza un bel confronto pubblico con Bommarito, nel corso del quale, alla presenza di un pubblico sicuramente numeroso, potrete darvele (dialetticamente) di santa ragione». Dato che Carancini ha reso noto pubblicamente di aver sporto querela attraverso un comunicato ufficiale del Comune,  chiediamo al sindaco di renderne pubblici i contenuti. Al confronto pubblico ovviamente sarà presente anche l’avvocato Giuseppe Bommarito. 

RIUNIONE DI MAGGIORANZA – La palestrona a servizio delle scuole medie che sorgeranno alle ex Casermette si trasforma in piscina. Questa è l’idea della Giunta che vorrebbe risolvere l’ormai cronica carenza di un polo natatorio spostando la palestra al secondo piano, sopra agli spogliatoi e realizzando al piano terra due vasche, anzi una vasca in linea di massima di 25 metri e una vaschetta per i bambini, entrambe coperte ma con la possibilità di apertura durante l’estate. L’ufficio tecnico ha avuto un bel da fare per fare in modo di far entrare nello spazio ristretto di una palestra, seppur grande, il piccolo impianto natatorio. Ai consiglieri, 8-9 i presenti alla riunione di maggioranza di ieri, è stata mostrata la planimetria con le ultime aggiustature. Per coprire le spese, di molto ridotte, dovrebbero bastare i soldi del mutuo che il Comune sta pagando ormai da anni. Carancini ha detto che il Comune può realizzare il progetto definitivo in quattro mesi e che l’obiettivo è avere la nuova società che si è aggiudicata il bando prima della scadenza di mandato. I lavori, nell’idea del sindaco e dei suoi dovrebbero essere piuttosto rapidi ma l’amministrazione ha imparato sulla sua pelle che con le piscine non si sa mai.
Altro argomento all’ordine del giorno è stato il parere negativo dei revisori dei conti sul bilancio. In particolare la sottolineatura fatta dai professionisti è stata quella relativa alle consulenze legali, secondo loro troppo esose.
A questo punto sono tre le strade che l’amministrazione può percorrere: la prima è quella di approvare il bilancio così com’è, la seconda è quella di prevedere un accantonamento nel prossimo bilancio preventivo. In entrambi potrebbe direttamente la Giunta a sottoporre la questione alla Corte dei Conti.  La terza via, impraticabile secondo l’amministrazione, è invece quella di recepire le indicazioni dei revisori.

 

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