Piscine, Menghi attacca
“l’avvocato Carancini”

MACERATA - Interpellanza sulla transazione con cui Fontescodella spa paga 704mila euro al Comune. Una somma che non soddisfa l'opposizione: «Lo capirebbe anche un bambino che non è conveniente». E poi la consigliera va sul personale: «Lei fa poco il sindaco, spieghi se il suo studio ha mai difeso Paci». Il primo cittadino fornisce dati e rassicura: «La ditta già sta pagando, la cifra non solo è congrua ma supera quella dell'assicurazione»
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Anna Menghi

di Federica Nardi

Piscine: dopo dieci anni e una transazione da 704mila euro con la Fontescodella spa per i lavori mai iniziati, la vicenda finisce di nuovo in assise con l’interpellanza di Anna Menghi. A rispondere oggi prima del Consiglio comunale il sindaco Romano Carancini. Sul tavolo una serie di domande circostanziate: «Negli ultimi 10 anni come studio avete rappresentato gli interessi delle ditte dell’amministratore delegato di Fontescodella, Fabio Paci?», chiede Menghi, dato che Carancini è avvocato. E poi «se questa difesa c’è stata avete ritenuto di abbandonarla? Considera questa transazione effettivamente conveniente per il comune? Non riteneva che una così complessa vicenda meritasse prima della firma un passaggio in Consiglio comunale per avere un avallo politico? Chiediamo inoltre se risulta che la Fontescodella spa sia in stato di liquidazione e come il Comune ha pensato di tutelarsi per avere certezza del pagamento». Ma anche questioni personali. Menghi attacca Carancini accusandolo di essere «troppo avvocato e poco sindaco» e poi mette in mezzo la moglie del primo cittadino, avvocatessa anche lei: «Betty Torresi, che è sua moglie e che esercita nel suo studio difende dal 2014 una ditta dei fratelli Paci e lei pensa di essere apposto. E’ grave che questo non sia un problema morale». Per Menghi inoltre la transazione sottoscritta non è affatto conveniente: «Copre solo una parte del danno che Macerata ha avuto. Mancano gli interessi, i danni per la gestione della piscina Don Bosco. Lo capisce anche un bambino che la cifra è inadeguata».

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Romano Carancini

Il sindaco risponde punto per punto (ma non sulla questione che riguarda la moglie, sollevata da Menghi in fase di replica e che quindi non ha trovato una risposta in Consiglio). «Non ho mai assistito Fabio Paci né società di cui lui è titolare o appartenente in questi dieci anni. Il mio studio appartiene a me e non sono associato. Quindi non ho mai avuto incarichi né abbandonato alcuna difesa», spiega Carancini. Sulla convenienza della transazione nessun dubbio: «Quella delle piscine è una vicenda che come amministrazione ci siamo ritrovati. Ritengo la transazione conveniente. E ce ne prendiamo la responsabilità come giunta, perché c’è stato un percorso. Si parte dalla proposta di transazione della ditta, valutata secondo il codice degli appalti. Il secondo presupposto è stato la valutazione della convenienza, anche sulla base di un parere legale che era necessario. Per noi è conveniente sia per l’entità del risarcimento, che è superiore alla polizza assicurativa, sia per l’incertezza che un eventuale causa civile potesse danneggiare la comunità». Tra le voci di danno figurano «372mila euro per il contributo regionale assegnato al Comune per il progetto, 167mila euro di spese tecniche, 29mila euro di costi per il personale del Comune, 95mila euro per spese varie sostenute nel corso del procedimento. Si arriva a un totale di circa 660mila euro. Per cui l’offerta di 704mila euro è congrua e anche superiore». I pagamenti inoltre sono già in atto: «280mila euro sono stati pagati alla sottoscrizione e poi ci sono tre rate di 141mila euro ciascuna. Al 30 marzo è stata pagata la prima. Le altre sono al 30 giugno e al 30 settembre. Quindi ora restano da pagare 289mila euro – spiega Carancini -. Una somma ampiamente coperta dalla polizza assicurativa. Inoltre la società si trova in condizione ordinaria, solo per un breve periodo è stata in liquidazione. E comunque la garanzia sulle somme da percepire resta tale. Per noi la vicenda è stata un tradimento e un inadempimento. Un tradimento nei nostri confronti che ci lascia amareggiati, mi sento addosso la colpa di aver creduto nel progetto e di aver dato fiducia alle ditte. Prima della transazione non c’è stato un passaggio in Consiglio perché non era previsto».

(foto di Fabio Falcioni)

Piscine mai realizzate a Macerata, 704mila euro di risarcimento al Comune



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