Caso Piscine, l’amministrazione:
«La transazione è il frutto
di una coscienziosa istruttoria»

MACERATA - Il comune risponde all'intervento dell'avvocato Giuseppe Bommarito
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Il sindaco Romano Carancini

Caso piscine, l’amministrazione comunale di Macerata interviene sulla transazione con la società Fontescodella, difendendola a spada tratta. Il sindaco Romano Carancini e i suoi rispondono, infatti, a un commento dell’avvocato Giuseppe Bommarito (leggi), che sostanzialmente aveva definito la transazione da 700mila euro in favore del Comune, l’ennesimo regalo concesso alla Fontescodella. Ecco la nota.

 

1) La decisione sulla recente transazione con la concessionaria Piscine Fontescodella spa è stato il frutto di una coscienziosa e puntuale istruttoria a cui hanno concorso le più alte professionalità tecnico – giuridiche di cui si avvale l’amministrazione comunale: la segretaria generale del Comune, il dirigente dell’Ufficio tecnico, il dirigente dell’Ufficio ragioneria, il Rup del procedimento ed infine l’avvocato Alessandro Lucchetti incaricato dall’amministrazione in merito alla risoluzione del contratto con Piscine Fontescodella SpA. All’esito di questa prima fase, è arrivata la decisione amministrativa collegiale di giunta che ha deliberato sui contenuti della transazione. In sintesi, un percorso e un atto complesso attraverso i quali si è concretizzato un rigoroso controllo di legalità e legittimità grazie al vaglio di una pluralità di soggetti, la cui assoluta competenza e la specchiata etica professionale non possono essere messe in discussione da alcuno. L’uso di un linguaggio offensivo quale quello contenuto nell’articolo del 7 maggio scorso su Cronache Maceratesi (“c’è del marcio”, “parere legale debitamente confezionato”, “schifezza”, “transazione farlocca”), tradisce un atteggiamento preconcetto e l’evidente mancanza di serietà nell’analisi. Si sceglie l’insulto e la delegittimazione invece del confronto sui fatti concreti.

2) La transazione è atto di stretta competenza della giunta la quale ne assume la piena responsabilità amministrativa di fronte ai cittadini ed agli organi di controllo. Il passaggio preliminare in consiglio comunale sui contenuti della transazione – invocato strumentalmente da qualche parte – sarebbe stato atto giuridicamente sbagliato e avrebbe prodotto solo l’illegittimità, per vizio di incompetenza, dell’intera procedura.

3) La quantificazione del danno in  705.000 euro è stata determinata dall’amministrazione dopo un’istruttoria rigorosa e puntualmente verificabile. Altri sparano cifre a casaccio, senza fornire motivazioni o argomentazioni. Si è invocata l’applicazione delle penali previste in contratto. Il parere legale su cui si basa la decisione dell’amministrazione è sul punto determinante e chiarificatore, anche per chi non fa di professione l’avvocato. «L’infrastruttura – scrive l’avvocato Lucchetti nel suo parere – risulta incontrovertibilmente mai realizzata, neppure in parte ed i relativi lavori, salvo modestissime iniziative di allestimento cantiere, mai eseguiti». E di seguito conclude: «la clausola penale pattuita trova applicazione solo per l’ipotesi in cui ricorra il ritardo nell’esecuzione delle opere ma non già per l’ipotesi in cui manchi completamente l’esecuzione, come appunto avviene nel caso in esame».

4) Anche in riferimento ai rapporti con l’Università l’estensore dell’articolo appare smemorato e persino fazioso. Corrisponde al vero, infatti, che l’ateneo vanta un credito di 330.000 euro nei confronti dell’amministrazione per il progetto di Ficana, ma è altrettanto vero che il Comune di Macerata vanta, a propria volta, un credito nei confronti dell’Università di oltre 600.000 euro relativo alle rate di mutuo anticipate dal Comune per conto della medesima Università. E’ bene ricordare che l’Università stessa con un atto ufficiale, nel 2014 confermò la piena condivisione alla realizzazione dell’impianto natatorio di Fontescodella, comunicando invece la sua volontà di recedere solo nel 2016, cioè abbondantemente dopo la maturazione fin dal 2010 del credito del Comune sopra indicato. I rapporti tra le due amministrazioni sono costanti, articolati e persino dialettici. Proprio per questo siamo sicuri che anche questa vicenda sarà definita con reciproca soddisfazione, con buona pace di chi semina zizzania.

5) Un’ultima considerazione sulla questione delle piscine: l’Autorità di vigilanza contratti pubblici (Avcp ora Anac), con propria delibera del 2014, sull’intera vicenda delle piscine, dopo gli esposti dell’allora consigliere comunale Claudio Carbonari, accertò la correttezza dell’operato degli amministratori.

L’Amministrazione comunale continuerà a replicare agli attacchi di questi giorni con linguaggio di rispetto, soprattutto parlando con fatti tangibili e per atti amministrativi che, peraltro, sono a disposizione di tutti, pronta a confrontarsi in Consiglio comunale come nei dibattiti pubblici, senza nulla celare, convinta di aver operato a tutela dell’interesse pubblico e dei cittadini maceratesi.

 

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