Sisma, l’aiuto degli ingegneri:
“Pronti a monitorare le strutture”

CONTROLLI - L'Ordine di Ancona scende in campo a finaco delle popolazioni terremotate: "Disponibilità a partecipare a tutte le operazioni relative all'emergenza, ma la cosa fondamentale è la prevenzione". Lanciata la proposta della carta d'identità degli edifici
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terremoto amatrice 4

Il terremoto ad Amatrice

Ingegneri di Ancona pronti a dare manforte alle popolazioni terremotate. Lo afferma il presidente dell’ordine provinciale degli ingegneri Roberto Renzi in seguito al terremoto che ha colpito una parte del sud delle Marche e il centro Italia. «Occorre far crescere la cultura della sicurezza, non sempre adeguatamente valutata in tempi di pace – spiega Renzi – È il momento del silenzio, cordoglio e del conforto alle persone e alla famiglie colpite dal sisma in tutto il Centro Italia, a partire dal territorio marchigiano. Gli ingegneri di Ancona intanto offrono la piena disponibilità a partecipare a tutte le operazioni relative all’emergenza, anche in considerazione del fatto che l’Ipe (Ingegneri per l’emergenza) costituita nell’ambito del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, è già in contatto con la Protezione Civile per l’organizzazione dei soccorsi e delle attività di monitoraggio delle strutture ed in questi casi i primi ad essere chiamati all’appello sono i territori limitrofi a dove si verifica il sisma».

Crolli ad Arquata del Tronto

Crolli ad Arquata del Tronto

Roberto Renzi sottolinea alle istituzioni la necessità di una maggiore attenzione alla prevenzione: «Nel cosiddetto tempo di pace, quando ci sono le condizioni per orientare adeguatamente investimenti e risorse, anche se in molti casi queste vengono poi indirizzate altrove, in altri settori, certamente importanti ma non sempre equiparabili alla sicurezza – prosegue Renzi, che riflette anche sul significato della formazione – non solo quella dei professionisti ma anche dei cittadini che devono essere più informati sulle condizioni delle proprie case e dei propri immobili. Va data loro la possibilità di capire meglio quando come e dove intervenire. Serve insomma diffondere ed accrescere la cultura della sicurezza, facendo riferimento alla pratica, non sempre debitamente seguita, della prevenzione. Purtroppo, ancora una volta, siamo alle prese con l’emergenza, con la definizione degli interventi post evento piuttosto che con la valutazione anticipata dei rischi e dei pericoli». A questo proposito Renzi rilancia il progetto di realizzare una sorta di carta d’identità degli edifici che ne fotografi lo stato di stabilità, utile ai cittadini per programmare eventuali interventi di risanamento e ristrutturazione. Anche nelle Marche sono stati colpiti i borghi, suggestivi e spettacolari, ma molto antichi, vetusti, realizzati prima delle normazioni sismiche. «Per questo è necessario procedere velocemente con l’adeguamento legislativo antisismico – conclude Renzi – ormai anche alcuni edifici costruiti in cemento armato ma non più recentissimi, iniziano ad accusare il tempo e l’età e ad essere forse meno sicuri di quanto non si pensi. Va anche ricordato tuttavia che esistono programmi di monitoraggio e controllo più avanzati anche per le strutture più datate come quelle dei centri storici , bisognerebbe seguire l’esempio di Giappone e California dove sono stati raggiunti risultati più soddisfacenti».

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