“Il terremoto continuerà
per diversi giorni”,

geologo di Unicam spiega cos’è successo

L'ESPERTO - Emanuele Tondi si è recato sui luoghi interessati dal sisma per fare i primi rilievi. “Se non si riattivano altre faglie, le scosse andranno scemando”. Il terremoto, secondo le valutazioni fatte, è partito da una frattura del Vettore. La zona che ha la probabilità maggiore di generare un terremoto, dopo quello appena avvenuto, è a nord di Norcia, nell’area di Preci. "Ristrutturazioni senza seguire le norme antisismiche, fa rabbia vedere tanti morti"
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INGV - Animazione della propagazione sulla superficie terrestre delle onde sismiche generate dal terremoto di Mw 6.0 delle ore 03.36 del 24 agosto 2016 che ha coinvolto le province di Rieti, L'Aquila, Perugia, Ascoli Piceno, Teramo

Numerose le frane e i crolli rilevati nell'area epicentrale

Numerose le frane e i crolli rilevati nell’area epicentrale

 

Il geologo Emanuele Tondi

Il geologo Emanuele Tondi

 

di Marina Verdenelli

«Continueranno a verificarsi terremoti, per diversi giorni e anche settimane. Se la sequenza sismica rimane localizzata sulla faglia già attivata, via via le scosse saranno meno numerose e di minore intensità, fino a scemare del tutto. Ma c’è la possibilità che si riattivino altre faglie». A parlare è il geologo dell’università di Camerino, Emanuele Tondi, esperto sismologo. Insieme ad altri colleghi della sezione di Geologia della scuola di Scienze e Tecnologie dell’università camerte, si è recato nell’area epicentrale per rilevare gli effetti del terremoto e capire quello che è successo. «E’ importante – spiega Tondi – svolgere i rilievi subito dopo l’evento sismico perché alcuni fenomeni sono molto effimeri e si cancellano rapidamente». Il geologo è andato a Norcia, dove si sono verificati i primi crolli. In una cantina di un privato è presente da tempo uno strumento che monitora le faglie, ovvero le fratture della crosta terrestre dalle quali poi scaturiscono i terremoti. L’Appennino e, in particolare le città colpite, sono piene di faglie. «Abbiamo capito che il terremoto è stato generato dalla faglia del Vettore (Monti Sibillini, nel territorio ascolano, ndr). I sopralluoghi in località Forca di Presta hanno permesso di individuare evidenze modeste di riattivazione della faglia fino in superficie». Secondo il geologo la zona che ha la probabilità maggiore di generare un terremoto, dopo quello appena avvenuto, è a nord di Norcia, nell’area di Preci. In Umbria quindi, molto vicino a Visso, che si trova ad appena sette chilometri, Ussita e Castelsantangelo sul Nera. Tondi spiega poi come quello avvenuto è un terremoto simile al sisma del 1997, tra Umbria e Marche, e un po’ più piccolo di quello de L’Aquila del 2009 che fu di magnitudo 6.3.

La faglia del "Cordone del Vettore"

La faglia del “Cordone del Vettore”

«A differenza di tutti e due però – dice il geologo – non è stato caratterizzato da scosse più piccole che normalmente precedono quelle principali e che prendono il nome di foreshocks. Una differenza che, vista la complessità del fenomeno, non rende comunque anomalo questo terremoto». Sulla situazione del patrimonio edilizio da un punto di vista antisismico, il geologo sottolinea come la situazione «è un disastro per le città di Amatrice, Accumoli, Pescara del Tronto e Arquata. Edifici vetusti, in particolare nei centri storici, o ristrutturati senza seguire accurate norme antisismiche. Fa rabbia vedere come un terremoto medio possa fare, in Italia, tante vittime in zone note per la loro alta pericolosità sismica». «In queste zone – conclude Tondi – è necessaria una verifica sismica degli edifici presenti prima che si verifichi un terremoto, non dopo. Lo dovrebbero fare tutti gli enti per le strutture pubbliche e i privati cittadini per le loro abitazioni».

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I sopralluoghi lungo la Faglia del Vettore in località Forca di Presta hanno permesso di individuare evidenze modeste di riattivazione della faglia fino in superficie

Crolli ad Arquata del Tronto

Crolli ad Arquata del Tronto

Crolli nella zona epicentrale

Crolli nella zona epicentrale

Numerose le frane e i crolli rilevati nell'area epicentrale

Numerose le frane e i crolli rilevati nell’area epicentrale

Frana nelle vicinanze dell'epicentro

Frana nelle vicinanze dell’epicentro

La mappa delle principale faglie attive e sismogeniche dell'area

La mappa delle principale faglie attive e sismogeniche dell’area

Muro di contenimento crollato a Pretare, Arquata del Tronto

Muro di contenimento crollato a Pretare, Arquata del Tronto

Edificio scolastico danneggiato a Pretare, Arquata del Tronto

Edificio scolastico danneggiato a Pretare, Arquata del Tronto

Estensimetro installato attraverso la faglia di Norcia, in una cantina

Estensimetro installato attraverso la faglia di Norcia, in una cantina

 



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