Terremoto, chiesto stato di calamità:
“E’ peggio del sisma del ’97”
Notte fuori casa per 600 persone

LA SITUAZIONE NEI COMUNI - Danni ingenti a Camerino e Tolentino. A Ripe San Ginesio sarà allestita una tendopoli. Diversi i monumenti di culto danneggiati e inagibili. Il presidente della Provincia Antonio Pettinari preoccupato per la situazione di alcune scuole. Centinaia e centinaia le richieste di intervento. Tecnici comunali e vigili del fuoco al lavoro senza sosta
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Palazzo comunale di Tolentino: lo stucco sulle lesioni del 1997 e le nuove fessure dopo il terremoto della scorsa notte

Palazzo comunale di Tolentino: lo stucco sulle lesioni del 1997 e le nuove fessure dopo il terremoto della scorsa notte

villa pilotti penna san giovanni

La facciata della chiesa di Villa Pilotti lesionata (foto di Paolo Cecchetti)

 

di Gianluca Ginella e Claudio Ricci

Terremoto, nei comuni maceratesi si lavora per controllare le case danneggiate e per prepararsi ad accogliere le persone, arrivate a circa 600, che non hanno una casa dove andare a dormire, si stima che sarebbero tra le 400 e le 450 le strutture inagibili. Il presidente della Provincia Antonio Pettinari ha chiesto lo stato di calamità. A Tolentino potrebbe essere chiuso il palazzo comunale, polemiche sul fatto che un condominio dichiarato inagibile era stato risistemato dopo il sisma del 1997. Tanti i danni anche a Camerino e molte persone costrette a dormire fuori casa. Sono centinaia e centinaia le richieste di intervento nei comuni più colpiti dal terremoto e dalle successive scosse di assestamento che dalle prime ore del mattino di ieri sono proseguite per tutta la notte e la giornata (due o tre sono quelle che sono state percepite oggi a partire da quella, la più forte, delle 5,17 di questa mattina e che aveva come epicentro Rieti). 160 circa gli interventi dei vigili del fuoco a partire dalle 6 di questa mattina, altre 500 le chiamate per controlli che devono essere svolti. In vista della riapertura dell’8 settembre particolare attenzione è stata dedicata al controllo degli edifici scolastici. «Preoccupante la situazione dell’istituto professionale di San Ginesio – commenta il presidente della Provincia Antonio Pettinari – in particolare una parte potrebbe essere inagibile. Si richiedono poi interventi urgenti anche all’Itc di Tolentino». Sulle strade provinciali: «Alla criticità di Villa Sant’Antonio di Visso si uniscono altri problemi legati ad edifici pericolanti sul ciglio della strada. Abbiamo dovuto mettere un semaforo per regolare il senso di marcia sulla provinciale 502 a Cessapalombo. Mentre abbiamo delimitato due fabbricati danneggiati sulla strada Costa e Corta a Colmurano. Ad una prima impressione la situazione così com’è si presenta molto più grave del terremoto del ‘97». 

cuspide gualdo pettinari terremoto

La cuspide della torre dell’orologio di Gualdo è stata rimossa. Ad assistere alle operazioni il presidente della Provincia Antonio Pettinari e il sindaco Giovanni Zavaglini

Tra i comuni più colpiti c’è Camerino, oggi pomeriggio il sindaco Gianluca Pasqui ha deciso di chiedere «lo stato di emergenza e calamità, perché la situazione sta peggiorando man mano che facciamo i controlli, ci sono situazioni molto brutte. Già undici unità immobiliari (case, condomini) sono inagibili. Circa 60 persone sono fuori casa. Questo su 60 controlli fatti e abbiamo altre 183 segnalazioni e stanno crescendo – continua Pasqui –. I danni sono significativi. Abbiamo circa 500 posti letto. Ieri sera 80-90 le persone che li hanno utilizzati ma la cifra inizia a crescere. Abbiamo iniziato a ricevere richieste di persone anche di comuni vicini. Posso ringraziare la solidarietà di comuni confinanti: il sindaco di Matelica poco fa mi ha mandato un messaggio per dirmi che se servivano volontari erano a disposizione». Il Comune ha inoltre deciso di annullare la finale di Miss Italia: «Abbiamo preso atto che si sarebbe dovuta svolgere necessariamente entro domenica 27 – spiega il vicesindaco Roberto Lucarelli –. Ma la conta delle vittime non si arresta e non ci sembra opportuno in un momento di lutto organizzare uno spettacolo di questo genere senza averne l’animo».

Tolentino: l'interno dell'ex chiesa Pace distrutto dal terremoto

Tolentino: l’interno dell’ex chiesa Pace distrutto dal terremoto

 

Una delle lesioni nel palazzo comunale

Una delle lesioni nel palazzo comunale

 

A Tolentino il Comune ha predisposto 50 posti nella palestra Sticchi. Quasi 500 le richieste per controlli nelle abitazioni ricevute. Chiuso un tratto di via Nazionale per il rischio di crollo della chiesa della Pace (che appartiene ad un privato). In particolare però è in corso la valutazione se chiudere o meno il palazzo comunale che era già stato danneggiato dal sisma del 1997. Ci sono lesioni a muri portanti, spaccature su alcuni pavimenti, danneggiamenti ad architravi. «Sono orientato a chiudere gli uffici comunali in modo da far lavorare serenamente i dipendenti» spiega il sindaco Giuseppe Pezzanesi. Il Comune ha inoltre preso accordi con alcuni bed & breakfast per ospitare persone che non potranno dormire nelle loro case. Posti letto saranno messi a disposizione anche nell’ospedale. Il consigliere comunale 5 Stelle, Gian Mario Mercorelli, ha chiesto di vigilare sui soldi che arriveranno per sistemare i danni lamentando che la palazzina di viale Trento e Trieste, dichiarata inagibile, era stata ristrutturata dopo il sisma del 1997.

La protezione civile sta montando le tende per ospitare gli sfollati a Ripe San Ginesio

La protezione civile sta montando le tende per ospitare gli sfollati a Ripe San Ginesio

A Ripe San Ginesio «abbiamo circa 21 famiglie evacuate – dice il sindaco Paolo Teodori –. Stiamo finendo i sopralluoghi. Ci sono tante altre case lesionate. Stiamo allestendo 5 tende, per 20 posti letto vicino al palazzetto. La paura è tanta, le scosse continuano. C’è tanto lavoro da fare. Vorrei che questi territori non venissero dimenticati. Esistono situazioni pesanti anche da noi. Speriamo che Protezione civile e Regione pensino a una soluzione per aiutare queste persone che non possono dormire nelle loro case, alcuni sono anziani». A Corridonia chiuse 4 chiese. A partire da quella dei Santi Pietro e Paolo a causa di lesioni alla cupola. Lesioni a un muro portante ci sono state alla chiesa di San Lorenzo, nella frazione di Colbuccaro. Chiuse anche le chiese di San Giuseppe e di Pacigliano. «Sull’edilizia privata i danni ci sono ma non sono state fatte ordinanze di sgombero – dice il sindaco di Corridonia, Nelia Calvigioni –. Villa Fermani, Persichetti e San Francesco, i nostri poli culturali li teniamo chiusi in via precauzionale. Le scuole si stanno monitorando, come la casa di riposo. La cosa che mi preme è che le scuole siano verificate dalla protezione civile. Abbiamo 1.500 bambini a Corridonia e vogliamo che i luoghi dove studiano siano sicuri». Domani dal comune partiranno sei volontari della protezione civile e due mezzi. Andranno ad Arquata del Tronto, uno dei comuni più colpiti dal sisma. «Porteranno coperte e abiti, li abbiamo raccolti oggi in comune – continua il sindaco Calvigioni –. Alle 13,30 ho fatto un appello su Facebook e alle 15,30 avevamo gli scatoloni già pieni di cose da portare ai terremotati». A Mogliano tre le case sgomberate, due le chiese chiuse e inagibile un’ala della casa di riposo (sedici persone non potranno dormire nella struttura). «Da ieri sono in giro sul territorio, i danni sembravano minori. Sono arrivate decine di richieste di sopralluoghi» dice il sindaco Flavio Zura. «Nel nostro comune il sisma ha interessato 7 o 8 famiglie – dice il primo cittadino di Pollenza, Monti –. Ha interessato le frazioni di Rambona, Campetella, Morazzano, Cantagallo. Villa Cantagallo è inagibile. Alcune persone le abbiamo sistemate dalle monache, altri in una casa del Comune e nella casa di riposto. Ci siamo tirati su le maniche e stiamo mettendo a punto anche le palestre per ospitare famiglie. Essendo famiglie di campagna hanno i loro animali, tante cose intorno alla casa. Quindi quello che stiamo chiedendo a Protezione civile e Regione è se si riesce ad ottenere delle strutture tipo case prefabbricate e roulotte in modo che possano tornare dove hanno i loro animali e le loro attività».

Il santuario dei frati a Treia

Il santuario dei frati a Treia

«A Treia sono una 60ina le persone che hanno chiesto di verificare i loro fabbricati. Alcuni sono inagibili – dice il primo cittadino, Franco Capponi. Oggi abbiamo una 30ina di persone che saranno ospiti nelle nostre strutture e una 30ina in altre. I danni più gravi sono per le chiese: abbiamo fatto ordinanza di inagibilità per il santuario Santissimo Crocifisso, la cattedrale, la chiesa di Santa Maria in Paterno e la chiesa di Camporota e Santa Maria in Piana. Altre chiese sono monitorate. Le inagibilità sono state segnalate da noi e ho chiesto con insistenza di avere controlli tecnici. Nella scuola elementare e materna di Treia ci sono delle filature sull’intonaco del soffitto. È stata inoltre dichiarata inagibile una porzione di Villa Spada». 160 le segnalazioni arrivate al Comune. Crollate alcune vecchie abitazioni in campagna. E’ stato messo a disposizione l’ostello di San Lorenzo e sono state montate nel campo sportivo di Treia alcune tende della Protezione Civile destinate ad ospitare 16 persone. Situazione decisamente migliore a Macerata «Direi che la situazione è accettabile, anche se la paura resta – spiega l’assessore alla Protezione civile, Alferio Canesin –. A Macerata non sono state evacuate case, non abbiamo dovuto allestire tendopoli. Palazzo Buonaccorsi è aperto, c’erano delle piccole lesioni, ma si tratta di cose marginali. Anche nelle scuole abbiamo fatto sopralluoghi e non ci sono problemi, verranno aperte regolarmente all’inizio delle lezioni. Lo Sferisterio pure non ha riportato danni e abbiamo deciso di destinare il ricavato del concerto di beneficenza del musical che si terrà nell’ambito di Sibillini e dintorni, ai terremotati». Ad Acquacanina lesionata l’abbazia di Santa Maria di Riosacro: «Faremo l’ordinanza di inagibilità» dice il sindaco Giancarlo Ricottini. A Penna San Giovanni «sono circa 20 le case dichiarate inagibili e altrettanti sfollati che per il momento verranno accolti nell’ex scuola elementare dove vengono forniti pasti caldi. «Sono almeno una cinquatina le segnalazioni di abitazioni lesionate – dice il sindaco Giuseppe Mancinelli -. Prima abbiamo controllato le abitazioni primarie. Tra gli immobili pubblici si segnala l’impraticabilità assoluta di Villa Pilotti con la torre e la facciata a forte rischio di caduta. Interrotte le vie di transito alle frazioni Maglie e Pilotti che sono isolate. Stiamo realizzando un bypass stradale per raggiungerle. Abbiamo fornito le tende a due persone che hanno necessità di rimanere vicino alle proprie abitazioni». I 25 richiedenti asilo che hanno dovuto lasciare l’albergo delle terme saline dichiarato inagibile sono stati sistemati nell’ex caserma della guardia di finanza. A Sarnano, spiega il sindaco Franco Ceregioli: «Abbiamo ricevuto oltre 200 segnalazioni di danni alle prime case. Una quindicina di immobili sono stati sgomberati quando abbiamo fatto circa un terzo delle verifiche. Abbiamo approntato un centro di prima accoglienza al palasport per 60 posti, dove la notte scorsa sono venute circa 50 persone». Salata la conta dei danni soprattutto nelle campagne: «La chiesa di San Michele Arcangelo in contrada Bisio è completamente lesionata. Tra le frazioni particolarmente danneggiate c’è Giampereto. Inagibile il centro diurno per disabili di Gabella Nuova gli 8 residenti sono stati portati nella casa parrocchiale». Meno preoccupante la situazione degli immobili pubblici: «La sede del Comune, i palazzi di piazza alta e le scuole non presentano particolari problemi. La chiesa principale di Santa Maria presenta invece dei cedimenti agli stucchi delle cappelline laterali».

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Lesioni alla chiesa di San Michele Arcangelo in contrada Bisio, Sarnano

A Monte San Martino il bollettino si fa più preoccupante nelle campagne. «I danni sono diffusi – dice il sindaco Valeriano Ghezzi – Sono state emesse una ventina di ordinanze di sgombro parziali di cui 5 di inagibilità totale. Una famiglia di 4 persone è ospitata all’agriturismo San Martino altre 3 al nido del Falco mentre un signore si è spostato a casa del fratello. Altre due ragazze residenti a villa Molino si sono trasferite a casa della sorella». Sugli immobili pubblici: «Non temiamo inagibilità o pericoli gravi ma se lo sciame continua la situazione potrebbe peggiorare. Un’ala del convento del convento delle suore in centro è stata sgomberata». A Gualdo la cuspide della torre dell’orologio di piazza Vittorio Emanuele è stata rimossa. Il vertice della struttura pericolante da ieri è stato imbracato con fasce particolari grazie all’uso di una gru. L’operazione è stata supervisionata dal sindaco Giovanni Zavaglini e dal presidente della Provincia Antonio Pettinari che oggi ha fatto un sopralluogo nei comuni maggiormente colpiti dal sisma. Infine a Fiastra, spiega il sindaco Claudio Castelletti: «Ci sono stati più danni del terremoto del ’97. Crepe e lesioni hanno interessato soprattutto il palazzo comunale. Abbiamo registrato un problema all’acquedotto ma non sappiamo se dipenda dalle scosse. Tra le abitazioni private è è inagibile solo l’ appartamento di un turista. La via adiacente all’abitazione è stata chiusa. Sono stati allestiti 50 posti letto nel modulo sociale utilizzati da chi non vuole dormire a casa per paura». Grave colpo al settore turistico: «Una mazzata perché la stagione sarebbe durata almeno altri 10 giorni ma i villeggianti se ne sono andati tutti.

Lesioni nel palazzo comunale di Tolentino

Lesioni nel palazzo comunale di Tolentino

Fessure nel pavimento del palazzo comunale di Tolentino

Fessure nel pavimento del palazzo comunale di Tolentino

Il palazzetto dello sport di Ripe San Ginesio ha ospitato la notte scorsa una ventina di persone

Il palazzetto dello sport di Ripe San Ginesio ha ospitato la notte scorsa una ventina di persone

Il tendone del tennis per l'accoglienza a San Severino sarà aperto anche stanotte

Il tendone del tennis per l’accoglienza a San Severino sarà aperto anche stanotte



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