Ninfa Contigiani

Ninfa Contigiani


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2/2/2011


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http://docenti.unimc.it/ninfa.contigiani

  • «Prima del centenario dello Sferisterio,
    niente raccolta firme per l’eutanasia
    Ma Salvini promuove i suoi referendum»

    1 - Lug 24, 2021 - 8:33 Vai al commento »
    Hai ragione Monica, avrei dovuto essere più chiara. Diciamolo meglio: "Referendum che Savini dice essere i suoi".
  • Lutto nell’Ordine dei medici,
    muore l’odontoiatra Cristina Monachesi

    2 - Giu 25, 2021 - 17:01 Vai al commento »
    Una fitta, un pugno, un dispiacere grande tanto quanto era grande la sua apertura intellettuale, la sua creatività generosa, la sua personalità vulcanica e accogliente, capace di intuizioni sorprendentemente esatte dopo poco più che qualche chiacchiera con caffè.
  • «Il Piano antenne dovevano farlo nel 2018
    Ora noi abbiamo le mani legate»

    3 - Giu 1, 2021 - 12:09 Vai al commento »
    Mi fa molto piacere poter continuare anche qui il confronto sulla questione dell'antenna Iliad a Sforzacosta perché è giusto che i cittadini abbiano tutti i chiarimenti e tutte le informazioni possibili. In effetti l'istanza è stata presentata da Iliad il 6 agosto 2020, cioè ad amministrazione precedente finita, nel mese di vacatio prima delle elezioni che sono avvenute il 20 settembre, tanto che l'Amministrazione Parcaroli si insediò il 24 settembre. Questo rende chiarissimo come non si è potuto fare nessun tavolo con l'operatore e perché la scelta va fatta adesso. La nota del Prefetto, che riprende la normativa nazionale, non fa altro che chiarire che il Sindaco non può e non deve dire di no in senso assoluto riguardo a tutto il territorio comunale. Per capirci, il Sindaco non può dire "nel territorio di Macerata mai e da nessuna parte" ma il Comune può e deve circostanziare dove si può o non si può costruire con i permessi urbanistici per competenza ordinaria anche in attesa di strumenti di Pianificazione come il Piano Antenne (sennò dovremmo pensare che senza piani regolatori non si è mai costruito). Il punto infatti è semplicemente dire di no a che l'impianto sorga lì, perché quella localizzazione è inadeguata sia per le distanze dalle abitazioni sia per l'evidente sproporzione dell'impianto con il resto del tessuto urbano. Poi se gli operatori non si accordano per c.da Boschetto, vorrà dire che Iliad troverà un'altra collocazione - che non deve necessariamente essere pubblica, perché è chiarissimo a tutti che l'opzione del piazzale della stazione serve all'operatore semplicemente a risparmiare dei costi. Volontà di risparmio e necessità di entrare nei territori velocemente rendono anche davvero improbabile che Iliad vada in giudizio in caso di diniego, ma se anche fosse il Comune può resistere in giudizio.
  • I cento anni dell’Aida allo Sferisterio
    meritano un colpo d’ali

    4 - Apr 29, 2021 - 19:18 Vai al commento »
    Aggiungerei che è un peccato anche per tutti quei giovani e giovanissimi della nostra città che non hanno solo fatto le comparse ma negli ultimi dieci anni hanno scoperto lo Sferisterio e il Melodramma, grazie al lavoro di Luciano Messi e alla spinta di rinnovamento del travolgente Francesco Micheli prima e della professionalità di Barbara Michetti poi che tutti insieme hanno reso lo Sferisterio finalmente 'di tutti'. Le scuole coinvolte, le collaborazioni con l'Università sui libretti per l'infanzia, la rete costruita con i Comuni della provincia, la Notte dell'Opera hanno nutrito dieci anni di risultati che hanno portato ai risultati da record da tutti riconosciuti della stagione 2019. E tutto ciò ha consentito all'amministrazione Carancini di consegnare anche un bilancio risanato con gli ultimi otto in positivo, compreso l'anno 2020 nonostante il covid (https://www.apemusicale.it/joomla/news/47-news2019/8212-macerata-i-risultati-del-macerata-opera-festival-2019). Poi il Covid ci ha messo tutti a dura prova lo sappiamo e questo può aiutare a spiegare i buchi di memoria di dieci anni così.
  • Sede del Pd: parlano i muri
    Luca Ceriscioli è sparito,
    Carancini non c’è mai stato

    5 - Apr 20, 2021 - 14:20 Vai al commento »
    E invece no, i muri non possono parlare perché altrimenti avrebbero raccontato della vita (e delle vite) che costituiscono - negli anni - un partito, ben di più di ogni manifesto. Certo, per amor di precisione, visto che sotto la foto di Alcide De Gasperi la didascalia lo dichiara Antonio Quagliani, direi che l'articolo è un libero esercizio di capriole interpretative da prendere con la leggerezza del caso, spiace però che si sia dimenticato di cogliere che - con tutta evidenza - lo sparo di Traini ha bucato la porta si, ma l'ha anche trapassata, dritto dritto fino ai manifesti di cui sopra attaccati al muro di fronte all'ingresso. Così, bucati da un proiettile, alla fine di una traiettoria che avrebbe potuto incrociare qualcuno in carne ed ossa prima dei manifesti, non ci è sembrato il modo migliore di andare avanti dopo tutto.
  • «Piazza Garibaldi: progetto imbarazzante,
    ecco la nostra proposta da architetti»

    6 - Gen 18, 2021 - 12:34 Vai al commento »
    L'intervento di Gam, coglie uno dei nodi centrali della questione, ovvero la necessità di ripensare l'area e non semplicemente di mettere una toppa. In effetti, certo sembrerebbe facile la soluzione con una bella rampa che si affianchi alle scalette del sottopasso, chissà come mai per decenni nessuno ci ha pensato? ma vi pare possibile? Chiunque abbia mai sospinto un passeggino, camminato con una persona su carrozzina, affiancato un'altra con disabilità temporanea da stampelle sa che c'è una pendenza che è semplicemente ostativa. La rampa sarebbe completamente inutile se non anche pericolosa. E stupisce parecchio che proprio l'Assessore Iommi non lo sappia e ritiri fuori progetti di un decennio fa almeno, accantonati anche per questo motivo. Il problema più importante dell'area tra i Cancelli, corso Cavour e Piazza Garibaldi è infatti la sicurezza dei pedoni nell'attraversamento, ancor di più per coloro che non scelgono, ma sono impossibilitati all'uso del sottopasso. Questo è il nodo centrale attorno a cui sarebbe opportuno ripensare tutto il contesto e non limitarsi ad un semplice restyling del sottopasso. Sviluppato in questa direzione, proprio a partire dalla centralità della questione sicurezza pedoni, c'è depositato in Comune il progetto di rifacimento dell'area della passata Amministrazione, completamente finanziato con i fondi del Progetto ITI (Investimenti Territoriali Integrati) che riqualifica e modifica la viabilità in modo da non far incrociare più le auto sul lato sx del piazzale antistante i Cancelli, così da garantire un'area a raso con attraversamento pedonale assolutamente sicuro e lontano dalle macchine - debitamente segnalata da piante e verde di confine. Sarebbe interessante che si abbia l'onestà intellettuale di dirlo, visto che si è approvato il bilancio da poche settimane e all'Assessore all'Urbanistica non può certo essere sfuggito.
  • Sala d’attesa di Ostetricia stracolma,
    Simonacci: «Scene da Terzo mondo»
    Maccioni: «Trasferimento a breve»

    7 - Dic 5, 2019 - 19:59 Vai al commento »
    perché questo richiede la qualità di quel reparto.
    8 - Dic 5, 2019 - 19:55 Vai al commento »
    Neanche tantissimi anni fa, molti di noi si ricorderanno, nelle nostre case c'erano sempre quegli 'inutili salotti' che rimanevano incellofanati e chiusi, spesso freddissimi perché tenuti addirittura col termosifone spento. Ora è evidente la necessità di un reparto corrispondente all'enorme carico di lavoro cresciuto per il reparto in maniera esponenziale, ma l'irresponsabile intervento 'fotografico' del consigliere Simonacci - chiaramente strumentale ad uso suo e decontestualizzato da tutto il resto - svia completamente il discorso dal cuore del problema. Siamo proprio sicuri che la cosa più importante sia la sala d'attesa? vogliamo l'inutile salotto tenuto a nuovo o un reparto la cui squadra (medici, infermieri, oss) tiene il passo dell'enorme carico di lavoro con eccezionale professionalità, gentilezza e passione come altri commenti hanno già ricordato? Maccioni ha già chiarito che il reparto sarà a breve trasferito proprio perché questo richiede la
  • Donne e bimbi
    vittime di violenza,
    incontro con Anna Agostianiani

    9 - Mar 21, 2019 - 12:27 Vai al commento »
    Gentile Iacobini, allora non sono stata abbastanza chiara. Le componenti del consiglio delle donne svolgono attività del tutto volontaria e l'attività del consiglio, ammesso che abbia senso farla fare all'assessore competente, avrebbe di certo lo stesso costo amministrativo (ben poco per la verità, perché lavoriamo sempre eliminando ogni fronzolo che non riguardi i contenuti.
    10 - Mar 17, 2019 - 13:15 Vai al commento »
    Gentile lettore, l'assessore alle pari opportunità è una componente della giunta, organo esecutivo dell'amministrazione comunale (come dire, per capirci, del governo), un ruolo che è tra quelli che decidono delle politiche più ad ampio raggio ma anche delle concrete decisioni amministrative 'quotidiane' nel senso che le funzioni e le competenze centrali di un'amministrazione sono appunto della giunta. Ad oggi il Consiglio comunale in forza della legge in vigore ha sostanzialmente poteri di indicazione e controllo, importante quello sul bilancio per esempio per cui i consiglieri hanno una responsabilità patrimoniale e penale, benché in termini diversi dalla giunta stessa. Al contrario il Consiglio delle donne (che si chiama così per la tematica di cui si occupa, non perché non possa essere composto anche dagli uomini) è un organismo misto, composto dalle donne elette di maggioranza ed opposizione e dalle donne indicate da enti e associazioni cittadini che hanno mostrato interesse. Questo lo struttura come un organo consultivo e propositivo di tutt'altra funzione, sostanzialmente culturale e alungo periodo, che viene svolta sì con il supporto degli uffici del comune, ma per esempio da tutte in modo assolutamente volontario. In ogni caso, per ogni altra curiosità questo è il nostro Regolamento: http://www.comune.macerata.it/Engine/RAServeFile.php/f/Regolamento_Consiglio_Donne.pdf
  • Tra posti auto e banchi inagibili,
    consiglio anti-sismico al nostro sindaco

    11 - Set 22, 2016 - 17:01 Vai al commento »
    Gentile Carlo Cambi, solo un punto per chiarezza e per ostilità alla sciatteria, soprattutto quando si parla da un pulpito (che sia un giornale on line, o qualsiasi altro luogo con pubblico): "ma questi quattro milioni e passa che ballano tra park-si e piscine non si possono investire in sicurezza scolastica?" > no, caro Cambi, a non voler fare di tutta l'erba un fascio (che normalmente poco aiuta a capire) un conto è il park-si e un conto sono le piscine, per esempio. Facciamo che parlo con precisione di una cosa sola che così magari mi spiego meglio. Di quei quattro milioni che lei indica alla grossa, l'operazione park-si ne riguarda 1,5. Allora, non si possono usare per la sicurezza scolastica? no caro Cambi, perché l'impegno finanziario riguarda un società partecipata (Apm S.p. A come risaputo) e come tale quell'azienda risponde di una attività definita dal suo Statuto ovvero, il trasporto pubblico, il servizio idrico, le affissioni, i servizi cimiteriali.... La scuola non c'è e non ci può essere per via della Legge che non considera la scuola un servizio pubblico comunale (e ci mancherebbe pure!). Allora, guardi glielo spiego facile facile, su indirizzo del suo maggiore azionista (ovvero proprietario, il Comune) l'Apm può disporre dei suoi utili solo per impegni finanziari che riguardano le sue attività statutarie, quindi non per le scuole. Spero di averle chiarito ogni dubbio, peccato che il dubbio viene a me adesso, perché lei che da opinionista scrive sui sui giornali di questo e di quello, forse queste cose le sapeva già. Ma allora, dubbio solenne, che le domanda "affà"? (secondo l'irresistibile efficacia del dialetto maceratese)... Un saluto cordiale Ninfa Contigiani consigliera comunale di maggioranza
  • Il voto sul testamento biologico
    fa onore al civismo di Macerata

    12 - Lug 3, 2016 - 13:18 Vai al commento »
    Ps: i nomi del Pd che hanno votato a favore sono: Bisio, Contigiani, Mandrelli, Manzi, Orazi, Rogante.
    13 - Lug 3, 2016 - 13:14 Vai al commento »
    Solo per amore di precisione, visto che c'ero, il Pd ha partecipato con 6 voti favorevoli all'affermazione dell'ordine del giorno e sarebbero potuti essere 8 su 12 componenti il gruppo consiliare se 2 non avessero cambiato idea all'ultimo momento per valutazioni del tutto contingenti (perché un confronto interno - pacato e limpidissimo - c'era stato come era ovvio e ragionevolissimo fare; si è concluso con l'indirizzo 'laico' della libertà di coscienza rispettoso dell'opinione di tutti). Lo scrivo solo per dire che forse il dato politicamente interessante è che il Pd di Macerata, almeno nella sua espressione democraticamente eletta, è culturalmente e di fatto ampiamente favorevole al riconoscimento di questo spazio di libertà individuale, sostanzialmente la vera novità politica in questa questione. Per far portare i conti vanno considerato le assenze di Pantana, Menghi, Mincio, Sacchi (mi pare di non aver dimenticato nessuno).
  • Macerata in lutto,
    si è spento l’ex sindaco Maulo

    14 - Nov 1, 2014 - 19:22 Vai al commento »
    Se è vero che gli uomini degni si vedono nella difficoltà, Gian Mario Maulo ha affrontato la sua difficoltà maggiore, la malattia, con il tono dell'uomo lucido ma che non se ne fa deturpare o sfigurare. Non è un modo comune, non è per tutti, non tutti ne sono capaci. Lui, invece, pure nelle voci poetiche che faceva arrivare dai suoi viaggi forzati mai una volta oppresso e ombroso, sempre umano e di quell'umanità gentile che chiama il sorriso. Me ne sono sorpresa ogni volta e - in silenzio - la meraviglia è diventata l'affetto dell'ammirazione da lungi. Con quell'affetto vorrei abbracciare le sue donne, moglie e figlie che non conosco di persona, deve essere stato bello averlo accanto.
  • Nicola Perfetti sollecita le primarie:
    “Il Pd abbia il coraggio di decidere”

    15 - Lug 27, 2014 - 12:50 Vai al commento »
    Che piaccia o meno a chi lo viene criticando aspramente o facendone parte, o presentandosi come i salvatori della patria, il PD maceratese è l'unico partito che conserva una organizzazione strutturata nella nostra città e che anche per questo - nonostante le criticità - rimane centrale nella discussione sul futuro amministrativo cittadino. E' proprio guardando alle amministrative imminenti che - responsabilmente - ha dato vita non tanto tempo fa ad un congresso unitario. La dialettica interna su cui è gioco facile speculare è in realtà esercizio di democrazia (i 5 stelle insegnano) e nei fatti serve anche a cogliere da vari punti di vista le esigenze, le difficoltà, le proposte dei cittadini cosicché il toro non si scorni alla prima difficoltà. E si che ce ne sono e saranno di difficoltà davanti a noi in un periodo così critico che chiede un'amministrazione che con un gioco di squadra cambi il passo e scarti verso una nuova identità cittadina, non certo 'l'uomo solo al comando'. Da questo punto di vista mi fa persino sorridere che l'amico Perfetti si dica in sintonia con me su delle questioni, piuttosto che su altre: e ci mancherebbe, caro Nicola, facciamo parte dello stesso partito! Distribuire semplificazioni, millantare programmi non discussi e condivisi, spingere su allenaze quantomeno 'sbilenche' e di sicuro incomplete, non risponde alla mia idea di partecipazione politica e non è quello che ho praticato fin qui dentro la cornice del PD e del gruppo 'Nuovo corso' con il quale proprio tu - ti ricordo - ti trovasti in piena sintonia quando fu promotore e protagonista nel nostro dibattito interno di una presa di posizione chiara nei confronti del consigliere Carelli sulla cui vicenda 'Nuovo corso' ha sempre detto di dover chiedere le dimissioni senza ambiguità, salvo poi che stare in un'associazione significa anche non andare sempre avanti da soli a prescindere.
  • Emmanuelle de Villepin presenta il suo libro a Macerata

    16 - Dic 12, 2013 - 11:15 Vai al commento »
    Solo per non fare di tutta l'erba un fascio, mi limito a ricordare che Adriano Sofri è stato sì condannato come mandante per l'omicidio Calabresi, ma - a differenza di moltissimi altri nomi più o meno noti - ha scontato la sua pena, terminata non da molto, accettando pervicacemente le procedure di giustizia sino all'ultimo grado di giudizio. Non ha, poi, mai voluto che si chiedesse per lui la grazia, sollecitata da personalità di varia formazione, perché si è proclamato comunque non colpevole. Rara coerenza e dignità a proprio discapito immediato e materiale in un paese che mostra quotidianamente ben altri esempi. Peraltro, la famiglia Calabresi, il cui parere sarebbe stato necessario per le procedure di ottenimento della grazia, ha dichiarato che non si sarebbe comunque opposta, mostrando una consapevolezza che andrebbe tenuta ben presente. Consiglio vivamente a chi volesse raccogliere elementi sulla vicenda di Adriano Sofri, che comunque ha segnato un momento importante della nostra storia, due libri: P. Ginzburg, Il giudice e lo storico, Economica Feltrinelli M. Calabresi, Spingendo la notte più in là, Mondadori.   
  • Massacro di Porto Potenza
    Convalidati i quattro arresti

    17 - Gen 31, 2012 - 17:12 Vai al commento »
    A leggere le intere pagine dedicate da uno dei giornali locali cartacei alle confessioni degli assassini di Christina Andreaa Marin(mi piace chiamarla per nome e basta, nella sua essenziale identità che è ciò che conta veramente) la novità di oggi sarebbe che il primo assassino e mandante, Sandro Carelli, avrebbe si confessato l'efferato omicidio premeditato, ma sostenendo anche che all'ultimo si stava pentendo e non avrebbe voluto più ucciderla, quanto piuttosto darle 'solo' una lezione. Motivo di tanta risoluzione, manco a dirlo, dei denari. Denari che la ragazza chiedeva continuamente - a detta dell'assassino - e che evidentemente dovevano essere importanti, per portare ad una tale incommensurabile azione, ma Sandro Carelli non ha avuto problemi ad assoldare con 500 euro a testa due amici del figlio (ricordo tutti poco più che ventenni) per aiutarlo a dare la lezione di cui sopra alla malcapitata. La ragazza, sostiene sempre questo esempio di virtù umana, lo faceva soffrire con queste richieste continue, perché lui l'amava mentre lei cercava solo di approfittare di lui. E quindi, si capisce, bisognava darle una lezione perché è così che certi uomini si regolano con le donne: o mi ami perché ti amo io (e a modo mio) oppure sei una stronza colpevole e ti meriti se ti va bene una lezione, sennò, aihmé come in questo caso, un'esecuzione in piena regola. E sia chiaro, che la stronza sei tu, perché io ti amavo veramente, mica solo perché sono venuto a 'comprarti' in un night club allora non ho diritto di essere riamato. Sono io che compro ad essere importante, che ci stai a fare tu, a 22 anni, in un night club non conta proprio niente. L'idea malata del rapporto uomo-donna che c'è dietro questa vicenda non può non saltare agli occhi di chi abbia almeno un briciolo di sensibilità e di consapevolezza, eppure il giornalista di turno (sinceramente in questo momento non mi ricordo neppure chi fosse, ma tanto fa poca differenza perché l'atteggiamento di superficialità su queste tematiche è generalizzato) non ha speso una sola parola in due pagine per chiedersi il perché la vittima si è trovata in un contesto simile, non una sola parola. Più di una invece per ricordare come Sandro Carelli fosse tanto cambiato dopo la separazione dalla moglie, circostanza che l'aveva reso ancora più chiuso e burbero di prima 'quando era tanto per bene e si occupava anche quotidianamente del genirore malato', quasi a giustificarlo, perché in fondo lui era un buono, è che un'altra donna l'ha fatto tanto soffrire. Infatti, anche Cronache maceratesi, giusto ieri titolava sull'omicidio parlando di "amore". Ma di che amore stiamo parlando?
  • “Le donne meritano
    un’immagine migliore”
    Il 13 febbraio mobilitazione a Macerata

    18 - Feb 2, 2011 - 17:54 Vai al commento »
    @Valentina <> Cara Valentina, parto dalle ultime righe del nostro comunicato perché questo è esattamente il punto che ci muove e che ci interessa. Ci sentiamo di poter dire che la situazione degenerativa in cui versa l'immagine delle donne in questi anni in Italia parte da lontano e che ha, però, nell’oggi un momento di così cruda realtà che non si può continuare a non fare/dire nulla. Tutto questo, come è evidente, favorisce anche la violenza fisica sulle donne, oltre che una condizione sociale e istituzionale di continua sottovalutazione se non financo di disprezzo, di cui le cronache nazionali e locali sono sempre più spesso piene. A partire da ciò, il comitato organizzativo 'Se Non Ora Quando?' desidera precisare che la manifestazione del 13 febbraio è promossa da donne che si sentono semplicemente e orgogliosamente cittadine libere – non bambole, né ancelle – e che per questo vogliono promuovere una reazione civile, culturale e politica, perché la nostra condizione riguarda la convivenza civile, quindi tutti. Tutto ciò oltre le collocazioni partitiche e nella più totale autonomia delle donne. Questa è la nostra ricchezza e la nostra forza. Ringraziando perciò chi ha già aderito alla mobilitazione con entusiasmo, confortandoci sul fatto che l’esigenza di reagire non è solo nostra, ma diffusamente sentita, continuiamo a proporre l’appello per dare voce a tutte le donne che condividono queste poche considerazioni essenziali. “Se non ora, quando?” mobilitazione.donne.macerata@gmail.com
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