Caso Lube, Massaccesi:
“Via per necessità, non per interessi affaristici”

PALAS A CIVITANOVA - La società respinge le accuse di ingratitudine lanciate dal sindaco Carancini. Il vicepresidente: "Qui lascio un pezzo di cuore, ma in 20 anni abbiamo visto 24 progetti". Il ds Recine: "Vorremmo continuare l'attività giovanile a Macerata". Il segretario Pd Paolo Micozzi: "La città avrebbe meritato un ringraziamento". Proprio ieri inaugurato il supermercato Oasi, realizzato dal gruppo che avrebbe voluto costruire il palazzetto all'ex Foro Boario
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Da sinsitra: Marco Tentella, Stefano Recine, Albino Massaccesi

Da sinsitra: Marco Tentella, Stefano Recine, Albino Massaccesi

Albino Massaccesi, vicepresidente Lube

Albino Massaccesi, vicepresidente Lube

di Filippo Ciccarelli
(fotoservizio di Lucrezia Benfatto)

«Luciano Sileoni non odia Macerata e non è vero che non la ama. A Civitanova ha risposto ad una precisa domanda, dicendo che se il Fontescodella fosse stato chiuso la squadra sarebbe andata a giocare altrove. Non c’è nessuna onnipotenza da denaro, né l’idea che la città sia a libro paga». E’ Marco Tentella, responsabile dell’area comunicazione della Lube, a rispondere per primo alle dichiarazioni rilasciate questa mattina dal sindaco Romano Carancini (leggi l’articolo). Una replica precisa, nella quale viene anche smentito che Giulianelli abbia attaccato pubblicamente il primo cittadino. «Nel 2011, ad una cena, Sileoni scherzando disse che non avrebbe dato un euro per il Palas a Macerata, e che piuttosto lo avrebbe fatto a Treia (leggi l’articolo), dov’è l’insulto alla città?».

C’è qualcosa di più dell’ironia della sorte nell’inaugurazione del supermercato Oasi avvenuta ieri (leggi l’articolo),  lo stesso giorno nel quale la Lube ha firmato a Palazzo Sforza l’accordo per giocare dal 2014/15 a Civitanova. La nuova struttura commerciale è stata

Marco Tentella

Marco Tentella

realizzata dal gruppo Gabrielli, lo stesso che avrebbe voluto costruire insieme ad altre imprese un palazzetto al centro fiere di Villa Potenza, moderno e funzionale, nel quale la Lube avrebbe potuto giocare già da anni in una struttura polivalente da almeno 6 mila spettatori (leggi la ricostruzione di Giuseppe Bommarito). 
L’idea che la città abbia perso un’occasione non può non balenare, guardando al palmarès della Lube e al movimento che è cresciuto intorno alla squadra e alla società. Ma, come riconosce anche Albino Massaccesi, e come ha ammesso anche il sindaco Carancini, negli ultimi tempi le possibilità di realizzare una nuova struttura erano ridotte al minimo. «Il problema non è sorto a luglio 2013 – sostiene Massaccesi, riferendosi ai contatti sempre più intensi con Civitanova -, ma a luglio 1994. Noi già dopo due, tre anni ci siamo resi conto che la struttura del Fontescodella era sottodimensionata, non adatta. Da Maulo in poi ho visto ogni sindaco ed Amministrazione. Ho 24 progetti sulla mia scrivania che riguardano un ipotetico Palas a Macerata. Civitanova ci ha prospettato di realizzare una struttura conforme alle nostre esigenze. Avevamo necessità di andare via, anche perché dall’anno prossimo la Cev non ci permetterà più di disputare le partite di Champions qui». Effettivamente la Cev il 2 luglio scorso ha scritto alla Lube, specificando che l’impianto di Macerata non soddisfa i requisiti previsti a livello europeo. Una grana che si aggiunge alle regole Fipav per poter disputare i playoff di serie A. Serve una struttura da almeno 3.500 spettatori, in luogo dei circa 2.100 per cui il Palas è omologato.

La lettera della CEV

La lettera della CEV

«Ma anche a me dispiace andare via – prosegue Massaccesi -, sono amareggiato. Qui lascio un pezzo di cuore. Una società come la Lube, per norma, dovrebbe avere una struttura con una capienza diversa, una sala vip, una sala stampa con almeno 15 postazioni. Come facciamo a giocare la Champions qui? Per quello che abbiamo potuto, abbiamo speso. Per rendere dei sottoscala uffici, per tinteggiare l’edificio, per fare un’infermeria che non c’era, una postazione per le riprese televisive che è costata 25 mila euro. E riconosco anche che il Comune ci ha aiutato con gli 80-85 mila euro l’anno di contributo. Le Amministrazioni ci hanno sempre aiutato nella gestione dell’impianto. Una struttura come questa spende dagli 80 ai 90 mila euro l’anno di utenze. Andiamo via per necessità, non c’è alcuna volontà politico-economica, non esistono interessi affaristici. Perché nonostante i progetti non è stato fatto un nuovo Palas? Non c’è stata mai una volontà politica di agire. Negli ultimi anni abbiamo fatto 3 volte una pista d’atletica, le piscine non le vedo, sono stati trovati i soldi, giustamente, per la stagione lirica. Ma quando si parlava di Lube si diceva sempre che dovevamo farci le cose da soli. Riconosco che ora ci sono difficoltà economiche, ma se c’è la volontà un Comune come Macerata, che ha un bilancio superiore ai 40 milioni di euro, credo possa trovare 100 mila euro l’anno per un mutuo. Non si è voluto mai fare» conclude il vicepresidente. Che ricorda anche come, all’incontro del marzo 2012 in cui la Lube chiedeva l’ampliamento del palazzetto, rinunciando al contributo di circa 85 mila euro annui destinato dal Comune, né il sindaco né alcun esponente della Giunta fossero presenti (leggi l’articolo).

Tentella_Recine (2)Gli fa eco Stefano Recine: «Non abbiamo mai sputato sul Fontescodella, mai. Semplicemente diciamo che, purtroppo, è inadeguato per una società come la nostra. Ma vorremmo continuare a fare attività pallavolistica qui, con i nostri ragazzi. Abbiamo centinaia di bambini e ragazzini iscritti. Senza contare quelli del progetto scuola, dove mandiamo nostri istruttori negli istituti di Macerata per fare attività fisica supplementare. E’ una cosa a cui teniamo tantissimo» dice Recine «come teniamo a questo territorio. Abbiamo avuto offerte da Ancona, Osimo, Jesi, Milano, una stratosferica da Roma per portare la Lube via, non l’abbiamo mai fatto. Ora ci spostiamo di 20 chilometri proprio perché siamo del territorio».

Insomma, bando al campanilismo, anche perché la Lube ha tifosi che vengono da tutte le Marche e pure da tutta Italia. La squadra, quando gioca in trasferta, fa alzare considerevolmente il pubblico presente nei palazzetti, perché tra le sue fila giocano campioni che vestono la maglia delle Nazionali più prestigiose. Nonostante tutto, non è un mistero che la Rai e le tv satellitari non facciano la fila per riprendere in diretta gli incontri della squadra di volley a Macerata, anche a causa dell’angusto palazzetto. Ai maceratesi farà un certo effetto, però, sentire Lube Civitanova: «Il bianco e il rosso sono i colori sociali dell’azienda – spiega Tentella -, e non li cambieremo. La denominazione ufficiale è A.S. Volley Lube Treia, ma è normale che la squadra venga chiamata con il nome della città dove gioca».

 

Paolo Micozzi

Paolo Micozzi

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Riceviamo da Paolo Micozzi, segretario comunale del Partito Democratico di Macerata:

«Ritengo opportuno intervenire sulla questione del trasferimento a Civitanova della società sportiva Lube Volley. Non entro nel merito delle scelte che hanno spinto la società a prendere tale decisione, anche se sono dispiaciuto come sportivo per la perdita di questa opportunità; ritengo però che qualche appunto sul metodo possa essere fatto. In primo luogo vorrei ricordare che l’Amministrazione ha messo la struttura del Fontescodella a disposizione della Lube “a tempo pieno” e con questo voglio dire che tutte le altre società sportive cittadine, mi riferisco in particolare a quella cestistiche, non hanno mai potuto usufruire del palazzetto per tutti questi lunghi anni. Queste società, pur non militando in campionati di vertice come la Lube, hanno comunque il merito di promuovere e favorire lo sport per la sana crescita dei nostri giovani e questo non è di certo un obiettivo di secondo ordine. Anzi a mio parere è il miglior modo di interpretare lo sport. Ritengo quindi che almeno un ringraziamento per l’ospitalità garantita in questo lungo periodo la città lo avrebbe meritato.
Altra considerazione, ed altro ringraziamento, credo lo avrebbero meritato anche tutti i tifosi o semplici sportivi che hanno garantito la loro presenza ed il loro incitamento alla squadra al Fontescodella. Non tutti credo avranno la possibilità di potersi spostare a Civitanova (ci sarà pure qualcuno che viene al palazzetto a piedi); anche fosse un solo tifoso o un solo sportivo credo un ringraziamento lo avrebbe meritato. Ancora una considerazione sul settore giovanile. E’ noto che la presenza del fuoriclasse spinge i giovani ad emularlo nelle sue gesta sportive. Quindi il paventato trasferimento di tutto lo staff a Civitanova forse qualche effetto negativo potrà sortirlo ma certamente la qualità e il livello dei risultati del settore giovanile, coordinato se non sbaglio da un maceratese doc, credo sia un patrimonio da non disperdere. Infine un augurio per un’ottima annata sportiva alla Lube Volley Treia, Macerata, o Civitanova; forse è meglio semplicemente Lube Volley».

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