“La società vuole cambiare nome”
Nascerà la Lube Civitanova?

La rivelazione è del sindaco Corvatta, che aveva proposto alla dirigenza biancorossa di mantenere la denominazione originale contenente Macerata. Marinelli e Marzetti: "Ben venga la squadra, ma il palazzetto non è la priorità"
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L'incontro tra Tommaso Corvatta, sindaco di Civitanova, e i vertici della dirigenza Lube

L’incontro tra Tommaso Corvatta, sindaco di Civitanova, e i vertici della dirigenza Lube

di Laura Boccanera

Tutti a tifare Lube Civitanova. Non è un refuso, ma una possibilità concreta qualora il progetto del palasport nell’area della nuova fiera vada in porto in tempi ragionevoli. Emergono nuove sfumature negli accordi preliminari fra amministrazione comunale di Civitanova e la dirigenza della Lube. E la più clamorosa riguarda la denominazione della squadra. Nell’incontro avuto infatti mercoledì il sindaco aveva prospettato ai dirigenti la possibilità di mantenere il nome Lube Macerata: “L’ho fatto perché non c’è l’intenzione di scippare nulla” – ha detto Corvatta. Ma qui arriva la sorpresa: Corvatta infatti riferisce che in realtà i vertici della Lube non abbiano proprio preso in considerazione la proposta, volendo come dare un taglio netto e ipotizzando addirittura che la squadra possa legare il suo nome a quello della città costiera. Uno smacco difficile da digerire per tutti i maceratesi. E mentre tiene banco la querelle, si cerca di capire quale sia effettivamente l’iter possibile per realizzare un’opera del genere. “La presentazione delle fidejussioni sono fondamentali – spiega Corvatta – la struttura, in parte realizzata e in parte da adeguare a palazzetto verrebbe a costare circa 8 milioni di euro. Di questi la differenza fra fiera e palas è di 2 milioni e mezzo”. Come scritto ieri (leggi l’articolo) i 950 mila euro di fidejussione dovuti dalla Civita

Erminio Marinelli

Erminio Marinelli

Park verrebbero scomputati dal conteggio e calcolati in opere e lavori; la restante parte di un milione mezzo a carico del Comune. Spunta però oggi anche una sorta di piano finanziario per coprire la spesa. Nel comparto pubblico del lotto fiera-palas, c’è infatti un 4% di edificato a destinazione commerciale. Il Comune lo cederebbe per coprire buona parte della spesa per le modifiche da fiera a palas e pare che ci siano già privati interessati ad acquistare quella porzione.

Sull’argomento intervengono anche i consiglieri di opposizione Erminio Marinelli e Sergio Marzetti che si dicono preoccupati per il futuro dello spazio fieristico che verrebbe sacrificato a vantaggio del palas e a discapito dell’occupazione: “Ben venga la Lube – dicono i consiglieri di minoranza – e possibilmente trovando una soluzione che non offenda Macerata, ma quanto spazio resterebbe per le fiere? Stando agli articoli di questi giorni il palazzetto si mangerebbe il 60% della fiera. I piccoli espositori che non si possono permettere Shanghai o Francoforte, non dovrebbero avere la possibilità di una vera fiera di fronte al casello autostradale più importante delle Marche? Qui si sta facendo passare come grande operazione una situazione che danneggerà inesorabilmente le aziende marchigiane per gli anni a venire”. Marinelli fa anche appello alle forze imprenditoriali affinchè facciano sentire la propria voce: “Associazioni industriali, associazioni degli artigiani, tutti zitti? Se sta bene loro ok. È una scelta. Poi però ricordiamoci di chi l’ha fatta e di chi è rimasto in silenzio. Realizzare il palazzetto va bene ma non è questa la priorità. Magari si potrebbe ripartire dal progetto che Achilli donò alcuni anni fa al Comune, se possibile anche coinvolgendo la Lube ma sempre senza penalizzare la fiera”.



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