Scontro sul voto cattolico, Miliozzi:
«Parcaroli prigioniero di staff e assessori»
Sciapichetti: «Offende la dignità dei credenti»

ELEZIONI MACERATA - L'esponente della civica di Tittarelli: «La destra cattofascista se la sta facendo sotto. Chi non accetta il confronto e si nasconde dietro comunicati scritti da altri ha già perso in partenza». Il segretario provinciale del Pd: «Iniziano a essere nervosetti per il ballottaggio che non si aspettavano». Alessandro Savi rivela che anche in caso di vittoria del centrosinistra gli assessori saranno nove, conferma il ruolo di vicesindaco per Romano Mari e difende gli accordi: «Stiamo facendo ciò che la legge elettorale prevede, il secondo turno serve a questo e premia chi aggrega»

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David Miliozzi e Angelo Sciapichetti

L’ingresso di Romano Mari nella coalizione di centrosinistra ha scaldato la campagna elettorale per il ballottaggio di domenica 7 e lunedì 8 giugno. Anche Angelo Sciapichetti, segretario provinciale del Pd, interviene rispondendo al sindaco uscente e candidato del centrodestra Sandro Parcaroli con una lettera aperta.

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Angelo Sciapichetti con Gianluca Tittarelli durante la conferenza stampa di ieri pomeriggio per presentare l’ingresso di Romano Mari nella coalizione

«Caro Sandro, capisco che il documento ti è stato scritto da qualche tuo solerte sostenitore ma tu lo hai firmato, e quindi sono costretto a rivolgermi a te perché è tuo il nome che appare. Non mi sarei mai aspettato un colpo così basso e volgare perché strumentalizzare come è stato fatto ieri il voto dei cattolici è quanto di più deplorevole ci possa essere. I cattolici non hanno bisogno né degli appelli di Parcaroli e dei suoi solerti amici, né di quelli di Mari. Ragionano come tutti con la loro testa e sanno come bene comportarsi; assegnare patentini, tirarli per la giacchetta significa solo offenderli e strumentalizzarli. Mettere quelli “buoni” da una parte e i “cattivi” dall’altra è un’operazione maldestra e profondamente sbagliata perché dovrebbe valere per tutti la frase di Papa Francesco quando diceva “chi sono io per giudicare?” Forse è sfuggito a qualcuno dei tuoi ma vorrei ricordare a te e ai tuoi solerti sostenitori che Romano Mari è un cattolico democratico che come diceva Benigno Zaccagnini è in politica “non in nome, ma a causa della fede” e farà parte della squadra di giunta perché intende mettere a disposizione della città la sua professionalità in campo sanitario e sociosanitario e per le sue spiccate doti umane che lo hanno sempre portato ad essere dalla parte dei fragili, e ad occuparsi di chi non ce la fa, di chi rimane indietro. Per lui parla la sua storia umana, professionale e politica che tutti i maceratesi conoscono e non saranno attacchi scomposti come quelli di ieri che offendono non Romano Mari ma la dignità di tutta la comunità dei credenti maceratesi a far cambiare idea sul presidente dell’Ordine dei medici. Capisco che siete “nervosetti” per il ballottaggio che non vi aspettavate, ma chi ha partecipato alla conferenza stampa di presentazione di ieri può testimoniare che questo è stato detto e nulla più. Caro Sandro, vorrei umilmente ricordarti che la Chiesa è madre e accoglie tutti, non sarai quindi certo tu e tanto meno il segretario del partito a cui sei iscritto (Salvini premier, ndr) e di cui ti vanti di essere orgogliosamente amico (già macchiatosi di blasfemia esibendo il rosario nei suoi comizi elettorali) a dare giudizi o a dare patentini che non ti appartengono e non esistono. Buona e serena campagna elettorale».

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David Miliozzi durante la presentazione della lista Uniamo Macerata

Interviene anche David Miliozzi, ex consigliere comunale che non si è ricandidato ma è tra i fondatori della civica Uniamo Macerata, seconda forza del centrosinistra dopo il Pd, stando all’esito elettorale: «La destra cattofascista maceratese se la sta facendo sotto. Il 7 e l’8 giugno si vota per il ballottaggio, e il sindaco uscente, leghista di Crispiero, famoso in tutto il territorio per le sue difficoltà nel parlare e nello scrivere, appare un lungo e accorato messaggio su cosa significhi essere cattolici, un messaggio evidentemente non scritto da lui (tutti sappiamo che Sandro non sarebbe stato neanche in grado di concepirlo un messaggio del genere). Sandro è semplicemente prigioniero del suo staff come lo era dei suoi ex assessori, che già si sentono padroni di poltrone, e come lo è dei segretari di partito, Salvini in primis. Questa totale mancanza di autonomia e di libertà di Parcaroli ci preoccupa, in questi 5 anni e mezzo è stato sindaco a sua insaputa, ancora ci ricordiamo di quando diceva di incatenarsi per il nuovo ospedale. In questi giorni quelli da cui è eterodiretto gli hanno pure impedito di misurarsi in un confronto pubblico con il candidato sindaco del centro sinistra, Gianluca Tittarelli, più giovane e comunicativo di lui, civico e di Macerata; hanno tutti paura che venga fuori l’inadeguatezza di Parcaroli, quella che pulsa oltre i video e i suoi post scritti da altri. Mettici pure il ritorno all’impegno politico, in appoggio a Tittarelli, da parte di uno stimato medico maceratese, Romano Mari, e la paura della destra cattofascista maceratese è diventata terrore, il castello di carta è venuto giù in un soffio. Per sdrammatizzare diciamocelo: in politica, come in tutte le cose della vita, a volte si vince, a volte si perde, è naturale. Ma chi non accetta il confronto, chi si nasconde dietro un post scritto da altri, chi fa dell’ipocrisia il suo credo, ha già perso in partenza».

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Alessandro Savi (L’Altra Macerata)

Sul fronte della sinistra, Alessandro Savi (L’Altra Macerata) ha difeso gli accordi che si stanno facendo con un intervento su Facebook: «Da giorni leggo post di gente che si scandalizza per gli accordi che Gianluca Tittarelli sta tessendo per arrivare più forte al ballottaggio di domenica prossima. Mi chiedo: dov’è lo scandalo? Ricordo che l’attuale legge elettorale, emanata nel 1991, istituisce il doppio turno per le elezioni amministrative dei comuni con una popolazione superiore ai 15.000 abitanti. Il ballottaggio è stato istituito non perché, come nel calcio, ci sia bisogno dei playoff ma, udite udite, proprio per premiare il candidato sindaco maggiormente capace di aggregare, di attrarre altre forze politiche oltre a quelle che lo hanno sostenuto al primo turno. Mentre Parcaroli non ha questa possibilità, Tittarelli può aggregare Sigona che, com’è noto, è un uomo di centrosinistra. Al di là dell’assessorato promesso (cosa che, peraltro, né Tittarelli né Sigona hanno riferito), ripeto, dov’è lo scandalo? Si è forse parlato di aumentare il numero degli assessori? No. Nove erano e nove saranno. Il vicesindaco sarà Romano Mari? E allora? Il vicesindaco c’era prima e ci sarà anche dopo. Stiamo semplicemente allargando la coalizione, stiamo semplicemente crescendo per essere più forti. Tutto qui. Qualcuno ricorda il ballottaggio del 1993? Fu il primo nella storia delle elezioni amministrative di Macerata. Qualcuno ricorda l’apparentamento innaturale tra Evio Hermas Ercoli e Paolo Chessa al secondo turno? Io si. Contro il centrosinistra guidato da Maulo si alleò il centro con un altro pezzo della sinistra. Nel 2010 e nel 2015? La destra fece di tutto per allargare il proprio consenso al secondo turno ma non ci riuscì. Noi ci stiamo riuscendo, tutto qui. A molti la cosa da fastidio ma, in realtà, stiamo facendo ciò che la stessa legge elettorale richiede: allargare il consenso, aggregare, fare sintesi. E state pure tranquilli: gli assessorati resteranno nove. Esattamente come prima».

(m. z.)

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