Camerino, via al piano dei cantieri.
Castelli: «Lavoriamo per ottenere
nuova possibilità di cessione del 110%»

ORDINANZA per ricostruire la città, l'assemblea pubblica con il commissario alla ricostruzione chiesta dal comitato Concentrico ed organizzata anche per volontà del Comune. Presentato il piano delle cantierizzazioni in quattro fasi, l’ordinanza per l’ex albergo Roma e l’interramento dell’elettrodotto di Vallicelle. «Vedere costi al metro quadrato a 3600, 3700 euro che tra 110 e contributo sisma non sono coperti ci dice che qualcosa non torna»

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L’ingegnere Marco Trovarelli, capo dell’ufficio speciale ricostruzione Marche, e il senatore Guido Castelli, commissario straordinario alla ricostruzione

di Monia Orazi

Una ricostruzione che ha raggiunto punte di 3500, 3700 euro al metro quadrato, Camerino una città complicata da ricostruire per le sue vie strette e piene di storia, non sempre percorribili dai mezzi di cantiere, solo quattromila progettisti in tutto il cratere ed imprese locali in affanno che saranno messe in contatto con aziende più grandi per poter procedere con la cessione del credito del superbonus 110: è stata una gigantesca fotografia delle criticità della ricostruzione l’assemblea di ieri sera a Camerino, chiesta dal comitato Concentrico per la ricostruzione del centro storico ed organizzata anche per volontà del Comune, in cui è stato presentato il piano delle cantierizzazioni in quattro fasi e l’ordinanza per l’ex albergo Roma e l’interramento dell’elettrodotto di Vallicelle. Presenti anche l’ingegnere Marco Trovarelli capo dell’ufficio speciale ricostruzione Marche e il senatore Guido Castelli commissario straordinario alla ricostruzione, che hanno prospettato le soluzioni alle criticità denunciate durante il vivace dibattito, direttamente dai cittadini, con i saluti del rettore Claudio Pettinari e del futuro rettore Graziano Leoni. Tra i presenti nel polo di informatica Unicam ed i collegati in streaming alcune centinaia di persone hanno preso parte alla serata, molto partecipata. Nel comune più danneggiato delle Marche mettendo insieme pubblico e privato si arriva a un miliardo 250mila euro, di cui 890 milioni solo per i danni privati, sono 796 i progetti presentati per una cifra complessiva di 311 milioni di euro, di questi 305 sono conclusi.

piano-cantierizzazioni-CamerinoL’ORDINANZA PER LA CANTIERIZZAZIONE- E’ stato il sindaco Roberto Lucarelli a spiegare sinteticamente con delle slide il piano di cantierizzazione che riguarda 371 edifici da via Roma a Santa Maria in via, nella fase zero che scade il prossimo 31 dicembre, si dovranno presentare le richieste di demolizione e i livelli operativi di danno. Per il resto sono confermate le tre fasi, dall’esterno verso l’interno, con la città suddivisa in zone, i termini massimi di occupazione del suolo pubblico, che come specificato da Lucarelli non significa chiusura del cantiere, ma liberare la via pubblica, mentre l’impresa potrà continuare a lavorare tranquillamente sul terreno privato. La zona della terza fase ha come termine di presentazione dei progetti il settembre 2028, il termine finale per l’occupazione di suolo pubblico è il 31 marzo 2031. Imminente la costituzione dell’ufficio di coordinamento delle cantierizzazioni, a giorni il Comune emanerà i bandi per trovare i tecnici. Il prossimo incontro pubblico, come annunciato dal sindaco sarà per presentare il piano strategico di sviluppo della città in collaborazione con Unicam.

Ha detto Lucarelli: «Questa è un’assemblea che volevamo fare da tempo, richiesta anche da Concentrico, con il presidente ingegnere Luciano Antonini ci siamo anche confrontati su diverse questioni. Questo è un punto di partenza che andiamo ad illustrare, nasce dalla convinzione che abbiamo sin dall’inizio, che fosse necessario predisporre un cronoprogramma degli interventi, questa ordinanza di cantierizzazione è la prima di tutto il cratere, non ci sono strumenti come questo, uno strumento più flessibile per pianificare la ricostruzione del cuore della città. A differenza di altre ordinanze tutte le modifiche saranno in capo al Comune».

Ha spiegato così l’ordinanza l’ingegnere Trovarelli: «Questa ordinanza non vuole costringere e vincolare, ma offrire qualche possibilità in più, si dice di poter presentare i progetti indicando fino a quale a data, programmando la chiusura della viabilità, a seconda dei cantieri, in modo da ricostruire un centro storico in tempi normali, un ragionamento per permettere le cose e non per impedirle, se si utilizza la stessa gru e spazi per più cantieri la paghiamo noi. La programmazione va effettuata su aree di cantiere perché i mezzi occupano spazio e intralciano altri eventuali cantieri, sulla base di analisi dello stato di fatto. La giunta può cambiare e modificare questa ordinanza, non vincola e strozza, vi deve dare di più. Se servono otto mesi l’amministrazione la cambia, può automisurarsi e misurare lo strumento in autonomia. I professionisti sono pochi ed i numeri elevatissimi, c’è il contratto e le penali, ma la maggior parte sono bravi professionisti, la gran parte dei progetti sta andando bene e si ricostruisce».

castelli1-325x244LA VISIONE DI CASTELLI- Impegnato a trovare un nuovo plafond per la cessione del credito del superbonus 110, Castelli ha indicato nel rilancio dell’università e nello sviluppo portato dalla stessa ricostruzione, i due pilastri su cui far ripartire Camerino. Con un lungo intervento ha risposto alla maggior parte delle domande sollevate dal pubblico: «Camerino sul terremoto, essendo uno dei centri più colpiti merita un discorso a parte. Aspettiamo 22mila su 50mila progetti, non mi riferisco a Camerino, parlo di chi dopo molto tempo non è motivato alla ricostruzione, perché può capitare che qualcuno ci si abitua a strumenti agevolativi. Con questa ordinanza cerchiamo di ampliare le possibilità di ricostruire il centro storico, puntando sul senso di responsabilità di tutti. I numeri di Camerino mostrano che la città ha dato grande esempio di ordine e fiducia in se stessa. Quattromila tecnici in tutto il cratere sono veramente pochi, c’è chi è concentrato su altre prestazioni, perché non sempre il terremoto paga. Il 110 ha drogato tutto, le imprese sono sparite, fare cappotti in città costiere è stato più conveniente, non è una colpa. Vedere costi al metro quadrato a 3600, 3700 euro che tra 110 e contributo sisma non sono coperti ci dice che qualcosa deve essere ricondotto a ragionevolezza».

Per il problema del mancato allaccio di corrente elettrica e gas al palazzo dei carabinieri ricostruito a Camerino, Castelli ha contattato gli amministratori delegati e mentre per l’energia elettrica qualcosa si è mosso, ci sarà un incontro martedì per definire un protocollo operativo, più indietro la situazione sul fronte del gas. Sul tema mutui Castelli si è detto favorevole ad un rientro graduale, per evitare che si accumulino interessi eccessivi sui mutui sospesi con sovraindebitamento, ma tutto dipende da un accordo con Abi e da come si comporta la singola banca. Il sistema bancario solo per i mutui sospesi, incassa due milioni di euro di ristori l’anno. Sollevato il tema della zona economica speciale, Castelli ha detto che il governo ci sta lavorando, insistendo di più sul tema del credito di imposta e della decontribuzione, più immediati da attuare, mentre la zes sarebbe stata riconosciuta solo per un territorio di 13 km quadrati. Annunciato un progetto per acquisire nuovo spazio nella cessione dei crediti del 110 per cento, si tenterà di costruire filiere tra imprese locali sature e imprese nazionali che hanno spazio per i crediti, si sta lavorando ad una modifica di una circolare dell’agenzia delle entrate.

camerinoLE DOMANDE DI CONCENTRICO E ALTRE DEL PUBBLICO- A porre all’assemblea alcune questioni è stato l’ingegnere Luciano Antonini, presidente del comitato Concentrico per la ricostruzione del centro storico: «Riteniamo che il piano di cantierizzazione sarà inefficace se non vengono accelerate demolizioni e rimozioni macerie. Abbiamo preso atto dell’affidamento delle demolizioni della scuola Betti che potrebbe liberare molti spazi. Ci farebbe piacere sapere dove andranno stoccati i materiali usati per la messa in sicurezza. Nell’ufficio di cantierizzazione vanno coinvolti i proprietari privati. Camerino, e tutto il territorio, non possono prescindere dal centro storico, basti pensare solo al teatro e ai musei. Chi lo ha abitato vuole rientrare nelle case: sette anni di “esilio” sono molti. Ci sono delle condizioni minime che debbono essere garantite, un aspetto sicuramente fondamentale è la viabilità, ma sarebbe opportuno prevedere anche altre azioni per facilitare il reinserimento».

A rispondere punto per punto sono stati Lucarelli e Castelli. La demolizione dell’ex scuola Betti inizierà a metà ottobre e dovrebbe terminare entro Natale, imminente anche l’ultima messa in sicurezza in via Favorino e la conseguente eliminazione dell’ultimo pezzetto di zona rossa, i privati ed i tecnici saranno coinvolti in un tavolo di confronto con l’ufficio cantierizzazione, mentre per i materiali delle messe in sicurezza è prevista un’area di stoccaggio. Previsti interventi di manutenzione in diverse zone del centro storico che ne sono prive da sette anni. Denunciati da Anna Ortenzi casi di professionisti che chiedono garanzie finanziarie ai committenti per l’aggiornamento dei progetti, chieste tutele contro i tecnici che si sono presi molte progettazioni e faticano a stare dietro ai progetti di alcuni cittadini. Lucarelli ha ricordato che è presentato come motivo ostativo per derogare alla scadenza delle presentazione dei progetti per il centro storico, come requisito per mantenere il Cas e le Sae, proprio la mancanza del cronoprogramma, specificando che l’ordinanza mette al riparo dalle scadenze.

pubblico-assemblea-CamerinoHa detto il sindaco: «Tra i professionisti non penso che qualcuno chieda fondi per presentare il progetto, perché ha diritto al 50 per cento della parcella che gli viene pagata da Usr, se qualcuno si comporta male lo segnali al Comune, che lo faremo sapere a chi di dovere, per verificare se ha ancora i requisiti per rimanere sulla white list per lavorare con i progetti del terremoto. Sono abituato dopo 15 anni di amministrazione a vedere le cose travisate sui giornali, quello che diciamo lo leggiamo in modo diverso, se Acquaroli e Castelli addebitassero la colpa per la mancata presentazione dei progetti ai cittadini, non avrebbero fatto un’ordinanza come questa che consente di presentare l’ultimo progetto tra sette anni». Proposto dal consigliere di minoranza Sandro Sborgia di fare come per l’Aquila per evitare gli attuali accolli, con il costo strutturale totalmente a carico della struttura commissariale, rassicurazioni di Castelli sulla fine eventuale dell’emergenza con il passaggio della gestione dei benefici come Cas e Sae dalla Protezione civile al commissario.

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