A Muccia il “Parco dei mulini”,
un percorso verde lungo il Chienti
«Per riqualificare aree abbandonate»

PROGETTO - Lunedì la conferenza dei servizi dovrà dare il via libera all'intervento. Parere positivo della Provincia: «Consente la possibilità di favorire la ripresa delle normali condizioni di vita delle popolazioni colpite dagli eventi sismici»

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Mulino-Muccia

Il mulino a Muccia

di Monia Orazi

Si chiama “Parco dei mulini” il progetto di parco fluviale che sarà realizzato a Muccia, nella zona compresa lungo il Chienti, a ridosso del centro storico tra la centrale idroelettrica in viale Matteotti e località Ralle, realizzando un percorso verde lungo il fiume Chienti e la zona del canale detto il Vallato. Il Comune ha approvato ad agosto un atto di indirizzo, affidando la progettazione all’architetto Claudio Mariani di Muccia. «Si tratta di un progetto che si sviluppa lungo il tracciato del Vallato, il canale idrico esistente che passa per il centro storico fino alla centrale idroelettrica sita in viale Matteotti – si legge nella delibera di giunta – l’obiettivo è di migliorare e riqualificare aree vetuste ed in stato di semiabbandono, che hanno perso la loro vocazione originaria non più usate come orti o giardini».

Con i fondi delle donazioni era già stato deciso nel maggio del 2022 l’acquisizione di terreni siti lungo il Chienti ed il Vallato, proprio per la realizzazione del parco fluviale, che comprenderà un percorso pedonale in terra battuta, l’eliminazione delle piante infestanti, la piantumazione di piante autoctone per il potenziamento dell’area verde, il recupero di spazi verdi ex orti e giardini dismessi. Per alcuni terreni è già stato avviato l’esproprio, per acquisire altri spazi il Comune dovrà versare un indennizzo. Saranno acquisiti anche duemila metri quadrati di terreni in via delle Molinelle, inoltre sarà demolito un edificio gravemente lesionato dal sisma, con livello operativo massimo L4, la zona in cui si trova sarà acquisita dal Comune, l’edificio delocalizzato in una nuova zona. Nelle fondamenta dell’edificio da demolire si trovano anche i resti di un antico mulino, per cui potrebbe essere realizzata un’opera di protezione della muratura, che come prescritto dalla Provincia e scritto dallo stesso progettista, andrebbe assoggettata a specifica autorizzazione paesaggistica. L’obiettivo è quello di valorizzare le originarie mura del mulino, le volte in muratura attualmente chiuse, a seguito della deviazione del corso d’acqua, per svelare la forma e il funzionamento del mulino originario.

Si terrà lunedì settembre la conferenza dei servizi decisoria, in cui verranno acquisiti tutti i pareri degli enti competenti, per dare il via libera all’intervento, per cui è necessaria una variante urbanistica per la trasformazione da zona verde di rispetto, a zona per il verde pubblico. La Provincia, in un documento firmato dal presidente Sandro Parcaroli ha formulato una serie di osservazioni al progetto, dando sostanziale parere positivo. Nel dettaglio ci sono una serie di prescrizioni tecniche, in quanto a Muccia c’è un programma di fabbricazione risalente al 1980 non adeguato agli strumenti urbanistici sovracomunali attualmente vigenti. Nelle osservazioni si specifica che la struttura di protezione delle mura dell’ex mulino sarà oggetto di apposita autorizzazione paesaggistica, inoltre essendo un intervento a ridosso di un corso d’acqua il Comune dovrà verificare se esistono i presupposti del regime di esenzione, altrimenti per poter fare i lavori dovrà richiedere l’apposito nulla osta ed inoltre dovrà produrre un documento che contiene tutte le prescrizioni previste nei pareri dei diversi enti. Il progetto viene giudicato compatibile per la tutela delle acque, del sistema ambientale, urbanistico, ammettendo la variante. «La modifica proposta – scrive la Provincia – rientra nel campo di applicazione della legge regionale, consente la possibilità di favorire la ripresa delle normali condizioni di vita delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016, sia per la demolizione di un edificio danneggiato dal sisma da delocalizzare, che per la creazione di un parco fluviale quale spazio verde di socializzazione, di incontro e con finalità didattico culturali in quanto volto a riportare alla luce la memoria di un vecchio mulino esistente nel sedime dell’edificio da demolire».



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