Inquinamento alla foce del Chienti,
Ciarapica assicura: «Bonificheremo»

CIVITANOVA - Il sindaco interviene dopo gli attacchi delle minoranze per il tardivo provvedimento emesso a giugno che vieta l'accesso all'area del tiro a segno e rassicura: «Ora procediamo con la conferenza dei servizi, convocata per il 27 luglio, ed insieme a tutti i soggetti coinvolti, procederemo con la validazione della relazione del geologo e successivamente avvieremo la procedura per giungere quanto prima ad un progetto di bonifica»

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Il sindaco Fabrizio Ciarapica

Inquinamento del basso bacino del Chienti, il sindaco di Civitanova risponde alle accuse della minoranza: «problema noto a tutti da oltre 30 anni, nessuno, da chi mi ha preceduto a chi oggi siede sui banchi dell’opposizione, può dire di non conoscere. Ora procederemo alla validazione della relazione e successivamente alla procedura per giungere ad un progetto di bonifica». Prosegue la querelle nata a seguito dell’ordinanza con la quale il comune ha interdetto la zona attorno al tiro a volo e apposto il divieto di sedersi e sdraiarsi nel terreno che delimita la pista ciclabile.

Il provvedimento nasce a seguito della relazione del geologo Taddei che ha evidenziato un rischio di sostanze pericolose e di mercurio. L’argomento è stato anche al centro del consiglio comunale e ieri l’opposizione è tornata a chiedere quali provvedimento il comune intende assumere. Ciarapica ripercorre la storia dell’area: «nei primi anni 2000 la zona è stata inserita, dal Ministero dell’Ambiente, nell’area inquinata del basso bacino del Chienti. Già nel 2006 l’Arpam di Macerata ha eseguito una serie di indagini e prelievi dai suoli dai quale emerge la presenza di materiali e rifiuti non meglio identificati. I primi accertamenti Arpam che interessano l’area della pista ciclabile risalgono al 2010. Il piano di caratterizzazione è stato approvato nel 2014. E soprattutto fino agli anni ‘80 quella zona era una discarica. Quindi tutti conoscono il problema e rispetto a quanto si vuol far credere, c’è sempre stata e continuerà ad esserci da parte di questa amministrazione, la volontà e l’impegno ad affrontare in modo definitivo e soprattutto percorribile, il problema. Lo dimostra il fatto, che attraverso fondi regionali, abbiamo dato l’incarico al geologo Taddei di effettuare ulteriori campagne di sondaggio e l’analisi di rischio, per avere così una visione ancora più chiara e delineata del problema.

Ora procediamo con la conferenza dei servizi, convocata per il 27 luglio, ed insieme a tutti i soggetti coinvolti, procederemo con la validazione della relazione del geologo e successivamente avvieremo la procedura per giungere quanto prima ad un progetto di bonifica. Quanto ai tempi di emissione dell’ordinanza ribadisco quanto già riferito in consiglio comunale: la prima ordinanza, relativa alla parte più inquinata, è stata emessa già nel 2021 ed è tutt’ora in vigore. La nuova ordinanza, invece, rafforza la prima, quindi riguarda l’area già oggetto di divieti e prende in considerazione l’altra area, con un rischio minore, che come confermato dalla stessa relazione del geologo, non riguarda l’attraversamento della pista ciclabile tutt’ora percorribile. Voglio rassicurare ancora una volta i cittadini sull’impegno e la volontà di giungere quanto prima ad una soluzione definitiva della questione».ù

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