Inquinamento alla foce del Chienti
«Altro che Bandiera Blu,
dovreste sventolare quella bianca»

CIVITANOVA - Ancora polemiche dopo l'ordinanza del primo cittadino. Ad intervenire l'ex candidato sindaco Paolo Squadroni: «E' la resa di chi avrebbe dovuto vigilare sulla salute delle persone». Attacco all'amministrazione anche da Ascoltiamo la città e Dipende da noi

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Il cartello che ordina il divieto

«Ma quale bandiera blu, dovrebbe sventolare solo quella bianca». «Ci aspettiamo una relazione seria e dettagliata visti i rischi per la salute». Continuano le polemiche sull’inquinamento della zona della foce del Chienti a Civitanova. Dopo l’ordinanza del sindaco Fabrizio Ciarapica con la quale si vieta di accedere all’area e di sedersi sull’arenile per la presenza di mercurio e altre sostanze cancerogene nel terreno, in città si acceso il dibattito. Con le opposizioni che hanno accusato il sindaco di aver tenuto nascosta la questione fino all’altro giorno, quando invece la relazione del geologo incaricato era stata presentata a gennaio. E a nulla sono valse le parole di rassicurazione pronunciate ieri dallo stesso Ciarapica, perché è stato lo stesso geologo a rilevare che “è un’area che presenta rischi per la salute dei cittadini”.

foce-del-chientiE’ proprio quello che sottolineano i gruppi Ascoltiamo la città e Dipende da noi. «Sindaco – dicono – lei è intervenuto per “rassicurare” i cittadini che non vi sia nessun allarme per la loro salute dopo aver appreso dall’ordinanza a sua firma del grave inquinamento accertato nell’area del basso bacino del Chienti. Con grande “sollievo” il sindaco ci ricorda che la zona non è frequentata a scopi turistici. E i cittadini? E i pescatori? E i bambini e le bambine di Civitanova? E gli animali? Dalla lettura dell’ordinanza si apprende che il divieto poteva essere diramato già dal 16 gennaio 2023, data in cui sono stati consegnati i risultati delle analisi svolte dal geologo Luciano Taddei incaricato dallo stesso Comune il 6 giugno 2022. Perché sono passati sei mesi prima di mettere a conoscenza i cittadini di questa allarmante ordinanza di divieto? La motivazione riportata nell’ordinanza è  “fino a questo periodo, a causa del continuo maltempo, l’area non è stata frequentata assiduamente e la presenza si è limitata pressoché solo alla percorrenza lungo la pista ciclabile e comunque senza sosta con seduta al suolo”. Perché forse non è importante la salute dei frequentatori non assidui o dei pochi o tanti che si sono seduti in quella zona? E non è importante preoccuparsi delle scolaresche che in primavera tradizionalmente frequentano quell’area per le uscite didattiche? Come avrebbe potuto sapere un frequentatore di quel luogo che non si sarebbe dovuto sedere al suolo?».

«Ci rimane inoltre difficile – continuano i due gruppi – comprendere come in questi sei mesi sia stato possibile valutare che la frequentazione del sito sarebbe stata poco assidua, considerando che anche gli organi di controllo (Prefettura, carabinieri, polizia municipale e Capitaneria di porto) sono stati informati del problema pochi giorni fa, come si legge nella stessa ordinanza. Si rileva altresì che, nella piantina allegata all’ordinanza, non sono ben segnalate le aree rosse e celesti di cui si parla nel testo e risulta pertanto impossibile comprendere con precisione quali siano realmente le zone interessate. Lei dice che “I campioni esaminati non sono catalogati in nessun modo come rifiuti pericolosi”. Peccato che lo stesso geologo Luciano Taddei dichiari “la presenza di inquinanti in valori superiori ai limiti di legge. E’, dunque, un’area che presenta rischi per la salute dei cittadini”. Ci sorprende la poca tempestività di intervento, dal momento che nella determina dirigenziale del 6 giugno 2022 con la quale è stato conferito l’incarico di procedere con le analisi, si legge che il Basso bacino del fiume Chienti è risultato al primo posto nella graduatoria di rischio relativa ai siti di interesse pubblico, come indicata dalla Regione Marche. In qualità di garante della salute pubblica ci aspettiamo che lei relazioni alla cittadinanza in modo serio e dettagliato, rispetto a tutta la vicenda e alle più opportune e sollecite misure adottate e da adottare».

ricerca-coccodrillo-a-civitanova-foce-chienti-foto-ap-3-450x300Sulla questione interviene anche l’ex candidato sindaco Paolo Squadroni. «Il problema della spiaggi contaminata – dice – non nasce il 16 gennaio scorso con la relazione del geologo Taddei, ma è di molto antecedente. Già nella campagna elettorale del 2022, nel corso dei confronti tra candidati e nel vari dibattiti aperti al cittadini, Nova Urbs, unica lista a farlo, aveva posto l’attenzione sulla presenza di 339 siti contaminati nel territorio di Civitanova sui totali circa 1100 censiti dalla Regione Marche, ma questo tema è successivamente caduto nel dimenticatolo. Perché nessuno degli esponenti politici eletti nella maggioranza e nell’opposizione ha ritenuto che fosse prioritario, nell’ambito del programma di governo della città, discutere dell’elaborazione di un plano di bonifica delle suddette aree con la Regione, che nel frattempo ha stanziato 4 milioni di euro per la costruzione di un ponte ciclopedonale proprio nella zona incriminata».

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Paolo Squadroni

«Ricordo anche – aggiunge Paolo Squadroni – che il rapporto epidemiologico nazionale “Sentieri” indica come nel basso bacino del fiume Chienti, nel periodo 2013-2017, si sia osservato un eccesso per la mortalità generale in entrambi i generi e per tutti i tumori maligni nella popolazione femminile, cosi come un eccesso di ospedalizzazione per i tumori maligni tra il 2014 e il 2018 per i maschi, introducendo nell’analisi il nodo della correlazione le esposizioni ambientali presenti nel sito. Nel frattempo abbiamo assistito allo sciorinamento dl eventi sulla transizione energetica e alla consegna pompa magna di vessilli blu e verdi, quando l’unica bandiera che dovrebbe sventolare è quella bianca, per la resa di chi avrebbe dovuto vigilare fattivamente sulla salute del territorio e delle persone e non l’ha mai fatto. Ma forse non è stata una resa, ma una scelta consapevole di non affrontare un progetto che sarebbe stato oneroso e scomodo per l’immagine turistica di Civitanova e che avrebbe dato poca visibilità. Sono medico e come tale sento un mio dovere tutelare la salute dei cittadini».

 

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