Inquinamento alla foce del Chienti,
l’opposizione torna all’attacco:
«Il sindaco faccia sapere cosa intende fare»
CIVITANOVA - Dopo il Consiglio comunale, la minoranza di centrosinistra torna sulla questione e punta il dito contro Ciarapica sulla mancata tempestività dei provvedimenti. I consiglieri chiedono trasparenza. Soddisfazione per la bocciatura della variante per l'area commerciale, ma Piero Gismondi avverte: «Rischio risarcimento, paghino gli amministratori che prima l'hanno votata e poi bocciata».

Da sinistra: Elisabetta Giorgini, Letizia Murri, Mirella Paglialunga, Francesco Micucci e Piero Gismondi
di Laura Boccanera (foto Federico De Marco)
Inquinamento da mercurio vicino alla foce del Chienti a Civitanova, la minoranza chiede risposte e un progetto di bonifica. «Dal sindaco in consiglio nessuna risposta, il ritardo è oggettivo nella comunicazione dell’emergenza, nessuna disinformazione da parte nostra, piuttosto ci faccia sapere cosa intende fare». Il dibattito sull’ordinanza emanata a seguito della relazione del geologo Taddei sull’inquinamento nei pressi del fiume che ha determinato l’interdizione di un’intera area e il divieto di sedere o sdraiarsi nei 750 metri risalendo il fiume non si è esaurito, come era prevedibile, nello spazio di un consiglio comunale e questa mattina nel corso di una conferenza stampa l’opposizione di centrosinistra torna a sottolineare criticità e chiedere provvedimenti.

Francesco Micucci
Erano presenti Francesco Micucci (Pd), Mirella Paglialunga (Mirella Paglialunga per Civitanova), Piero Gismondi (La nuova città), Letizia Murri (Ascoltiamo la città) ed Elisabetta Giorgini per Dipende da Noi al posto di Roberto Mancini. «Il ritardo nella comunicazione del sindaco è innegabile – sottolinea il consigliere comunale del Pd Francesco Micucci – Il sindaco non può pensare di dire sempre tutto senza che gli si replichi. Perché in consiglio ha fatto solo un discorso polemico senza dare risposte. La relazione è di gennaio e i primi provvedimenti sono stati presi a giugno».
Chiede di verificare la provenienza del mercurio Mirella Paglialunga che torna anche a parlare del metodo usato in consiglio comunale: «Non si può ogni volta interpretare il regolamento e forzarlo per evitare di rispondere alle domande. Di fatto lunedì ci è stato impedito di discutere la nostra interrogazione urgente- dice e nel merito della questione aggiunge – il documento nuovo è l’analisi del rischio che in precedenza non c’era ed è datato gennaio 2023, non è vero che fino a giugno l’area non è frequentata, si parla di un rischio cancerogeno da mercurio e se a Civitanova l’incidenza dei tumori è maggiore che altrove la comunicazione deve essere tempestiva. E poi i provvedimenti presi a nostro avviso non sono sufficienti, c’è una rete rossa che non protegge dalla sabbia contaminata, inoltre è stata analizzata tutta la zona?»

Mirella Paglialunga
I consiglieri affrontano poi anche l’altra questione che è stata al centro del consiglio di lunedì con la bocciatura della variante dietro al ristorante La Serra, un’area di 3400 mq su cui era prevista l’edificazione di un’area commerciale e un parcheggio, adozione definitiva bocciata dalla maggioranza: «Da ottobre abbiamo iniziato questa battaglia chiedendo al consiglio comunale di fermarsi perché è un oltraggio costruire su un terreno esondabile – prosegue la Paglialunga – Il passo indietro è stato fatto dal sindaco, ma non da Forza Italia e dalla lista Civitanova Unica che ha votato a favore in commissione. Se la bocciatura della variante sembra avere Fratelli d’Italia come capofila, è anche vero che la spaccatura c’è in Forza Italia che vota in commissione le singole osservazioni a favore e poi boccia la variante».
Parla invece dei rischi connessi ad un risarcimento da parte del privato Piero Gismondi: «La variante è stata votata e poi bocciata, si va incontro a quanto successo con la variante Amadori e la richiesta di maxi risarcimento. E secondo me il privato legittimamente chiede di essere risarcito. Ma non vorrei che questo risarcimento sia a carico dei cittadini, semmai a pagare dovrebbero essere gli amministratori che hanno fatto questo dietrofront».

Letizia Murri
Torna sulla procedura che ha impedito la discussione dell’interrogazione urgente Letizia Murri: «Il presidente del consiglio ha forzato il regolamento ribadendo che l’interrogazione andava discussa dopo le mozioni come stabilito in conferenza dei capigruppi, ma è inaccettabile forzare di continuo il regolamento per ottenere un qualche vantaggio per la maggioranza. Sull’inquinamento chiediamo al sindaco di mettere mano ad un’opera seria di bonifica. La bocciatura della variante è una vittoria per Civitanova. A monte la delibera di adozione di ottobre era viziata e mancava la relazione geologica. Ci auguriamo che sia un punto definitivo sulla questione. Se dovesse essere riproposta sarebbe grave». Infine Elisabetta Giorgini intervenuta per Dipende da noi al posto del consigliere Mancini: «Chiediamo al sindaco un vero senso di responsabilità con la convocazione di un’assemblea pubblica. Inoltre il primo cittadino si faccia portavoce in Regione e presso gli enti per riattivare un accordo di programma sulla bonifica cercando magari fondi europei».

Elisabetta Giorgini
A nome di Ascoltiamo la città interviene a margine anche Marco Cervellini sulla variante: «La bocciatura é un’evidente indicatore di mancanza di pianificazione urbanistica di tutta la maggioranza. Il modus operandi é sempre lo stesso, varianti su varianti senza nessuna visione d’insieme. Davvero c’é bisogno del cumularsi di due eventi estremi (Misa ed Emilia Romagna) di precipitazione per bocciare un progetto che prevedeva la costruzione di 3400mq al limite reale di una zona R4 ad alto rischio idrogeologico? Davvero é possibile adottare una variante di edificazione senza una valutazione aggiornata idrogeologica e poi bocciarla per la mancanza della stessa? Dal 2006 al 2021 Civitanova ha perso l’equivalente di 80 campi da calcio di superficie permeabile per consumo di suolo».

Piero Gismondi
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Secondo me quanto afferma l’Architetto Gismondi NON è corretto. IL Privato potrò anche fare causa, ma NON ha alcun diritto ad essere risarcito. La Variante è stata Adottata, fase1, poi si è passati alle osservazioni ed alla discussione successiva, cioè la Fase2 Adozione definitiva e qui la Variante NON è passata. Questo è l’iter composto di più step. Se fosse come dice Gismondi, allora dopo la Prima Adozione il Privato avrebbe acquisito o il diritto di usufruire della Variante o il diritto ad un risarcimento, cosa che assolutamente NON mi risulta.
Ed aggiungo…..siccome Gismondi afferma “E secondo me il privato legittimamente chiede di essere risarcito”, mi chiedo se lui sia dalla parte del Privato, affermazione veramente poco opportuna…..
Voglio dire, dopo anni di risultati che hanno visto bocciati tutti i suoi sogni e succederà pure per quelli futuri prima che gli si trasformano in incubo, che importanza può avere una sua intenzione? Lui colleziona tutto nel cassetto ma gli conviene saldarlo.
Con la quantità di malformazioni perinatali, tumori infantili e giovanili e tumori nella popolazione generale, la classe dirigente civitanovese, maceratese e fermana (e non solo) dovrebbe essere all’ergastolo.
Leggetevi lo studio Sentieri 6: https://epiprev.it/pubblicazioni/sentieri-studio-epidemiologico-nazionale-dei-territori-e-degli-insediamenti-esposti-a-rischio-da-inquinamento-sesto-rapporto