I privati entrano nei Pronto Soccorso.
Tre adesioni al nuovo bando:
108 euro l’ora per i medici

SANITA' - I rinforzi negli ospedali di Macerata, Civitanova, Camerino e San Severino. Un appalto da circa 200mila euro per sei mesi (con opzioni per il rinnovo) per la copertura di dieci turni mensili. A fine mese andranno in pensione altri due storici medici di base: Enrico Luchetti di Treia e Enrico Piccinini di Montecassiano
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Il Pronto soccorso dell’ospedale di Macerata

di Luca Patrassi

A vuoto il primo tentativo, non il secondo. Nei Pronto Soccorso degli ospedali di Macerata, Civitanova, San Severino e di Camerino entrano i privati. E’ stata infatti approvata nei giorni scorsi la determina a contrarre firmata dalla dirigente dell’Area Vasta 3 Daniela Corsi e relativa alla procedura negoziata per l’affidamento del servizio di assistenza medica per i Pronto Soccorso degli ospedali di Macerata, Civitanova e Camerino/San Severino. Un appalto da circa duecentomila euro (più Iva) per sei mesi (con opzioni per il rinnovo) per la copertura di dieci turni mensili da 12 ore a Macerata, altri dieci a Civitanova e cinque a Camerino/San Severino. Più o meno 108euro l’ora, più Iva. Un ricorso ai privati era naufragato nel giugno scorso, ora la nuova procedura è risultata economicamente attrattiva e tre imprese hanno risposto. L’Area Vasta 3 ricorre da sola alla procedura di urgenza in considerazione del fatto che l’Asur regionale dal maggio scorso non ha ancora trovato il sistema per arrivare a una procedura pubblica complessiva.

Dunque ricorso ad un appalto al fine – come rilevato dal direttore facente funzioni del dipartimento di Emergenza/Urgenza Domenico Sicolo (che è il primario del Pronto Soccorso di Camerino) nell’atto in questione «di non interrompere un pubblico servizio quale quello dell’assistenza medica, in ossequio al superiore principio di tutela del diritto alla salute». La situazione nei Pronto Soccorso non è cambiata dal giugno scorso, quando cioè la dirigente Corsi aveva parlato di rischio interruzione di pubblico servizio a fronte della impossibilità di coprire i turni nei reparti in questione. A Macerata e a Civitanova restano evidenti e impressionanti i numeri legati all’afflusso dei pazienti, come va rilevato il fatto che continua a non funzionare l’App che fino a un paio di mesi fa indicava la situazione nei vari reparti, un aggiornamento del sistema informatico avevano detto all’Av3, salvo che i dati restano oscurati.

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L’ingresso del pronto soccorso di Civitanova

Alla base della decisione dell’Av3 di esternalizzare il servizio figurano diverse motivazioni: la grave carenza di personale interno di medici di Pronto Soccorso e il concreto rischio di non coprire i turni nel breve periodo. La direzione di Area Vasta assicura anche che non c’è stata la possibilità di provvedere alle assunzioni del personale medico attraverso le ordinarie procedure di reclutamento. Dunque le coop entreranno in azione nei Pronto Soccorso. Con una differenza rispetto alle procedure di assunzione finora fatte per i bandi pubblici: tra i requisiti richiesti alle società non c’è il possesso in capo ai medici della relativa specializzazione in Medicina di Urgenza, solo una esperienza di un anno, anche frazionato, nel settore. Al momento non si registrano commenti da parte dell’Ordine dei medici e dei sindacati.

Un altro particolare va sottolineato: il costo orario dei medici che arrivano dai privati è molto elevato, di molto superiore agli specialisti che lavorano in corsia e questo è un particolare che magari andrebbe spiegato. Va chiarito il motivo per cui se un medico partecipa a un bando di assunzione  dell’Asur per la Medicina di Urgenza deve avere la specializzazione, se invece l’Asur chiede medici – con la procedura che si usa per l’acquisto di macchinari o arredi – a una cooperativa non chiede obbligatoriamente la specializzazione ai medici e li paga di più. Non è tanto, e non solo, una questione legata alla trasparenza di chi seleziona il personale medico che poi va in corsia: c’è anche un risvolto economico non indifferente. Aumentano i costi e, visto che il budget complessivo è sempre quello, viene da pensare che da qualche altra parte si tagli. Infine altre notizie sul fronte medico. Altri due storici medici di base vanno in pensione a fine mese e sono il dottor Enrico Luchetti, medico a Treia, e Enrico Piccinini, medico a Montecassiano.

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