«Ematologia di Civitanova,
eccellenza clinica e umana»

SANITA'- Massimiliano Fiorani ringrazia il reparto dell'ospedale dove è stato ricoverato questa estate per una leucemia acuta e dove ha trovato non solo una cura farmacologica con protocollo d'avanguardia, ma anche piccole attenzioni e gesti di umana generosità
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L’ospedale di Civitanova

«Ho una leucemia acuta, grazie all’ematologia di Civitanova, eccellenza del servizio sanitario, la cura dipende anche dal fattore umano». Massimiliano Fiorani, di Urbisaglia questa estate è stato preso in carico dal reparto di ematologia di Civitanova, creato dall’ex primario Riccardo Centurioni e oggi diretto dal dottor Francesco Alesiani.

Una permanenza che ha permesso al maceratese di rendersi conto non solo della professionalità dei medici, ma anche delle tante piccole attenzioni che tutti gli operatori del reparto riservano al paziente: «Siamo maestri nel puntare il dito sui disservizi e le criticità del servizio sanitario nazionale ma non siamo altrettanto bravi a riconoscere i meriti e le buone pratiche, insomma la buona sanità che rappresenta la parte più rilevante di tutto il settore sanitario – dice Fiorani – ecco perché scrivo questo ringraziamento che renda il giusto valore e la rispettabilità a tutte quelle persone che con competenza, passione ed abnegazione, operano quotidianamente negli ospedali».

massimiliano-fraticelli

Massimiliano Fiorani

Massimiliano Fiorani racconta come è venuto a contatto col reparto: «L’estate scorsa mi è stata diagnosticata una leucemia acuta che mai avrei pensato di incontrare nel corso della mia vita. Ricoverato dapprima, al pronto soccorso di Macerata, sono poi stato trasferito all’Ematologia di Civitanova, specializzato nella cura delle malattie del sangue, in cui vengono attuati protocolli di cura certificati a livello nazionale ed internazionale. Sono pienamente consapevole che la mia guarigione dipenda dalle cure farmacologiche e fortunatamente in questo campo la ricerca ha fatto enormi passi avanti, producendo farmaci mirati per curare e migliorare la qualità di vita delle persone malate ma sono fermamente convinto che una gran parte della buona riuscita delle cure dipenda dal fattore umano. Ogni giorno dottori, infermieri, personale Oss personale addetto alle pulizie, svolgono il proprio ruolo con competenza e responsabilità, ma nel mio caso devo sottolineare che ho notato gesti non sempre scontati e messi in pratica dalla sola consapevolezza che il lavoro richiede, ma gesti di una sensibilità e solidarietà umana straordinaria, di una premura inconsueta e di un’attenzione e cura del paziente fuori dal comune che mi hanno dato la forza ed il coraggio per affrontare con dignità ed ottimismo questo difficile periodo».

Tanti i gesti di cortesia e gentilezza che hanno reso la permanenza nella struttura più leggera: «da un caffè inaspettato, a una chiacchierata, fino al regalo di un burro cacao perché avevano notato le mie labbra screpolate. Insomma, io non solo ho ricevuto le cure ma tanto di più. Ognuno di loro, a suo modo, mi ha donato un piccolo gesto di affetto, un piccolo sguardo di conforto, una piccola porzione di solidarietà umana. I farmaci contribuiscono in maniera determinante al processo di guarigione, ma vi assicuro che il comportamento e l’affetto ricevuto da tutti gli operatori hanno rappresentato per me quel fattore in più che mi ha dato la serenità e la volontà, giorno per giorno, di andare avanti senza mai perdermi d’animo».



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