Alessandro Perri


Utente dal
18/4/2015


Totale commenti
105

  • Il “Centro commerciale naturale”
    parte da corso Cairoli

    1 - Ott 16, 2020 - 18:24 Vai al commento »
    Bene, ma centro commerciale non è solo luogo fisico, con tessuto storico o meno alle spalle, è anche: - diversificazione della merce - aperture "comode", cioè coincidenti col tempo libero dei più. Ben venga l'iniziativa in senso estetico e di organizzazione di eventi, ma mentre è indubbio che è molto più gratificante passeggiare per le vie di una città piuttosto che per i corridoi tristi di un centro commerciale, per i punti di cui sopra, lo shopping è più "pratico" nei secondi. Quindi c'è lavoro da fare: - coordinazione delle aperture dei negozi - forte attenzione all'accessibilità (che non ritengo insufficiente, ma van meglio comunicate le aree di parcheggio già esistenti, che sono comode) - attenzione alla ricerca di soggetti che portino sia una varietà di merce, sia merce brandizzata (anche questo va considerato) - va costruito un vero proprio brand del centro, che renda piacevole e anche un po' "di moda" fare acquisti lì
  • Pediatria, la dottoressa Martina Fornaro
    vince il concorso da primario

    2 - Set 28, 2020 - 19:51 Vai al commento »
    Bello vedere una persona con un curriculum così solido partecipare e vincere un concorso presso il nosocomio maceratese. Bene poter disporre di una professionalità e una competenza oggettivate non solo dalla prova di concorso, ma anche da un percorso di studi indiscutibile.
  • Il programma di Narciso Ricotta
    incentrato sulla qualità della vita
    «Porterò Macerata nella top ten»

    3 - Ago 20, 2020 - 9:24 Vai al commento »
    Cosa intende fare per il problema demografico? Lavoro e imprese sono un tema connesso e suggerirei di elaborare elementi concreti. C'è una fuga evidente dei giovani che non trovano nel territorio, una volta formatisi, la possibilità di rimanere. In un territorio con 2 università va approfondita la necessità di fare impresa nel territorio (aziende-start up). I rapporti con unimc e unicam vanno potenziati a questo titolo (assessore ai rapporti con le università?). Di certo al momento in questo campo siamo arrivati al "pessimo lavoro". Come si intende recuperare? Lo si intende? Come si pensa di favorire l'insediamento di imprese in loco? Forse il tema infrastrutture va affrontato? Non abbiamo né autostrade né una ferrovia degna di questo nome. Oh, è il 2020! Sveglia! Forse va detto qualcosa sul completamento di infrastrutture strategiche? Forse con l'elettrificazione va previsto qualche collegamento interregionale? (un po' come nell'800 quando si arrivava diretti almeno a Roma?) Il problema di un centro storico che non ha un indirizzo e giace in profonda decadenza (estetica, economica e residenziale) non è un problema? Facciamo i parcheggi a che scopo, per le serate universitarie delle notti dal giovedì al sabato? (in tal caso, vi prego, siano potenziati i servizi igienici che se no abbiamo un orinatoio a cielo aperto). O si intende riportare le attività economiche e qualche residente? (assessore al centro storico per la parte economica, brandizazzione del centro, con organizzazione dei commercianti e lavoro intenso per portare all'occupazione degli spazi vuoti con il controllo sulla diversificazione della merce, ricerca del contatto con grandi catene per l'occupazione di grossi spazi vuoti e destinati alla decadenza) Il ruolo di capoluogo dopo 20 anni che non lo si è voluto affermare adesso ci si accorge essere importante? La città è stata massacrata (aeronautica, banca d'Italia, camera di commercio, palasport, isolamento infrastrutturale, perdita demografica e adesso c'è la sfida dell'ospedale, che non vedo come sia anche solo possibile essere arrivati a mettere in dubbio debba essere quello di Macerata). Fino ad ora non si è sollevata una voce né spesa energia al contrastare queste criticità. Adesso è un problema nella carta. Concretamente come lo risolviamo? Boh... sinceramente dei parametri del sole 24h per la qualità della vita (che cambiano di anno in anno) m'interessa meno di nulla. La cosa fondamentale è offrire lavoro e servizi, in maniera concreta. La precedente amministrazione ha fatto del buono, ma non ammette ciò che non ha fatto e ciò che è stato un disastro. Questo mi preoccupa molto e mi fa pensare che ci sia un distacco estremo dal concreto.
  • L’ospedale provinciale finisce nel cassetto:
    33 mesi persi solo per la variante
    E la Regione non ha più margini di manovra

    4 - Ago 16, 2020 - 10:13 Vai al commento »
    Sbaglio o è nel sistema attuale che state dicendo che non funzionano le cose? (ricorso a sanità privata e ps-ospedali che non risolvono nulla?). L'ospedale non è unico, ma semmai provinciale, affiancato a una rete con ruoli ben precisi e risolutivi. Esistono modelli applicati in varie regioni e i problemi dei pazienti sono presi in carico in maniera efficiente... Suggerirei di andare a vederne l'organizzazione. Abbiamo lo stesso obiettivo (sanità efficiente). Il modello a cui ci obbligherebbe lo stato la regione lo sta ignorando da un decennio. C'è grossa confusione. È necessario un approfondimento e cercherò di chiedere a persone competenti in materia di farlo (incontro aperto e magari anche un articolo). Ci proverò. Per Valenti, proprio questa situazione che ha vissuto credo sia emblema di un sistema che va cambiato. Per Bommarito, non capisco il ragionamento, semplificando, mi suona cosí: ho un problema, facciamo sia l'impianto elettrico di casa che non è a norma. Siccome fare i lavori per metterlo a norma mi crea dei disagi allora metto le toppe qui e lì. Va bene evito i disagi oggi, ma domani casa prenderà fuoco. Io penso che i disagi vanno calcolati e quindi, nel nostro caso, nel processo di riorganizzazione van considerati uno a uno e affrontati. Ma tornare a ciò che sappiamo non funziona per la paura di ciò che accade mentre ci adeguiamo all'organizzazione che lo stato ci dice essere garante di sicurezza per operatori e utenti mi pare un qualcosa di profondamente errato.
    5 - Ago 15, 2020 - 19:03 Vai al commento »
    A Micucci: l'indirizzo del governo centrale è giusto, se non è stato applicato correttamente la soluzione non è tornare all'inadeguato, ma correggere il tiro. Ho l'impressione che ci sia confusione e che servano incontri di mirati per capire il senso degli indirizzi di un sistema sanitario moderno (le Marche stanno 15 anni indietro e non è accettabile) Un punto importante è capire che non è avere un ospedaletto con il PS a fare un'assistenza completa, no. Esistono dei parametri ben definiti per i livelli di intensità di cura e così come è stato organizzato il territorio maceratese non arriviamo a fare con tre ospedali nemmeno un ospedale di secondo livello (non si soddisfano i criteri, è così e chi è del settore lo sa bene). Chi ne trae vantaggio? Un territorio disgregato che si fa la guerra tra i tre ospedaletti è il bene di Fermo o Pesaro, che i loro ospedali degni di questo nome li costruiranno e come. Rosicchieranno al maceratese reparto su reparto (già il processo è iniziato se si fa bene caso alla cronaca). Ma per noi maceratesi, a leggervi, l'importante è averne tre strutture con l'insegna di "ospedale", anzi quattro, cinque, uno per città, per comune e tutti rigorosamente col PS (che caso mai scegliamo a quale andare, no? Per poi lamentarcene il giorno dopo su questa testata). Ci fanno credere che l'importante sia l'apparenza, non la sostanza. Non va bene. Se ci vogliamo illudere che sia normale fare un accesso in un "ospedale" per essere subito trasferiti in un altro di altro territorio, bene, questo è l'andazzo. "Sa, quest'esame qui non lo facciamo, questa patologia qui non la trattiamo". Ma davvero credete debba essere così? No, per il 90% delle cose ve ne dovete restare nel vostro territorio, se così non è qualcosa non va. Non se ne sono accorti i cittadini, ma lo sanno bene gli operatori sanitari, e a breve non troverete nemmeno medici o infermieri disposti a venire a lavorare in posti del genere (ah no, mi correggo, già succede). Manteniamo tre "ospedali" con servizi in triplo (con attrezzature, ovviamente triple pure loro, che non funzionano a pieno regime per mancanza di personale che le tiene in funzione, personale che non si trova e che perde l'expertise per mancanza di bacini d'utenza adeguati). Fingiamo o facciamo illudere il cittadino che siano tutti e tre di secondo livello, mettiamo oculistica qui, ORL lì, la microbiologia di qua e facciamo delle chimere costose disfunzionali, tanto le leggi non le legge nessuno, il cittadino mica lo sa che non gli stiamo dando neppure una struttura che sia accreditabile come completa e capace di garantire i migliori standard di sicurezza per il paziente... tanto lui è contento perché sotto casa c'ha l"ospedale". E giù con l'ennesima inaugurazione che porta voti. E se la qualità di cura inesorabilmente cala? Vabbeh. Ma guardiamo un momento l'esperienza di regioni che hanno potenziato la medicina territoriale e riorganizzato opportunamente i livelli di assistenza (es. Emilia-Romagna), luoghi dove vanno a lavorare una caterva di medici marchigiani che non accettano una regione che col suo sistema sanitario è incapace di dargli prospettive professionali di qualità. Il territorio deve fare di più, le città hanno bisogno di strutture che gestiscano le problematiche di bassa intensità e le subacute della patologia cronica in loco (h24) e inviare le urgenze e le acuzie a un riferimento territoriale ad alta specializzazione. Il centro di riferimento deve avere personale adeguato, sereno, aggiornato e che lavori su grossi numeri per fare bene e deve autoverificarsi e essere collegato alle reti formative. Vi prego, davvero, chiedete incontri con persone qualificate in ambito sanitario circa questo argomento che ne va del futuro di tutto il territorio, seriamente. Forse l'idea che abbiamo necessita di qualche delucidazione, forse anche la mia. Cerchiamolo questo incontro, facciamo qualcosa, alziamo il livello del dibattito. L'opportunità c'è. Poi riparliamone con calma, troviamo soluzioni specifiche da chiedere ai nostri rappresentanti politici, ma prima informiamoci bene.
    6 - Ago 15, 2020 - 15:21 Vai al commento »
    Complimenti! Lo affermo con forza, ma anche con grande preoccupazione: così si fa trionfare l'uomo medio(cre), che tutto sa di tutto, chiacchierone ma non davvero competente e che in effetti non è capace di nulla. Egli potrà continuare a illudersi che 3 finti ospedali possano farne uno vero (non è così, no, no e ancora no!). Abbiate la decenza di informarvi su come deve essere una rete sanitaria prima di parlare. Quella attuale è insostenibile, vetusta e non ci porterà da nessuna parte. Il progetto dell'ospedale provinciale è valido e avrebbe portato a un adeguamento in termini di offerta di cura e di opportunità per il territorio (bacini d'utenza adeguati fanno cure migliori e sono occasioni di sviluppo per imprese di tutto il territorio date le possibilità di innovazione legate a una medicina che si autoverifica e che propone nuove tecnologie). Continueremo a mantenere attrezzature e personale in triplo sottoutilizzati (ma utili a fare inaugurazioni) e non attrattivi. Intanto per intensità di cura ci ridurremo a ospedaletti di ultra periferia (si ridurranno a case della salute che tramite mezzo stampa i politici celebreranno come grandi centri di medicina avanzata). Sappiatelo: a questo si mira non pretendendo l'adeguamento all'accordo stato regioni e al permanere dello status quo. E ci si trasferirà ad Ancona per la qualunque. Che dire, si è artefici del proprio destino. Un po' come per strade e ferrovia forse tra 100 anni il suddetto uomo medio(cre) si renderà conto che il resto d'Italia si è modernizzato, mentre il maceratese è rimasto indietro. Complimemti, se quanto affermato nell'articolo fosse fondato si sarebbe firmata l'ennesima sentenza per un territorio che, diciamolo chiaramente, grazie ai suoi politici, non puo' stare al passo, non può mirare al progresso e assolutamente non è ne mai sarà (se non inizierà ad affidarsi ai competenti e non ai chiacchieroni) per nulla attrattivo.
  • Dalla funivia alle zone 30,
    via libera al Pums
    e rispunta il parcheggio a Rampa Zara

    7 - Giu 17, 2020 - 18:49 Vai al commento »
    Ma invece di tante chiacchiere… illustrare il Pums era difficile? Dove ce lo possiamo leggere?
  • I giovani si riprendono il centro
    con canti, cori e balli
    «Non siamo vandali» (FOTO)

    8 - Giu 14, 2020 - 21:33 Vai al commento »
    Inizio con un "bravi!" -anche se, passare all'1 di notte in auto in mezzo alla folla festante che ti accerchia fa un po' impressione- comunque, -Mi colpisce sentire parole sensate tipo "è questione di controlli, non di divieti". Davvero, non è cosa frequente. Non si negano i problemi di chi vivendo al centro si trova, oltre che il sonno disturbato dalle urla, l'auto ammaccata, urina o vomito sull'uscio di casa e muri imbrattati. Con poche parole si va al nocciolo della questione, che è la civiltà mediata dai controlli (e anche dalle sanzioni). Non è una questione di permettere o meno la somministrazione di alcol e commercianti e giovani devono poter lavorare e stare allegri e i residenti godere di una cittadinanza viva (pur rispettosa). Ma il rispetto va imposto e garantito. Quello che è assurdo è che al giorno oggi non si preveda un sistema di sorveglianza (luci e telecamere in certe zone) e la multa facile a chi va oltre le norme del civile. Sì perché se un tizio si stizzisce se provi a cacciarlo mentre ti piscia davanti casa siamo arrivati al troppo e le istituzioni sono inefficaci, perché il tizio in questione sta un po' troppo "sciallo" e ti fa salire la voglia di rispondere all'inciviltà con atti altrettanto incivili. Insomma, le istituzioni devono aiutare a non farla dilagare questa voglia d'inciviltà. -Mi colpisce che una popolazione di ragazzi abbia pensato, con forse qualche ingenuità, a reagire manifestando a un evento che riteneva assurdo. Questo è un segnale positivo e pensavo appartenesse a una Macerata non dei giorni nostri. Non vedo l'ora di vedere il flash mob quando avverrà.
  • Palazzo della Prefettura,
    centinaia di fori:
    in arrivo le strisce luminose

    9 - Giu 14, 2020 - 20:55 Vai al commento »
    Alcune considearazioni: 1.ma queste illuminazioni che da ignorante ammetto di apprezzare (perché al netto del non valorizzare per nulla e valorizzare con qualche possibile errore/generando dibattito preferisco la seconda modalità) non passano attraverso progetti dell'accademia delle belle arti? Sbaglio? Perché allora c'è uno studio serio dietro e mi piacerebbe sentire cosa ne pensa chi questi progetti li ha concepiti. Nulla togliere all'opinione di Iommi, ma vale la pena di sentire più voci di esperti, anche in contrapposizione. 2. Vedere le tante immagini proposte è molto interessante. Ogni epoca ha reinterpretato la piazza che ne trae un carattere legato alla sua epoca. Questa cosa è bellissima. Degno di nota, ad ogni modo, il fatto che molti elementi stilistici si son poi abbandonati. Mentre al mio occhio sono apprezzabili i lampioni, la fonte centrale (molto interessante e a me precedentemente ignota) e la pensilina del teatro, più bruttine erano le logge chiuse, l'aiuola e la fontana. Ah e le famigerate orrende, terribili e indecenti tapparelle verdi. 3. Ma quanto è più sensato il palazzo della prefettura con le persiane? Perché quegli orrori delle tapparelle verdi (pur messe in un periodo in cui potevano considerarsi d'avanguardia) hanno resistito? Vi prego mandiamole in pensione!
  • Dentro il Covid center, parla Bertolaso:
    «Potrà trasformarsi in centro specialistico
    Così si pianifica il futuro» (FOTO)

    10 - Mag 2, 2020 - 21:03 Vai al commento »
    Schiaffo alle competenze a fini politici. Dato che non serve, adesso tirano fuori la beffa di dire "domani servirà ad altro". I centri specialistici stanno nelle strutture ospedaliere, per un motivo semplice: normative a tutela della salute del paziente. Questa struttura era pensata per un emergenza che non si è fortunatamente determinata, è stata realizzata in ritardo per il motivo per cui era concepita. Adesso è solo un (triste) mezzo mediatico per il più basso grado di politica. Quella che ti fa venire il mal di stomaco e ti fa pensare malissimo del tuo territorio. . quella politica che, prepotente e fine a se stessa, non rispetta i competenti (programmazione sanitaria, ordini professionali) . quella politica che è malgestione di soldi donati . quella politica che è ignorante, che ignora cioè che strutture di questo tipo non penso proprio che rispettino, nell'ordinario, né normative di urbanistica, né tantomeno le normative di sicurezza che sono necessarie a un reparto ospedaliero, figuriamoci di centro specialistico come urlato. (Ma la politica può essere così ignorante? lo è per negligenza o per dolo?) . quella politica che ti fa salire l'amaro perché pensa che siamo tutti tontolotti pronti a ingoiare qualunque stupidaggine vogliano venderci.
  • Il duo Bertolaso-Ceriscioli in cantiere
    «Il Covid center sarà un modello
    da replicare in tutta Italia»

    11 - Mag 3, 2020 - 18:32 Vai al commento »
    Scoop! Bertolaso è convinto che servano queste strutture assurde perché ha calcolato il numero di contagi che avremmo se in fase due portassimo la mascherina chirurgica nel modo in cui la porta lui (è come non la portasse). E sta costruendo un'astronave. .__.
  • «Per il reparto Covid in Fiera
    non abbiamo abbastanza medici,
    sia un ricovero per i post critici»

    12 - Apr 27, 2020 - 10:13 Vai al commento »
    Ricovereranno tutti (quelli che stanno in condizioni cliniche buone). Gli intensivi veri andranno ad Ancona… E grande clamore mediatico per dire "serviva assolutamente". Comunque gli unici a sostenere il progetto sono i politici. Penso debba essere tolto il comparto sanitario alle regioni per riavere un sistema sanitario innanzi tutto unitario, in alcuni casi particolari anche sensato.
  • «Lavori spediti al Covid center:
    ci avviciniamo all’apertura»

    13 - Apr 26, 2020 - 11:54 Vai al commento »
    Palco politico a tutti i costi. I tecnici ancora inascoltati. Necessario che la popolazione chieda trasparenza. Ah, prevedo che nei giornali si farà eco a ogni singolo ricovero in questa struttura sbagliata e assurda. Così sembrerà sia utile.
  • «Dei 5 milioni per l’emergenza
    agli ospedali Asur ne va solo uno
    e due per le cliniche private»

    14 - Apr 2, 2020 - 18:22 Vai al commento »
    La sanità va tolta dalle mani delle regioni e va depoliticizzata in toto.
  • Passeggiate con i bambini,
    Perri: «Bene ma rimaniamo distanti»

    15 - Apr 1, 2020 - 20:19 Vai al commento »
    Le informazioni date dai media ci hanno portati a raggiungere uno scopo: capire che dobbiamo rispettare delle misure. Bene, ora dobbiamo gestirle le misure. Uscire soli e in assenza di sintomi, mantenendo le distanze, con la mascherina chirurgica, non è una cosa pericolosa. L'invito è a incentivare comportamenti corretti e non esagerare le regole nella paura di non saperle rispettare. Essere pronti alla chiusa "senza se e senza ma" andrebbe bene se in due settimane tutto potesse tornare alla normalità. Non è così. Sarà un qualcosa di graduale e le regole ce le porteremo dietro per molto, molto tempo. Quindi ben venga un giro attorno a casa, purché fatto in in sicurezza.
  • Da Tolentino ecografi palmari
    per i centri Covid delle Marche,
    «ottimi medici ma senza tecnologia»

    16 - Apr 2, 2020 - 10:23 Vai al commento »
    Confermo. Non sapevo ci fosse un'azienda che produce tali dispositivi a Tolentino. Da medico che li utilizza posso dire che sono uno strumento fondamentale (riguardo al Covid sonde lineari per eco-torace ma le applicazioni sono svariate) e la portabilità è ciò che rappresenta il futuro per queste attrezzature. Buono a sapersi.
  • Covid-19, donazioni agli ospedali:
    la Regione apre un conto

    17 - Mar 12, 2020 - 21:26 Vai al commento »
    Vada per le donazioni in un momento difficile. Giusto che dei cittadini possano scegliere di fare delle donazioni, ma l'apertura del conto corrente da parte della regione per il tema sanità per me è incomprensibile. Le tasse le paghiamo già, le cure DEVONO essere assicurate e garantite. Senza che si chiedano soldi ulteriori, altrimenti che si privatizzi tutto. Ah, va detto che la regione ha privato l'ospedale provinciale delle camere a pressione negativa del reparto malattie infettive, fattivamente declassando l'intensitività di cura. Da dire che i maceratesi non hanno né battuto ciglio, né hanno individuato dei politici che facciano l'interesse del territorio. Solidarietà sì, ma ricordiamoci che la questione "sanità" è importante e il territorio deve stare molto attento a ogni singola scelta venga fatta (o non fatta) a riguardo.
  • Stefania Monteverde ha “8 grandi idee”
    «Segneranno lo sviluppo di Macerata
    Spero che molte donne si facciano avanti»

    18 - Feb 11, 2020 - 23:37 Vai al commento »
    Interessanti spunti. Tuttavia ci sono dei problemi che con l'amministrazione attuale sono emersi e vanno affrontati. 1. Macerata forma giovani professionalizzati, come fare per trattenerli nel territorio? L'aspetto demografico mostra tendenze chiare e bisogna portare giovani a investire, rimanere in città. La città deve essere attrattiva. Questo un'amministrazione comunale deve farlo essere un punto programmatico prioritario. 2. L'aspetto dell'attuale rapporto con il mondo imprenditoriale, di chi vuole investire in città verrà messo in discussione? Perché al momento appare disastroso, si vuole invertire la rotta? E se sì, come? Nel programma si vogliono portare investimenti, lavoro e quindi vita in città con un progetto chiaro? 3. Ci si occuperà di una stretta comunicazione tra comuni limitrofi e un'aggregazione, più in generale, con quelli dell'entroterra? Bisogna iniziare a ragionare non nell'ottica di Macerata non come quartiere "Macerata", ma come città ben più estesa che è anche Corridonia, Pollenza, Tolentino, Treia, San Severino, Montecassiano... e le altre realtà che insistono nella vicinanza. 5. Si è pronti a lottare politicamente per una modernizzazione infrastrutturale? Treni (l'elettrificazione non basta); strade (la superstrada va potenziata negli snodi attorno al capoluogo) 6. Che atteggiamento verso chi metterà ogni paletto possibile verso la realizzazione dell'ospedale che non va chiamato unico ma PROVINCIALE (iniziamo a prendere coscienza che quello attuale lo stanno smembrando)? 7. Come riportare le persone a vivere un quartiere strategico come il centro storico? residenzialità? accessibilità? offerta di servizi (non c'è più nulla)? 8. Come gestire gli spazi vuoti in centro e nelle periferie in maniera continuativa e non "a evento"?
  • Elezioni 2020, Sandro e Stefano Parcaroli:
    «Una squadra per Macerata e le Marche
    La politica da sola non basta»

    19 - Feb 3, 2020 - 16:09 Vai al commento »
    Ci sono alcuni spunti assolutamente interessanti, personalmente li declinerei così: - dare modo ai competenti di esprimere il loro potenziale (personalmente penso che la politica sia molto arrogante su questo) - permettere a giovani formati di assumere ruoli di responsabilità - creare un dialogo inter Università e soprattutto un territorio che mediante la ricerca (Università) renda il territorio un'avanguardia (piano di applicazione della ricerca DEVE essere il territorio dove essa sussiste) - rendere il territorio un luogo dove realizzare e non solo dove formarsi per poi fuggire in altri posti dove è possibile esprimere il proprio potenziale. - agire con una progettualità, che includa un'idea di città e di territorio chiare, realizzabile e valutabile di passo in passo. - riunire un territorio, organizzando e interconnettendo le sue risorse.
  • «L’ospedale non sarà depotenziato,
    stiamo facendo investimenti»

    20 - Feb 1, 2020 - 12:19 Vai al commento »
    SVEGLIA! L'unico ospedale oggettivamente fatto a pezzi fin'ora è quello di Macerata. 1. ORL TOLTO da Macerata e messo a Civitanova, reparto di qualità con caratteristiche tali da permettere didattica, tale da richiamare specializzandi dal Policlinico Gemelli, che vi fanno turni obbligatori periodicamente. 2. Oculistica, altro reparto con risultati di livello, TOLTO da Macerata e trasferito a San Severino. 3. Batteriologia, altra unità di qualità, TOLTA e trasferita a Civitanova. 4. Malattie infettive, con risultati eccellenti (alla faccia del merito), declassato a Unità operativa Semplice e deprivato di stanze a pressione negativa (per un reparto di m.infettive, oltre che per la sicurezza, è davvero ridicolo). 5. Neonatologia, con il maggior numero di parti della regione e tutti i numeri per una Terapia Intensiva Neonatale (dovrebbero essere due in regione), non solo non viene potenziata (c'è la sub-intensiva), ma non vengono fattii lavori di rinnovo dei locali, progetto che doveva essere REALIZZATO dal 2008. 6. Pediatria, con risultati di livello, reparto con parametri che permettono l'insegnamento a livello universitario, non vede la data per il nuovo primario (si attende dal Maggio scorso, mentre a Civitanova si rinnovano i primari di reparti sprovvisti da Ottobre). Quali sono i fini politici? Dove si vuol portare la società? Lavori bene? Pazienza, ti declasso, ti disloco, non ti potenzio… Secondo quest'ottica vien da chiedersi se non convenga lavorare peggio e quindi meno. E vengono anche tante risposte a vedere una classe di competenti far le valige nella migliore delle ipotesi per l'Emilia Romagna, nella peggiore per l'estero (lavori bene --> più risorse, avanzo di carriera). Giunta l' ora di arrabbiarsi circa questa metodica di azione, e di comunicazione e di chiedere di conto alla politica responsabile di ogni sua azione.
  • «Determina devastante per l’ospedale,
    Ceriscioli intervenga e la ritiri»

    21 - Gen 22, 2020 - 13:30 Vai al commento »
    Ma si può scrivere un articolo che parla di "una determina" senza parlare della stessa? Boh!
  • Soprintendenza, scontro interno al Pd
    Sciapichetti: «Più brava Giunta di Ascoli»
    Carancini: «Lui non ha mosso un dito»

    22 - Gen 17, 2020 - 18:10 Vai al commento »
    Mentre loro in maniera autoreferenziale comunicano quanto sono bravi alle varie inaugurazioni o al massimo si dedicano a spartire tra Macerata e Civitanova i pochi fondi che riescono a ottenere... gli altri territori si potenziano. Storia del maceratese tronfio che pensando di trovarsi al centro dell'universo si troverà a vivere la più desolata periferia.
  • Ospedale di Macerata:
    nominati due primari,
    assunti anestesista e chirurgo

    23 - Gen 8, 2020 - 20:10 Vai al commento »
    Possiamo vedere i curricola dei due candidati e cercare di comprendere meglio la scelta del direttore generale (nomina politica) di ignorare graduatorie che nascono dal lavoro di una commissione scientifica (in parte titoli che sono oggettivi e in parte prove valutate dalla stessa)?
  • Per Carancini il 2019 è da incorniciare:
    «Rivoluzionerà il futuro della città»

    24 - Dic 31, 2019 - 12:15 Vai al commento »
    Pur riconoscendo alcune cose buone 1. ospedale che comunque andrebbe potenziato, con un dialogo con le università per portare le facoltà di medicina e centri di ricerca -ci sarebbero i numeri per realizzare tutto questo- 2. lavoro in ambito museale-turistico sentire un intervento talmente entusiastico fa quasi rabbia. Bisogna essere oggettivi e analizzare cosa manca, o lo faranno altri in maniera dura: 1.La città perde popolazione, soprattutto non è attrattiva per i giovani. Un disastro, significa che mancano le opportunità. In un territorio con due università questo è assurdo. Bisogna creare il terreno fertile per attrarre imprese, per creare lavoro. Esiste un progetto da parte dell'amministrazione? bah! 2. L'atteggiamento verso le realtà che potrebbero portare opportunità, sembra pessimo… - Lube cacciata a pedate - ferri corti con gli imprenditori che volevano creare un polo alberghiero in centro - ferri corti con università che voleva ridare vita agli spazi dell'ex UPIM. - ferri corti con i commercianti in centro (ma quando mai camminare in centro è stato un problema) e intanto a parte i bar non c'è più nulla. Chiusure, a ripetizione. - neanche mezza iniziativa per essere la città che si facesse portavoce dei territori colpiti dal terremoto. Insomma, individuare cosa si debba correggere e come, oltre che fisiologico, deve diventare parte obbligatoria dell'analisi o ci si sente presi per i fondelli.
  • A14 in tilt, aeroporto che non decolla
    e il miraggio dell’alta velocità
    «Il mio rientro nelle Marche a ostacoli»

    25 - Dic 29, 2019 - 20:38 Vai al commento »
    Vero. Aggiungerei che se mai l'AV venisse progettata, che sia spostata non dico in mezzo alla regione, ma magari tra entroterra e costa. - per evitare nuove barriere taglia orizzonte sul mare - per evitare i futuri problemi che il clima imporrà sulle coste - per, non ultimo, servire un po' tutti i cittadini e dare qualche servizio a chi non ha mai conosciuto tecnologie come Autostrade o reti ferroviarie elettrificate…
  • Sala d’attesa di Ostetricia stracolma,
    Simonacci: «Scene da Terzo mondo»
    Maccioni: «Trasferimento a breve»

    26 - Dic 5, 2019 - 16:49 Vai al commento »
    Per essere precisi è il punto nascita con il maggior numero di nati della regione e avrebbe tutte le carte in regola (unico in regione a parte Ancona) per ospitare una Terapia intensiva neonatale (considerato anche che per bacini d'utenza in regione tali centri dovrebbero essere due).
  • Azzannato il cane di Fernanda Recchi:
    «L’avrebbe sbranato
    se la proprietaria non interveniva»

    27 - Nov 26, 2019 - 19:21 Vai al commento »
    l'avrebbe sbranato se la proprietaria NON FOSSE INTERVENUTA
  • Una donna a capo della sanità regionale,
    Nadia Storti direttore Asur Marche

    28 - Nov 18, 2019 - 17:01 Vai al commento »
    Speriamo che il nuovo direttore possa lavorare bene. I nodi della sanità nelle Marche sono molti, ed è periodo di riorganizzazione della rete. In questa ottica intanto vien da chiedersi, come mai alcuni territori hanno le Aziende Ospedaliere (Pesaro, Ancona), altre no… Come cittadini ci si aspetta (e si vigilerà su) trasparenza: vedere i dati per singoli centri, e riconoscere una distribuzione delle risorse (strumenti e potenziamenti) che sia meritocratica e rispettosa dell'uguaglianza per i territori, più che politica. Come cittadini ci si aspetta (e si vigilerà su) qualità: riconoscere qualità nelle nomine dei vertici (dipartimenti e singoli reparti).
  • Carancini: «Mosca non farmi gli scherzi,
    quel campetto è della Provincia
    E guarda che bel palas»

    29 - Nov 12, 2019 - 12:48 Vai al commento »
    Indipendentemente dal credo politico bisogna ammettere ciò che è oggettivo. La città non ha costruito un palasport decente quando ve ne era necessità, reiterando l'errore per anni. Ha perso per questo errore: - visibilità - popolazione - posti di lavoro Ancora più grave è stato intervenire tempestivamente per l'adeguamento (costosissimo quanto poi inutile col senno di poi) dello stadio H.R. quando si è trattato di una vicenda che riguardasse il calcio (chiaramente utilizzati due pesi e due misure). Le opportunità vanno analizzate e colte e REALIZZATE e il capriccio del "come dico io o niente" nel dialogo con chi le opportunità le porta (siano esse realtà imprenditoriali o istituzioni - università - ) NUOCE IRREVERSIBILMENTE ALLA Città. Ci sono cose buone di cui l'amministrazione può parlare, ma non è questo il caso e sarebbe auspicabile, quantomeno, un silenzio sommesso.
  • Miliozzi, Pensare Macerata a due ruote:
    «E’ ora di avere stalli per le bici»

    30 - Ott 17, 2019 - 19:37 Vai al commento »
    Roma: 7 colli. Sono state fatte alcune piste ciclabili. Pian piano ci si è resi conto che per piccoli spostamenti si può: - camminare - andare in bicicletta (tra i 7 colli è pieno di elettriche) - andare in monopattino. Meno stressante che mettersi nel traffico e cercare parcheggio. Le piste son sempre piene (dove ci sono e son ben tenute). Perchè non collegare i punti nevralgici della città (intendo con percorsi chiari, ben tenuti (protetti) e funzionali? Bisogna pensarci, perchè muoversi senza auto fa anche qualità della vita.
  • Festa dell’Unità, Ceriscioli a Macerata
    Sboccia l’amore per i Cinque Stelle:
    «Umbria test per la solidità dell’alleanza»

    31 - Set 28, 2019 - 19:18 Vai al commento »
    Appunto: al chiuso. Si persevera nella linea autoreferenziale di chi ha chiuso alle primarie e forse vuol chiudere col territorio maceratese. Non a caso l'assemblea è all'osso. Assurdo che a Macerata non si sia pensato di coinvolgere chi le primarie le ha chieste, una persona che mediante l'associazione che guida, Cittadini in Cammino, riesce a fare in modo che gli spazi siano non solo gremiti, ma riempiti di diversità (per età, lavoro, idee). Questa diversità, orientata al confronto, sembra portare a qualcosa di concreto. Una chiusura quella del pd, che davvero non riesco a comprendere dove possa portare. Ah, ma aprono ai 5s...
  • Elettrificazione Civitanova-Albacina,
    marcia verso il 2024 (Video)
    «Passo consistente per le infrastrutture»

    32 - Set 19, 2019 - 0:09 Vai al commento »
    La butto lì: spero si potrà sperare in un paio di treni, anche solo un paio al giorno, che facciano arrivare a Roma in un tempo accettabile. In tempi in cui Napoli-Milano si fa in 4h...
  • Macerata, addio a Max Mara
    Giù le saracinesche dopo 25 anni

    33 - Set 17, 2019 - 10:45 Vai al commento »
    Molto triste. Necessario che i commercianti o il comune (più il comune, con ufficio ad hoc) da una parte "mappino" i locali vuoti dall'altra individuino un sistema per riportare una diversificazione delle merci. - incentivare la brandizzazione del centro storico come centro commerciale naturale (coesione tra commercianti, aperture all'unisono, iniziative comunemente concordate) - individuare un responsabile per il centro che avvii sia eventuale mediazione con grosse catene per portarle negli spazi vuoti disponibili sia la mediazione con eventuali interessati alla gestione dei negozi. -individuare la necessità di merce (mancano l'elettronica, l'oggettistica e i negozi di articoli sportivi ad esempio) - incentivi a chi avvia una nuova attività se si porta merce individuata come mancante, indipendentemente si tratti di privato-artigiano, responsabile di negozio con franchising, titolare. Poi, L'università, nella facoltà di economia, non potrebbe esser contattata per sviluppare degli spin-off/start up in questo senso e guidare progetti di questo tipo? Un po' di pratica messa a servizio del territorio si potrebbe organizzare, no? Spiace non vedere né saper gestire le potenzialità di un centro storico che, commercialmente parlando, potrebbe fare tanto.
  • Centro di Climatologia verso la chiusura:
    «Stiamo cercando una soluzione»

    34 - Set 15, 2019 - 14:26 Vai al commento »
    Un'altra riprova del fatto che le regioni sono l'ente inutile. Altro che le provincie. Bella la beffa della camera di commercio regionale. E si è stati zitti. Se è vero che la struttura fornisce lavoro, un servizio ai cittadini e la possibilità di avere un ruolo nell'ambito di ricerca, i maceratesi DEVONO insorgere. Cosa si può fare?
  • Dalla sanità pubblica alla ricostruzione
    I 5 punti di Corradini per il rilancio

    35 - Set 9, 2019 - 17:53 Vai al commento »
    Alcuni elementi che mi han fatto riflettere. Credo sia la prima volta in cui si intende dare tanta importanza a un "governo integrato delle aziende territoriali con quelle universitarie". È un qualcosa che mancava e che sostengo essere fondamentale. Esempio: per la mia generazione esiste il controsenso di potersi formare ad alti livelli, senza poter applicare la propria competenza nel territorio. In genere ciò va a vantaggio di altre regioni (Emilia Romagna in testa) o di paesi esteri. Spicca il divario tra la produzione del sapere e l'applicazione del sapere in un territorio variegatissimo e dunque particolarmente adeguato a sviluppare ogni innovazione le università producano. Se si agirà su questo punto avremo modo di essere avanguardia, in un territorio attraente e ad altissima qualità di vita. L'intento di occuparsi "della ricostruzione sia della società, sia dei luoghi fisici" è, sembra assurdo, qualcosa di inedito per la politica. Gli edifici senza una società sono nulla e con il passar dei giorni, degli anni, verosimilmente, diventa più difficoltoso pensare di poter ricostituire una società attiva, sana e produttiva nelle zone del sisma. Agire sulla società e non solo sui mattoni è fondamentale per un territorio che stenta a riconoscere le proprie potenzialità, non avendo individuato gli strumenti per svilupparle. Intrecciare i punti sostanziali alla fruibilità, (formazione/marketing/trasporti/rete digitale dei servizi) significa sapere come concretizzare e rendere efficace un' azione. Condivido questo inizio. Grazie per averlo presentato.
  • Bauhaus 100, la mostra che non c’è

    36 - Set 5, 2019 - 10:43 Vai al commento »
    ok, critica feroce a tutto. Troppo facile. La premessa è che la mostra non ho saputo comprenderla nemmeno io. La nota più stonata è l'allestimento a palazzo Buonaccorsi, dove le mostre permanenti sono curatissime (percorso e didascalie interessanti, coinvolgenti e non solo un'accozzaglia accademica di date e nomi). Questa mostra lascia una sensazione di smarrimento. Poche didascalie, complesse, slegate da ciò che è esposto. Non si riesce a destreggiarsi e a creare un contatto di significato. Però facciamo un passo avanti e non cadiamo nel tranello della società di oggi. Distruggere è facile quanto inutile. Da chi ne sa e ne sa tanto circa l'argomento, mi aspetto di più. Costruire dopo aver individuato le crepe. Cosa andava fatto meglio? Come? Che si può fare adesso? Individuiamo i problemi e sfruttiamo questi per non ripetere gli errori. Diamo un senso sia alle competenze di chi critica che agli errori di chi non si è servito di tali competenze, ma in modo pacato e sensato. Altrimenti si creano solo fratture insanabili (il comune ne è purtroppo maestro), altrimenti a chi giova tutto il discorso?
  • Pioggia di milioni sulle strade:
    dall’allaccio alla Pieve
    allo svincolo della 77 a Civitanova

    37 - Lug 27, 2019 - 9:00 Vai al commento »
    - Principale asse est-ovest della regione una strada che non ha la doppia corsia?? Ma che dice? - Appaltabilità 2021 per la Mattei-La Pieve. Per quest'uomo il territorio maceratese, che evidentemente ignora nelle caratteristiche, non esiste, è evidente.
  • Sferisterio, si accendono le luci

    38 - Lug 4, 2019 - 16:52 Vai al commento »
    Speriamo si arrivi ad illuminare anche gli adiacenti arco e tratto di mura. Molto elegante e suggestivo. Vero che va migliorata la leggibilità della parte scritta. L'illuminazione artistica valorizza moltissimo le città. C'è tanto altro nel centro cui dare nuova luce.
  • Oncologia ginecologica,
    basta viaggi della speranza:
    accordo dell’Asur con il “Gemelli”

    39 - Giu 20, 2019 - 18:59 Vai al commento »
    Ottima notizia che sicuramente permetterà di affinare l'assistenza. Una nota: se il Gemelli apre a una collaborazione non lo fa con leggerezza e già questo ci dice che la qualità dell'assistenza nell'ospedale è ottima. Complimenti.
  • Da ex Casermette a nuovo campus,
    Carancini apre il cantiere alla città:
    «Le scuole sono a buon punto » (Foto)

    40 - Giu 10, 2019 - 10:05 Vai al commento »
    Sta nascendo uno spazio bello e funzionale per ragazzi. Questa è stata una scelta; avrà i suoi pro e i suoi contro. Ma la città si evolve, deve farlo e uno spazio vuoto torna ad avere un senso (c'è da dire però che perdere la caserma è stato un qualcosa di molto, ma molto spiacevole e un danno per la città, avvenuto con assordante silenzio). Detto ciò c'è un evidente problema da affrontare: il centro storico. Si ha uno spazio enorme, bello e chiuso (l'ennesimo, vedi ex convento monachette o l'ex upim). Quello della ex mestica (quanti ex che pesano) è un edificio di valore che DEVE portare persone in centro. Quali progetti per quel polo? Commerciali? Servizi? altri 20 anni di niente? L'assenza della scuola va contro la residenzialità in un quartiere che non è attrattivo, che si sta svuotando di servizi e che non può essere solo una mangiatoia (non è il centro di Siena, non muoveremo mai tanti turisti). Lavorare per brandizzare questo centro, diversificare le merci, riportare i servizi e i maceratesi. Ci vuole un lavoro enorme e la perdita di una scuola è l'ennesimo colpo. Quali progetti? Quali intenti?
  • Dona 100mila euro a Pediatria
    in memoria della sorella gemella

    41 - Apr 19, 2019 - 12:06 Vai al commento »
    Un bellissimo gesto di cui godranno i piccolissimi e i piccoli di tutta la provincia. Si tratta di macchinari preziosi per chi vi lavora, che aiutano i professionisti a mantenere alto il livello dell'assistenza. Bello vedere che dalla popolazione ci sia un'attenzione ai più fragili tra tutti. Questo è fondamentale e fa sperare che si possa riuscire potenziare ancora di più, in futuro, l'assistenza neonatale in termini di intensività.
  • Macerata, la biblioteca raddoppia (FOTO)
    Torna il museo garibaldino
    Sei progetti per il centro storico

    42 - Mar 31, 2019 - 22:23 Vai al commento »
    Sempre bello sentire che dei progetti vengano realizzati. Complimenti. Sul crono programma per il futuro sono però un po' perplesso. -Dell'ex palazzo delle terme? che ne è stato? non stavano ristrutturando anche quello? -Progetti concreti per (ri)portare persone a vivere in centro? Facciamo finta che il terremoto non abbia prodotto uno spopolamento della città ma in particolare del centro storico? . un'illuminazione artistica in centro? . telecamere per ridurre il degrado? . PERMETTERE A COLORO CHE SVOLGONO Attività LAVORATIVE (dal portare la spesa agli abitanti a fare servizi di ristrutturazione/idraulica e simili/fornitori) un transito e sosta senza pagare ogni volta? . studiare la possibilià di incentivare una diversificazione delle attività in centro storico/creare le condizioni per attirare qualche grossa catena? Abbiamo in provincia le facoltà di economia/architettura-restauro/beni culturali e turismo… considerato questo potenziale culturale penso proprio che in città si possa, migliorando i rapporti con il territorio e le sue istituzioni, fare davvero tanto di più.
  • In treno a “Macerata Università”,
    entro l’anno la fermata a Vallebona
    Il rettore: «Un servizio per tutta la città»

    43 - Mar 7, 2019 - 19:19 Vai al commento »
    Bellissima notizia, ma forse sarebbe da valorizzare anche il fatto che c'è in programma, leggo, l'elettrificazione della Civitanova-Albacina... Cioè sarebbe a dire che mentre l'Italia si allaccia, giustamente, alla rete alta velocità in Europa e agli anni 2000, Macerata raggiunge la rete Italiana e i progressi del '900? Essendo più seri, è una notizia, se vera, importantissima che permetterà di rendere fruibili un Università una città ed eventi di valore, forse impediti a crescere come dovrebbero da un isolamento infrastrutturale che è, almeno al momento, penalizzante e anacronistico. Speriamo si faccia rapidamente!
  • Ospedale unico, il fronte del no:
    «Potenziamo quelli esistenti»

    44 - Gen 20, 2019 - 13:13 Vai al commento »
    Massì, chiediamo di avere 3 presidi di base e rinunciamo al I livello (quando alle Marche del sud SPETTEREBBE un II livello). Poi che importa se per la minima cosa seria si deve andare fuori provincia, l'importante è dire che abbiamo 3-5-10-1000 ospedali tutti sotto casa. Esiste la serietà, quella del dm che regola l'organizzazione sanitaria. I presidi di base rimangono, poi ci sono i presidi di I e II livello, che servono un territorio più ampio e gestiscono con tutte le specialità l'acuzie (TUTTA la provincia o, se avessimo la lungimiranza di far sentire la voce - secondo me approfitteranno altri territori -, tutte le Marche del Sud). Il resto sono chiacchiere. Tenere tutte queste strutture: gioco facile per la regione che investe altrove in maniera illegittima -Pesaro docet- , spese inutili, nessun margine per aumentare l'intensità di cura, scarsa assistenza (i bacini d'utenza garantiscono anche la formazione continua del personale sanitario). In altre parole: andare fuori a farsi curare.
  • Spostamento ospedale unico,
    Ciarapica: «Un atto di prepotenza»

    45 - Dic 12, 2018 - 18:48 Vai al commento »
    Prima era indignato per l'area inquinata (pur rispettandosi i limiti per la costruzione di strutture sanitarie), ora è indignato perchè si sposta il progetto sullo stesso luogo indicato, ma di 300m e in area assolutamente non inquinata? Chiarisca che è un indignarsi a prescindere e che vuole solo fare in modo di provare a portare tutto sulla costa e basta. Maceratesi dell'entroterra fino a quando ci starete a non avere infrastrutture? Ferrovia elettrificata NO, autostrada NO, facciamo il deserto? Non c'è interesse per la popolazione e non importa che il tutto sia fruibile a tutti, ma appunto, solo al presunto 60% della popolazione (millantata). 1. interessante è notare che si stia creando volutamente una lotta tra costa e interno in un momento in cui l'interno è massacrato dal terremoto. Molto elegante da parte del sindaco. 2. Interessante notare come questo non venga percepito nell'interno, appunto, che dovrebbe sostenere fortemente l'ospedale provinciale a Macerata. Ottimi esempi di politica nell'interesse del cittadino, complimenti. A me personalmente indigna vedere quanto sia miope una politica che non permette (perchè la politica del "blocco tutto" questo fa) lo sviluppo di un territorio. Bloccate tutto, avanti… vedrete con la penuria di medici quanto andrete avanti a mantenere strutture in triplo.
  • Il Ced di Ubi se ne va:
    da lunedì iniziano i trasferimenti

    46 - Dic 2, 2018 - 9:55 Vai al commento »
    Ma sollevare una protesta? Cittadini, lavoratori, istituzioni… Sono tante le realtà che sono negli anni sfuggite alla città, in maniera anomala non è stata mai sollevata una protesta. Le strutture che portano impiego vanno difese...
  • Un cielo di stelle sulle pattinatrici
    Macerata accende il Natale (FOTO)

    47 - Dic 2, 2018 - 9:57 Vai al commento »
    Davvero suggestiva la piazza, complimenti!
  • Infermieristica, festa per 42 laureati
    Maccioni: «Promuovete la vaccinazione»

    48 - Nov 27, 2018 - 18:51 Vai al commento »
    L'ottica dovrebbe essere quella della valorizzazione. Ci sono reparti dell'ospedale che hanno parametri che sono congruenti con le attività didattica a livello universitario -cosa non scontata e che andrebbe resa nota all'utenza, che deve conoscere la qualità dell'assistenza della propria struttura di riferimento -. La collaborazione con unipvm deve essere massima e andare in due sensi: 1 tutelare i corsi presenti 2 lavorare per espandere l'offerta (da una parte le altre professioni sanitarie ma perchè non anche, in futuro, medicina - come accade per Terni-Perugia? -). Questo tipo di ragionamento consente l'accesso a figure professionali che per lavorare in ambito accademico debbono proporre terapie d'avanguardia (il "fare ricerca" è anche questo), cosa che può andare in direzione della migliore offerta possibile al paziente. Certamente questo discorso trova il proprio senso massimo nel momento in cui sarà realizzato l'ospedale unico, che deve essere messo in condizione di offrire la massima intensità di cura, lavorando su un bacino d'utenza ancor più ampio dell'attuale ospedale provinciale.
  • Villa Lauri, partiti i lavori:
    taglio del nastro primavera 2020
    «Un sogno che si avvera»

    49 - Nov 22, 2018 - 16:42 Vai al commento »
    Si prevede il ripristino del giardino botanico? Inoltre, ottima la ciclovia, ma sarebbe bello vedere, al posto di un anello, che non va da nessuna parte, un qualcosa di collegato ai punti nevralgici della città. Gli elementi che si stanno sviluppando (polo scolastico, ex aree industriali cittadine che divengono spazi dedicati alla cultura, centro, sedi dell'università, palazzine dedicate ai servizi cittadini) devono essere collegati da percorsi di viabilità alternativa, realizzando una rete che potrebbe rendere la città molto, ma molto più attrattiva in quanto vivibile, soprattutto considerando i primi destinatari di queste aree.
  • A 80 anni dalle leggi razziali:
    i campi di concentramento del Maceratese
    in una collezione di lettere

    50 - Nov 17, 2018 - 21:15 Vai al commento »
    Mi piacerebbe conoscere di più di questo tratto di storia, la portata del quale ignoravo. Sarebbe bello poter avere un confronto sul tema, che andrebbe rilanciato e su cui si potrebbe studiare parecchio...
  • Sanità, Ceriscioli contro Burioni:
    «Talè non è un no vax
    e Volpini si è dimesso per sua scelta»

    51 - Ott 21, 2018 - 22:00 Vai al commento »
    Risposta abile. Ma sebbene il dimissionario si sia effettivamente dimesso, sarebbe interessante conoscere le sue motivazioni. La polemica alla Leopolda è a quelle scelte politiche che vanno in senso dell'ottenere voti piuttosto che migliorare il servizio sanitario ai cittadini. Un po' come non avere atteggiamento univoco quando si tratta di chiudere centri nascita secondo normative dello stato che si dovrebbero applicare da anni o come quando non si prende una posizione chiara "non sono no vax però…" circa una problematica di cui una governante in regione con delega alla sanità non può sottrarsi. La critica è al non aver trovato, alla luce dello strafalcione (enorme) sulla questione del patrocinio all'evento del festival estivo, un personaggio che potesse essere più competente o meritevole in campo sanitario.
  • Vaccini, primario scrive a Mattarella:
    «Una minoranza di cittadini incompetenti
    non può dettar legge»

    52 - Set 17, 2018 - 21:00 Vai al commento »
    A. Quattro morti evitabili sono un'enormità. Si vergogni di quello che ha scritto, che dimostra la sensibilità dei no-vax verso "il bene dei bambini". A quattro morti vanno aggiunti svariati ricoveri, polmoniti gravi di adulti e bambini, orchiti, immunocompromissioni da morbillo. Vanno aggiunti i fallimenti dell'allattamento al seno di quelle donne che sono state allontanate dai neonati a causa del morbillo contratto in fase di termine di gravidanza. E che dire delle mamme che si sono chieste se il proprio figlio sarebbe sopravvissuto alla pertosse, intubato in terapia intensiva, con la sola colpa di non aver raggiunto l'età per il vaccino? Gli spiega lei che i piccoli potrebbero avere danni neurologici? Dirà loro: "ma non è una terribile emergenza questa". B. Fonti chiare e autorevoli (io le ho). Le sue sono supposizioni, insinuazioni, sentenze non precise e contraddittorie. Come il materiale che copia e incolla da pagine social a caso (evidentemente non legge il materiale che ci propone, o non ne vede le enormi e chiare, anch'esse, lacune). Ah, prima millantava che la scienza non conoscesse i rischi delle vaccinazioni e s'indignava enormemente, ora s'indigna che la scienza abbia prodotto dei corposi documenti ufficiali a riguardo. SCELGA DI CHE INDIGNARSI! SIA COERENTE! Mentre la scienza non ha nulla da nascondere ed è chiara lei non ha queste qualità. Ah, comunque nel documento si descrive anche come riconoscere ogni rischio, la procedura per riconoscerne, quale sia la modalità di somministrazione del vaccino o chi non vaccinare e quando. No, niente complotti, tutto alla luce del sole. B. Lavorare studiando pubblicazioni meritevoli di attenzione. Semplice garanzia per i miei pazienti. Non è che se uno dice una stupidaggine ed è un Nobel allora lo si segue sulle stupidaggini, si guardano i lavori e si prendono quelli buoni. Non mi risulta che un fisico si occupi delle stupidaggini scritte da Newton, ma di ciò che è validato. Ripeto, garanzia ai miei pazienti. C. Io so molto poco, ma per ciò che riguarda il mio mestiere so dove andare a cercare il vero, sempre a garanzia e tutela dei miei pazienti. Non ho, e questa è la differenza tra me e lei, un ego tale da fare campagne che impattano sulla vita delle persone a riguardo di una materia che non mi appartiene. Il problema sta solo nel fatto che non è facile per chi legge discernere tra fantasie complottiste e verità. E abbiamo sbagliato, noi professionisti, a permetterlo. Come dicevo, prima di espormi riguardo a faccende d'ingegneria con tanta sicurezza studierei tanto, ma tanto, proprio tanto. Credo di aver interloquito con lei anche troppo. Mi aspetto i suoi insulti, li ignorerò. Buona serata.
    53 - Set 17, 2018 - 13:01 Vai al commento »
    Lei ha una visione limitatissima e opinabile a riguardo di chi è immunodepresso (che comunque è persona "normale", dato che le persone, talvolta, sono immunodepresse). Pazienti anziani defedati, soggetti che abbiano fatto chemioterapie, bambini che non abbiano ancora raggiunto l'età per vaccinarsi, ecco di chi parliamo. Sono proprio tanti, sa? Mi viene da pensare, forse esagerando un po', che in ogni famiglia ci possa essere qualcuno a rischio, qualora riprendessero a circolare Morbillo & co. Tutti a casa? E fino a quando? Ma soprattutto: perchè? Per tutelare il delirio di alcuni? Sign. Pavoni, in un plico di 200 e passa pagine del ministero della salute scoprirà che nessuna reazione avversa, nessuna controindicazione è taciuta e, guardi un po' il caso, come sempre è disponibile a tutti. Di cosa sta parlando? Ci indica le fonti? Ci permette di dare senso alle sue parole? O le dobbiamo credere sulla parola? Lei che mestiere fa? Quanti anni di medicina ha studiato? Che cosa sa di immunologia? Siamo noi le vittime, prima di tutto dei lutti che questa campagna scellerata antivax ha portato, ma anche di dover continuare a sentire certe fandonie permettendovi di arrischiarvi in un campo che non conoscete e che avete la presunzione e l'arroganza di poter discutere come foste massimi esperti. Do un consiglio a chiunque legga: per tirar su un edificio non chiedete la mia opinione, non sono ingegnere e non ho la presunzione di volervi parlare d'ingegneria (se concordate, chiedetevi come sia possibile che questo possa non valere in campo di malattie/terapie e professionisti sanitari).
    54 - Set 14, 2018 - 16:08 Vai al commento »
    Luc Montagnier, lo stesso che affermò che l'HIV si trasmette con gli starnuti? Purtroppo la scienza passa per i lavori scientifici, quindi non è ciò che si dice, ma ciò che si dimostra ad aver valore. Così, per quanto parli (blateri), la verità è che ci sono miriadi di studi che hanno escluso il nesso di causa effetto vaccini-autismo e l'autore dell'unico studio che identificava una correlazione tra i due ha inventato i dati e per questo è stato radiato dall'ordine. Ancora dobbiamo parlarne? Davvero? Comunque, le posizioni dei medici italiani, europei, del mondo, sono chiare e definite dalle società scientifiche, che basano le proprie posizioni su una letteratura disponibile a tutti, basata su studi metodologicamente corretti, veritiera. La scienza non ha nulla da nascondere, né da sotto intendere.
  • Nuova veste di luce
    per il Monumento ai caduti

    55 - Set 10, 2018 - 18:52 Vai al commento »
    Bene, ma per il resto del centro storico? Le luci a led hanno un'ottima resa estetica e ci sono tante vie che se ne gioverebbero. Essendo poi la città in collina, una buona illuminazione potrebbe renderla davvero uno spettacolo. Adesso siamo coi lampioni arancioni anni '80 e ci perdiamo troppi dettagli, non valorizziamo il valorizzabile. Spero si pensi di intervenire.
  • Una città che galleggia sull’acqua:
    pomeriggio alla scoperta delle fonti
    (FOTO)

    56 - Set 10, 2018 - 19:09 Vai al commento »
    Ok. Ci avete convinto. C'è materiale, è bello. C'è storia e andrebbe valorizzata. Ora, non è il caso di pensare in grande? Allora mi chiedo: Comune e Università non potrebbero iniziare a pensare a un piano di recupero che valorizzi il tutto e crei un'economia? Qualcuno potrebbe occuparsi dell'analisi dei costi per il recupero, la "musealizzazione" (segnaletica, oposcoli, inserimento nei percorsi di Macerata musei, magari la creazione di una rete tematica di "Macerata e l'acqua" che sviluppi il filone in ambito umanistico presso l'università), la ricerca dei fondi (comune, provincia, regione, stato, fondi europei). Davvero, ci avete fatto capire che il materiale c'è, sarebbe bello condividerlo e renderlo spendibile per i maceratesi, no?
  • Bando periferie, M5s: «Prima mere promesse,
    ora tutti i Comuni possono investire»

    57 - Ago 10, 2018 - 16:21 Vai al commento »
    Prendiamo atto del fatto che dei consiglieri comunali difendono e gioiscono di una linea politica che toglie 12 milioni di euro alla comunità che rappresentano. Quando qualcuno in alto del partit… ah no, movimento, dirà loro di radere al suolo la città cosa faranno? Prenderanno una posizione con la loro testa o andranno a giustificare la scelta ripetendo il copione che gli è stato chiesto di somministrarci? Loro rappresentano un territorio. Difendono questa linea? Bene, voglio numeri: ricaduta del vecchio provvedimento rispetto a questo per il comune. Quando avranno dati favorevoli al territorio che rappresentano potranno parlarci del fatto di aver svolto un buon lavoro. Farfugliano ragioni discutibili e davvero deboli. Un'astensione dal prendere parola sarebbe stata di gran lunga cosa più dignitosa.
  • LO STRAPPO
    Unimc rinuncia all’ex Upim:
    «Ostilità politica, un cammino minato»

    58 - Giu 26, 2018 - 19:14 Vai al commento »
    Vero, non tutti tecnici. Però un dato allarmante emerge: che tendenzialmente chi abbia a che fare con progetti condivisi con l'amministrazione a un certo punto scappa. Lube, privati che vogliano recuperare spazi abbandonati in centro (ex convento Monachette e locali ex UPIM). Sono grosse occasioni che la città ha perso. Nel merito ci saranno state delle motivazioni valide, ma quello che emerge dagli interlocutori, è sempre un atteggiamento chiuso e non collaborativo da parte dell'amministrazione. Una volta sarà un caso, due pure, ma a un certo punto bisogna anche interrogarsi sul proprio operato e modo d'agire. Senza nulla togliere al fatto che in alcuni ambiti l'amministrazione è riuscita a perseguire degli obiettivi importanti. Però la sensazione è che quando si tratta di lavorare con esterni l'atteggiamento sia esasperante. Speriamo che questa sensazione possa mutare.
  • Ripensare il centro storico,
    ecco il concorso di idee:
    per la più bella 10mila euro

    59 - Mag 20, 2018 - 17:30 Vai al commento »
    Cari, sono compiaciuto di aver sollevato un dibattito. Preferirei però sentire dei pareri, rispettosi e utili, riguardo al tema dell’articolo, più che a una mia provocazione. Lo scopo è tirar fuori delle idee, che potranno piacere, non piacere, essere portate avanti o abbandonate da chi ci lavorerà. Parliamo di estetica e funzionalità, non del ruolo degli organi dello stato (per rispondere al gentile intervento del sig. Iacobini). La bellezza sta nel fatto che d’ idee ce ne saranno diverse, di migliori e di peggiori e che magari potranno contaminarsi le une con le altre. Detto ciò bonariamente invito a fare proposte, non alla caccia al difetto, non ai lamenti. Carissima Tamara Moroni, grazie per l’opportunità che mi offre di conoscere qualcosa di nuovo. La genesi dell’ironica battuta sulle tapparelle risale al fatto che guardando il palazzo ho sempre avuto una subitanea sensazione di “qualcosa che non va”. Diciamo che l’antecedenza di un palazzo antico (cinquecentesco) alle tapparelle (inventate a Torino nel 1897) mi sembrava qualcosa di scontato, ma ha ragione: mai essere superficiali. La mia soluzione, comunque, l’avevo tratta, guardando alcune foto di quando le persiane c’erano (eccome se c’erano). Le lascio il link per vedere coi suoi occhi. Con tali foto si aggiusta subito il colpo d’occhio. oh e se tapparella vince, se rimarranno, propongo allora che siano valorizzate: facciamole di un bel colore sgargiante o creiamo il festival della tapparella (sì è un’altra provocazione, non ve la prendete mi raccomando). Spero in un sorriso e auguro una buona giornata. Grazie ancora per l’opportunità.
    60 - Mag 20, 2018 - 9:51 Vai al commento »
    Soldi ne servono (tanti), ma anche una progettualità concreta. Non certo una mera riorganizzazione degli spazi, ma un progetto che miri a ottenere contenuti. Spero di poter dare degli imput a chi si occuperà della questione... Bisognerebbe investire in: -residenzialità -informazione -aggregazione .Per la prima: necessario combattere la fuga dei servizi verso i "non luoghi" sparsi in punti differenti delle periferie. Centro è anche centro direzionale, dove si "risolvono" incombenze. .Aggregazione e informazione: rendere il centro un unicum, polo attrattivo organizzato. L'immagine deve essere quella di un centro commerciale naturale diverso dagli altri per la presenza della "bellezza" e dei servizi. Spettacoli, mostre, convegni e visite guidate devono essere un richiamo sinergico alle attività commerciali. Queste ultime dovrebbero comprendere che è necessario fare corpo unico, garantire apertura simultanea e partecipare attivamente alle attività che si realizzano in centro. Rete museale, Università, negozi, associazioni e Comune dovrebbero coordinare e partecipare tutte agli eventi, da realizzarsi praticamente di settimana in settimana. Quindi ci vuole un organismo coordinatore, capace di occuparsi anche della pubblicità (fatta da professionisti sfruttando canali quantomeno provinciali se non regionali) e della creazione di un vero e proprio brand del "centro di Macerata" con tanto di logo e slogan. La finalità? Rendere estremamente attrattivo il centro storico. Se si realizza questo, in un secondo momento si dovrebbe lavorare sulla ricerca di grossi investimenti. Ormai la raggiungibilità del centro storico con l'auto è una realtà di fatto, adesso vanno riempiti degli spazi vuoti con poli attrattivi (mi viene in mente l'enorme complesso della ex scuola mestica). Perchè non pensare a un grande outlet cittadino (magari rivolto proprio ai tanti marchi regionali) o una struttura dedicata in generale alle grandi catene? In fondo c'è la tendenza ad aprire i "city mall", le catene investono per uscire dalle periferie quando c'è la possibilità di riempire strutture dentro le città (strutture però che abbiano ampi spazi e che funzionino come centri commerciali veri e propri). Detto questo, l'illuminazione pubblica è da ripensare per esaltare la bellezza (in questo i led stanno trasformando letteralmente i centri storici) e la mobilità sostenibile va incentivata. Sarebbe necessario individuare spazi per un percorso ciclopedonale, segnalato a terra e messo in sicurezza, certamente nell'anello delle mura (che è un percorso perfetto per il jogging, ma è un po' incidentato) e nelle aree limitrofe (terminal bus urbani ed extraurbani-ospedale- tribunale- ex gil- corso Cavour e Cairoli), permettendo ai luoghi di aggregazione-servizi di essere raggiunti tutti in modalità differente dall'auto, con stalli dedicati. Certo, non impedendo il traffico cittadino, ma separando gli spazi destinati alle diverse forme di mobilità. Va bene, qui concludo. Però permettetemi un invito spassionato da lanciare con un sorriso: TOGLIETE LE TAPPARELLE dal palazzo della Prefettura, ritrovate le Persiane, ve prego! Qualsiasi progetto facciate, ridate con questa semplice mossa credibilità alla piazza.
  • Ospedale unico, Corvatta a Ciarapica:
    «Convinca i sindaci dell’area montana»

    61 - Mar 22, 2018 - 21:19 Vai al commento »
    Quindi la proposta è di convincere l'area montana a "tutelarsi" per "difendere" un presidio di base. Però il presidio di base è previsto nei progetti attuali tanto a Camerino quanto a Civitanova (non è in discussione), a costituire un supporto agli estremi di un'area che ha al centro l'ospedale unico (un servizio a tutela di tutti e una garanzia per l'entroterra). Insomma l'idea sarebbe di chiedere all'entroterra di "allontanare" l'ospedale unico per mantenere quello che già è previsto rimanga nell'area montana. Ma si ascoltano quando parlano? La mia idea di buona politica è quella che non tutela solo la sussistenza dei politici, ma quella che sappia orientarsi su ciò che è meglio per il territorio. Qui non si parla degli abitanti di Macerata o di Camerino o di Civitanova, ma di una comunità in toto. Proposte chiaramente campanilistiche han le gambe corte e qui ogni giorno ne tirano fuori una nuova. Pessima figura, ma che ci fa capire molto.
  • Ospedale unico, i sindaci per Montecosaro
    bussano alla porta di Ceriscioli:
    «Non può fare finta di nulla»

    62 - Mar 21, 2018 - 21:54 Vai al commento »
    Intanto i conti vanno fatti con precisione (io ho utilizzato l’istat): Civitanova+Recanati+Potenza Picena+Montecosaro+Monte San Giusto+Porto Recanati= 107.000 abitanti E quindi? Macerata+Corridonia+Tolentino+San Severino+Treia+Montecassiano= 107.000 abitanti (N.B. non ho contato Pollenza per fare sei contro sei, e a onor del vero, cartina alla mano, si potrebbe andare avanti all’infinito portando acqua a entrambi i mulini) Comunque, Ceriscioli dovrebbe tener conto anche di questi cittadini, secondo il ragionamento di tali soggetti. O no? “Costa sguarnita”: termine interessante quando gli ospedali di Ancona sono a una ventina di minuti e quello Di Fermo sorgerà a 15 minuti. Ennesima struttura sulla costa= “entroterra sguarnito” (e stavolta non sarebbe uno sproloquio). Perché dall’entroterra c’è il nulla (ospedali di secondo livello parlando) fino a Perugia. Ospedali di rete: no grazie. Ospedali vecchi con spazi inadeguati, con costi di gestione elevati e che si stanno svuotando. Il lavoro va concentrato in un'unica struttura per diversi motivi: col numero chiuso di medici, infermieri e professionisti sanitari il turnover su strutture in doppio non è possibile (chiedete in giro quanti posti NON vengono “coperti”); i pazienti meritano personale attento (per esserlo il numero di patologie viste per anno di attività deve essere quello di un grande ospedale e su questo non ci sono dubbi) e che non faccia turni massacranti per colmare i vuoti. Pensiamoci un’unica entità di 320.000 abitanti, ci si guadagna. Fare lotte interne significa che stato e regione ci lasceranno affondare, ci vuole unità. La conferenza dei sindaci ha, coscienziosamente, scelto in maniera baricentrica dove porre il nuovo presidio. Un ospedale moderno e di alto livello assistenziale, riferimento per la popolazione maceratese. La struttura dovrebbe servirsi dei presidi di base (in questo senso si può parlare di rete), che, agli estremi del territorio, saranno di supporto garantendo per la sicurezza del cittadino, sia che possa essere gestito in ambito di cure primarie, sia che debba raggiungere il centro di riferimento per l’assistenza di secondo livello.
  • Macerata Pedonale boccia questa Ztl
    «Si naviga a vista,
    così il centro resterà vuoto»

    63 - Dic 28, 2017 - 10:36 Vai al commento »
    Condivisibile. Tuttavia se lo scopo è veramente quello di rendere la città una città europea e pedonalizzata rivedrei le scelte in termini di comunicazione. 1. Chiaramente l'amministrazione dovrebbe giocare un ruolo di alleato. Dire "fa tutto schifo" non credo possa avvicinare chi desideri collaborare con essa. Ad esempio: termini come "noi non la appoggiamo" su una scelta che ancora non è stata neppure attuata denotano una chiusura mentale non meno feroce di quella criticata agli amministratori stessi. Perché non aprire un dialogo proprio sul direzionale per i bus urbani in costruzione? Non mi era venuto in mente e per questo ringrazio Macerata pedonale, ma quello dei giardini può essere un hub cittadino per tutte le forme di mobilità: può essere terminal per le auto; può essere un terminal per i bus urbani e potrebbe esserlo anche per pedoni e ciclisti. Non sarebbe impensabile ragionare sulla creazione di colonnine per la ricarica di biciclette elettriche, sul posizionamento di rastrelliere e su percorsi dedicati. Ma la maceratesissima critica a priori è tanto facile quanto tipica di chi, appunto "naviga a vista". 2. In questa fase è "di moda" chiacchierare di centro vuoto, vero o presunto tale. Oltre a eventi, iniziative, comunicazione in senso di accessibilità, servizi e arredi non si può prescindere dal costruire un'immagine positiva dello stesso. Senza di essa non si va da nessuna parte, neanche coi migliori servizi al mondo. In che modo le parole di chi scrive lavorano in tal senso? Sono lamenti che ottengono lo scopo contrario a quello dichiarato. Cosa impediva di lanciare un messaggio di equivalente significato, sebbene capace di restituire un'immagine positiva della città? Si poteva dire: "siamo d'accordo sulla chiusura al traffico ma abbiamo un'idea molto più articolata che possa rendere la città una città attrattiva. Per completare il processo c'è molto altro da fare e speriamo di poter collaborare mediante sensibilizzazione verso esperienze positive già dimostratesi efficaci in altre realtà che si potrebbero realizzare mediante finanziamenti europei e non." Insomma, guardare allo scopo e agire per ottenerlo. Niente è mai perfetto, ma per realizzare bisognerebbe imparare a resistere alla tentazione di distruggere, anche con le parole.
  • Macerata, ma è Natale?

    64 - Dic 23, 2017 - 8:36 Vai al commento »
    Va creato il "Brand", un sistema "centro". O si decide di funzionare come centro commerciale naturale (si pubblicizza, si valorizza e si tiene aperto e disponibile con orari rispettati da tutte le attività e si cerca di attirare l'arrivo di qualche grossa catena, che in molte città abbandona i centri commerciali) o i negozi continueranno a soffrire. Il Brand significa anche andare a modificare il pensiero collettivo, lanciando l'immagine di un centro accogliente. Si dovrebbe bussare alla porta di chi decide, sotto Natale, di fare due servizi in tre giorni mostrando il presunto vuoto. Se il sistema riuscisse a far fare notizia quando, spesso in effetti, c'è il pieno sarebbe già molto. La verità quale sarà: quella del parcheggio centro storico sempre pieno o quella degli articoletti? Il punto è che la verità non interessa: interessa l'immagine che si da del luogo. Oggi rende di più dire del vuoto. Quindi: si tratta di offrire un servizio e saperlo publicizzare. In questo il maceratese ha molto da imparare.
  • Dalla Provincia alla Regione
    «il personale ha aggravato la situazione»
    E ora si assumono 129 persone

    65 - Nov 20, 2017 - 13:13 Vai al commento »
    Due considerazioni: 1. Alla luce dei fatti la provincia erogava efficientemente un servizio che la regione non è in grado di assolvere se non procedendo ad altre assunzioni, che includano anche dirigenti (che è sinonimo di parecchi soldi). Forse dovremmo riflettere su quale fosse l'ente "inutile", se quello vicino ai territori e "controllato" direttamente dai cittadini degli stessi o quello distante e ampolloso che da lontano e spesso con logiche poco comprensibili procede spedito nel nominare e assumere dirigenti dal nome più o meno noto negli ambienti politici. 2.Sono un medico, perdonatemi, ma vado a riflettere sul campo sanitario. Per assumere dirigenti amministrativi si trova il fondo, per assumere un medico-personale sanitario la regione, almeno in Area Vasta 3, fa attendere tempo imprecisato. Sarebbe interessante andare a rendere pubblici semestralmente o annualmente: il numero dei medici che mancano per il pieno servizio dei reparti, il monte ore mensile che grava su coloro che svolgono la propria funzione in assenza della forza lavoro prevista sulla carta, il numero medio di guardie notturne e festive affrontate da tale personale. Tutto ciò andrebbe messo a confronto con gli orari svolti dal personale amministrativo. Questo per capire se le forze e i sacrifici vadano distribuiti diversamente.
  • Ospedale unico, Ciarapica esulta:
    “Il presidio di Civitanova non si tocca”

    66 - Ott 29, 2017 - 10:27 Vai al commento »
    Argomento furbo quello di Silenzi (serve a cercare consensi), ma facilmente contestabile. Dire che l'ospedale di Camerino possa essere paragonabile a quello che dovrà essere costruito è dire qualcosa di falso. L'intensità di cura è differente. Quindi insinuare che sarebbe stato giusto togliere dall'algoritmo gli abitanti dell'entroterra è improprio, una beffa bella e buona. Punto. Ribadisco che un ospedale tra Fermo e Ancona non avrebbe avuto futuro (né, senza reparti con possibilità di crescere in termini di intensità di cura, avrebbe trovato medici disposti a lavorarvi - sono pochi, volenterosi, ambiziosi e saranno sempre meno -). Secondo argomento: 100.000 abitanti nella costa? Altrettanti nell'entroterra (Macerata-Corridonia-Pollenza che sono unite, ne fanno 75.000, con Tolentino siamo al valore citato da Silenzi). Il sacrosanto diritto alla salute è di Tutti i Maceratesi, quei 320.000 che devono pretendere un ospedale che permetta di essere curati nel proprio territorio e non di ospedaletti a servizio dei politici che ti trasferiscono altrove. Nel sito mancano infrastrutture? Bene, è l'occasione per parlare dello scandalo della loro assenza e per farle. Cercasi politici capaci di una visione un po' più ampia e lungimirante, che spieghino come il territorio provinciale possa crescere solo se considerato nella sua completezza (320.000 persone fanno la voce grossa in Regione o nello stato, le popolazioni delle singole città sollevano solo sorrisi imbarazzati) e possano ottenere consensi sul bene per il territorio, non sulle chiacchiere, non su false verità, non su atti che smantellano il territorio fingendo di valorizzarlo.
  • Ospedale unico a Macerata:
    si farà alla Pieve

    67 - Ott 27, 2017 - 17:37 Vai al commento »
    Giusta soluzione se i vuole pensare al servizio ai cittadini. Il luogo scelto, Macerata, consente l'accesso ad un bacino di utenza adeguato, offrendo la possibilità di costruire un ospedale di una comunità di oltre 320.000 abitanti (quindi un grande ospedale). Non è una questione secondaria, poiché se si fosse fatto sulla costa sarebbe stato un satellite di altri troppo vicini (Ancona e Fermo). Le possibilità di crescita (di specializzazione e livello di intensità di cura per i reparti) dipendono dal bacino d'utenza. Non è una questione secondaria, poiché maggiore è l'intensità di cura, minore è la probabilità di doversi spostare, anche lontano, per farsi curare. Poi c'è da considerare anche un fatto pratico: i nuovi medici che possono svolgere la propria funzione in ambito ospedaliero in Italia sono pochi, hanno subito due prove di selezione prima di arrivare alla specializzazione e non appena terminano la stessa vengono contesi in ogni dove. Ciò significa che è più probabile che scelgano di lavorare in centri ad alta intensità di cura o dove si possa anche svolgere attività di ricerca in ambito universitario. Quindi è necessario che l'ospedale provinciale possa soddisfare il primo requisito, avendo poi i numeri per poter ambire (e dovrebbe proprio farlo) a soddisfare anche il secondo.
  • Ex Upim a Unimc,
    il Comune annuncia il via libera

    68 - Ott 28, 2017 - 9:34 Vai al commento »
    Meglio spazio didattico che nulla... Però spero davvero che si ragioni anche nel senso di realizzare un vero e proprio centro congressi che sia sì di uniMC ma anche a servizio della città. Gli spazi sono enormi e ben serviti dal parcheggio coperto. Sarebbe davvero un luogo funzionale e ottimale, un buon biglietto da visita dell'Università e della città. Da non sottovalutare poi l'eventuale afflusso di persone nell'ambito di tutti gli spazi della galleria del commercio e dintorni.
  • Nuovo centro fiere,
    il sogno diventa realtà:
    sbloccati 16 milioni di euro

    69 - Ott 10, 2017 - 17:51 Vai al commento »
    Perfetto, magari sarebbe il caso di ripensare e rilanciare tutta la vallata. Importantissima però è la viabilità. Innanzi tutto è necessario collegare la frazione al capoluogo, dando significato al ponte dalle ali bianche e lavorare in modo tale da avere lo scorrimento veloce fino alla superstrada da Macerata (il progetto esiste, attendiamo, noi cittadini, i fatti). Bene che si faccia il restiling del centro fiere, ma bisogna pretendere anche infrastrutture, sembra di stare nell'800 da questo punto di vista (treni-strade) e un progetto del genere non può prescindere dai collegamenti.
  • Carancini: “Il mio sogno è vedere
    la Medea in A1 entro il 2020″

    70 - Mag 20, 2017 - 22:00 Vai al commento »
    Eh, magari poi nel 2050 staremmo ancora dietro alle promesse per un palazzetto adeguato... insieme a quelle per le piscine adeguate... con lo stesso assessore allo sport, molto capace evidentemente, meritevole. Tanto se non è "lu pallò" per cui i soldi il comune li sborsa in un attimo (ottimo investimento, abbiamo visto), puoi essere al vertice, ma non te se fila "gniscù". Un po' di pudore prima di fare certe dichiarazioni. Essù!
  • Punti nascita,
    Macerata top nelle Marche

    71 - Feb 22, 2017 - 15:39 Vai al commento »
    Piccoli spunti di riflessione che credo dovrebbero essere posti all’attenzione dei politici maceratesi: Premessa: Macerata è la sala parto che fa il maggior numero di parti l’anno nelle Marche, da anni. Inoltre essa mantiene standard di qualità che sono i migliori in regione e certamente tra i migliori in Italia (ultimi dati disponibili AGENAS 2015). 1. Come mai è centri come San Benedetto del Tronto o Fermo (sotto 1000 parti/anno) hanno visto nel 2016 la ristrutturazione del centro nascita e le nuove strutture, pur previste a Macerata, non hanno visto ancora neppure il via dei lavori? 2. Come mai in regione si pensa a bandire un concorso per pediatra presso Fabriano e a Macerata non si aumenta l’organico pur essendo i carichi di lavoro maggiori (considerando il numero di pazienti e quindi di prestazioni rispetto all’organico medico)? Peraltro questo nuovo posto di pediatra viene assegnato presso un’Area Vasta (per intenderci quella di Ancona) che, unica nelle Marche, mantiene punti nascita che neppure lontanamente si avvicinano a rispettare gli standard di qualità delineati nel’accordo stato regioni del 2011 (numero parti ampiamente sotto a 1000/anno ad esempio, ma non solo). Nelle Marche il rapporto tra terapie intensive neonatali (TIN)/nati dovrebbe essere di 1:5.000, mentre nelle Marche è di 1:12.813 (in Italia la media è 1:3.880) [1]. N.B. a Macerata è presente la terapia sub intensiva neonatale, che riceve neonati che necessitano di assistenza sub intensiva anche dagli altri centri delle Marche. 3. Quanti sono i neonati che ricevono assistenza presso Rimini e Pescara per l’indisponibilità di posti di TIN nelle Marche (Ancona)? Da quali centri marchigiani vengono trasferiti e in quanto tempo? 4. Nelle Marche è prevista la creazione di un secondo centro TIN? Macerata è considerata il centro (numero di nati e qualità del servizio) che dovrebbe eventualmente servire come centro TIN delle Marche del SUD? Consideriamo, perché per ragioni politiche purtroppo tale ragionamento è d’obbligo, che Pesaro non arriva a 1000 parti/anno e il secondo centro TIN più vicino è Rimini, vicinissimo. Questa vicinanza non l’hanno i centri nascita delle Marche del Sud, avendo come alternativa ad Ancona o Rimini o Pescara, molto distanti. L’invito alla cittadinanza è quello di porre attenzione a questioni di rilevante importanza, come queste, e non mancare di sollecitare con costanza i politici che dovrebbero occuparsene. [1] HEALTH POLICY AND CHILDREN’S HEALTH IN ITALY (Medico e Bambino 2014;33:652-658).
  • Palazzo Ricci entra in Macerata Musei
    Carancini: “Giornata storica per la città”

    72 - Ott 8, 2016 - 18:07 Vai al commento »
    Complimenti. Un palazzo splendido, con una storia affascinante, che racchiude delle opere di grande valore e che forse troppo spesso non era a servizio della città. Spero possa essere sfruttato per mostre permanenti e temporanee e che possa non solo attrarre turisti, ma anche dare un lavoro stabile a persone competenti che gravitano nell'ambito del mondo della cultura.
  • Piscine di Fontescodella,
    Unimc esce dall’accordo:
    i 2 milioni saranno investiti per il Cus

    73 - Ott 4, 2016 - 17:10 Vai al commento »
    La cacciata della Lube... il buco nell'acqua con le piscine... lo sport a Macerata è "fuori dal Comune"?
  • Reparto chiuso al Salesi,
    2 bimbi prematuri trasferiti fuori regione

    74 - Lug 23, 2016 - 22:01 Vai al commento »
    Come mai in Italia il rapporto Terapia Intensiva Neonatale/nati dovrebbe essere di 1:5.000, mentre nelle Marche è di 1:12.813 (in Italia la media è 1:3.880)[1]? Si dovrebbe discutere, data l'evidenza della carenza di posti TIN in regione, della creazione di un secondo centro. Dove porlo? Pesaro-Fano fanno fanno minor numero di parti/anno, hanno la vicinanza di due centri TIN, Ancona e Rimini, hanno un punto nascita con dati non paragonabili a quelli di Macerata e non raggiungono una popolazione di 600.000 abitanti, che è termine fissato dal ministero per la presenza della TIN. Le Marche del Sud sarebbero ottime candidate alla creazione di una nuova TIN. Ricordiamo che a Macerata c'è la sala parto che, oltre ad eseguire il maggior numero di parti per anno inregione da diversi anni, si presenta con dati indice di qualità ottimali. Inoltre qui è già presente la Terapia SUB intensiva neonatale. Perchè dirlo? Non vorrei che, qualora la creazione di un secondo centro TIN in territorio regionale divenga qualcosa di più di una serie di parole al vento, dato il fervore politico che si vive nelle Marche del Nord, si possa scegliere Pesaro-Fano piuttosto che Macerata. Questi dati fa bene a tutti saperlo, cittadini e politici, soprattutto però sarebbe bene che fossero ben noti ai politici maceratesi. [1] HEALTH POLICY AND CHILDREN’S HEALTH IN ITALY (Medico e Bambino 2014;33:652-658).
  • Ospedale unico tra scelte da fare
    e quel terreno a Montecosaro

    75 - Ago 4, 2016 - 21:07 Vai al commento »
    Aggiungerei garbatamente qualcosa dal punto di vista di un medico. Parto con un argomento che mi vede in accordo con l’autore dell’articolo. Condivido una perplessità: come sia possibile che da una parte si segua un modello, quello toscano, del project-financing e dall’altra si pensi di impiegare un tempo per la realizzazione dell’opera che è 10 volte superiore rispetto al modello seguito (2-3 anni per gli ospedali toscani, 20 per quello maceratese) [1]. Pongo l’attenzione su un altro aspetto. Giusto badare alla componente economica, ma nel caso degli ospedali son da considerare primariamente la fruibilità, i bacini d’utenza e, soprattutto, la competività delle strutture, che sono a tutti gli effetti delle aziende (concordi o no, indignati o no, questa è la realtà). L’idea di posizionare il nuovo ospedale presso la costa è fallimentare, non solo per la fruibilità, ma per la possibilità di sviluppo dell’ospedale e quindi per il servizio che esso potrà o meno svolgere per la propria popolazione. Spiego i motivi. 1. Fruibilità: il territorio maceratese ha un asse viario veloce formidabile, che copre tutto il territorio dai monti al mare (e arriva anche all’Umbria) che è la superstrada. La posizione centrale di quest’asse è nei territori fra Macerata e Tolentino e presso questi peraltro si concentra una notevole parte della popolazione. 2. Pensare che l’ospedale di Fermo (37.000 abitanti per una provincia di 175.000) sarà un “ospedaletto”, funzionale a servire solo il proprio territorio è molto ingenuo. Quello di Campiglione sarà l’ospedale dell’Area Vasta fermana e sarà supportato da una classe politica compatta, che mirerà ad espanderlo senza se e senza ma. Un ospedale da 329 posti letto e non 250, la mia fonte è piuttosto autorevole, il quotidiano sanità Marche [2]. Per intenderci, il nuovo ospedale di Fermo sarà grande circa quanto l’ospedale di Pistoia – città di 90.000 abitanti, con una provincia di 291.000 abitanti). Sì, è già sovradimensionato per il proprio bacino d’utenza e questo la dice lunga. Pensare di bloccarne la costruzione è fuori discussione, in quanto innanzi tutto si tratta di un progetto in fase esecutiva, secondo poi non è campo di discussione per l’area vasta Maceratese. Si tratta di un territorio diverso dal nostro, cui spetta un ospedale, punto. 3. La competività fra ospedali la si gioca sui servizi più avanzati, non quelli di base, servizi che sono però di peso, che fanno la differenza quando le malattie sono complesse. Attualmente l’unica arma contro una politica talvolta poco attenta alle reali esigenze dei cittadini (che spesso produce scelte scellerate) per un presidio ospedaliero è quella di offrire un servizio ad un ampio bacino d’utenza e in maniera congrua (i ricoveri e le prestazioni devono essere “appropriati” o i reparti vanno in perdita perché le prestazioni e i ricoveri stessi non sono rimborsati). All’area Vasta Maceratese che ha una popolazione di 320.000 abitanti (siamo tanti) spetta un presidio ospedaliero (uno, non due, non tre, non quattro) che può a tutti gli effetti essere un punto di riferimento non solo per servizi di primo e di secondo livello nella propria area vasta, ma anche per la presenza di servizi di terzo livello per il territorio regionale. Diciamo che mentre i servizi di base sono indiscutibili, le alte specialità subiscono più degli altri i giochi della politica (es. evidenti sono le stroke unit, la radiologia interventistica o anche, in futuro, la collocazione di un secondo centro di Terapia Intensiva Neonatale in regione). Le alte specialità producono salute, ma anche tanta competenza e, di fatto, incidono sulla vivibilità di un territorio. Un ospedale posto da una parte a quindici minuti da quello di Ancona e da una parte a quindici minuti da quello di Fermo è debole perché non ha un proprio bacino d’utenza definito. Parliamoci chiaro: se ci si è messi in viaggio non costa nulla fare qualche chilometro in più ed arrivare ad Ancona o farsi un po’ di “dr. shopping” tra una struttura e l’altra. L’ospedale dell’Area Vasta maceratese dovrà essere messo nelle condizioni di lavorare bene, quindi di essere punto di riferimento per la provincia e, risultati alla mano, richiamare persone anche dai territori circostanti. Per far questo deve essere posto in territorio strategico, che certamente non è la costa, già inceppata da altri presidi. Perché pongo tanta attenzione su questo punto? Perché bisogna dimostrare, per ottenere servizi di terzo livello, di essere bravi. Essere bravi significa dimostrare, dati alla mano, di curare tanto, bene e spendendo poco, essendo virtuosi sui parametri di qualità (e non soltanto economici). Mi permetto di dire che se fossi un politico di Fermo o di Ascoli, se il nuovo ospedale sorgesse sulla costa, qualora si discutesse sulla collocazione di un servizio di alta specialità, funzionale a tutta la regione, indipendentemente dai dati, alzerei la mia bella manina in consiglio regionale e direi: “sì, presso l’ospedale dell’area vasta macreatese saranno anche bravissimi, ma quel servizio di alta specialità non glielo dovete concedere perché lo stesso servizio lo fa il presidio di Ancona che si trova a pochi minuti d’auto di distanza”. Penso sia un discorso che farebbe presa. Concludo con l’osservare amareggiato che ancora si fatica a comprendere che la regione, sulla base delle leggi statali, ha già indicato chiaramente che i servizi, in provincia, non saranno doppi o tripli. Vedo poi che si perde tempo a discutere di mantenere lo status quo invece che organizzarsi per ottenere il meglio da una riorganizzazione che è inevitabile. Siamo molto indietro rispetto alle altre provincie marchigiane che, invece, saggiamente, si stanno muovendo in questo senso. Detto ciò, riprendo una speranza espressa dall’autore dell’articolo, che è anche la mia: spero che le logiche campanilistiche non affondino la sanità del nostro territorio. [1] http://www.regione.toscana.it/documents/10180/23319/Brochure+nuovo+ospedale+di+Prato/95400a3f-c4ae-45e5-ac9c-0ed2da60e15c?version=1.0 [2] http://www.quotidianosanita.it/marche/articolo.php?articolo_id=38976
  • Binario unico? Pure da noi
    ma con ottimi capistazione

    76 - Lug 17, 2016 - 15:55 Vai al commento »
    La nostra tratta è scandalosa. Metterci il tempo che ci mettiamo per muoverci verso tratte degne di questo nome è anacronistico. Siamo fuori dalla rete per il trasporto merci è questo è un danno. Paghiamo abbastanza per pretendere una nuova tratta, moderna ed elettrificata. Questo è un territorio che in quanto a dare (regione e stato) da molto, in quanto a ricevere riceve poco o nulla.
  • Centro a piedi,
    un passo indietro per i residenti

    77 - Lug 13, 2016 - 19:07 Vai al commento »
    La proposta è estremamente ragionevole. Ci dobbiamo disabituare a pensare la nostra giornata legata all'uso dell'auto, almeno nelle azioni quotidiane, certamente nel "cuore della città". In questo modo è possibile. C'è un recupero della bellezza. Sarebbe una piacevole sorpresa che si arrivasse anche a poter dire che c'è un recupero della fruibilità. Ma ci vorrà del tempo. Spero che inizieremo a pensare a prendere l'auto come "la noia da evitare a tutti i costi" e a vedere i centri commerciali come "quelle scatole brutte e rumorose, lontane e poco accessibili". A quel punto potrebbero tornare attività commerciali che in centro e nei dintorni si sono perse e noi cittadini potremmo essere orgogliosi di una qualità della vita devvero invidiabile.
  • In centro a piedi, i residenti insorgono:
    “Siamo gli unici a rimetterci”
    VIDEO

    78 - Lug 7, 2016 - 21:58 Vai al commento »
    La prassi per le città italiane è: - Strisce blu --> se sei residente non paghi, se non sei residente paghi. - ZTL --> entra chi ha il permesso e i detentori di permesso (che si paga) hanno stalli dedicati in strisce gialle. A Macerata stanno cercando di mettere le strisce blu nella ZTL e far pagare al residente E il permesso per la ZTL E per le strisce blu. - Com'è che si dice? "la botte piena e la moglie ubriaca?" - Lo possono fare? Siamo sicuri? Osservazione n.1 Mi sta benissimo anche la pedonalizzazione totale ma deve essere trovato un luogo accessibile 24h su 24 dove un residente possa parcheggiare e lasciare l'auto - anche di giorno perchè dire "puoi parcheggiare di notte" è un vero insulto -. Come mai questo posto non è il tanto agognato Park sì? Osservazione n.2 Tutti devono essere trattati in maniera equa. Questo significa che se un abitante della periferia può parcheggiare gratuitamente o con permesso nelle strisce blu del proprio quartiere alle ore che più gradisce allora questo deve essere un diritto garantito anche a un abitante del centro o, viceversa, se un abitante del centro non può parcheggiare gratuitamente di giorno nelle strisce blu del proprio quartiere allora anche all'abitante della periferia dovrebbe essere garantito lo stesso trattamento. Non facciamo paragoni ingenui tipo "nessun cittadino ha la certezza di trovare parcheggio", vorrei vedere se, senza un garage, ti dicessero: tu puoi parcheggiare nel tuo quartiere (non sottocasa) giusto dalle 20:00 alle 9:00. Lo accetto, ma solo se "per ogni cittadino vale lo stesso". Osservazione n.3 Sulla sosta veloce non si discute. L'accedere per portare un pacco, accompagnare un parente anziano o bambini piccoli vicino a casa è un'esigenza che tutti possono avere e deve poter essere facilmente soddisfatta.
  • Carancini agli esami piscine e ParkSì:
    rivoluzione della sosta in centro

    79 - Giu 29, 2016 - 23:44 Vai al commento »
    Sulla questione parcheggi, mettiamoci nei panni di un residente: dovrebbe parcheggiare dalle 20:00 in poi contendendosi quei 20 scacchi blu e poi alle 8:00 lasciare il posto? Ah, naturalmente, pagando (perchè il permesso si paga). Questa proposta, per chi abita (ospite forse sgradito) il centro, ha del ridicolo e ciò è evidente. Evidentemente mi sfugge qualcosa. - Mi permetto un piccolo paragone: a Roma i residenti o i domiciliati non pagano un euro per una sorta garantita in TUTTI i parcheggi a strisce blu dell'intero quartiere, anche se esso è centrale. - Allora, alla pedonnalizzazione si può essere anche favorevoli, ma la questione deve essere studiata nei minimi termini e deve essere garantito innanzi tutto il transito, non parlo di sosta prolungata, in ogni momento ai residenti (perchè possono avere figli piccoli, parenti anziani, parenti con disabilità o semplicemente un carico pesante da portare in casa) e poi deve essere individuato un luogo dove lasciare l'auto per quanto tempo a loro sia gradito, in prossimità dell'abitazione. Questo posto non viene indicato nell'articolo. Esso sarebbe il park sì? Se sì esso dovrà essere attivo, con attracco meccanizzato annesso, 24h su 24.
  • Ospedale di Macerata, rischio smacco
    per radiologia interventistica

    80 - Giu 25, 2016 - 13:04 Vai al commento »
    Non si potrebbe fare un MCexit dalle Marche? Scherzi a parte, il territorio il proprio peso politico in ambito sanitario in regione dovrebbe averlo, dato che prestazioni, servizi e costi sono sempre "da primi della classe". Eppure questo territorio viene depauperato delle proprie istituzioni e non vengono erogati fondi che invece congolano a favore del vicino di turno (nord o sud). I politici locali, (badate bene, non i comuni cittadini e gli operatori del sistema sanitario) evidentemente, non fanno bene il loro lavoro e mentre s'impegnano a perder tempo su questioni inutili (ES: "facciamo la lotta fra ospedali nell'ambito di area vasta" oppure "cerchiamo di mantenere aperti reparti in triplo" o anche "barrichiamoci perchè quel reparto venga chiuso in quell'ospedale e non nel nostro") perdono occasioni che danneggeranno per decenni il territorio. La regione ha già ben chiaro di applicare le direttive nazionali e dunque di ospedale ne rimarrà uno per ogni 250-300.000 abitanti, sia che si trovi ubicato in un unico luogo fisico (unica soluzione possibile se non si vuole fare il gioco di chi vuol depotenziarci), sia che sia spalmato in tre presidi. La vera questione è capire se questo unico ospedale avrà servizi d'avanguardia (alta specializzazione) oppure no. Se non li avrà ci sposteremo continuamente altrove per le cure poichè il nostro sarà poco più che un presidio di primo livelllo di cura. Gli altri territori puntano saggiamente ad ottenere il massimo e non staranno quieti e approfitteranno (in realtà già lo fanno) della scarza capacità dei politici maceratesi di focalizzare l'attenzione su ciò che davvero conta. Ogni disattenzione causata da una irresponsabile incapacità di guardare ad un territorio provinciale ma di rimanere concentrati sulla propria città avrà conseguenze. Bisogna andare in regione e a Roma, dati alla mano, a dire: noi siamo bravi in questo (dimostrandolo) abbiamo i numeri per aprire questo servizio di alta specializzazione e se provate ad aprirlo dove sono meno capaci di noi e in un territorio che non ha i numeri per ottenere quel servizio facciamo un macello. Ma bisogna prenderli quei dati, cercarli, conoscerli e saperli utilizzare.
  • Macerata tappa della via Lauretana,
    la proposta in Consiglio

    81 - Giu 12, 2016 - 12:34 Vai al commento »
    Una grandissima opportunità che non va sottovalutata. Sia il territorio, dal punto di vista naturalistoco, sia le città che vengono toccate, sia la durata del cammino in sette tappe, che è ottimale, renderebbero questo uno dei percorsi più battuti in Italia e in Europa. Avendo approcciato questo tipo di turismo ormai da qualche anno e avendo percorso diversi dei sentieri più noti in Italia e in Europa posso dire con convinzione che il nostro territorio sarebbe davvero superiore a tanti altri. In particolare, un enorme punto di forza, capace di distinguere questo cammino dagli altri, è la possibilità di soggiornare tappa per tappa in città che val la pena di visitare, esplorare, godersi, piuttosto che in ameni paesini di poche case. Naturalmente anche i paesaggi penso non temano confronti, ma in questo caso la "concorrenza" degli altri percorsi in Italia (es. via Francigena o la Via degli Dei Dei) è forte. Spero davvero che si intervenga prontamente oltre che per aderire al progetto, per creare segnaletica adeguata, per scegliere un simbolo che identifichi il percorso, per realizzare guide dettagliate, per individuare punti di accoglienza convenzionati. Insomma, spero che si realizzi un progetto serio e rapidamente, cogliendo, mi ripeto, una grande opportunità.
  • Dalla Provincia alla Regione,
    tornano in campo 14 milioni

    82 - Mag 27, 2016 - 18:39 Vai al commento »
    Fatemi capire: la regione prende dalle provincie fondi che erano "bloccati" per un totale di 35 mln di euro, di cui 14 dalla provincia di Macerata (poco meno della metà del totale). E che fa la regione? Ridistribuisce per tutti (ne investiranno in provincia circa sette -nella migliore delle ipotesi, perchè ci sono territori più estesi e popolosi del nostro-). Ho capito bene? Sì, è evidente che i territori ci guadagnano con la soppressione degli enti "inutili", sì proprio evidente.
  • I ciclisti scendono in piazza, Cicarè:
    “Manifesteremo per la sicurezza”

    83 - Mag 23, 2016 - 9:45 Vai al commento »
    Lavoro in una città in cui il traffico è un problema serio. Per percorrere 3 km scarsi, in determinati orari, ci si mettono 45 min. Parcheggiare significa litigare con altri automobilisti o pagare parcheggiatori abusivi. Questa città è Roma. Il tema di una mobilità alternativa è vitale, permetterebbe di avere più tempo libero e di vivere la giornata in maniera più rilassata. Tralasciamo il fatto che lo smog s'impregna nei vestiti e nei capelli. Macerata non è Roma e il proprio traffico non genera grosso stress, bisogna essere onesti. Questo non smentisce però quanto detto prima, che una mobilità alternativa al mezzo a motore privato renda semplice la vita quotidiana. Questo concetto è più che dimostrato in mezza Europa, dove le città si stanno trasformando e blindano gli accessi alle auto, anche e soprattutto città piccole. Se si volesse seriamente scegliere di intraprendere una strada "rivoluzionaria" per la mobilità, bisogna però esser molto seri: il ciclista, quello che si sposta in bicicletta per lavorare o vivere la propria città nel quotidiano e non solo per farsi una scorrazzata una domenica, deve avere corsie dedicate dove muoversi in sicurezza. Inoltre, le aree commerciali/turistiche/amministrative dovrebbero essere facilmente e prontamente raggiungibili, qualora interdette al traffico a motore privato, grazie a mezzi pubblici estremamente efficienti, che assicurino raggiungibilità continuata dai quartieri e da punti di raccolta dedicati posti ai confini cittadini (per chi venisse da fuori). Ben venga il cambiamento, ma con soluzioni serie, ragionate e applicate con rigore.
  • Dove curarsi nelle Marche,
    la classifica degli ospedali al top

    84 - Apr 27, 2016 - 20:47 Vai al commento »
    Per il capitolo "parti": il numero di parti non è indice di qualità. Verissimo. I dati riportati sono però vecchi, quelli prodotti nel 2015 vedono Macerata confermarsi il punto nascita con più parti in regione [1] e l’UNICO tra quelli con più di 1000 parti/anno che rispetta i limiti ministeriali per i cesarei primari [2]. Chiarezza riguardo agli indicatori: sono indicatori internazionali che riguardano l’”appropriatezza” mediante il numero di cesari primari (numero cesarei su paziente non precedentemente cesarizzata) e la “sicurezza” (numero di parti/anno - gli operatori devono essere “allenati” a gestire ogni tipo di situazione possibile -). Il ministero della Salute e l’OMS fissano ad un massimo del 25% i cesarei primari per Punti Nascita che effettuano più di 1000 parti/anno e del 15% per punti nascita con meno 1000 parti/anno. La differenza dipende dal fatto che un centro più grande gestisce la patologia ostetrica (e neonatale) complessa che non può essere invece indirizzata ai centri di primo livello. A mio parere è importante che un maceratese conosca e sappia utilizzare questi dati, poiché, qualora si dovesse prendere in regione la decisione di ampliare l’offerta del servizio in ambito di complessità di cura per il settore materno infantile, questi debbono essere utilizzati per indicare in maniera tecnica dove indirizzare eventuali investimenti. [1] Per il Salesi si fa la somma dei parti di due strutture [2] Cesarizzazione primaria a Macerata nel 2015: 18.3% (ben al di sotto del 25%)
  • Pettinari contro “Golia” Anas:
    “Non voglio una strada senza uscite”

    85 - Apr 17, 2016 - 22:31 Vai al commento »
    Forse dirò una banalità, ma a me sembra che le provincie facciano gli interessi del territorio, bene e a basso costo. Non lo fanno le regioni, non lo fa lo stato centrale.
  • Punto nascita San Severino,
    il comitato al consiglio di Stato

    86 - Mar 2, 2016 - 19:40 Vai al commento »
    Signora Rotili, credo che questa sia la mia ultima risposta a cose che lei continua a scrivere. Non perchè io non abbia rispetto o stima di lei (continuo ad ammirare lo spirito civico ma non sono minimamente in accordo nei modi), ma in quanto continua, sicuramente in buona fede, a scrivere cose che non sono vere o che non hanno possibilità di riscontro e dunque possono essere vere o false, ma non verificabili. Tra le cose non vere: - Guardia h24 a San Severino. Essa non c'è, non è prevista la presenza del pediatra IN SEDE h24. Per San Severino è previsto che di notte sia assegnata una reperibilità. Chiamare un medico da casa magari da un altro paese o città non basta, non è sicuro procedere in tal modo quando si deve trattare nel giro di pochi minuti (o anche secondi) una situazione quale l'asfissia neonatale. Ci sono altre figure, sì, ma l'anestesista non è un pediatra e potrebbe doversi concentrare sulla mamma, la cui patologia in situazioni di rischio è prioritaria. - Dall'accordo stato regioni (pag. 17) "Standard operativi": • Devono essere presenti 2 sale travaglio-parto. Le stanze travaglio-parto devono essere 3 se il numero dei parti è di 1000/anno e 4 oltre 2000/ anno. (A Macerata vi sono una sala travaglio-parto con vasca per partorire; una sala travaglio-parto con due letti da parto e isola neonatale; una sala travaglio-parto con un letto da parto. Dunque Macerata è in regola con la normativa). • Una sala operatoria operatoria nel blocco travaglio-parto deve essere pronta e disponibile h24 per le emergenze ostetriche. (Da Dicembre Macerata ha la sala operatoria dedicata h24 nel blocco travaglio-parto, dispone inoltre di altre sale operatorie che servono la ginecologia ed ha l'isola neonatale attrezzata per assistere due neonati. Dunque Macerata è in regola con la normativa. Per inciso, a San Severino il blocco parto non ha sala operatoria). Tra le cose non verificabili: - Lei si ritiene certa di uno scenario inquietante e raccapricciante che aleggierebbe attorno all'ospedale di Macerata, dove, per come lei descrive, lavorerebbero, almeno nel dipartimento materno infantile, degli incompetenti. Guardi, esistono i dati ed esistono le sentenze dei tribunali, questi contano, non le dicerie, non gli articoloni di giornale, non i processi pendenti. All'ospedale (come in tutti gli ospedali) a volte avvengono dei fatti tragici, umanamente molto toccanti e che meritano di essere affrontati con la massima delicatezza. Però sia i dati che le sentenze sono molto chiare riguardo la qualità in termini di servizio e la professionalità del personale che gravita nell'ambito materno infantile dell'ospedale di Macerata, ambedue di livello molto elevato (decisamente al di sopra della media nazionale). Termino con due osservazioni: 1. lei ha elencato una serie di attrezzature e figure presenti nel punto nascita di San Severino. Ci mancherebbe che non ci fossero! Sarebbe gravissimo se mancassero. Ad ogni modo esse non sostituiscono neanche lontanamente le funzioni di un reparto di patologia neonatale o di terapia sub intensiva neonatale o di terapia intensiva neonatale, non diciamo cose del genere per favore. Riguardo al suo caso (e anche il mio dato che son nato io stesso a 33 settimane per distacco di placenta, ma a Macerata): certo che il parto è stato affrontato nella maniera corretta, deve essere stato così. Non è la professionalità di chi la ha assistita che si mette in dubbio. In ogni centro nascita quella di "lavorare bene" deve essere la prassi, ma questo non significa che non esistano delle situazioni di rischio. Compito dello stato è quello di contenere l'eventualità che si determinino danni dovuti a tali situazioni di rischio e ciò che è recentemente accaduto è stato ridefinire gli standard per i punti nascita. Si è cioè ritenuto non più accettabile che esistessero determinati fattori di rischio. Sul fatto che sia meglio per la donna partorire e per un neonato critico nascere in un centro che non abbia idonea strumentazione e requisiti di sicurezza piuttosto che in uno, pur più distante, che li abbia, lei va contro ciò che affermano, sulla base di dati, in maniera unanime, AGOI (associazione ostetrici ginecologi italiani), SIP (società italiana di pediatria) e SIN (società italiana di neonatologia). 2. ho provveduto a recuperare i dati relativi al tasso di cesarizzazione primaria e totale degli ospedali marchigiani, ma evito di riportarli. Dico solo che sono palesemente concordi con quanto dicevo nel precedente commento. Tali dati sono facilmente reperibili tramite siti istituzionali o tramite "dove e come mi curo". Al contrario, i dati sulle asfissie neonatali non sono immediatamente disponibili, ma si dovrebbe richiederli a livello regionale, quindi al momento non ne dispongo. Magari un giorno affronteremo a voce tutti questi discorsi, sicuramente sia io che lei potremo avere modo di ampliare, mediante il confronto, i nostri punti di vista, in un contesto differente da questo che ci incatena alla carta e non ci permette un dialogo rapido e più produttivo. Buona serata.
    87 - Mar 1, 2016 - 23:03 Vai al commento »
    Si stupirebbe di scoprire quanti ospedali, come quello di Macerata, stanno avviando un investimento per le normative antincendio. Anche il policlinico Gemelli dove lavoro, in effetti, sta facendo i lavori per adeguarsi. Ciò non toglie che è una struttura che fa più di 3000 parti per anno ed è dotata di tutte le caratteristiche che per legge individuano come sicuro un centro nascita, come Macerata (che con i suoi 1200 parti è il punto nascita che fa più parti nelle intere Marche da diversi anni). L'accordo stato regione non riguarda, ad ogni modo, solo il numero di parti (1000/anno), ma indica come criteri imprescindibili per ritenere un centro nascita sicuro: - guardia pediatrica, anestesiologica e ostetrica h24 - centro trasfusionale attivo h24 - terapia sub intensiva o intensiva per la gestione delle eventuali urgenze connesse alla patologia ostetrica. - STAM - STEN A San Severino mancano diversi di questi servizi, tra cui la guardia pediatrica h24, indicata dal ministero come una delle più importanti. Lei preferisce che l'ospedale sia in regola con le norme antincendio, benissimo. Io però preferisco rifarmi, quando si tratta di sicurezza nei punti nascita, ai criteri sopracitati che lo stato italiano ha individuato grazie all'aiuto di una commissione di esperti. Vogliamo valutare i centri nascita? Bene, parliamo allora di tasso di cesarizzazione primaria e totale, o di numero di casi di asfissia neonatale (che è legata al danno cerebrale e ai connessi deficit psico-motori). I centri nascita che non rispettano i criteri che ho citato vanno peggio per questo si è legiferato e si chiudono i centri non idonei, per garantire la parità per l'assistenza all'utente. Andiamo a vedere questi dati per i centri nascita delle Marche? Che ne pensa?
    88 - Feb 29, 2016 - 23:13 Vai al commento »
    Cara Signora Rotili, come lei anche io cerco di fare quello che posso per garantire il meglio per questo territorio. Sappia che tengo in grande considerazione la passione che mette nella sua causa, ma la prego di non travisare le mie parole nè di attribuirmene di non dette. In questo articolo si scrive che c'è un ricorso al consiglio di stato sulla base del fatto che a San Severino non sarebbero attivi servizi STEN e STAM. La determina che lei cita non è ancora stata attuata, quindi non faccia intendere che sia essa la causa dell'assenza dei due sopracitati servizi. Se è vero quello che si dice nell'articolo allora STEN e STAM non sarebbero attivi presso l'ospedale di San Severino e se così fosse la cosa sarebbe grave. Un centro di primo livello non ha gli strumenti tecnici per trattare la patologia complessa (ostetrica e neonatale) e deve essere in grado di garantire il trasporto, a garanzia della salute dei pazienti, anche quando lì lavorino i medici più competenti della terra. Buona serata.
    89 - Feb 29, 2016 - 20:25 Vai al commento »
    Fatemi capire: starebbero asserendo di non poter disporre di STAM e STEN? Chiedo, perchè se fosse vero quanto detto sarebbe fatto gravissimo. Piccola precisazione: il servizio di trasporto assistito materno e il servizio di trasporto di emergenza neonatale sono una garanzia della qualità di cura. Essi costituiscono due servizi ESSENZIALI per la sicurezza dei pazienti cui sono dedicati, cioè mamma e bambino, in particolare presso i piccoli centri nascita. Se un centro di primo livello non è in grado, per complessità di malattia, di gestire presso la propria sede la patologia di una donna in gravidanza o che abbia appena partorito o la patologia neonatale, allora esso è obbligato a trasferire (mamma e/o neonato) ad un centro di livello superiore (come Macerata o Ancona, nello specifico). Dire che non si hanno attivati questi servizi (STAM e STEN) significa dichiarare a chiare lettere che se la patologia materna o quella neonatale sono complesse, allora l'ospedale non attrezzato per gestirle non è in grado neppure di trasferire con tempestività i pazienti presso i centri attrezzati per farlo. Stiamo parlando di urgenze-emergenze (pericolo di vita), cose che devono essere trattate tempestivamente. Sono preoccupato: se una donna, magari per complicanze del parto, ha bisogno di cure intensive che non può ricevere presso l'ospedale settempedano, essa non avrebbe la certezza di poter essere trasferita tempestivamente? Stanno affermando questo? E il neonato che dovesse aver bisogno di cure intensive? Non è garantito il trasporto immediato? Per il neonato anche un ritardo di un'ora nell'assistenza può significare un danno cerebrale (N.B. il servizio di trasporto è attrezzato esso stesso per garantire cure intensive)... Cosa significa dire: STAM e STEN risulterebbero attivate a Camerino? A San Severino non sono attive? Spero vivamente di interpretare male.
  • Ospedale unico,
    la benedizione dei sindaci
    “Sia baricentrico e ben servito da strade”

    90 - Feb 20, 2016 - 11:37 Vai al commento »
    Interessante notare come il termine "investimento" tanto caro e ben compreso, chiaro, nella mente dei marchigiani quando si tratta di ambito personale, sia assolutamente sconosciuto in termini di collettività. I finanziamenti statali vengono assegnati sulla base di un progetto, che deve essere basato su un piano di ritorno (lo stato sa che con quell'investimento, negli anni, avrà un ritorno economico). In assenza di un progetto valido quei fondi statali non arrivano, non ci sono, non vengono assegnati, non esistono (non si deve concepire il commento "ma non si potrebbero utilizzare tutti quei soldi per...?" no, quei soldi ci sono per quel progetto o non ci sono). La rete ospedaliera provinciale così com'è ha costi di gestione insostenibili (lo sa lo stato e lo sa la regione) e offre un servizio che non potrà essere efficace come quello che può dare un ospedale unico, il quale razionalizza il personale (ricordiamoci che si inizia a sentire l'effetto del numero chiuso e i medici neospecializzati son pochi e ambiziosi, vanno negli ospedali che hanno alta specializzazione e sfruttano a pieno le loro capacità), riduce i tempi d'attesa, riduce il numero di trasferimenti, ha una casistica tale da poter attrarre investimenti e creare i presupposti per un'alta specializzazione. Per chi parla della "spersonalizzazione" che c'è dietro i grandi numeri dei grandi reparti: sì, è vero, da medico, ammetto che questo rischio c'è. Però diciamoci chiaramente una cosa: il paziente deve ricevere la migliore cura possibile, poi e solo poi, se c'è tempo, ci si può permettere di "coccolarlo" o "farlo sentire a casa". C'è pure da dire che è più faticoso lavorare in un reparto con 30 pazienti invece che 10, ma siamo formati per grandi numeri. Inoltre, va detto che è ben diverso vedere una malattia "particolare, più rara" una volta ogni tre anni rispetto al trattarla una volta ogni sei mesi. I medici si formano anche con la casistica e ospedali più grandi hanno casistiche migliori. Questo è a garanzia del paziente, non a suo sfavore. Conclusione? Penso proprio che la politica, in sinergia con i rappresentanti tecnici responsabili del sistema sanitario regionale, debba lavorare molto sulla comunicazione e far comprendere chiaramente cosa significhi mettersi nell'ottica della costruzione di un ospedale unico.
  • Da migranti a volontari,
    al via l’esperimento Treia

    91 - Feb 20, 2016 - 13:12 Vai al commento »
    L'integrazione parte anche da questo, nel vedere come trasformare un problema, che è tale per i richiedenti asilo e per le amministrazioni comunali, in una risorsa. Che sia il primo spunto per fare molto di più...
  • Odissea ospedali, Corvatta:
    “La vera minaccia è Fermo”

    92 - Feb 16, 2016 - 23:05 Vai al commento »
    L'ospedale di Fermo non è una notizia nuova, se ne parla da anni, gli accordi per la sua costruzione sono già stati ufficializzati. Forse è un po' tardi per destarsi e fare la voce grossa, si perde, giustamente, di credibilità. Quello che si può fare (e ci si sarebbe dovuti organizzare in questo senso parecchio tempo fa) è pretendere un trattamento da parte della regione che sia lo stesso riservato alle altre provincie. Il territorio di Macerata deve organizzarsi per fare in modo che in tempi brevi sia realizzato un ospedale unico e di dimensioni adeguate a garantire prestazioni di elevato livello d'intensità di cura (attualmente l'altà intensità di cura spetta all'ospedale provinciale che ha sede a Macerata, che però ha un numero di posti letto non adeguato a svolgere anche il ruolo anche di ospedale unico). Con l'apertura dell'ospedale di Fermo e la riforma delle reti ospedaliere, in futuro inevitabilmente i finanziamenti andranno a chi sarà capace di garantire la migliore offerta in termini di servizio all'utente con la minore spesa. La sussistenza di tre ospedali non permette competitività. Un esempio per chiarire: un ospedale unico gestisce 30-40 pazienti per una disciplina x con un team medico unico, servendosi di tecnologia avanzata e senza effettuare trasferimenti se l'intensità di cura necessaria per paziente passa da un livello minore ad uno maggiore. Tre piccoli ospedali invece gestiscono gli stessi 30-40 pazienti per la disciplina x con il triplo dei medici e solamente uno dei tre ospedali avrà la tecnologia per gestire la patologia complessa (le strumentazioni non potranno mai essere garantite in tutti e tre gli ospedali), di conseguenza se l'intensità di cura lo richiede si effettueranno trasferimenti. I costi del team medico triplo e dei trasferimenti non sono competitivi e l'offerta in termini di qualità per l'utente è peggiore, meno tempestiva nell'affrontare la patologia complessa. Conseguenza? Depotenziamento dei tre ospedali e ce ne andremo tutti a Fermo o ad Ancona per le patologie serie. Auspico vivamente che la difficoltà di Civitanova a candidarsi sede del futuro ospedale unico, data la vicinanza del futuro ospedale di Fermo, non faccia cambiare idea ai politici locali sulla necessità della costruzione di un ospedale unico nella provincia di Macerata (il che non significa che non debbano persistere presidi di assistenza primaria territoriali), poichè in tal modo farebbero un grave danno alla popolazione della provincia tutta (che, peraltro, in gran parte NON vive nella costa e necessita, evidentemente, di una struttura collegata alla superstrada a metà strada fra montagne e mare).
  • Sanità, Menghi all’attacco:
    “Dove vogliono fare l’ospedale
    non c’è neanche la strada”

    93 - Feb 13, 2016 - 21:43 Vai al commento »
    Macerata-Corridonia-Pollenza-Montecassiano (assieme perchè di fatto, anche territorialmente, siete unite e create una città di 72.000 abitanti), Civitanova-Potenza Picena- Montecosaro (60.000 abitanti), Tolentino-San Severino-Treia-Cingoli (52.000 abitanti), Recanati- Porto recanati (33.000 abitanti), Matelica-Camerino-Castel Raimondo (22.000 abitanti), Mogliano-Petriolo-Monte San Giusto (15.000 abitanti), Montelupone-Morrovalle (13.000 abitanti) e gli altri comuni del maceratese… è necessario cambiare mentalità: iniziamo a considerare che costituiamo un’unica entità di 320.000 abitanti e pretendiamo dei servizi degni di un territorio dove vivono tutte queste persone. Dobbiamo farlo o perderemo tutto, TUTTO. In ambito sanitario un ospedale unico con questo bacino d’utenza è un ospedale GRANDE che può garantire reparti capaci di gestire la patologia complessa. Se daremo adito alle voci (miopi e non lungimiranti) di chi racconta che è possibile mantenere la rete ospedaliera attuale (unici e soli in regione) faremo in modo che degli ospedali attuali rimangano solo i reparti che garantiscono assistenza primaria e saremo costretti, per quasi ogni prestazione, a dirigerci all'ospedale di Fermo (che verrà costruito a 15 min da Civitanova, con chiare ripercussioni sulla possibilità di sviluppo del piccolo ospedale della città costiera) o ad Ancona. Questo è l’enorme rischio a cui ci espone un campanilismo stolto. L’ospedale unico è necessario, questo non significa che alcuni servizi non vadano mantenuti nel territorio, ma non ci si può più permettere di mantenere reparti in doppio (o in triplo); semplicemente perchè la sanità sta cambiando e i criteri per la tutela della sicurezza sono più stringenti. Ricordiamoci che tecnologie e intensità di cura per considerare un reparto sicuro non sono più quelle di 20 anni fa – Es. nuovi criteri per i punti nascita – e non c’è più la possibilità di mantenere personale medico (usciamo dal numero chiuso e a specializzarci siamo in pochi) ed infermieristico in strutture che gestiscano un piccolo numero di posti letto – Ee. perchè un medico dovrebbe gestire 10 pazienti quando è stato formato per prendersi cura di 50? Le guardie in ospedale coprono le 24h e i festivi, son proprio tanti soldi ed è assurdo non far lavorare i professionisti “a pieno regime” – Dove costruirlo st'ospedale? DOVE VI PARE, ma attenzione… un ospedale porta strade (ed AUTOSTRADE, come nel caso del futuro Ospedale di Fermo) ma deve essere facilmente raggiungibile, prima ancora che il primo paziente vi si rechi (ci vuole pochissimo oggigiorno per metter su una struttura ospedaliera -2-3 anni-, ma non vale altrettanto per le strade) dunque va fatto in prossimità della superstrada in una posizione che serva TUTTA la provincia. Benissimo anche la valle del Potenza, ma qualora si scegliesse tale sito in fase progettuale DEVE ESSERCI un piano di collegamento tramite stada a doppia corsia nei due sensi di marcia alla superstrada stessa. I bacini d’utenza sono importanti ed è vero che costruire (ancora) sulla costa sarebbe una ridondanza, un errore insensato, specialmente quando avremo una strada che ci renderà vicinissimi anche gli umbri nella futura nuova macroregione (con enormi possibilità di sviluppo per la provincia). Quindi: che si ragioni in maniera lucida e ci si ponga il problema di quale sia la soluzione migliore affinchè i maceratesi non debbano “migrare” per curarsi…
  • Ospedale unico, Martini:
    “Facciamolo a San Severino”

    94 - Feb 13, 2016 - 19:29 Vai al commento »
    Non era stato fatto ricorso al Tar per la chiusura del punto nascita chiedendo deroga per presunte caratteristiche territoriali di isolamento rispetto alla possibilità di raggiungere l'Ospedale di Macerata che si trova a circa 30 km di distanza, percorribili secondo google maps tramite due strade, di cui una è la superstrada, in 35 o 39 minuti di tempo? Ora si propone di costruire lì l'ospedale unico poichè locato in posizione baricentrica e con ampia possibilità di ampliamento? Mi chiedo fino a che punto un politico possa pensare che i cittadini siano ignoranti, disattenti e forse anche un po' tonti. Un appello: siete rappresentanti politici, ci governate, noi ci aspettiamo un'intelligenza almeno nella media da parte vostra, non vi potete permettere di essere così superficiali e poco seri da negare le vostre parole nel giro di nemmeno 30 giorni, è gravemente irrispettoso. Detto questo: Macerata-Corridonia-Pollenza-Montecassiano (assieme perchè di fatto, anche territorialmente, siete unite e create una città di 72.000 abitanti), Civitanova-Potenza Picena- Montecosaro (60.000), Tolentino-San Severino-Treia-Cingoli (52.000 abitanti), Recanati- Porto recanati (33.000 abitanti), Matelica-Camerino-Castel Raimondo (22.000 abitanti), Mogliano-Petriolo-Monte San Giusto (15.000 abitanti), Montelupone-Morrovalle (13.000 abitanti) e gli altri comuni del maceratese... è necessario cambiare mentalità: iniziamo a considerare che costituiamo un'unica entità di 320.000 abitanti e pretendiamo dei servizi degni di un territorio dove vivono tutte queste persone. Dobbiamo farlo o perderemo tutto, TUTTO. In ambito sanitario un ospedale unico con questo bacino d'utenza è un ospedale grande che può garantire reparti capaci di gestire la patologia complessa. Se daremo adito alle voci (miopi e non lungimiranti) di chi racconta che è possibile mantenere la rete ospedaliera attuale faremo in modo che degli ospedali attuali rimangano solo i reparti che garantiscono assistenza primaria e saremo costretti, per quasi ogni prestazione, a dirigerci a Fermo (che verrà costruito a 15 min da Civitanova, con chiare ripercussioni sulla possibilità di sviluppo del piccolo ospedale della città costiera) o ad Ancona. Questo è l'enorme rischio a cui ci espone un campanilismo stolto. L'ospedale unico è necessario, questo non significa che alcuni servizi non vadano mantenuti nel territorio, ma non ci si può più permettere di mantenere reparti in doppio (o in triplo), semplicemente perchè la sanità sta cambiando e i criteri per la tutela della sicurezza sono più stringenti. Ricordiamoci che tecnologie e intensità di cura per considerare un reparto sicuro non sono più quelle di 20 anni fa - ES. nuovi criteri per i punti nascita - e non c'è più la possibilità di mantenere personale medico ed infermieristico in strutture che gestiscano un piccolo numero di posti letto - ES. perchè un medico dovrebbe gestire 10 pazienti quando è stato formato per prendersi cura di 50? Le guardie in ospedale coprono le 24h e i festivi, son proprio tanti soldi ed è assurdo non far lavorare i professionisti "a pieno regime" - Dove costruirlo? DOVE VI PARE, ma attenzione... un ospedale porta strade (ed AUTOSTRADE, come nel caso del futuro Ospedale di Fermo) e forse è il caso di fare in modo di costruirlo in prossimità della superstrada in una posizione che serva tutta la provincia. Benissimo anche la valle del Potenza, ma in fase progettuale sia inserito un piano di collegamento tramite stada a doppia corsia nei due sensi di marcia alla superstrada stessa. I bacini d'utenza sono importanti ed è vero che costruire (ancora) sulla costa sarebbe una ridondanza, un errore insensato. Quindi: che si ragioni in maniera lucida e ci si ponga il problema di quale sia la soluzione migliore affinchè i maceratesi non debbano "migrare" per curarsi...
  • Sciopero della fame
    per difendere il punto nascita

    95 - Gen 21, 2016 - 23:09 Vai al commento »
    Commento di uno specializzando in pediatria che lavora in una regione dove si sta attuando l’accordo stato regioni. L'accordo stato regioni mira proprio a garantire nuovi e più rigorosi standard di sicurezza al momento del parto, a tutela della donna e del neonato. Uno dei motivi per cui lo stato italiano chiede alle regioni di riorganizzare il sistema è quello di evitare che ci siano disparità nell'assistenza. Non è la vicinanza al punto nascita a determinare la qualità e la sicurezza, no e nemmeno la soglia dei 1000 parti in sé è sufficiente. Se un ospedale non garantisce guardia pediatrica h24, guardia medica ostetrica h24, servizio di rianimazione e terapia sub-intensiva generale e centro trasfusionale, allora lì non è sicuro partorire. Non sono io a dirlo ma lo ha stabilito la legge servendosi di dati diffusi dalle comunità scientifiche [1],[2],[3]. Alziamo il livello della discussione? Qualcuno può andare a verificare che l'ospedale di San Severino abbia i requisiti di sicurezza che sono propri di un centro nascita sicuro in termini di legge? Esso non li ha, ma non voglio essere io a dirlo, che lo si vada a scoprire, magari siano un giornalista o un politico serio a farlo, se ce ne sono ancora. Ancora, come mai a livello nazionale il tribunale per i diritti del malato si esprime favorevolmente in merito al riordino dei punti nascita? [1] ]“Linee di indirizzo per la promozione ed il miglioramento della qualità, della sicurezza e dell'appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita e per la riduzione del taglio cesareo”, (Rep. atti n. 137/CU) (11A00319) (G.U. Serie Generale n. 13 del 18 gennaio 2011), [2]http://www.neonatologia.it/upload/1387_CS%20SIN%20CHIUSURA%20PUNTI%20NASCITA_02%202014.pdf [3] DISEGUAGLIANZE NELL’ASSISTENZA ALLA NASCITA: UNA EMERGENZA NAZIONALE. Medico e Bambino 2015;34:491-493 http://www.medicoebambino.com/?id=1508_491.pdf
  • Punti nascita, respinto il ricorso di Osimo
    Le mamme si battono per San Severino

    96 - Gen 24, 2016 - 16:29 Vai al commento »
    Non può ribattere in maniera esaustiva ma può dire che una struttura non è a norma in un giornale? Trovo che la discussione debba essere portata avanti in maniera appropriata da chi è certo di ciò che dice. Ne vale la salute delle persone. Se riuscirò verrò, ma ne dubito, dato che venerdì stacco da lavoro da Roma alle 16:00. E con questo concludo.
    97 - Gen 24, 2016 - 16:19 Vai al commento »
    Lei ha capito che l'accreditamento, che viene ripetuto ogni volta che si eseguono lavori strutturali, l'ospedale di Macerata non l'abbia. Ma la regione autorizza ogni struttura sanitaria, ogni reparto attualmente operativo, a svolgere le proprie funzioni. Il ripetere la procedura di accreditamento quando si eseguono nuovi lavori è prassi, cioè si RI-accredita una struttura. [1], [2], [3]. Io credo che sia importante, oltre che partorire in un ospedale che è autorizzato a svolgere le proprie funzioni (come lo sono tutti i nostri ospedali), partorire in un ospedale che rispetti standard innanzi tutto di SICUREZZA ma anche di qualità e appropriatezza degli interventi assistenziali stabiliti dall'accordo stato regioni [4] (è questo il documento dove si stabilisce dove è sicuro partorire), standard che attualmente San Severino non ha. [1] legge regionale 20/2000 e s.m.i. [2] Manuale di autorizzazione (DGR 2002/2000 e DGR 1579/2001) - manuale. [3] Manuale di accreditamento (DGR 1889/2001) [4] Linee di indirizzo per la promozione ed il miglioramento della qualità, della sicurezza e dell'appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita e per la riduzione del taglio cesareo, (Rep. atti n. 137/CU) (11A00319) (G.U. Serie Generale n. 13 del 18 gennaio 2011).
    98 - Gen 24, 2016 - 14:19 Vai al commento »
    Cara signora Rotili. Io sono uno specializzando al terzo anno, medico, e lavoro tutti i giorni nella realtà pediatrico-neonatologica del policlinico Gemelli di Roma (circa 4000 parti/anno, una delle strutture, per numero di posti letto per neonato patologico, più grandi d’Europa). Se intervengo lo faccio, come lei, per il bene della collettività e perché credo fermamente nel mio lavoro e temo che un’informazione sbagliata possa nuocere alla salute di coloro che vivono nel mio territorio. Cerco di risponderle punto per punto. 1. Lei dice “se si esclude”. Non si fanno deroghe, i punti vanno rispettati tutti, si tratta di sicurezza. Se i criteri non sono rispettati questo comporta rischi. Comunque, per chiarezza, mancano il numero di parti (1000/anno), la rianimazione con servizio di terapia sub-intensiva e manca anche la guardia pediatrica h24 (di notte il pediatra viene chiamato da casa). Quest’ultimo punto è tra i più qualificanti e non derogabile dell’accordo stato regioni, come affermato ripetutamente dalla Lorenzin. Avere la guardia pediatrica h24 significa che se avviene un parto di notte il neonatologo o il pediatra sono pronti a gestire le emergenze nel tempo di fare un corridoio e non nel tempo di vestirsi, prender la macchina e raggiungere l’ospedale. Invito un giornalista serio a scoprire in quanto tempo si determina un danno cerebrale in un neonato asfittico. Parlo di neonato asfittico perché l’asfissia perinatale può capitare e capita come complicanza di gravidanze decorse fino al termine in maniera fisiologica, quindi senza problemi. In assenza del pediatra è l’anestesista, sempre che l’urgenza-emergenza sulla madre glielo permettano, che gestirà il neonato (l’assistenza sarà diversa e non specifica per ragioni di formazione). 2. In un ospedale di II livello è normale che ci siano trasferimenti verso un centro di III livello (così come dal I al II livello). A noi interessa l’appropriatezza della cura. Lei cita un contenzioso, esso è aperto o è stato chiuso? E se è stato chiuso, con quali esiti? Però mi scusi, ma il dolore di una famiglia è cosa delicata e non mi sento a mio agio a trattarne non conoscendo il caso e non conoscendo i fatti (soprattutto non avendo i mezzi per parlare con cognizione di causa) e anche in tal caso non ne parlerei mai attraverso i mezzi di comunicazione, per rispetto proprio alla famiglia colpita da un lutto. Sono questioni che andrebbero trattate dalle autorità competenti e non sbandierate per portare acqua al proprio mulino. Ogni ospedale, ogni reparto ha dei contenziosi aperti, questo non ne definisce la qualità né la responsabilità per evento avverso, a meno di accertamento definitivo da autorità competente (per la questione specifica c’è chi può e deve accertare la verità a tutela di tutti e non siamo ne io ne lei ad avere i mezzi per arrivare a una conclusione). Meglio parlare di dati che rimangono anonimi. Io non dispongo del tasso di cesarizzazione primaria degli ospedali marchigiani, né del tasso di eventi avversi materni e neonatali, in particolare quello degli esiti neurologici nel neonato a termine. Sono questi i dati per cui la legge di cui stiamo trattando si batte strenuamente. Es. in Italia il tasso di cesarizzazione primaria per un centro che non gestisce gravidanza a rischio (es. San Severino) dovrebbe essere al di sotto del 15%, se siamo al di sopra qualcosa non va. Per ospedali che gestiscono la gravidanza a rischio (es. Macerata) il limite è del 25%, se siamo al di sopra qualcosa non va. Quindi esistono parametri oggettivi per fare un confronto fra punti nascita. Il mio intento non sarebbe quello di individuare chi è più bravo, sono certo che ogni centro nascita abbia delle equipe mediche preparatissime, ma dimostrare che, causa le risorse umane e tecnologiche, quegli ospedali che rispettano i criteri di sicurezza individuati per legge riescono a offrire un servizio più appropriato. Cercherò questi dati, anche se temo che solamente quello relativo alla cesarizzazione sia facilmente reperibile, poiché quelli relativi agli outcome sfavorevoli sono falsati dal trasferimento dei pazienti in altri centri e solamente chi avesse delle autorizzazioni particolari potrebbe rintracciare il codice del paziente e compiere un lavoro rigoroso. 3. Mi permetta, veramente, glielo dico con enorme rispetto, ma ciò che lei crede è errato. Da medico sento la responsabilità di fare un po’ di educazione sanitaria: stabilità clinica e prime ore di vita nel prematuro sono concetti che non vanno facilmente in concerto. “Golden minute” e “Golden hour” sono termini che rafforzano ciò che le dico e che le consiglio di approfondire. Ovviamente tutto dipende dal caso singolo. L’esperienza diretta è toccante e merita attenzione e grande delicatezza, ma una cosa che s’insegna a tutti i medici in formazione è proprio quella di mantenere un certo distacco dall’esperienza, nel senso che una “good practise” è quella guidata sia dall’esperienza sia, soprattutto, dallo studio della medicina basata sull’evidenza. Per agire bisogna essere supportati da articoli scientifici che dimostrano in maniera statisticamente significativa che ciò che si fa è ciò che è giusto. Non conosco il suo caso e non voglio mettermi a discutere sul fatto che si sia proceduto correttamente o meno, sono certo, anzi, che si sia fatto il giusto, ma la medicina ci dice che la presenza di punti nascita con bacini d’utenza più ampi che rispettino le normative di sicurezza proprie di un punto nascita riduce gli eventi avversi rispetto al mantenimento della rete attuale. Questo è il punto. Per inciso, di neonati asfittici trasferiti da centri di primo livello che hanno necessitato di cure intensive con ipotermia per ridurre la possibilità che si determinasse danno neurologico, con necessità di assistenza respiratoria invasiva e supporto inotropo per mantenere adeguati livelli di pressione sanguigna ne ho visti e gestiti parecchi. Sarà il caso, ma è raro che questi giungano dai centri di secondo e terzo livello (dotati di guardia pediatrica h24). La presenza del pediatra che assista il neonato entro il primo minuto dalla nascita e lo stabilizzi nelle prime ore di vita è essenziale. 4. Pensare che sia cosa buona la nascita di un prematuro di età gestazionale (EG) =28 presso un centro di primo livello è cosa che, non riesco davvero a dirlo in altri termini, fa letteralmente accapponare la pelle al neonatologo. Per questo continuo ad invitare i giornalisti a informarsi bene sugli argomenti che vanno a toccare. Le spiego: dire “è andato tutto bene” non è così semplice. Un prematuro di EG=28 eseguirà, per il solo outcome neurologico, ecoencefalografie seriate, RMN cranio al termine (EPM=40), valutazioni specialistiche oculistiche seriate e controlli clinici con neuropsichiatri infantili e pediatri almeno fino ai tre anni di vita (e sarebbe bene portarli avanti fino all’età scolare). Lì (dopo i 6 anni di vita), solo a quel punto, si potrà dire “è andato tutto bene”. Adesso si può dire “per ora va bene”. Ma non è questo il punto. Il punto è che le chances che non ci siano esiti sfavorevoli per un EG=28 sono enormemente più alte se questo nasce in un centro dotato di terapia intensiva neonatale e non affronta un trasporto nelle prime (critiche) ore di vita. Quel bambino doveva nascere ad Ancona e la scelta dei genitori di affrontare un viaggio da Montelupone per recarsi a San Severino piuttosto che ad Ancona è stato un atto che non è andato a favore del piccolo e questo atto può essere stato determinato anche per la disinformazione che si sta facendo in questo periodo. Punto. Si può nascere ovunque e con un po’ di fortuna (dove mancassero mezzi adeguati per l’assistenza di un neonato da terapia intensiva neonatale) può andare tutto bene, ma questo non legittima una condotta sbagliata. Non si dovrebbero lanciare, sebbene involontariamente (ma da adesso che lo sa responsabilmente), messaggi pericolosi per la salute di bambini e mamme. 5. Ciò a cui lei si riferisce riguarda le normative antiincendio. Cioè, questo significa che tutti gli ospedali costruiti prima del momento in cui le normative sono state emanate devono, qualora si effettuino lavori di ristrutturazione, adeguarsi alle stesse. Qualora non si facessero dei lavori di ristrutturazione vengono fissati dei limiti temporali per l’adeguamento e gli ospedali italiani (anche il Gemelli proprio in questo periodo per intenderci) stanno procedendo ad adeguarsi alle normative stesse. L’accreditamento è altra cosa e si ripete anch’esso ogni volta che si eseguono i lavori, ma questo non significa che l’attuale reparto non sia accreditato o autorizzato a svolgere le proprie attività. Per precisione: esso riguarda esigenze strutturali specifiche per reparto, es. “sala operatoria dedicata all’ostetricia nel blocco parto”. Mi sono informato anche io – mi scusi, ma il suo informarsi benissimo per me non era abbastanza, per questo chiedevo di citare le fonti, che, appunto, vanno lette e comprese, non solo riportate. -
    99 - Gen 23, 2016 - 17:22 Vai al commento »
    Qui un servizio fatto da giornalisti seri che hanno intervistato "addetti ai lavori". In questo servizio sono presentati dati e si chiarisce sia la posizione della Lorenzin, sia il motivo per cui la pensa così, cioè garantire la sicurezza per partorienti e neonati, facendo in modo che l'assistenza sia paritaria per ogni punto nascita [1]. Sull'accordo stato regioni [2] si fa riferimento a standard di sicurezza (non strutturali), tra questi, oltre la gestione di almeno 1000 parti per anno ci sono: guardia pediatrica h24, guardia medica ostetrica h24, centro trasfusionale o emoteca attivi h24, servizio di rianimazione e/o sub-intensiva, servizio di trasporto assistito materno STAM immediatamente disponibile h24 per le gravidanze con alto rischio di parto in Punti Nascita di primo livello (è noto che il trasporto fetale, quando possibile, è meno rischioso rispetto al trasporto del neonato prematuro critico). Quindi si tutelano le vite di madre e neonato. Da specializzando che si occupa di pediatria so bene quanto sia importante la corretta gestione del neonato critico nei primi momenti dalla nascita (si tratta di minuti) per evitare un danno cerebrale, qualora ci sia un problema di asfissia perinatale. L'asfissia perinatale può verificarsi anche al termine di una gravidanza decorsa fisiologicamente (cioè normalmente) fino all'ultimo. La guardia pediatrica h24 permette una gestione tempestiva del neonato critico da parte di uno specialista in pediatria e la legge chiude i punti nascita che coprono il servizio con reperibilità notturna (chiamando da casa il pediatra). Non è la vicinanza dell’utente al punto nascita a fare sicurezza ma l’adeguatezza dello stesso a fronteggiare (in ogni momento) le urgenze. A un giornalista serio chiedo: 1. Quali ospedali nelle Marche soddisfano i criteri che la legge richiede per definire come sicuro un punto nascita? (Macerata li ha e chi dice il contrario citi le proprie fonti). 2. In che maniera va valutato un punto nascita? Un indizio: le comunità scentifiche valutano il tasso di cesarizzazione (soglia per punti nascita che gestiscono gravidanza a rischio e non) e gli eventi avversi materni e neonatali (neonato a termine), in particolare i neurologici. Non si potrebbe pubblicare questi dati e stabilire oggettivamente "come si lavora"? 3. di verificare la veridicità di quello che dicono i propri intervistati quando questo ha effetti che possono incidere sulla salute della collettività. Non basta virgolettare quello che dice una persona, si rimane responsabili del messaggio che un articolo va a lanciare. Esempio: descrivere come evento positivo la scelta di un genitore di recarsi in un centro di primo livello piuttosto che di terzo per il parto di un prematuro è pericoloso, per le mamme, per i neonati. Ai lettori chiedo: Verificate le fonti di chi scrive, se non ci sono è probabile vi vendano una verità artefatta o addirittura ribaltata rispetto al reale. Per inciso, trovo assurdo che sia io a dover scrivere queste cose. Dovrebbero essere in primis le società scientifiche e i medici delle strutture convolte a farlo, come accadde, ad esempio, già nel 2014, in Abruzzo (documento dell’associazione ostetrici ginecologi ospedalieri italianiche invito tutti a leggere) [3]. [1] http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Speciale-Rainews-Ospedali-Sicuri-f7683b6c-7be2-4946-8830-9d79d98da140.html [2 ]Linee di indirizzo per la promozione e il miglioramento della qualità, della sicurezza e dell’appropriatezza dei percorsi assistenziali nel percorso nascita e per la riduzione del taglio cesareo. [3] http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato904594.pdf
  • Forza Italia: “Non tagliate i servizi,
    riducete il personale amministrativo”

    100 - Gen 11, 2016 - 19:59 Vai al commento »
    L'accordo stato-regioni, sulla base del quale i punti nascita sotto i 1000 parti andranno progressivamente chiusi, è stato voluto dal ministro Fazio del governo Berlusconi. Dunque attenzione a parlare di scelta politica attribuendola all'avversario politico. Comunque di questo m'interessa davvero poco-nulla... Più interessante è ragionare sull razionale su cui la legge che si va ad applicare si basa: le comunità scientifiche attestano chiaramente che perchè l'evento nascita avvenga in sicurezza questo debba verificarsi in centri che, appunto, siano centri che gestiscano almeno 1000 parti per anno. Dato peraltro ampiamente confermato negli stati europei che hanno già applicato il provvedimento (riduzione degli aventi avversi per madre e neonato). Naturalmente questo comporta una diversa organizzazione del sistema sanitario e nella legge si dice senza mezzi termini che i requisiti che una struttura ospedaliera deve avere per il mantenimento di un punto nascita cambiano rispetto agli attuali (non si tratta solo del numero di nati ma dei servizi essenziali che la struttura ospedaliera deve garantire per gestire l'evento nascita in sicurezza e che sono propri di un ospedale con bacino d'utenza ampio, che i piccoli centri nascita non hanno). Ma mi rendo conto che affrontare con studio questi aspetti non porti voti al politico medio e metta in cattiva luce il giornalista medio, che, oltre a dover fare la fatica di approfondire seriamente la questione, risulterebbe troppo antipatico per dire con rigore ed onestà come stanno le cose. Sull'aspetto del personale amministrativo so poco e dunque non mi esprimo, ma è un tema molto attuale in ambito sanitario e temo che di sprechi ce ne siano molti, soprattutto quando si pensa al confronto tra la spesa affrontata per il lavoro d'ufficio e quello dei sanitari. Basti pensare al recente clamore riguardo l'applicazione di una norma europea che vieta al personale sanitario, sempre a garanzia della sicurezza, di eccedere nell'orario di servizio e di non fruire di adeguato riposo, norma che renderebbe molto difficoltoso garantire i servizi sanitari attuali in assenza di assunzione di un gran numero di operatori.
  • Treni Civitanova-Fabriano, Terzoni:
    “Gli swing non sono la svolta green”

    101 - Gen 5, 2016 - 21:01 Vai al commento »
    Per Iacobini: grazie per il confronto. Spiegherò meglio il mio punto di vista, ad ogni modo. 1. Mi chiedo quale fosse il senso di elettrificare, se il criterio era quello dell'utenza, una tratta che muoveva un minor numero di passeggeri della Civitanova Albacina (mi riferisco all'elettrificazione fino ad Ascoli). 2. Il paragone con gli U.S.A. lo trovo difficilmente applicabile allo stato italiano per diversi motivi: distanze differenti, densità di popolazione differente e il fatto che tutta la rete U.S.A. è impostata per convogli non alimentati tramite energia elettrica. Il sistema ferroviario italiano invece muove su rete elettrificata, se non la si ha si è tagliati fuori. La Civitanova Albacina non è sconveniente perchè i passeggeri non ci sono, ma perchè i tempi di percorrenza, a causa della necessità di fare scalo data l'inadeguatezza della linea, sono assurdi (in treno si fa prima a fare Roma-Milano che Roma-Macerata). Personalmente il treno a queste condizioni lo vado a prendere a Civitanova o prendo l'autobus (a seconda di dove devo andare) per risparmiare tempo. 3. Penso che ad investimento seguiti la fruizione del servizio (dunque l'aumento del numero di utenti, come accaduto con la tratta elettrificata ad Ascoli). In provincia siamo 320.000 (per intenderci, quasi quanto una città come Bologna), paghiamo le tasse (per finanziare opere pubbliche) e la linea ferroviaria tocca tutte le città maggiori (due centri universitari, una città portuale, diverse città d'arte). A me questi sembrano ottimi motivi per avere una linea che abbia dignità diversa rispetto a quella attuale. Non chiedo l'alta velocità, ma la possibilità di essere allacciato alla rete in maniera decorosa, come la quasi totalità dei capoluogo di provincia in Italia. Si è scelto d'investire parecchi milioni di euro su una strada che svalichi gli appenni, ci sarà pure un motivo. Io penso che il mio territorio meriti di più.
    102 - Gen 5, 2016 - 13:22 Vai al commento »
    Sarebbe bello avere un treno che non si fermi a Fabriano o a Civitanova (nei primi del '900 si arrivava a Roma). Un capoluogo di una provincia potrebbe alzare un po' la voce per ottenere di avere una linea elettruficata (forse nel 2016 è il caso?) In fondo la regione ha deciso di elettrificare ed elettrificato un binario morto che termina ad Ascoli e questo ha comportato un importante aumento di traffico passeggeri. ll nostro non è un binario morto, forse qualche potenzialità in più dell'altro l'aveva, come mai i fondi non sono arrivati anche da noi? Ma no... i nostri rappresentanti politici (evidentemente non capaci di ottenere di più per il loro territorio, ovvero di fare il loro mestiere) ci fanno credere che un treno a diesel nuovo sia un progresso... Elettrificare il tracciato esistente è difficile-impossibile? Bene, lavorate per trovare i fondi per fare un nuovo tracciato. Non si può pensare di rimanere fuori dalla rete autostrade e ferroviaria elettrificata contemporaneamente.
  • I sindacati puntano sull’ospedale unico
    “Razionalizzazione delle risorse
    o potrà curarsi solo chi ha i soldi”

    103 - Dic 12, 2015 - 20:55 Vai al commento »
    Un intervento sensato, garbato e soprattutto realistico. Sarebbe sufficiente leggere (leggere, non dico studiare) le normative statali sull'assetto che debbono avere le strutture sanitarie per bacino d'utenza e conformazione del territorio per arrivare alla conclusione che è necessario avere un unico ospedale che serva la provincia. Se questo non avverrà allora le nostre strutture saranno depotenziate perchè non avranno nè la tecnologia (non verrà "aggiornata"), nè il personale per poter gestire un reparto di alta specializzazione (che per bacino d'utenza ed accessi CI SPETTA). Se si continueranno a mantenere le strutture così come sono si va: 1. contro le direttive nazionali. 2. verso l'impossibilità di mantenere gli adeguati standard di sicurezza. In regione gli altri territori non aspettano altro, in modo che, data l'impossibilità di potenziare i nostri tre-quattro piccoli e costosi ospedali si possano potenziare quelli nei loro territori. A questo i nostri rappresentanti ci pensano? O è più facile fare lotte che a lungo termine determineranno null'altro che decadenza per evitare di prendere posizioni scomode? Il discorso è semplice: tante piccole strutture di primo livello, oppure un unica struttura, grande, di livello avanzato, bisogna scegliere. Nei prossimi anni si dovrà riorganizzare un sistema vecchio, pensato negli anni '70. Questo non vuol dire che il cambiamento sia necessariamente foriero di peggioramento del servizio. Entriamo a far parte di un nuovo schema, un nuovo modo di vedere le cose. Ci sono delle opportunità da coglierle, e spetta ai nostri rappresentanti individuarle e lavorare per ottenere il meglio. Ora, non è combattendo il cambiamento che si riesce a fare un buon servizio per i cittadini, ma cavalcandolo. BISOGNA ESSERE INFORMATI, PERTINENTI, ATTENTI e vedrete che negli altri territori lo saranno; si dovrebbero concentrare gli sforzi per ottenere il massimo secondo i parametri delle nuove leggi, c'è molto che si può PRETENDERE, anche solo facendo riferimento a parametri come quello della popolazione residente e altro ancora lo si può ottenere con la dimostrazione di esser capaci, nell'offerta del servizio sanitario, di garantire gli standard qualitativi (non è cosa da poco nè scontato che lo si riesca a fare). Per esser molto molto chiaro: preferisco fare dieci o venti chilometri ed arrivare a raggiungere una struttura dove l'offerta in termini di servizio sanitario è di alto livello (trattamento di patologia ad elevato livello di complessità) che arrivare a piedi in un posto che alla prima complicanza mi carichi in un ambulanza per raggiungere un centro che possa occuparsi della complicanza suddetta (il trasporto è uno stress e se si può evitare è sempre meglio).
  • I sindaci, metodo Ceriscioli ok
    Carancini attacca sull’ospedale di Fermo:
    “Scopro ora che è già appaltato”

    104 - Ago 26, 2015 - 18:08 Vai al commento »
    Mi auguro fortemente che l'assemblea dei sindaci, compatta, faccia forti (fortissime) pressioni per ottenere che anche nella provincia di Macerata venga costruito al più presto un nuovo polo ospedaliero che raccolga il bacino d'utenza dell'intera provincia. Questo va fatto ora, perchè è in questo momento che la regione sta investendo nelle strutture ospedaliere ridefinendo la rete. Va fatto adesso, lo ribadisco, non tra dieci anni quando si potrà dire "non ci sono i fondi". In questo momento ci sono i fondi per le provincie di Pesaro-Urbino, Ancona, Fermo, Ascoli Piceno? Benissimo, vanno PRETESI anche per i cittadini maceratesi (che stanno investendo anch'essi nell'ammodernamento della rete e lo fanno in misura importante essendo in numero maggiore degli abitanti delle provincie di Ascoli Piceno o di Fermo). Se non si otterrà di ridisegnare la rete anche per l'area vasta di Macerata allora ospedali più moderni, meno costosi, meglio posizionati e, soprattutto, espansibili, si spartiranno il bacino d'utenza dell'area vasta di Macerata e andremo tutti a curarci altrove, probabilissimamente a Fermo. Mantenere tre ospedali per 300.000 abitanti, senza peraltro definirne chiaramente il ruolo in termini di livello di assistenza,come accade al momento nella nostra provincia, non è cosa economicamente sostenibile allo stato attuale delle cose e risulta solamente appiglio per una facile ricerca di voti in ambito locale. Il progetto politico (di politici che servono provincie vicine e che sono di gran lunga più lungimiranti dei nostri) è quello di fare una lotta feroce alla sanità nel maceratese. D'altro canto è facile attaccare chi non si difende e, anzi, fa il gioco dell'aggressore non rendendosi competitivo (neanche ci si prova, continuando a sostenere che si debba potenziare un ospedale arroccato su una collina, vecchio e stretto dalla città che gli è cresciuta attorno). I giochi per il futuro si fanno oggi e saranno i politici maceratesi di adesso, non di domani, i maggiori responsabili di ciò che avverrà della nostra sanità. Pensiamo bene a quest'ultimo punto e, come possiamo, vediamo di ricordarlo a questi politici, anche a costo di essere assillanti.
  • “L’ospedale di Macerata sarà depotenziato”

    105 - Mag 20, 2015 - 17:09 Vai al commento »
    Grazie a chi ha letto l’articolo e a chi mi ha contattato per esprimere la propria opinione riguardo l’argomento trattato e grazie anche a chi ha voluto commentare, fornendo ulteriori elementi di riflessione. Un piccolo appunto però credo sia doveroso farlo ed è il seguente: il mio scopo è capire quale sia il progetto per la sanità nel maceratese, se ce n’è uno. Sono arrivato alla conclusione che non sono l’unico ad avere questa esigenza. Ora spero che da una parte i cittadini siano più incisivi nel chiedere chiarimenti, dall’altra i politici siano ben disposti a darli. Sono particolarmente curioso di capire non solamente se le mie posizioni siano condivisibili, ma quali siano di preciso i piani futuri. In tutte le Marche le aree provinciali si sono organizzate in maniera chiara, definita, per poter intercettare fondi mirati alla realizzazione di strutture che rispondano alle richieste ministeriali. È necessario comprendere se il territorio maceratese stia facendo lo stesso, abbia intenzione di farlo in futuro o abbia altri progetti che differiscono da quelli che vedono la realizzazione di nuove strutture di primo livello che servano l’intero territorio provinciale. Un progetto mirato, è evidente, dovrà essere attuato anche nel maceratese e questo prima che il bacino d’utenza della nostra area vasta possa essere spartito fra gli ospedali dell’anconetano e del fermano. Non si tratta, dunque, solamente di garantire una sussistenza dell’ospedale del capoluogo, ma di garantire invece al nostro territorio quei servizi, quei posti letto e quelle prestazioni che si addicono ad un ospedale di primo livello, prestazioni che dovranno essere erogate in ambienti adeguati e con costi competitivi. Tutto questo, sia ben chiaro, non per campanilismo, ma perché ci spetta. Tante parole per chiedere sinteticamente: - Quali sono i progetti per la rete ospedaliera maceratese? - Chi, persona fisica e partito politico, appoggia quale progetto e se ne fa carico? Detto questo ci tengo ad evidenziare, poiché sono un ottimista di indole e penso che tutto si possa portare ad un epilogo favorevole, che il titolo dell’articolo che ho fornito a Cronache Maceratesi era un altro, meno impattante e catastrofista e volto invece a ragionare sul “che sarà…”. Un saluto a tutti.
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy