Crisi alla Rsa di Recanati, Saltamartini:
«Necessario garantire i posti di lavoro»

RECANATI - Stipendi non pagati e appalto in scadenza il 30 settembre con 16 posti di lavoro a rischio. L'assessore regionale ha incontrato il personale e l'Ircer: «Due soluzioni: internalizzare il servizio con il personale Asur e la gestione di Ircer oppure andare di nuovo a bando». Il sindaco Bravi: «Esprimiamo forte preoccupazione per le modalità con le quali si sta mettendo in campo la soluzione del problema»
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L’assessore Filippo Saltamartini

 

di Laura Boccanera

Da mesi non ricevono lo stipendio e al 30 settembre quando scadrà l’appalto per la gestione in affidamento ad una cooperativa toscana rischiano di rimanere senza posto di lavoro 16 dipendenti che lavoravano alla Rsa di Recanati dove questa mattina l’assessore alla sanità Filippo Saltamartini ha incontrato maestranze e Ircer. La questione è complessa anche perché non si sa che fine faranno i 16 ospiti della struttura che nel frattempo dovrà anche essere sottoposta a lavori di manutenzione. Un allarme partito sia da chi lavora lì, ma anche dai familiari che si sono visti avvisare da un giorno all’altro del trasloco dei propri parenti in altri presidi o della possibilità di riprenderli in casa.

La vicenda nasce dalla crisi aziendale della cooperativa che 2 anni fa ha ottenuto l’appalto per la gestione della Rsa e che è stata oggetto di pignoramenti, tra cui anche i versamenti che l’Asur effettuava per il servizio. Di conseguenza da luglio i dipendenti non ricevono lo stipendio. Ma la crisi si apre ora perché l’appalto è in scadenza e i lavoratori vedono il baratro anche perché non è stata ancora indetta una nuova gara per l’affidamento esterno. In più c’è il problema dei trasferimenti dei pazienti: attualmente sono 16 quelli all’interno della residenza sanitaria e i familiari sono stati contattati chiedendo di riprendere in casa il parente o, diversamente, accettare il trasferimento. Questa mattina l’assessore Saltamartini era a Recanati per cercare di salvaguardare i posti di lavoro e arrivare ad un accordo con Ircer affinché si faccia carico dei professionisti che lavorano alla Rsa.

«Le soluzioni possono essere due – afferma Saltamartini – o internalizzare il servizio con il personale Asur e la gestione di Ircer oppure andare di nuovo a bando. Vero è che per questo periodo intermedio finché non viene fatta una gara abbiamo richiesto per i mesi di ottobre, novembre e dicembre un accordo fra pubbliche amministrazioni con Ircer per la gestione della Rsa. Il problema però è di carattere occupazionale ovviamente. Perché se in una nuova gara possiamo mettere tra i punti richiesti la salvaguardia del personale attualmente occupato affinché venga riassorbito, l’Asur ha il proprio personale assunto con concorso. Il mio intervento di mediazione andava in questa direzione chiedendo a Ircer di garantire l’occupazione di queste 16 risorse». Ci sono poi le questioni legate alle dimissioni dei pazienti: «nella struttura vanno fatti lavori perché attualmente non idonea – prosegue Saltamartini – i pazienti che sono stati dimessi è perché il medico curante aveva valutato terminato il periodo necessario alle cure in Rsa, per gli altri ovviamente il problema è garantire la continuità del servizio e con la gestione di Ircer questo lo stiamo facendo. I parenti ovviamente devono essere avvisati del trasferimento in altra struttura, se non è avvenuto non deve capitare». Fra il personale però la preoccupazione è palpabile non solo per i mesi di lavoro senza stipendio, ma anche perché si apre di fronte a loro la possibilità che Ircer non garantisca l’occupazione con la conseguente unica opzione di accedere per i prossimi mesi alla cassa integrazione in attesa di un nuovo bando.

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Il sindaco Antonio Bravi

Sulla vicenda il sindaco di Recanati, Antonio Bravi, dice che «apprendiamo non senza sconcerto delle ultime vicende con le quali si conclude un complesso percorso che vede al centro dell’attenzione la locale Rsa con i suoi ospiti, insieme a famiglie e lavoratori impegnati nella sua conduzione. Dopo una lunga trattativa con l’Asur secondo la quale la gestione della Rsa sarebbe stata supportata dagli Ircer, in attesa di un nuovo bando e della conseguente riassegnazione della gestione del servizio, in modo inaspettato per tutte le parti in causa, in questi giorni ed entro il 30 settembre – termine di scadenza del contratto con la cooperativa che ha gestito finora la struttura e che da mesi non eroga gli stipendi ai propri dipendenti – gli ospiti della residenza sono e saranno via via trasferiti al reparto lungodegenza del nostro ospedale di comunità, inviati ad altre strutture ospedaliere o perfino dimessi. È grave il disagio che questa soluzione comporta sia sugli ospiti, persone per lo più con situazioni di fragilità, sia sui loro familiari e anche per le eventuali prospettive dei professionisti finora impegnati nell’erogazione dei servizi. Esprimiamo forte preoccupazione per le modalità con le quali si sta mettendo in campo la soluzione del problema apertosi, e solidarietà alle persone che stanno vivendo sostanziali modifiche per via della strada intrapresa. Siamo inoltre preoccupati per quella che al momento si prospetta come la chiusura di un servizio presente nel nostro Comune, che chiediamo con forza sia ripristinato al più presto possibile, componendo una soluzione in grado di salvaguardare il benessere degli utenti, delle famiglie e degli altri attori coinvolti nella complicata vicenda».

 

«Dipendenti della Rsa a rischio, dovevano essere assunti all’Ircer»



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