«Accordo immediato con Asur e Ircer
per riassorbire il personale della Rsa»

RECANATI - La proposta della Cgil Macerata: «Apriamo subito un tavolo. I dipendenti e le loro famiglie vanno tutelati come anche gli anziani»
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Il segretario della Cgil Macerata Stefano Tordini

«Riteniamo fondamentale il riassorbimento di tutto il personale oggi afferente alla Rsa, quale garanzia di qualità e continuità assistenziale, in virtù della professionalità e del duro impegno garantito negli anni, specie nella recente emergenza Covid. Siamo pronti a fare un accordo entro il 30 settembre, domani, come abbiamo più volte ribadito e sollecitato in questo periodo, a tutela degli operatori tutti con Asur/Av3 e con la fondazione Ircer promotrice di una proposta di accordo mai decollata». È la proposta avanzata dalla Cgil Macerata in merito alla crisi in atto nella Rsa di Recanati, dove è in scadenza il contratto con la cooperativa Il Corso, di Arezzo, che gestisce la struttura. Sono sedici i dipendenti che rischiano di perdere il lavoro, quaranta invece gli ospiti. Di seguito la posizione espressa dal sindacato.

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John Palmieri, segretario Cgil Macerata

«Apprendiamo sulla stampa, e da tempo dai lavoratori ed ospiti della residenza, notizie poco confortanti sul futuro dei lavoratori della Rsa di Recanati. Ricordiamo che si tratta di un appalto conferito l’ultima volta in data 1 agosto 2021 da Asur alla cooperativa Il Corso di Arezzo, con scadenza annuale e possibilità di estensione al secondo anno, di fatto non rinnovata – si legge nel comunicato -. La vicenda ormai nota a tutta la popolazione locale evidenzia gravi carenze della cooperativa, inadempiente verso i lavoratori, con mancati versamenti degli stipendi nonché degli emolumenti previdenziali. Inadempienti anche verso tutti i fornitori che erogano servizi nella rsa di Recanati e nonostante le ripetute richieste di confronto sollecitate dalla Fp-Cgil, inviate a tutte le parti coinvolte, compreso l’ispettorato del lavoro territoriale di competenza e procura di Arezzo, la più recente delle quali risale al 14 settembre 2022 nella quale si richiedeva all’Asur Av3 di competenza la contabilizzazione esatta delle mensilità incriminate ovvero maggio, giugno, luglio, agosto, nonché il pagamento in sostituzione in virtù dell’articolo 30 comma 6 D. Lgs n.50/2016. Ad oggi nessuna risposta ancora è pervenuta – prosegue il sindacato -. In tale richiesta la Fp-Cgil richiedeva di conoscere lo stato dell’arte relativo alla nuova procedura di appalto, in virtù della scadenza imminente del 30 settembre, e richiedeva a tutela di tutti i lavoratori e lavoratrici il riassorbimento in toto del personale operante nella struttura quale condizione essenziale nelle richiesta di collaborazione avviata da Av3/Asur con altri enti».

La Cgil ripete la con fermezza la propria disponibilità ad aprire un tavolo per trovare un nuovo accordo di gestione. «Nonostante le mancate risposta da parte di Av3, notiamo che l’assessore Saltamartini sembra interessato alla vicenda, e che sostenga nelle sue dichiarazioni che nel nuovo bando di assunzione del personale ci sarà una clausola per l’attuale personale che sarà assorbito nella nuova gestione: noi non siamo a conoscenza di tale dicitura prevista nel bando, ma se tali affermazioni sono confermate ed esprimono la reale volontà di salvaguardare 16 dipendenti e le loro famiglie, che dal 1 ottobre saranno disoccupate dopo anni di duri sacrifici, siamo pronti a fare un accordo entro il 30 settembre, come abbiamo più volte ribadito e sollecitato in questo periodo, a tutela degli operatori tutti con Asur/Av3 e con la fondazione Ircer promotrice di una proposta di accordo mai decollata – aggiunge la nota -. Come organizzazione sindacale abbiamo peraltro sollecitato la possibilità di reinternalizzazione del servizio con possibilità di avviare procedure selettive per il reclutamento del personale da impiegare per assolvimento delle funzioni appunto reinternalizzate, prevedendo la valorizzazione attraverso una riserva di posti non superiore al 50% di quelli disponibili del personale ad oggi impiegato, che abbia garantito assistenza dei pazienti nel periodo compreso tra il 31 gennaio 2020 ed il 31 dicembre 2021 e con almeno tre anni di servizio come previsto dal recente DL Calabria. Nessuna risposta nemmeno su questo fronte. Stiamo assistendo allo svuotamento scellerato della struttura, quaranta posti letto complessivi di Rsa, dedicati alla ex Zona Territoriale 8, che sono già migrati in parte verso le cure intermedie di Recanati (con quale assistenza dedicata?? ed altri verso la struttura privata di Villa dei Pini e così per altre destinazioni – continua la Fp-Cgil -. Questa situazione gravissima si protrae da oltre sei mesi, e considerata la pessima gestione della cooperativa, è impossibile che nessuno paventava una conclusione come quella che si sta realizzando, e allo stesso modo è possibile che nessuno abbia ritenuto necessario effettuare incontri già più volte sollecitati? Forse il silenzio assordante dei dirigenti Asur/Av3 coincide con la fase conclusiva di un percorso, come stiamo costatando, che porta a scorporare i quaranta posti di Rsa, ed assegnarne una parte verso la sanità privata come il gruppo Kos in questo caso?».

La Cgil si sofferma anche sul fronte degli ospiti e degli anziani. «È altrettanto grave ed inaccettabile, inoltre, il disagio che questa situazione comporta sia sugli ospiti della Rsa, una degenza composta per lo più da fragilità, sia sui loro familiari. In questi ultimi giorni ed entro domani tutti gli ospiti, già in parte trasferiti in realtà diversa come Villa Pini , il più grande blocco verrà trasferito alle cure intermedie dell’ospedale locale di Santa Lucia in base ai posti letto disponibili. Il disagio terribile che si sta facendo vivere a tutti i degenti e loro familiare è incredibile. Si rompono equilibri delicati e precari di carattere certamente sociosanitario e assistenziali, ma anche affettivi e sociali che saranno pericolosi anche ai fini affettivi e sociali fino ai poter compromettere specifici percorsi di vita. Questo per noi è un percorso in forte controtendenza rispetto la politica elettorale di questa giunta regionale a favore della sanità pubblica sin dal suo insediamento, ma naturalmente noi non ci scoraggiamo – conclude il sindacato provinciale -. Ribadiamo fortemente e pubblicamente la nostra volontà, necessità e disponibilità ad incontrarci con l’assessore alla Sanità Saltamartini, contemporaneamente a Asur e Ircer per trovare presto soluzioni, determinando accordi di carattere probabilmente straordinario ma che necessitano di consapevolezza, volontà ed immediatezza in tempi già scaduti».

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