«Opposizione non partecipa alla vita del Comune
e chiede misure già messe in atto:
troppo impegnati a infangare la città»

CIVITANOVA - I capigruppo di maggioranza rinviano al mittente le accuse mosse dalle minoranze dopo i due omicidi in strada degli ultimi giorni. La lista civica Ascoltiamo la città: «La città è percepita dalla criminalità che da questi atti lucra come un luogo che dà chance di smercio, senza regole e controlli in grado di contrastarlo»
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I capigruppo di maggioranza

 

«Le misure chieste dall’opposizione sono state tutte già avviate, se non sanno cosa avviene è solo perché non partecipano alla vita della municipalità. Probabilmente sono troppo impegnati a infangare e denigrare la città e non se ne sono accorti». Con queste parole i capogruppo di maggioranza del Comune di Civitanova rinviano al mittente le critiche e le accuse mosse da più parti dopo i due omicidi in strada avvenuti nel giro di dieci giorni. Giorgio Pollastrelli (Lega), Piero Croia (Forza Italia), Marino Mercuri (Vince Civitanova), Roberto Pantella (Fratelli d’Italia) e Pierpaolo Turchi (Civitanova Unica) elencano i provvedimenti presi dall’amministrazione: «A seguito dei vari incontri e nei tavoli per la sicurezza e l’ordine pubblico in Prefettura all’indomani dell’ultimo fatto di cronaca del’8 agosto, il sindaco ha chiesto ed ottenuto di rafforzare la presenza di tutte le forze dell’ordine in città, ha preso già l’iniziativa di riunire gli imprenditori del turismo, dell’intrattenimento e del commercio per condividere con loro le strategie di sicurezza da mettere in atto insieme, sollecitando il massimo rispetto delle regole affinché si ricostruisca un rapporto sano e di collaborazione tra tutti gli attori, i loro frequentatori, la cittadinanza tutta. Di portare nelle scuole incontri per sensibilizzare le giovani generazioni a un maggior senso civico e soprattutto di contrasto gli abusi di ogni genere, facendo meglio comprendere i danni gravi e permanenti che essi possono produrre. Inoltre, ricordiamo che è stato già avviato un programma di potenziamento di illuminazione più capillare insieme a quello delle telecamere già in atto da cinque anni».
I capigruppo rivendicano la loro attenzione ai cittadini: «Questo Centro Destra che ha ben chiaro cosa significhi vicinanza alle vittime, vicinanza ai più deboli, vicinanza ai giovani, vicinanza a chi intraprende in città con coraggio un’ attività economica. Non vogliamo condannare ‘in toto’ i nostri giovani civitanovesi, sarebbe troppo facile: abbiamo bravi ragazzi che lavorano anziché fruttare i sussidi di stato, studiano, si impegnano nello sport, nel sociale e soprattutto rispettano le leggi».

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Alcuni componenti di Ascoltiamo la città con Mirella Paglialunga

Sull’omicidio e il bisogno di sicurezza interviene anche la lista di minoranza “Ascoltiamo la città”. «Civitanova è percepita dalla criminalità che da questi atti lucra, come un luogo che dà chance di smercio, senza regole e controlli in grado di contrastarlo. Che piaccia o no all’attuale amministrazione, è questo che sta emergendo. La città non è avvertita più come sicura e chi vive o viene a Civitanova, lo sente».
La lista spinge anche lavorare «con obiettivi a medio termine, sui valori, sulla cultura e sul modello che la città intende proporre e perseguire, che non può essere in via prevalente quello di una città dedita alla movida e al divertimento, con le conseguenze che stiamo vedendo. Chi ha amministrato Civitanova negli ultimi anni ha portato avanti una propria visione della città, con un proprio modo di intendere la sicurezza, che ha lasciato spazio a problemi ben più gravi». Poi la difesa di Mirella Paglialunga: «E’ deplorevole che la maggioranza abbia dichiarato uno stop al dialogo con la consigliera Mirella Paglialunga e con il centrosinistra, per il solo fatto di aver espresso un’opinione sulla allarmante ed anomala situazione in cui si è trovata la città, sintomo di ciò che si è seminato in questi anni. Né la consigliera Paglialunga né la lista civica “Ascoltiamo la città” hanno appuntamenti di tipo elettorale, a differenza dei tanti partiti politici in lizza che affollano il centro destra, quindi l’accusa di “sciacallaggio politico” viene prontamente rispedita al mittente e a chi sta cercando di arrampicarsi sugli specchi per scaricarsi di dosso le innegabili responsabilità che chi ha amministrato la città negli ultimi cinque anni non può che avere e lo fa attaccando in modo biasimevole il legittimo esercizio del diritto di critica politica e di confronto dialettico»

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